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Estratto dal libro "Ayahuasca - Il Rampicante del Fiume Celeste" di Claudio Naranjo

di Claudio Naranjo 3 anni fa


Estratto dal libro "Ayahuasca - Il Rampicante del Fiume Celeste" di Claudio Naranjo

Le differenti branche della medicina negli ultimi cinquant'anni hanno fatto enormi progressi in tutti i loro campi.

Nell'ultimo mezzo secolo, la medicina, la genetica, la biologia e la farmacologia sono avanzate tantissimo.

In oftalmologia, fino a mezzo secolo fa, si potevano prescrivere solo due paia di occhiali: uno per vedere da lontano e l'altro per vedere da vicino. In seguito sono arrivate le lenti multifocali. Ora, in tre minuti, l'oftalmologo è in grado di eliminare la miopia con un laser.

L'ematologia, la chirurgia, l'ortopedia, la cardiologia sono estremamente progredite. Esistono oggi defibrillatori negli aeroporti, tecnologie 3d, trapianti...

Ci sono trattamenti di ultima generazione per moltissime malattie che fino all'altro ieri erano mortali, così come cure geniche e trattamenti efficaci per tipi di cancro molto aggressivi e perfino la ricerca sull'AIDS è entrata in una fase incoraggiante.

Ma... la psichiatria?

La farmacologia psichiatrica soffre di un ristagno atroce.
Sono decenni che continuiamo a utilizzare gli stessi antipsicotici.

Alcuni degli ansiolitici e degli antidepressivi attualmente più diffusi hanno subito appena qualche variazione negli ultimi cinquantanni. L'Haloperidol ha più di quattro decenni; il Valium sessant'anni. Il famoso Prozac già ha compiuto i trentacinque...

Ma non è tutto: mentre la medicina si è evoluta enormemente, la psichiatria si è arenata trattando solo i sintomi.

Non si affronta il problema psichiatrico alla radice: il disturbo, la malattia mentale, vengono corretti con prodotti che modulano solo la risposta immediata ma che non operano sulla coscienza profonda.

Nel caso di persone che soffrono di disturbo post-traumatico da stress, che hanno sofferto situazioni di violenza estrema, abusi sessuali, trattamenti degradanti o torture, le medicine non hanno la capacità di risolvere questi conflitti e le loro conseguenze. Non si fa altro che somministrare sostanze che provano a modificare i sintomi, senza poter entrare nel fulcro del problema e risolverlo. Per cui la psichiatria accompagna ma non risolve.

La teoria psicoanalitica è stata proposta cento anni fa e, per quanto i gestaltici e i transpersonali le abbiano apportato trasformazioni notevoli, la psicoterapia continua a manifestarsi come opzione lunga, imprecisa e cara.

E invece qui che gli enteogeni, sostanze visionarie o piante sacre, offrono un'opportunità di utilizzo all'interno di un contesto rituale come supporto per risolvere conflitti intrapsichici. E anche qualora non si riesca a risolverli, almeno si possono ottenere da queste sostanze informazioni, conoscenza, coscienza e accettazione degli accadimenti traumatici.

Queste tecniche visionarie aprono nuove opportunità per la salute e, nelle mani di persone qualificate come Claudio, possono servire come strumento di autoconoscenza e soluzione dei conflitti psicologici, specialmente se combinate con aspetti rituali e/o psicoterapeutici.

Che cosa permette una sostanza visionaria che non si ottenga con un farmaco psichiatrico?

Mentre i farmaci di solito si limitano a correggere il sintomo, queste sostanze ci offrono l'occasione di poter vedere e identificare quello che è accaduto nella genesi della nostra storia personale.

La maggior parte delle volte quest'atto di coscienza e autoconoscenza offre l'opportunità di illuminare le ombre delle nostre paure più irrazionali e profonde. Potremmo definire le sostanze visionarie come scorciatoie che permettono al materiale dell'inconscio di affiorare.

Alcune delle persone che fanno uso di queste sostanze chiamano l'ayahuasca lo «sciroppo da psicoterapia».

L'ayahuasca può far sì che una persona riviva in modo molto sentito un'esperienza traumatica accaduta nel passato. La possibilità di risentire il dolore, la paura o l'ansia generate da questa situazione, rivivendola in un ambiente sicuro e a partire da un'altra struttura psicologica, permette di ricollocare e riordinare quei ricordi, sbloccando alcune delle situazioni di conflitto che si sono venute a creare.

Perché questo sia possibile non è necessaria solamente la sostanza, bensì un ambiente e una guida adeguati che permettano questa rievocazione. A partire da lì, ci si può permettere di assumere, accettare e comprendere in modo diverso quella situazione.

Ma questa è solo una possibilità: l'ayahuasca è uno strumento che, applicato da mani sagge, può arrivare a offrire esperienze bellissime.

Josep Maria Fàbregas

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Claudio Naranjo

Claudio Naranjo, psichiatra e psicoterapeuta, tra i massimi esponenti della terapia della Gestalt, è stato uno dei successori di Fritz Perls all'Esalen Institute in California. Ha insegnato in Università del Cile e degli USA, e nel 2007 è stato insignito di Laurea ad honorem all'Università di...
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