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Fonti di verità - Estratto da "Pyramidion"

  18 giorni fa


Fonti di verità - Estratto da "Pyramidion"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro e scopri cosa si nasconde dietro i miti sull'origine della civiltà

La scelta d’intitolare questo saggio Pyramidion — Il vertice della piramide del potere nasce dal fatto che con il termine “pyramidion” viene indicata la cuspide piramidale monolitica delle piramidi e degli obelischi, raffigurazione della sacra pietra benben e a sua volta rappresentazione della collina primigenia che emerse dall’oceano primordiale e sulla quale il Dio creatore Atum generò se stesso e la prima coppia divina.

Questo mito egizio della Creazione è stato ripreso e messo “in scala” dal Cristianesimo attraverso il mito cosmogonico del dio biblico che in una mitosi “spirituale”, stranamente simile a quella cellulare, si duplica in Cristo e in Spirito Santo dando poi vita alla coppia umana di Adamo ed Eva (o dovremo dire copia carbonio visto che i figli del dio minore si dice sono stati creati a sua immagine e somiglianza?).

L’atto di clonazione si riverbera nella stessa frattalica creazione in cui la Terra è specchio del Cielo e delle sue forze celesti — parole che non devono trarre in inganno poiché riferentesi al mondo sidereo e alle sue legioni astrali — come già denunciato nell'Asclepio:

Tu dunque ignori, egli diceva ad Asclepio, che l'Egitto è la copia del cielo o, per meglio dire, il luogo dove si trasferiscono e si proiettano qui, sulla terra, tutte le operazioni che le forze celesti governano e mettono in opera?

Gli gnostici alessandrini misero in guardia circa la natura di questa clonazione ad opera del cieco e arrogante dio veterotestamentario, considerato un dio minore associato al principio del Male insieme alle sue alate coorti demoniache, o arcontiche se si preferisce impiegare la terminologia gnostica:

Yaldabaoth disse ai suoi demoni arconti subordinati, “Ora creeremo un uomo secondo l’immagine di Dio e a nostra immagine e somiglianza, così la sua immagine ci illuminerà.” Ciascuno di essi mediante un altro Potere creò gli elementi dell’uomo. —Apocrifo di Giovanni

Va detto che nei miti più antichi troviamo maggiori frammenti di verità. In quello della Creazione presente nella mitologia egizia, o per essere più specifici nella cosmogonia di Eliopoli, si narra di nove divinità note come Enneade, che oltre a essere gli artefici dell’umanità sono anche i suoi controllori. A differenza degli dèi degli antichi greci le divinità adorate dagli Egizi non erano immortali ma invecchiavano, si ammalavano e morivano per poi a volte reincarnarsi, esseri quindi tutt’altro che eterei e mitologici.

A sua volta la Bibbia riprende questa “umanizzazione della divinità” con la figura di Dio in un modo decisamente eccentrico se pensiamo a come nel Deuteronomio e in Numeri le persone che erano a stretto contatto con Yahweh dovevano praticare un’igiene eccezionale per quei tempi, come se l’onnipotente potesse rischiare d’infettarsi, mentre in Esodo possiamo leggere le pretese del dio veterotestamentario di avere l’oro degli israeliti — che dunque non potevano essere degli schiavi in Egitto se erano possessori del nobile metallo — richiesta decisamente inusuale per un presunto “dio”.

Per chi ha letto le opere dello studioso azero Zecharia Sitchin il concetto di Enneade evocherà il ricordo delle divinità sumere note come Anunnaki che, a suo giudizio, ibridarono le scimmie autoctone con i loro geni per creare a loro immagine e somiglianza uno schiavo semi-intelligente al fine di disporre di manodopera per raccolta dell’oro terrestre. Apocrifo di Giovanni la creazione di Adamo sembra descrivere una vera e propria sperimentazione genetica, ciò porta questo vangelo gnostico a precedere di quasi duemila anni analoghe tesi sostenute da molti studiosi e scrittori odierni.

L’ingegneria sociale fondata sulla trimurti dell’inganno (religioni secolari, scienza ufficiale e mass-media) sa quanto sia facile ingannare le persone facendo loro credere cose inverosimili. Essa, ad esempio, ha programmato gran parte delle persone a credere che gli alieni non esistano e che non sia “scientificamente” possibile che costoro possano giungere sul nostro pianeta, coloro che invece si sono rivelati immuni a tale tipo di indottrinamento pseudoscientifico, sono stati contro-programmati a credere solo nella bontà di questi.

Ad un lettore non molto addentro a questi temi il binomio divinità/ alieni — e dunque religione/ufologia — potrà sembrare assurdo o inverosimile rispetto ai parametri ufficiali a cui è stato programmato a credere “reali”. Gli si suggerisce quindi di interpretare i prossimi capitoli, specie quelli finali, come ipotesi plausibili e di non inficiare la lettura con preconcetti pensando di sapere già quale sia la verità.

Già George Orwell aveva preannunciato l’arrivo dell'apocalittico meccanismo totalitario di controllo del pensiero in cui, attraverso la programmazione neurolinguistica di una neolingua impiegata dallo status quo, il bene o la verità sarebbero stati invertiti con il male e la menzogna e viceversa, al fine di generare nonpersone nonpensanti come ha ben riassunto nella sua lapidaria frase:

Quanto più una società si allontana dalla verità. Tanto più odierà quelli che la dicono.

Tale meccanismo era in verità già stato denunciato nel Vangelo di Filippo, un testo gnostico di probabile scuola valentiniana, in cui il linguaggio biforcuto è strumento nonché metafora della religione e dei suoi occulti burattinai:

Gli arconti vollero ingannare l’uomo, a motivo della sua parentela con quelli che sono veramente buoni.

Presero il nome di coloro che sono buoni e lo attribuirono a coloro che non sono buoni, per poterlo ingannare mediante i nomi e poterlo vincolare a quanti non sono buoni. [...] Essi, infatti, vogliono eliminare chi è libero e farne un loro schiavo per sempre.

Tutto questo per dire come ciò che ci sembra “incredibile” non sempre deve essere considerato a priori non credibile — decretando così in maniera arbitraria un concetto con cui stabilire la verità o la falsità di un’informazione — semmai tutto ciò può trasformarsi in un bagno d’umiltà per i nostri logori sistemi di credenza che sono solo l’espressione della nostra ignoranza.

Di conseguenza i primi capitoli dal sapore paleoastronautico hanno lo scopo di dare alcune informazioni di base a chi non è ferrato in materia e, contemporaneamente, di indebolire lo scetticismo dogmatico sull’argomento che non solo non è sano ma è anche avulso dall’uso pratico delle nostre funzioni logiche, sempre più sabotate dai media generalisti e, soprattutto, dall’educazione scolastica al nonpensare.

I capitoli seguenti tratteranno argomenti che potranno apparentemente sembrare scollegati tra loro ma, come andremo a vedere, si riveleranno funzionali alla tessitura di un grande arazzo a inchiostro e carta su cui verranno presentate le occulte connessioni tra odierna società, religione, possessione, eggregori sintetici e interferenza aliena.

Nell’Appendice III invece saranno accennate in maniera stringata alcune ricerche scientifiche della fisica moderna in merito alle multidimensioni e alle neuroscienze. Queste branche studiano il complesso fenomeno della coscienza fino a giungere all’avanzato paradigma dell’universo olografico contribuendo a dare un senso alle informazioni presentate. Ciò potrebbe turbare chi ancora non si è posto sufficienti domande o chi non ha al momento ricevuto sufficienti risposte.

La verità è a volte disarmante, specie per chi ha vissuto di stucchevoli verità altrui senza dimostrare di possedere spirito critico, ed è indispensabile per risvegliarsi dal controllo mentale e percettivo esercitato occultamente dagli ingegneri sociali. Se vogliamo crescere come individui dobbiamo saper mettere in discussione ogni cosa che ci è stata insegnata, soprattutto se non ne abbiamo fatto diretta esperienza, per comprendere se sia verità o meno.

Non a caso l’epistemologo Karl Popper, e la storia stessa, c’insegnano come spesso anche le teorie scientifiche più accreditate siano poi smentite da nuove scoperte, persino la presunta oggettività scientifica acquista sempre di più i logori connotati di un dogma religioso in camice bianco anziché in abito talare. L’ordine naturale delle cose può portare a sfatare i fondamenti di una religione, di una scienza teoretica o semplicemente delle nostre idee preconcette, quando in disaccordo con la realtà comprovata. Dovremmo far tesoro di ciò che il Ministro della propaganda nazista Joseph Goebbel ebbe a dire:

Se dici una menzogna abbastanza grande e la ripeti in continuazione, la gente inizierà a crederci.

Ora viviamo in un’allucinazione collettiva cristallizatasi in realtà grazie alle convinzioni di massa basate su sacre e scientifiche menzogne e, come disse Voltaire:

È difficile liberare i folli dalle catene che essi stessi venerano.

...quante follie ancora veneriamo come verità e quante verità ancora crediamo siano follie?

C’è una camaleontica connessione tra antiche e nuove religioni e culti che possono essere visti come un’unica onnicomprensiva psico-religione o, per essere più precisi, campo mentale, il cui scopo è il controllo psichico ed emozionale delle masse.

In qualsivoglia forma di culto ritroviamo la matrice duale in cui sono contrapposte due forze, quella dell’apparente bene e quella dell’apparente male, i cui rispettivi confini sono in realtà deviazioni dal reale, frutto di condizionamenti mentali che allontanano i fedeli dal comprendere se stessi e la realtà a loro soggiacente, sovrapponendo simulazioni e simulacri, millenarie gabbie reincarnative per anime ottenebrate.

La religione è de facto una paludosa deviazione dal reale, un linguaggio binario di programmazione mentale che programma l’essere umano a diventare utente di un cosmogonico cyberspazio, fatto di idoli virtualizzati rispetto agli originali esseri non umani che interferirono sulla storia umana, e altresì vittima del reale racket energetico degli eggregori religiosi che si alimentano della sua energia devozionale.

Questo linguaggio dicotomizza la mente umana al punto da renderla incapace di processare il pensiero logico endogeno divenendo così solo un amplificatore del campo mentale condiviso esterno cui il fedele è asservito. Per tale motivo un ebreo, un cristiano, un islamico, uno wicca, uno scientologo, ecc. non riconoscono i paradossi fallaci del loro culto, basando la loro vita su premesse del tutto errate che li bloccano in anelli karmici di spaziotempo, nient’altro che gironi d’inferno astrali di cui si ha esperienza in vite fisiche basate su dolore e inconsapevolezza.

La religione è la grande ingannatrice, il giano bifronte che inverte il bene con il male e viceversa, basti pensare alla Bibbia in cui “Dio” viene rappresentato come l’amorevole padre celeste del Nuovo Testamento e, contemporaneamente, come lo spietato serial killer di masse richiedente sacrifici umani ai suoi adepti terrorizzati, traumatizzati e affetti dalla sindrome di El, una sorta di variante della sindrome di Stoccolma, dove è la mente dei credenti ad essere rapita (dall’eggregora religiosa).

Attraverso questa rappresentazione mentale del fedele il “Dio del Bene”, chiamato Dio, Allah, ecc., e i suoi portavoce possono macchiarsi dei più orrendi crimini senza che l’anima peccatrice, il cui peccato è il nonpensare, si ponga domande in merito a tale paradosso. Ecco fin dove può arrivare la follia umana, espressione dei folli manipolatori celatisi tra le pieghe endecadimensionali dello spaziotempo della storia.

In questo saggio andremo oltre questi apparentemente ovvi concetti, purtroppo ancora sconosciuti e alieni a miliardi di esseri loboautomizzati, stabilendo che alla base dei campi mentali collettivi che chiamiamo “sistemi di credenza”, cui la religione fa da regina, si celano i fenomeni di possessione ed eggregorizzazione. Questa complessa e non del tutto compresa fenomenologia, incapace di occultarsi agli occhi di tutti, è stata additata come maligna e, contemporaneamente, ammantata di santità nei diversi culti religiosi, compreso quello cristiano, attraverso la cosiddetta discesa dello Spirito Santo che in realtà è tutto tranne che “santo”, almeno per come generalmente viene inteso questo termine.

Si approfondirà inoltre come i culti, il loro simbolismo e la loro ritualistica siano stati downlodati dalla mente dei posseduti, spesso riconosciuti come fondatori o patriarchi di culti religiosi, facentisi “verbo” delle oscure divinità dietro al controllo spirituale. La ritualistica della possessione di massa, presente nei sistemi di culto al fine di agganciare la mente dei fedeli ai campi mentali sintetici o alla mente dell'ospitato, il parassita, costituiscono l’anello occultato che non ci sta permettendo di evolvere come specie in esplorazione del Tutto, mentre l’anello mancante è tale solo perché la genetica terrestre presenta delle alterazioni innaturali ma funzionali alla connessione a quelle entità e al loro slavery remote control che solo pochi hanno denunciato prodigandosi per ostacolarne l’abominevole esocontrollo dell’umanità.

La tana del bianconiglio che quest’opera vi mostrerà è molto, molto profonda. Le certezze ruzzoleranno via per fare spazio a una mappa della realtà ampliata da chi ha occhi per vedere, l’auspicio è quello di aprire la mente verso una maggior comprensione delle cose. Alcuni lettori potrebbero rifiutare parte delle informazioni qui riportate, il controllo mentale esercitato dalla società è tale che la lettura potrebbe creare un crash dei propri sistemi di credenza dando vita a un relativo shock emotivo. Non sprechiamo la propria vita rifiutando verità “ingombranti” per la nostra piccola mente, apriamola invece, poiché lo shock è stato creato come dissuasore per farci allontanare dalla verità e il crash dei sistemi di credenza è parte integrante della cosiddetta illuminazione, per cui non abbiamone timore. Cari Gustav Jung aveva ragione quando, in un suo slancio siddhartico, affermò che:

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.

Chi possiede una mente new age che vede Cristo, angeli, alieni buoni ed esseri di luce non sfuggirà all’occulta schiavitù mentale dei sistemi di credenza e A gioco degli specchi di chi ne ha il controllo. L’illuminazione si raggiunge scavando dentro di noi, il cancello del paradiso è situato nella soglia tra il subconscio e inconscio e le verità sono in esso contenute poiché tutt’uno con il Campo informativo della realtà, un non luogo ove ogni potenziale e ogni informazione è presente.

Quest’opera nella sua veste psicostorica vi porge degli strumenti di lettura con cui interpretare il passato, comprendere il presente e come

sarà progettato il futuro ma, per quanto avanzate od originali siano le informazioni ivi contenute, queste potranno solo scalfire l’ombrosa superficie di un’immensa e occultata piramide di potere al cui interno potrebbero essere state celate altre sorprese e dunque nuove e più avanzate chiavi di lettura con cui deprogrammarci al lato oscuro della forza.

Questo è semplicemente il lascito di quanto l’autore ha scoperto durante la sua ricerca e si spera che altri amplieranno questa indagine al fine di spezzare definitivamente il cordon d’argent che ci lega agli occulti burattinai e al loro psicodrammatico teatro karmico.

Una volta finito di leggere quest’opera i confini tra ufologia, religioni, società, tecnologia, pensiero umano e pensiero disumano perderanno i loro netti confini cui siamo stati educati a credere. Non riusciremo più a guardare la realtà con gli stessi occhi, sarà come inghiottire una piccola pillola rossa che ci permetterà di leggere la Matrix in cui ora soggiorniamo e quelle in cui potremmo andare quando il nostro corpo non potrà più ospitarci. Alla stesura finale di quest’opera l’autore si è accorto come questa potesse rimembrare per certi versi il Bardo Todol o le Lamine orfiche e l’importante funzione che questo genere d’informazioni può svolgere per l’essere umano per non farlo cadere (nuovamente) nella trappola del nonricordo.

Il fil rouge del simbolismo antropogonico, cosmogonico e teologico si è ripresentato da millenni nelle più importanti civiltà apparse sull’intero globo terrestre e ora, attraverso specifiche informazioni, spesso fuoriuscite dalla stretta maglia della censura ufficiale che non riesce più a compartimentalizzare efficacemente i suoi scomodi segreti, il revisionismo storico e nuovi strumenti d’indagine basati principalmente sulla visione remota e l’ipnosi regressiva, si è riscontrato come parte della millenaria mitologia non sia altro che un disperato urlo dell’inconscio collettivo umano che, sepolto vivo da millenarie manipolazioni, prova a segnalare al nostro conscio l’errore nel sistema di questa arcontica realtà, già denunciato quasi due millenni fa nel Vangelo di Filippo-.

Il sistema mondo in cui viviamo è nato da un errore.

In qualità di programmatori di realtà, come qualcuno ha definito l’essere umano a fronte della sua capacità di influenzare la realtà attraverso la mente, ora è tempo di riscrivere il programma facendo sì che l’errore non sia più contemplato, bensì si interfacci completamente a noi il nostro libero arbitrio di essere e fare ciò che vogliamo essere e fare.

Pyramidion

Il vertice del potere

Anonimo

E se dietro il caos apparente che sembra regnare sul nostro mondo ci fosse in realtà qualcuno che magistralmente muove i fili di tutto? Chi si nasconde dietro al vertice della piramide dei poteri forti? Sono i nuovi...

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