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Frutta secca attivata: che cos’è e perché sceglierla

di Rachele Giorgetti 10 mesi fa


Frutta secca attivata: che cos’è e perché sceglierla

Prima di scoprire l’agricoltura e la coltivazione dei cereali, l’uomo del paleolitico cacciava, pescava, raccoglieva semi, piante, tuberi, frutti e radici per nutrirsi. Insomma, non cucinava! Ritornare a questi alimenti porta con sé un’energia primordiale che ci riconnette alla nostra essenza più primitiva, fatta di istinti e di pulsioni. In questo articolo parleremo proprio di un alimento che è stato fondamentale per i nostri antenati e che l’evoluzione ha protetto, preservato e studiato fino ai giorni nostri, la frutta secca!

Ma attenzione: non sarà il solito articolo descrittivo: la scienza e gli studiosi ci forniscono costantemente tantissimo materiale circa le riconosciute proprietà di questo prezioso alimento. Quello che faremo è analizzare il processo di attivazione proposto da BRN Food: si tratta di frutta secca ATTIVATA (nella fattispecie noci e mandorle)!

Se hai già provato la frutta secca BRN Food, ti sarai accorto che appare, sin da subito, un po’ “diversa”: leggermente opaca, dalle tonalità biancastre, molto croccante ma dalla buccia particolarmente friabile.

Ecco, partiamo proprio dalla buccia: il processo di attivazione coinvolge le mandorle con la buccia, intere, perché è proprio qui che risiedono alcuni composti fondamentali (tra cui flavonoidi, tannini e acidi fenolici) dalla riconosciuta azione antiossidante. Inoltre, non ci dimentichiamo che la buccia è ricca di fibra prebiotica, benefica nei confronti della microflora intestinale.

Quella di BRN Food dunque è una frutta secca cruda, raw: non viene tostata ma essiccata al di sotto dei 42°: la tostatura, che richiede temperature elevate, dai 150° ai 250°, comporterebbe infatti la perdita di importanti vitamine, quali tiamina, riboflavina e niacina. In più, quando prolungata, potrebbe causare la formazione di composti tossici per l'organismo, come l'acrilamide: attenzione dunque se tosti la frutta secca a casa, è un rischio piuttosto comune da tenere in considerazione!

Prima di entrare nel vivo del processo di attivazione, vorrei spendere due parole circa la qualità della mandorla utilizzata, la mandorla di Toritto (Puglia) Filippo Cea, presidio Slow Food che si caratterizza per il seme minuto, la forma piccola e panciuta e un gusto spiccatamente dolce e intenso. La mandorla Filippo Cea vanta infatti caratteristiche di eccellenza: un alto contenuto in olio e acidi grassi polinsaturi, una bassissima acidità e una sapore intenso ma, allo stesso tempo, equilibrato, con note di burro finali, mentre la sua particolare pastosità la rende ideale per l’utilizzo in pasticceria.

Ora veniamo al punto focale: perché la frutta secca viene attivata?

Il processo di attivazione prevede innanzitutto una fase in ammollo. Molte evidenze scientifiche descrivono gli effetti benefici dell'ammollo sulle proprietà nutrizionali della frutta secca che, come alcuni cereali e (tutti) i legumi necessitano di questo trattamento per eliminare sostanze anti-nutrienti, fra cui acido fitico, ossalati e tannini.

In particolare, l’acido fitico (o acido inositol-esafosforico) è la principale forma di deposito di fosforo in molti tessuti vegetali: si trova specialmente nella crusca, nei semi e appunto nella frutta secca. Oltre a non essere digeribili per gli esseri umani, i fitati (che non costituiscono una fonte di nutrimento se mangiati direttamente) rendono inassorbibili alcuni importanti microelementi come zinco e ferro, e in misura minore, anche macroelementi come calcio e magnesio. Ecco perché sono considerati elementi anti-nutrizionali, contrastano effettivamente la nutrizione!

Un procedimento 100% naturale che rende migliore, più digeribile e perfino meno tossica  la frutta secca è proprio l’attivazione: analizziamo dunque più nel dettaglio questo processo!

Si tratta di un’immersione in acqua della frutta secca per una finestra temporale di 12-24 ore, una vera e propria fase di ammollo che attiva (ecco perché si parla di ATTIVAZIONE) il processo di germinazione: durante la germinazione la frutta secca (nel nostro caso mandorle e noci ) rilascia nell’acqua delle sostanze vegetali protettive, fra cui proprio l’acido fitico.

In più, l’ammollo è importante perché:

- aumenta la biodisponibilità di alcune vitamine (in particolare la C e quelle del gruppo B), proteine e sali minerali;

- fa sì che la quantità di amido e fibra presente nella frutta secca si riduca;

- aumenta la digeribilità della frutta secca.

Ma i benefici dell’ammollo non finiscono qui: questa semplice pratica neutralizza alcuni enzimi anch'essi responsabili di inibire il corretto assorbimento di determinati nutrienti e favorisce, invece, la produzione di altri enzimi utili alla digestione. Ecco perchè la frutta secca attivata risulta molto più digeribile!

Dopo l’ammollo (e la germinazione) il processo di attivazione si conclude con l'essiccazione della frutta secca, nel nostro caso con essiccatore a meno di 42°, o con l’asciugatura al sole. Un’operazione abbastanza semplice da fare a casa, potrai pensare, ma nei fatti è necessario essiccare la frutta secca completamente e in modo omogeneo su tutti i lati per poter conservarla a lungo ed impedire la formazione di muffe.

Ecco ricapitolati tutti i benefici dell’attivazione:

●     un’aumentata attività enzimatica;

●     un migliore assorbimento dei nutrienti;

●     maggiori proteine, vitamine e minerali;

●     una migliore digeribilità;

●     riduzione di acido fitico ed anti-nutrienti;

●     riduzione di potenziali intolleranze e allergie;

●     risoluzione di tutti i fastidi digestivi e infiammazioni.

Qual è la porzione giornaliera di frutta secca consigliata dal Ministero della Salute? 30g, ancora meglio se ATTIVATA!


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Rachele Giorgetti

Rachele Giorgetti

Rachele Giorgetti ha 31 anni ed è di Forlì. E' esperta di cucina naturale, macrobiotica e di alimentazione ed integrazione in campo sportivo. Fra le sue passioni troviamo la fitoterapia, il fitness, lo yoga e le tecniche di rilassamento corporeo.
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