800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Estratto da "Figli di un Dio Alieno" libro di Daniela Bortoluzzi

di Daniela Bortoluzzi 1 mese fa


Estratto da "Figli di un Dio Alieno" libro di Daniela Bortoluzzi

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro "Figli di un Dio Alieno" di Daniela Bortoluzzi

«Una menzogna non diventa verità solo per il fatto che tutto il mondo ci crede».
Mahatma Gandhi

Indice dei contenuti:

Il libro

Ci tengo a precisare che questo è un libro da leggere con molta cautela, esaminando e giudicando il contenuto senza pregiudizi, con il cuore e la mente aperti; sono consapevole che le prossime pagine non saranno, almeno inizialmente, piacevoli o facili per tutti e forse qualcuno sarà tentato di accantonare la lettura e mettere il volume da parte. Se lo farà, sarà unicamente perché gli occhi del suo cuore non sono ancora pronti a ricevere le nuove lenti (all’inizio gli occhiali nuovi danno sempre fastidio), ma quando deciderà di riprenderlo in mano, il suo contenuto gli apparirà già molto diverso e gli sarà tutto più chiaro.

I tempi di comprensione e di conoscenza non sono uguali per tutti.

Il risveglio della coscienza è scandito dalle sincronicità che incontriamo ogni giorno e che sono di fatto messaggi archetipi dinamici che il Cosmo ci invia per accelerare il processo di risveglio. Ma queste sincronicità sono comunemente confuse con il “caso”, e di conseguenza non vengono riconosciute e colte. Bisogna vivere senza “dormire” facendo sempre attenzione a tutto quello che succede intorno a noi in ogni istante.

Il caso non esiste: è solo il nome che l’uomo usa quando incontra una causa che non riesce a spiegare. Si fanno incontri, si visitano luoghi, si entra in possesso di oggetti che abbiamo attirato involontariamente o che ci hanno attirato. È la Legge di Attrazione, una delle tante leggi cosmiche…

Siamo magnetici e l’incontro con questo libro non è stato casuale. Chi l’ha acquistato è stato attratto prima dal titolo, poi da quanto è scritto sulla quarta di copertina e magari anche dal nome dall’autrice, una ricercatrice di verità e revisionista del vecchio paradigma.

In ogni caso, tu che leggi sei alla ricerca di risposte o di conferme e ti trovi a un punto di non ritorno, perché quando s’inizia una ricerca di questo tipo non ci si può più fermare: la sete di conoscenza è una sete inesauribile e non si estingue mai.

Io la conosco bene. È un’eccitazione, un prurito cerebrale che si può placare solo con la conoscenza. E, ogni volta che viene placato il prurito, la nostra conoscenza in espansione ci porta, per necessità, a una nuova eccitazione, una nuova ricerca, perché ogni pensiero ne provoca un altro e così via!

È la nostra intelligenza a portare a questa necessità di accrescimento di conoscenza, che, logicamente, emergerà solo dopo aver appreso, compreso e assimilato – e quindi attraverso la percezione della verità nel proprio sentire e l’emozione della certezza!

Non basta una laurea in medicina per curare i malati: ci vuole il tirocinio in un ospedale. Non basta leggere molti libri, studiare geografia e guardare filmati per diventare un documentarista: bisogna viaggiare ed emozionarsi. Un architetto appena laureato sa come si progetta una casa, ma solo dopo aver frequentato i cantieri conoscerà le fasi della realizzazione nell’aspetto pratico e avrà la certezza dell’esito.

In altre parole, con lo studio e la teoria si arriva a sapere e a comprendere, ma solo con la pratica, l’esperienza e l’emozione si acquisisce il talento e quindi si conosce. A quel punto, la visione della conoscenza sarà talmente forte che la coscienza ne sarà piena e si potrà afferrarla!

E la conoscenza del Sé e della legge cosmica che ha determinato il ruolo umano sulla Terra mediante una precisa serie di eventi (perché è di questo che stiamo parlando), si ottiene solo con la sperimentazione nel proprio cuore della consapevolezza – richiamata dall’intelligenza e da ogni altra energia di tutto il proprio essere – quindi con la trasformazione alchemica frutto della propria ricerca interiore, delle proprie esperienze e della revisione dei propri errori – anche di quelli di valutazione alla base dei preconcetti (spesso dovuti a oscurantismi e imprinting di vario genere) – tappe fondamentali e inevitabili di questo percorso.

La conoscenza diventa consapevolezza e saggezza. Non è mai possibile il contrario, perché la consapevolezza deriva dalla percezione e dall’accoglienza di quanto si è sperimentato (con la propria intelligenza e con il cuore) e non accettato a priori anche quando è inverosimile, solo perché qualcuno ha deciso così, come nel caso dei dogmi.

Bisogna anche aggiungere che, anche se la comprensione può avere tempi lunghi, la consapevolezza arriva di colpo, è il “bing”, la lampadina che s’illumina all’improvviso sul cappello-nido di Archimede Pitagorico. La lampadina del personaggio disneyano viveva sul cappello pensante dell’inventore, mentre la nostra prende vita, per così dire, durante il percorso di ricerca interiore. E, una volta accesa, la nostra lampadina non si spegne mai più.

La mission umana è quindi la metamorfosi verso un nuovo orizzonte di coscienza, la verità “che rende liberi”, l’illuminazione ricercata di vita in vita – in quanto il tempo umano e terrestre di una sola vita non basta.

La ricerca interiore serve a scoprire chi/cosa siamo e sperimentare l’unità con il Tutto riconoscendo la nostra essenza. Dovendo sfiduciare il lobo sinistro del nostro cervello, questo percorso condurrà inevitabilmente a traumi e a crisi esistenziali e alla consapevolezza che la nostra identità è una non-identità.

Il premio sarà il risveglio.

Il risveglio della coscienza

Nella ricerca di verità – volgendo la mente all’interno per controllare i suoi tentativi di dissuasione a continuare – ci rendiamo conto, con gli occhi del cuore, di non essere affatto ciò che pensavamo di essere. Solo allora inizia coscientemente il processo di risveglio e solo dopo questo percorso (passando attraverso dubbio, curiosità, stupore, fastidio, intuizione, conoscenza, certezza, emozione, consapevolezza e illuminazione), si compie l’evoluzione e l’armonizzazione della coscienza.

Il passo successivo è l’ascensione personale, ovvero l’elevazione della propria vibrazione a una banda di frequenza più alta in cui si manifesta ciò che potremmo definire la visione dell’uno; in questa fase le vibrazioni più basse (paura, odio, disperazione, ecc.) cedono il passo a quelle alte (amore, compassione, felicità, ecc.) mentre siamo ancora nella forma incarnata.

Il processo di ascensione non riguarda solo l’uomo, ma tutta la creazione a livello atomico e subatomico in eterna espansione – quell’immenso “vuoto” fatto di atomi in frenetico movimento interconnessi tra loro e con tutto il resto, il “pieno”. È il vuoto del buddhismo, il nulla (che contiene il Tutto) della concezione advaitica, il vuoto quantistico che contiene tutto allo stato potenziale, il campo di Higgs della fisica nucleare.

Durante il percorso d’evoluzione spirituale affiora gradualmente una realtà diversa, ma ancora inesatta, che induce il ricercatore, alle prese con questa nuova consapevolezza, a sentirsi diverso dagli altri, praticamente un eletto.

L’emergente nuova percezione della realtà lo illude di non essere più ignorante e impotente; crede di aver raggiunto la meta e di non essere più schiavo del suo Ego, che invece è ancora in agguato, anche se sta per essere riconosciuto e smascherato! E ciò avverrà proseguendo lungo il percorso interiore che trasformerà il ricercatore da inconsapevole in consapevole.

Chi sono?
Da dove sono venuto?
Dove andrò?

Tutta l’indagine spirituale di ogni ricercatore ha inizio con queste domande e con il tentativo di trovare delle risposte.

La realtà, così come l’abbiamo sempre creduta, semplicemente non esiste: è una creazione illusoria dei nostri sensi e della fabbrica dei nostri sogni, la mente umana. La realtà non è altro che una proiezione mentale, un tipo di sogno da cui ci sveglieremo solo con la morte, quando usciremo dal veicolo fisico nel quale ci eravamo identificati.

Gli atomi, però, sono reali e la loro frenesia non è altro che la danza di Shiva, la legge primaria che regola tutto il Cosmo e che s’identifica con la forza creatrice che chiamiamo Dio. Questa legge governa ovunque, entro e oltre i confini trascendenti dei mondi e degli universi, perché tutto è uno: come in alto, così in basso.

La stessa forza pervade l’immensamente piccolo ipotizzato da Planck e l’immensamente grande in cui Einstein ha dimostrato che energia e materia sono la stessa cosa.

Sul nostro pianeta il risveglio individuale è in atto. Siamo alla fine dell’era più buia del ciclo terrestre per entrare in quella più luminosa; ne siamo a conoscenza perché questo ci è stato tramandato dalle più antiche sacre scritture del mondo, i Veda, e dagli illuminati di ogni tempo. Il Kali Yuga (Età del ferro) sta finalmente per lasciare spazio al Sathya Yuga (Età dell’oro e della verità).

Il risveglio collettivo, invece, è lentissimo perché l’egoismo e la paura hanno determinato le basse frequenze creatrici della realtà illusoria in cui viviamo e in cui ci identifichiamo. Per questo è fondamentale formare una massa critica per scatenare una reazione a catena di risveglio. Anche tu che stai leggendo stai partecipando a questo risveglio.

Quando si parla di Dio, dell’anima e del trascendente in generale, si toccano tasti molto speciali e delicati che fanno risuonare gli accordi nel nostro subconscio. La mente crea la dualità e quindi non ammette le apparenti irrazionalità metafisiche, veri e propri terremoti che alterano la relativa calma piatta della realtà acquisita dal nostro sentire e perpetuata dai nostri pensieri.

Quindi, prima di continuare, vorrei aprire una parentesi per mettere in chiaro fin dall’inizio, affinché non ci siano dubbi nel lettore, che sono credente. Aggiungo però che ho una visione del divino piuttosto diversa da quella che la maggioranza delle persone credenti occidentali ha permesso alla propria mente di creare: un Dio (formale) dall’aspetto umano e per giunta maschile (quindi un Dio relativo e non assoluto).

Ma come – mi sembra già di sentire – Dio non ci ha creati a Sua immagine e somiglianza?

Se qualche lettore si è riconosciuto in questa domanda, significa che è ancora immerso nella nebbia fatta calare dalle religioni, che non sono la manifestazione del divino, ma quella dei privilegi di caste che hanno sempre obbligato gli altri a lavorare per loro. E così, come anticamente i sacerdoti che conoscevano la verità si ritiravano nel silenzio mentre quelli che sapevano solo qualcosa governavano e imponevano prove senza significato, ecco che ora siamo tutti richiamati al risveglio, anche se ciò che ognuno sa nel profondo del suo cuore è difficile da ascoltare e da verificare dentro a se stesso.

La sudditanza psicologica nasce sempre dall’ignoranza e dalla paura, specialmente quando è provocata da integralismi e dogmi religiosi. Siamo stati programmati alla schiavitù e scoprire di essere liberi potrebbe essere stupefacente per chi è all’inizio della sua ricerca di verità – come quando, alle scuole elementari, ci stupivamo ogni volta che imparavamo qualcosa di nuovo.

Sarà il sapere chi/ cosa siamo a consentirci di conoscere finalmente noi stessi e passare così dalle classi elementari all’università e, quindi, alla conoscenza, ovvero alla verità che rende liberi.

Uomo, conosci te stesso

Sul frontespizio del tempio greco dell’oracolo di Delfi è incisa questa frase enigmatica: «Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli dèi», un invito alla comprensione dell’unità del microcosmo e del macrocosmo, per arrivare alla vera conoscenza che sbocca nella conoscenza dell’Universo. Questa frase è anche un’esortazione a trovare la verità dentro a se stessi, e non nel mondo delle apparenze, e riassume l’insegnamento di Socrate e dei saggi di ogni tempo.

Infatti, fin da quando apparve il primo barlume di coscienza, l’essere umano iniziò a interrogarsi sulla sua esistenza e sulla causa e la fonte del creato.

I saggi hanno sempre sostenuto che la conoscenza del Sé superiore rappresenti la conoscenza suprema dell’essere, l’uomo vero, e proprio da questa conoscenza emerge la relazione tra il Dio trascendente e l’uomo; tuttavia, mentre filosofi e pensatori di tutti i tempi hanno sempre invitato al risveglio della coscienza, i detentori del potere occulto hanno sempre agito per evitarlo.

Il cambiamento di pensiero non rientra nel “programma” e quindi è assolutamente da impedire! Se entra un “virus” nella nostra mente, ci vuole subito un “antivirus” che ripristini il programma informatico originale. Il più efficace “antivirus” si chiama disinformazione; è autoinstallante ed è programmato per nasconderci la verità (e per mantenerci all’oscuro di essere stati programmati). L’umanità è ancora schiava della sua programmazione.

Eppure i tempi sono cambiati, l’uomo è meno ignorante e superstizioso ma, anche se la scienza cambia mano a mano che acquisisce nuove conoscenze, ad alcune di queste non viene prestata la giusta attenzione per evitare di inoltrarsi in zone off limit.

Gli scienziati più coraggiosi, quelli per così dire “di frontiera”, vengono spesso attaccati duramente da quelli “ortodossi” che non hanno la minima intenzione di rivedere lo status quo; un atteggiamento che ricorda tristemente quello degli inquisitori del Tribunale del Santo Uffizio di Roma, che, oltre quattrocento anni fa, si rifiutarono di guardare nel cannocchiale di Galileo. Oggi sappiamo (e del resto lo sapevano anche i Sumeri, gli Egizi, i Maya, ecc.) che la Terra è rotonda e gira intorno al Sole, e che nel Cosmo ci sono miliardi di galassie con miliardi di altri pianeti e di altri soli!

Tutta l’umanità (con tutti i suoi affanni quotidiani, le guerre, gli amori, la politica, i successi, le sconfitte, le invenzioni, le nuove tecnologie) è contenuta in una piccolissima sfera rotante piena di vita e di “cose” costruite dai suoi abitanti – un insignificante e anonimo puntino simile a un atomo rispetto alla dimensione di molti altri pianeti e all’immensità del contesto cosmico dove tutto è uno.

La Terra non è altro che uno dei miliardi di corpi/elementi cosmici conosciuti (cioè visibili con i moderni telescopi), composto a sua volta da moltissimi altri elementi, tra cui una specie di creatura intelligente (noi) che vibra ai medesimi Hz del corpo terrestre di cui fa parte. Perfino la percentuale di acqua contenuta nel corpo umano è la stessa presente in quello terrestre.

Siamo particelle vibranti del “progetto creazione”, che s’illudono di essere unità individuali.

In definitiva, gli elementi cosmici sono tutti in risonanza tra loro e con la sostanza in cui sono immersi e che li pervade; secondo la velocità a cui vibrano si condensano e si cristallizzano in forme diverse, più o meno dense o sottili. E queste forme, come spiega Dan A. Davidson, hanno a loro volta il potere di convertire l’etere universale in altre forze ed energie. Tutti questi elementi esistono dunque in virtù delle onde vibratorie dell’energia creatrice e, di conseguenza, partecipano al moto perpetuo.

In questo mare di coscienza e di pensiero che contiene l’energia della vita e tutti i ricordi e le informazioni delle ere, l’uomo comune crede di nuotare in direzione della morte, senza rendersi conto di essere invece il mare stesso, energia in continua trasformazione.

L’Essere è immortale, mai nato e mai morto, coscienza-energia compenetrata d’intelligenza allo stato puro (senza lo “scudo” che evidentemente isola il cervello nella forma incarnata). Il Cosmo è pervaso dall’energia primaria scaturita dall’Assoluto; questa energia madre, discendendo nelle geometrie dei vari livelli – sempre più densi – della realtà, genera a sua volta tutte le energie sottili che li vivificano.

E anche se nessuno può dire di conoscere la natura del Cosmo e della vita, oggi la meccanica dei quanti, la teoria del campo unificato e del bosone di Higgs, hanno finalmente messo in luce che esoteristi, occultisti, teosofi e mistici hanno sempre avuto ragione a sostenere che il Cosmo pullula di vita, che ci sono infiniti tipi di “mondi” dove essa si manifesta, che tutto questo brulicare di vita potrebbe essere in certi casi addirittura sovrapposto alla nostra per così dire “realtà” e che di certo esistono diverse specie intelligenti di entità biologiche – alcune simili a noi – da qualche parte del nostro o di un altro Universo.

Vorrei ricordare il grande Maharishi Mahesh Yogi (il mistico e guru indiano, fondatore della tecnica di meditazione trascendentale e del movimento MT con cui la diffuse in tutto il mondo) era un fisico e aveva già ipotizzato molti anni fa un campo unificato da cui era certo emergesse ogni manifestazione compresa la coscienza.

Questa ipotesi, alla luce delle recenti conoscenze della fisica, è oggi quanto mai verisimile e confermata da numerosi risultati ottenuti alla m.u.m. Maharishi University of Management di Fairfield (Iowa, U.S.A.), dove da sempre collaborano scienziati di fama mondiale.

Figli di un Dio Alieno

Cronache cosmiche e riflessioni metafisiche alla luce delle evidenze del passato

Daniela Bortoluzzi

Sulla scia di Mauro Biglino, una nuova voce alla ricerca della verità! Un percorso lungo il quale saranno analizzate tracce ed evidenze del passato e nuove scoperte della Fisica e della Metafisica, che ci sveleranno...

€ 14,90 € 12,67 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Daniela Bortoluzzi

Daniela Bortoluzzi è nata nel 1948 a Venezia, dove risiede con la sua famiglia. Ha conseguito studi classici, linguistici e artistici prima di decidere di essere una ricercatrice indipendente.  E' creatrice, autrice e webmaster. Ha sempre odiato le mezze verità, i dogmi, i cover-up mediatici e...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Estratto da "Figli di un Dio Alieno" libro di Daniela Bortoluzzi

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste