800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Esiste qualcosa oltre la morte?

di Dr. Pim Van Lommel 1 settimana fa


Esiste qualcosa oltre la morte?

Intervista al cardiologo Pin van Lommel - Tratto da Scienza e Conoscenza n. 59

Fino a pochi decenni fa le esperienze di premorte non venivano prese in considerazione dalla scienza. Oggi, come lei testimonia con le sue ricerche, iniziano a essere considerate un fenomeno di interesse dal punto di vista scientifico. Cosa sta accadendo? 

Lei sostiene che la scienza comincia a trovare le NDE “interessanti”, ma cosa intende, lei, per “scienza”? Intende, immagino, il materialismo scientifico... 

Con 20 milioni di casi di NDE in Europa, di cui 2,5 milioni in Italia, per non parlare delle persone che hanno esperito una ADC (After Death Communication), ossia un’esperienza di comunicazione post-mortem, sono sempre più numerosi gli scienziati dalla mente aperta, e ancor di più la gente comune, a convincersi che il paradigma materialista non consente alla scienza di spiegare né le cause né i contenuti delle NDE e delle ADC.

Per cui vi sono stati libri, altri studi scientifici, articoli rivolti tanto al grande pubblico che al circuito specializzato, e dunque peer-reviewed [“rivisti da altri scienziati di pari grado”; N.d.T.]sulle NDE, soprattutto in relazione ai sopravvissuti ad arresto cardiaco, che hanno contribuito a ridurre il tabù e i molti pregiudizi interno alle NDE. 

L’aspetto forse più affascinante delle NDE è quello delle OBE, ovvero le esperienze fuori dal corpo. C’è una fenomenologia specifica delle OBE? 

Nelle OBE la gente riferisce una serie di percezioni poi verificate, avvenute da un punto al di fuori del proprio corpo senza vita, che viene visto dall’alto. 

Chi riferisce una NDE riporta l’impressione d’essersi spogliato del corpo come se fosse un vecchio cappotto, e la sorpresa che ha provato nello scoprirsi ancora dotato di un’identità, di percezioni, emozioni, e di una lucidissima coscienza. Le esperienze fuori dal corpo sono scientificamente importanti perché i medici, gli infermieri e i parenti del paziente possono verificarne l’esattezza e anche risalire al momento preciso, all’interno del periodo di rianimazione cardio-polmonare, in cui la NDE è avvenuta.

In una recente rassegna di 93 testimonianze di percezioni OBE potenzialmente verificabili e avvenute durante le NDE, si è scoperto che circa il 90% delle OBE riportate era accuratissimo: la verifica ha comprovato che tutte le percezioni avvenute durante il coma, l’arresto cardiaco o un’anestesia generale riferivano dettagli davvero accaduti; l’8% delle testimonianze conteneva solo piccoli errori e il 2% era del tutto errato. 

Recentemente un libro ha riportato ulteriori 68 casi di OBE con percezioni veridiche comprovate.

Ciò prova che le OBE non possono essere considerate né allucinazioni (in quanto l’allucinazione è un tipo di esperienza che non ha alcuna base reale, come le psicosi), né distorsioni (ossia errate valutazioni di percezioni corrette), né illusioni (ossia immagini ingannevoli, equivocabili). Inoltre ci vuole un cervello che funzioni per esperire un’allucinazione, una distorsione o un’illusione. 

DNA spazzatura e coscienza

Il DNA spazzatura non è chiamato in causa quan­do si tratta di definire la coscienza. Sembra – ma è solo un’ipotesi – che il DNA sia ben più di una mera molecola complessa in cui sono codificate le proteine alla base delle informazioni ereditarie: circa il 95 % del DNA è detto “DNA spazzatura”, e la sua funzione non è ancora conosciuta.

Vi sono però prove cre­scenti che questa parte del nostro DNA svolga un ruolo significativo quale interfaccia fra la coscienza non-locale e il corpo, il che renderebbe ogni singola cellula capace di fungere da interfaccia.

Considero l’ereditarietà come una forma di memo­ria: la preservazione, tramite il DNA, di possibilità fisiche e proprietà consce e inconsce (l’individuali­tà).

Il DNA potrebbe inoltre svolgere una funzione di coordinamento nella collaborazione fra cellule, sistemi cellulari, organi e l’organismo vivente preso nel suo insieme, regolando lo scambio reciproco di informazioni (bio-comunicazione, bio-risonanza). La funzione d’interfaccia svolta dal DNA all’interno di ogni cellula faciliterebbe lo scambio tra informa­zioni ereditarie non-locali e coscienza non-locale, e potrebbe spiegare la continuità del nostro corpo in perenne mutamento.

Ma serviranno ulteriori analisi del DNA vivente per elaborare e confermare questa ipotesi, che spiegherebbe anche l’epigene­tica.

Maggiori info sul libro, Coscienza oltre la Vita.

Scienza e Conoscenza - n. 61 - Rivista Cartacea

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

Autori Vari

In questo numero Scienza e Conoscenza si addentra nel campo della medicina.. ma sempre a modo suo! Medicina integrata, Medicine Non Convenzionali, Medicina alternativa, Medicine tradizionali: tanti nomi per una realtà...

€ 7,90 € 6,72 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Pim van Lommel, cardiologo olandese, ha iniziato il proprio percorso di ricerca sulle NDE (Near-Death Experiences, o esperienze di premorte) dopo avere notato la quantità di pazienti che, dopo un infarto, dichiaravano di avere avuto visioni dell’aldilà. Nel 2001 ha pubblicato...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Scienza e Conoscenza, la scienza che non ti aspetti. Rivista trimestrale illustrata nata nel 2002 dalla volontà dell'allora editore Giorgio Gustavo Rosso (direttore del Gruppo Editoriale Macro) di creare uno strumento di informazione capace di rintracciare le connessioni tra le indagini...
Leggi di più...

Dello stesso editore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Esiste qualcosa oltre la morte?

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste