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Esperienze non ordinarie - Estratto da "Frontiere della Coscienza Psichedelica"

di David J. Brown 4 mesi fa


Esperienze non ordinarie - Estratto da "Frontiere della Coscienza Psichedelica"

Leggi l'intervista dell'autore al dottor Stanley Krippner, esperto di stati alterati di coscienza

Intervista con Stanley Krippner

Il Dottor Stanley Krippner, psicologo umanista, è uno dei maggiori esperti al mondo di stati alterati di coscienza, di sogni, fenomeni psichici e psichedelici, disordini da stress post-traumatico, esperienze non ordinarie, cure indigene e sciamanesimo.

E stato direttore della Ken State University, del Centro Studi sull’infanzia in Ohio e del Laboratorio sui sogni presso il Centro Medico Maimonides di Brooklyn. Attualmente è professore presso la Saybrook University di San Francisco, dove tiene la cattedra di Alan Watts di studi sulla coscienza.

Nel Laboratorio dei sogni a Brooklyn, Krippner ha condotto studi per determinare in che modo le persone possono ricevere comunicazioni telepatiche mentre stanno dormendo. I risultati sono stati molto soddisfacenti e Krippner è stato coautore di un bellissimo libro su questo tema intitolato Dreams Tdepathy (Telepatia nei sogni). E autore, curatore, cocuratore e coautore di trentasette altri libri.

Ha avuto numerosi riconoscimenti per il suo incredibile lavoro, come il premio dell’American Psychological Association, ricevuto nel 2000 per aver contribuito significativamente all’avanzamento della ricerca internazionale in psicologia, e quello ricevuto nel 2013 per la lunga ricerca svolta in psicologia umanistica.

Ho intervistato Stanley il 17 febbraio del 2014. Abbiamo parlato del futuro della psicologia, della ricerca sulle sostanze psichedeliche e dei sogni; ci siamo anche chiesti se le entità che le persone spesso raccontano di aver incontrato durante le sessioni di DMT o di ayahuasca abbiano un’esistenza autentica e indipendente o meno.

Mi racconti brevemente come è nato il tuo interesse per la psicologia e la parapsicologia?

Sono nato nel 1932 e sono cresciuto in una fattoria del Wisconsin. Nella nostra comunità ho potuto osservare moltissimi comportamenti umani: da un lato incesto, infedeltà, abuso di minori e di donne, bullismo, suicidio e dall’altro generosità, sacrificio, compassione e integrità. Ho letto articoli divulgativi di psicologia su questi comportamenti ed ero affascinato dalle informazioni e spiegazioni che venivano date.

Ero un avido lettore e a dodici anni ho chiesto ai miei genitori di comprarmi l’enciclopedia. Mi hanno risposto che non potevano permettersi le centinaia di dollari che costava, così mi sono chiuso nella mia stanza a piangere. Poi ho avuto un’illuminazione. Avevo un parente ricco, mio zio Max, e gli avrei chiesto di prestarmi i soldi. Improvvisamente però ho sentito che qualcosa non andava, che mio zio Max era morto. In quel momento il telefono ha squillato.

Mia madre ha risposto, poi ha cominciato a urlare. Il marito di sua sorella, mio zio Max, era morto all’improvviso per un attacco di cuore. Non ho raccontato questo evento per anni, ma quanto accaduto mi ha portato ad ampliare le mie letture con argomenti come premonizioni, telepatia e parapsicologia.

In che modo il sistema tradizionale sciamanico ha influito sulla tua visione della psicologia?

Mi interessano le culture dei nativi americani da una vita. Quando mio padre arava i campi, spesso scopriva punte di frecce indiane che io e mia sorella collezionavamo. Così ho iniziato a leggere libri sui nativi americani, specialmente sulle tribù che avevano vissuto dalle nostre parti nel Wisconsin. Ho letto di uomini-medicina, donne-medicina e sciamani, ma non ne ho incontrato uno fino a che non ho iniziato a lavorare al Centro Medico Maimonides negli anni Sessanta.

Sono stato invitato a parlare in una conferenza a cui partecipava anche la grande madre Twylah Nitsch, una sciamana indiana Seneca. Quello che lei e altre persone-medicina hanno detto sull’ecologia e sul prendersi cura della Terra era molto in sintonia con la mia visione del mondo. Mio padre era stato uno dei primi della zona a praticare l'agricoltura biologica, così avevo potuto vedere l’applicazione pratica dell'essere parte della natura, anziché del distruggerla.

Quando ho conosciuto Alan Watts, il filosofo che ha reso popolare il pensiero orientale negli Stati Uniti, ho scoperto che questa prospettiva era una parte importante della sua personale filosofia. Ero un ecopsicologo ancora prima che la parola fosse inventata. Nel 1972 ho condotto una serie di seminari con Alan Watts e Rolling Thunder (un uomo-medicina molto famoso) presso l’università del New Mexico a Las Cruces. Gli studenti erano sorpresi perché i nostri messaggi erano simili ma provenivano da tre differenti prospettive: psicologia, filosofia e insegnamenti nativo-americani.

Come vedi il futuro della psicologia?

La psicologia del xxi secolo continuerà a concentrarsi sui soliti argomenti come personalità, motivazioni, emozioni, relazioni, insegnamento, sessualità, immaginazione, memoria e psicoterapia, ma non parlerà con un’unica voce. Attualmente la voce che sta prendendo più spazio nei media è quella della neuropsicologia.

La psicologia è lo studio scientifico del comportamento e dell'esperienza, umana e non umana. La neuropsicologia studia il comportamento e l’esperienza attraverso ciò che sappiamo sul cervello e sul sistema nervoso. Ho ideato tre corsi di neuropsicologia alla Saybrook University, per cui apprezzo le intuizioni provenienti da questo campo, specialmente per quanto riguarda il prendere decisioni, i disordini mentali, il sonno, il sogno e altri aspetti. Ma ho anche seguito con grande interesse la psicologia evoluzionistica, la cui voce sta diventando più prominente.

Gli psicologi evoluzionisti vedono il comportamento e l’esperienza attraverso la lente dell’evoluzione - certi tratti si adattano e di solito sopravvivono, mentre quelli che non si adattano solitamente scompaiono. Per esempio, in passato gli sciamani trattavano i loro pazienti con rimedi naturali, con rituali e col supporto della comunità. Molte delle piante che utilizzavano avevano proprietà mediche, ma altrettante no. Ciononostante, questi rimedi spesso funzionavano grazie a quello che chiamiamo effetto placebo.

Gli individui che non erano suggestionabili, che non rispondevano al placebo o all’aiuto offerto dalla comunità, non sopravvivevano e i loro geni abbandonavano il patrimonio genetico. Pertanto gli sciamani hanno svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione umana e, come loro, gli psicoterapeuti contemporanei spesso usano l’ipnosi, la suggestione, le aspettative e il sostegno familiare e sociale a beneficio dei loro pazienti. Ma le mutazioni genetiche non sono l’unico modo di introdurre nuovi tratti nel patrimonio genetico. Ci sono molte più mutazioni non adattive che adattive, e quindi c’è bisogno di altri modi per far emergere le caratteristiche utili.

I guaritori tribali hanno trovato il modo di attivare lo “sciamano interiore” delle persone, la capacità autoregolatrice della psiche umana. Attività come meditazione, immaginazione e rituali multisensoriali (danza, tamburi, canti, espressioni artistiche, ecc.) possono di fatto cambiare — in meglio — la posizione del gene sui cromosomi. La disciplina che studia tale fenomeno è chiamata epigenetica, un campo che credo avrà un grandissimo impatto sulle teorie e sulle pratiche psicologiche. Possiamo vederne gli effetti in quello che viene detto trauma transgenerazionale; alcuni studi indicano che i sopravvissuti ai genocidi mostrano tratti positivi e negativi che si ritrovano nei loro figli e nipoti.

Questo si spiega in gran parte con l’influenza dell’ambiente familiare, anche se non del tutto, perché alcuni discendenti crescono con scarsa conoscenza di ciò che accadde nella diaspora in Africa, nell’olocausto nazista, nei “Sentieri delle lacrime” indiani e in altri episodi di orrore umano. Se il campo morfogenetico di Rupert Sheldrake verrà confermato da ulteriori ricerche, forse sarà un altro passo avanti verso l’evoluzione, sia umana che non, così come potrebbe esserlo l’effetto delle piante psico-attive nello sviluppo del cervello dei primi uomini.

Ma la psicologia del futuro identificherà anche altri due “cervelli”, il cuore e la pancia. Il campo della psiconeuroimmunologia ha portato a una nuova comprensione delle “molecole delle emozioni” e ha scoperto che nel cuore e nell’addome ci sono tanti neurotrasmettitori quanti ce ne sono nel cervello, e anche di più.

Sia la neuropsicologia che la psicologia evolutiva sono aspetti importanti della coscienza — i modelli di pensiero, i sentimenti e le percezioni che caratterizzano un organismo in qualsiasi punto dell’esistenza - e lo studio della coscienza continuerà a espandersi nel XXI secolo. Gli studi sulla coscienza si sono diffusi rapidamente da quando ho preso il dottorato presso la Northwestern University nel 1961, dopo uno splendido corso di laurea in cui però la parola coscienza raramente veniva utilizzata.

La parapsicologia è stata pioniera di tanti metodi utilizzati per studiare la coscienza, nonostante questo le venga raramente riconosciuto. La ricerca parapsicologica riceve comunque attenzione, sebbene a malincuore, specialmente quando la psicologia tradizionale è posta davanti alle numerose testimonianze di esperienze pre-morte, di uscita dal corpo, di vite passate, di sogno lucido e di altri fenomeni inusuali, la cui spiegazione forza i confini della psicologia convenzionale.

I modelli psicologici come quelli sviluppati da pionieri quali Stanislav Grof non godono di rispetto tra gli psicologi tradizionali, ma hanno il vantaggio di avere un grande valore esplicativo quando accadono esperienze non-ordinarie. Di fatto, uno dei dibattiti emergenti nella psicologia del xx secolo è il ruolo della coscienza: è un epifenomeno? Oppure è all’inizio di tutto e ha preceduto il Big Bang? Un’ipotesi che suona oltraggiosa, ma che alcuni fisici quantistici sono quasi arrivati a considerare sostenibile.

Quali sono le aree che secondo te andrebbero esplorate di più con le sostanze psichedeliche?

Dalla mia prima esperienza con la psilocibina nel 1961 ho sostenuto che gli psichedelici si trovano in una posizione privilegiata per migliorare la psicoterapia, per illuminare lo studio della creatività e per aumentare la capacità di risolvere i problemi. Il mio caro amico Albert Hofmann ha fatto una scoperta prematura nel 1943, tanto che la psicologia e altre discipline hanno impiegato decenni per comprendere i potenziali benefici dell’LSD e di sostanze simili. Ed è stato sempre Albert Hofmann a prendere spunto dai nativi americani quando incoraggiava la gente a camminare nelle foreste, a godere del tramonto e a trovare altri modi di connettersi con la natura.

Per l’esattezza, I’mdma, o Ecstasy, non è uno psichedelico ma un potenziale enteogeno, una sostanza che rende capace chi la usa di scoprire la propria divinità interiore. La terapia con I’mdma ha avuto effetti positivi durevoli su persone a cui era stato diagnosticato uno stress da disordine post-traumatico (ptsd), ma le attuali regolamentazioni governative ne limitano l’uso a poche dozzine di veterani di guerra. Ho pubblicato tre libri sul trauma di guerra e so che c’è un forte bisogno di terapie efficaci in termini di costi e tempi per prevenire la rottura di relazioni, l’esplosione di violenza e gli atti suicidi che spesso accompagnano il ptsd.

Dire che I’MDMA è una risorsa trascurata in questo settore nulla toglie ai tanti trattamenti già esistenti per il ptsd, tra cui gli approcci umanistico-esistenziali e cognitivo-comporta-mentali... Inoltre, esistono relazioni aneddotiche sulle qualità terapeutiche dell’ayahuasca e studi che dimostrano l’assenza di effetti negativi a lungo termine in chi usa questa sostanza.

In realtà gli effetti dell’ayahuasca sono spesso positivi, ad esempio la cessazione dall’abuso di alcol o di droghe. Ma queste piante mediche devono essere usate in un contesto appropriato e con una specifica intenzione individuale, non in modo casuale.

Mentre ero in Brasile, una volta ho partecipato a un rituale con uno sciamano guarani in cui abbiamo ingerito almeno sei sostanze psicoattive con risultati molto positivi e nessuno strascico negativo. Molti decenni fa, con l’antropologo Michael Winkelman ho partecipato a una vdada (veglia di guarigione) con i funghi; c’era anche Maria Sabina, forse la più importante sciamana del ventesimo secolo. Donna Maria diceva che Gesù Cristo le era apparso in sogno, permettendole di raccontare ai visitatori gringos da Boston che quando gli invasori spagnoli bandirono le attività pagane come le vdadas con i funghi, gli indiani Mazatec iniziarono a prenderli clandestinamente.

Ma è arrivato il tempo di rivelare il segreto, nella speranza che le vdadas possano fermare la distruzione della natura da parte dell’uomo. Ho letto un resoconto sulle rivelazioni di Maria Sabina nella rivista Life alla fine degli anni Cinquanta, senza minimamente pensare che un giorno l’avrei incontrata. Winkelman, ovviamente, scrisse un classico sullo sciamanesimo, nel quale faceva riferimento agli psichedelici come psicointegratori che riunivano la parte destra e sinistra del cervello così come le strutture cerebrali più vecchie con quelle più nuove.

Ed è con questa plasticità cerebrale che il cervello risponde anche alle discipline spirituali. Meditazione, preghiera e contemplazione possono produrre cambiamenti strutturali positivi nel cervello, esattamente come un’efficace psicoterapia.

Cosa sono veramente i sogni? Credi che i mondi visitati nei sogni possano avere un’esistenza autentica e indipendente, fuori dalla nostra mente?

Il resoconto di un sogno è una serie di immagini, riportate in forma narrativa, che si manifestano mentre dormiamo. Ma il racconto di un sogno non è mai il vero sogno e probabilmente entrano a far parte della rievocazione anche un certo numero di ricostruzioni. Ho letto che la fase REM, nella quale avvengono la maggior parte dei sogni lucidi, servirebbe a raggiungere scopi adattivi nel processo evolutivo: memorizzazione di informazioni, prove di future attività, risoluzione di problemi, scarico delle emozioni e completamento di pensieri e sentimenti incompleti.

Ho parlato con sciamani che credono di poter viaggiare nelle altre dimensioni della realtà durante i loro sogni, e forse possono davvero. Gli psicologi sanno molto poco sui mondi immaginali, un terreno che prende anche il nome di inconscio collettivo e di campo akashico.

Molte persone normali hanno sognato eventi futuri o ciò che qualcun altro faceva o pensava, ma sostenere che entrino in un universo parallelo ogni notte è una nozione che manca di prove empiriche. E una tale dichiarazione diminuisce i miracoli della neuropsicologia dei sogni. Da un punto di vista evoluzionistico, le persone che difettano della fase rem non funzionano molto bene nella società. Per esempio, durante tale fase i muscoli principali sono immobilizzati.

Se un membro della società tribale che sta sognando di lottare agisse fisicamente sulle altre persone con lui in tenda o nella caverna, potrebbe con la sua azione disturbare l’equilibrio della società. Non sarebbe inusuale se tale membro fosse esiliato, e i suoi geni potrebbero non passare alle generazioni future.

Immaginiamo poi una piccola scimmia la cui madre osserva il movimento rapido degli occhi (tipico della fase REM). La suddetta madre farà più attenzione a questi cuccioli rispetto a quelli che difettano della fase REM. Questi ultimi saranno pertanto più spesso vittime di predatori; ancora una volta, i loro geni abbandoneranno il patrimonio genetico, mentre le scimmie con la fase REM potranno passare i loro tratti ai figli.

Ci sono tante questioni non risolte sul sonno e sul sogno, ma ciò che sappiamo ci mostra il modo meraviglioso in cui il ciclo sonno-sogno è diventato adattivo, non solo per l’evoluzione umana, ma anche tra numerose altre specie. Ora abbiamo la prova che nel cervello dei topi durante il sonno si attivano le stesse aree funzionanti durante il giorno, quando i roditori riescono a trovare il formaggio nel labirinto...

Infine, le memorie dei topi vengono conservate in modo che siano utili per il futuro, per ottenere più formaggio nei futuri esperimenti nel labirinto. Sono in disaccordo con il biologo inglese Richard Dawkins su tante cose, ma concordo con lui sul fatto che l’evoluzione è «il più grande spettacolo sulla Terra».

Pensi che le entità che le persone spesso riferiscono di aver incontrato durante sessioni di DMT o ayahuasca abbiano un'esistenza autentica e indipendente?

Nella maggior parte dei casi le entità incontrate durante le sessioni psichedeliche sembrano quelle descritte dalle persone che si svegliano da un sogno. La psiche ha una meravigliosa capacità di condensare esperienze e così uno sconosciuto, in un sogno o in una sessione di DMT, potrebbe rappresentare tante persone appartenenti allo stato di veglia accomunate da un particolare tratto o ruolo.

Tuttavia, alterazioni nella coscienza possono trasportare alcune persone in quelli che ho definito in precedenza come mondi immaginali, aspetti della coscienza che contengono entità che esistono nell’immaginazione, entità che gli sciamani spesso chiamano spiriti, alcuni dei quali una volta vivevano sulla Terra, contrariamente ad altri che vivono nel proprio mondo.

La loro realtà è data per scontata da sciamani quali Twylah Nitsch, Maria Sabina e Rolling Thunder. Ma chi è saturo di credenze occidentali si chiede se sono veri. La verità consiste in una corrispondenza tra ciò che viene riportato a livello di esperienza e ciò che gli scienziati considerano fatti.

Il filosofo Massimo Pigliucci ci ricorda tuttavia che i fatti provengono da una varietà di dati empirici, matematici, logici.

etici, estetici, ecc. Ecco perché dico ai miei studenti di astenersi dall’usare la parola provato quando parlano di esperimenti psicologici. Il termine prova può essere applicato alla logica astratta e ai teoremi matematici - o anche al whisky - ma a poco altro.

Cosa pensi che accada alla coscienza dopo la morte?

Si può di certo ipotizzare che alcuni aspetti della coscienza sopravvivano alla morte. I parapsicologi hanno studiato questo argomento per oltre un secolo e ci sono centinaia di casi ben documentati che provano tale sopravvivenza e che si possono trovare nella letteratura sulla medianità, la reincarnazione e le esperienze di pre-morte (noe).

Per quanto mi riguarda, l’aspetto divertente delle esperienze di pre-morte è che le persone che tornano dal Paradiso (o a volte dairinferno) raccontano che questi luoghi non hanno nulla a che vedere con le descrizioni fatte dalle grandi religioni occidentali. Ci sono resoconti nei quali un parente defunto appare in sogno o nelle sessioni psichedeliche, dando specifiche istruzioni su come ritrovare un oggetto perduto o quale decisione prendere per risolvere una certa faccenda.

Stavo tenendo una conferenza in Messico quando la moglie di Rolling Thunder, Spotted Fawn, morì. Quella notte la donna mi apparve in sogno e mi salutò dicendo: «Sai, credo che non ti rivedrò più».

Ci sono numerosi esempi di ciò che chiamo visitation dreams, sogni che dubito possano essere sempre qualificati come coincidenze, prevaricazioni o appagamento di desideri. Per quanto riguarda la coscienza, credo che prima o poi ritorni in ciò che spesso viene chiamato “natura divina”. Ma ci vuole tempo, almeno secondo coloro che ipotizzano l’esistenza di un passaggio attraverso una serie di vite. La logica occidentale sostiene che quando il corpo muore, muore anche la mente, ma questa è una visione limitata del corpo. Molte tradizioni dei nativi americani parlano di corpo lungo, un corpo legato a una

comunità che può espandersi nello spazio e nel tempo. Questo corpo lungo può esistere dopo la cosiddetta morte fisica e può anche mostrarsi nel futuro. Rolling Thunder mi disse che ricordava la sua esperienza passata molto bene e poteva rievocare parzialmente due delle sue vite precedenti. Per Rolling Thunder e altri sciamani e saggi nativi americani non esiste il problema mente-corpo, che ha invece sollevato per secoli tanti interrogativi tra i filosofi occidentali.

Qual è la tua visione del concetto di Dio?

Mi sono interessato alle teorie dei sistemi da quando ho conosciuto Ludwig von Bertalanffy, il precursore della teoria evoluzionistica sui sistemi, presso la Northwestern University. Da allora ho letto libri sia su questo argomento che sulle sue diramazioni, quali la teoria del caos e la teoria della complessità. Ho scritto qualche articolo sulla loro applicazione nei sogni, che pare si organizzino intorno a un attrattore caotico, un’immagine centrale che stabilisce legami emozionali con altre immagini nella psiche del sognatore.

Non concettualizzo Dio come un’entità che ha creato l’universo da una posizione esterna. Piuttosto, c’è una forza auto-organizzante responsabile di tutto il cosmo come noi lo conosciamo. E se le persone vogliono chiamare questo principio auto-organizzante Dio, non ho obiezioni.

Se potessi riassumere il messaggio basilare della tua vita in poche parole o frasi, cosa diresti?

Quando ero alle scuole superiori a Fort Atkinson, nel Wisconsin, il senatore Alexander Wiley ci fece visita e ci diede dei buoni consigli. Ci disse di ridere, amare e vivere, e ci fece numerosi esempi di quanto queste tre azioni avessero caratterizzato la sua vita e la sua carriera. Anni dopo, sono andato a trovarlo nel suo ufficio a Washington e lui mi ha portato a fare un giro nella camera del Senato, sul famoso vagone ferroviario sotterraneo.

Era di ottimo umore e mi ha raccontato alcune storie interessanti prima che scendessimo dal vagone. Da allora, la mia vita non è stata facile. Ho dovuto fare i conti con fallimenti, avversità e crisi. Ma ho cercato di non prendermi troppo sul serio, di vivere ogni giorno con pienezza e di portare amore ai miei compagni esseri umani e ai progetti che ho trovato meritevoli del mio tempo e dei miei sforzi. Oggi abbiamo parlato di molti di questi progetti.

C’è qualcosa di cui non abbiamo parlato che vorresti aggiungere?

Mi hai fatto un’intervista molto completa e c’è ben poco che possa aggiungere. Tuttavia vorrei dire ancora una cosa. Quando ero alla Northwestern University, ho seguito una serie di lezioni tenute da Martin Luther King, L’ho addirittura portato a fare un giro per il campus, così ho avuto la possibilità di parlare con lui privatamente. Il mio contatto con King mi ha trasformato in un attivista, tanto che ho lavorato molto in paesi in via di sviluppo e con le popolazioni indigene.

Il mio interesse per lo sciamanesimo mi ha dato la possibilità di coniugare attivismo e studio, com’è successo anche lavorando con i veterani di guerra sulla PTSD, e con i numerosi viaggi che ho intrapreso nell’ex Unione Sovietica all’apice della guerra fredda per interagire con parapsicologi russi.

Ho scritto articoli su persone discriminate come bambini con handicap, afroamericani vittime di razzismo e transessuali i cui sogni rivelavano il disperato tentativo di affermare la propria identità. Una volta sono stato presentato come lo psicologo che «ha la testa tra le nuvole ma i piedi per terra». Ho pensato che fosse uno splendido complimento.

Frontiere della Coscienza Psichedelica

Conversazioni con Hofmann, Grof, Strassman, Narby e altri maestri del movimento psichedelico

David J. Brown

Questo libro racchiude una di quelle idee che, nella loro semplicità, si rivelano bellissime e vincenti. Brown ha infatti scelto di radunare in un solo volume tutti gli aspetti della cultura psichedelica – dalla musica...

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David J. Brown

David J. Brown È uno scrittore americano, intervistatore e ricercatore della coscienza. Autore di numerosi e fondamentali testi, primo fra tutti The New Science of Psychedelic: At the Nexus of Culture, Consciousness, and Spirituality, oltre che di romanzi di science-fiction, ha ottenuto un...
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