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EM, questi sconosciuti - Estratto da "La Rivoluzione dei Microrganismi Effettivi"

di Anne Katharina Zschocke 7 mesi fa


EM, questi sconosciuti - Estratto da "La Rivoluzione dei Microrganismi Effettivi"

Leggi un estratto dal libro di Anne Katharina Zschocke e scopri perché i microrganismi effettivi sono una risorsa versatile e innovativa per mille utilizzi

I microrganismi effettivi sono una coltura microbica mista composta da circa 13 ceppi diversi, in prevalenza lattobacilli, lieviti e batteri fotosintetici stabilizzati in un ambiente assolutamente privo di ossigeno, immersi in una soluzione liquida e acidula, con un pH di circa 3,5. Per comodità il loro nome viene abbreviato in EM.

Indice dei contenuti:

Che cosa sono gli EM?

Gli EM sono in grado di ovviare a uno squilibrio causato da microrganismi, riportando il tutto in un circolo vitale armonioso. Da putrefazione, cattivo odore, muffa, ruggine, deterioramento o malattia si avranno una crescita sana, purezza, armonia e fertilità. Poiché i microrganismi colonizzano in maniera naturale tutto ciò che esiste sulla terra, si presentano anche in ogni disturbo. Di conseguenza gli EM possono essere di aiuto in maniera incredibilmente varia e in tutti i settori della vita.

Gli EM migliorano il terreno e fanno crescere le piante in maniera più sana. Queste fioriscono con maggior vigore, le piante commestibili incrementano la loro produzione e i parassiti si mantengono alla larga. I frutti sono di qualità superiore, il loro raccolto aumenta quantitativamente, il loro sapore migliora ed è possibile prolungarne la conservazione.

Gli animali a cui vengono somministrati gli EM si mantengono in salute. I problemi di pelle, pelo e piumaggio spariscono, il mangime viene digerito e assimilato meglio, la soddisfazione e la fertilità aumentano, favorendo così un comportamento più sociale. Gli EM aiutano sia nell’igiene sia nella pulizia, rendono ovunque il lavoro più facile e agiscono garantendo un ambiente sano. Vengono utilizzati nella gestione energetica e nell’edilizia, sono in grado di purificare acqua e aria, e risolvono problemi apparentemente insolubili. Negli esseri umani gli EM stimolano la capacità di autoguarigione, migliorano la cicatrizzazione della cute e delle ferite, in caso di diete contribuiscono alla salute del metabolismo aiutando la digestione e il sistema immunitario.

L’elenco delle esperienze fatte nei quasi trent'anni trascorsi dalla scoperta degli EM potrebbe continuare per pagine e pagine, ma forse già quanto fin qui letto vi toglie il respiro e, considerando il numero delle possibili applicazioni, vi state dicendo: «Non può essere vero, sarebbe un vero e proprio rimedio miracoloso!».

Effettivamente gli EM ci offrono uno sguardo su un mondo meraviglioso: il miracolo del microcosmo. Il miracolo non è rappresentato dai microrganismi effettivi in sé, quanto piuttosto dalla nostra natura inesauribile, dagli innumerevoli microrganismi e dalla loro azione infaticabile: solo ora stiamo iniziando a comprenderlo. Sono i miracoli di un mondo che non è determinato da qualcosa di visibile, ma che è essenzialmente animato, percorso, guidato e mantenuto dall’invisibile.

I ricercatori continuano davvero incessantemente a scoprire nuove proprietà dei microrganismi, che prima avevamo attribuito ad altre circostanze. Così, ad esempio, da poco tempo si sa che i batteri intestinali rilasciano nel sangue dei neurotrasmettitori che, in qualità di semiochimici o messaggeri chimici, regolano le funzioni cerebrali e il sistema nervoso, e che i microrganismi nel cielo sono responsabili per la formazione delle nuvole e della pioggia. Sappiamo inoltre che stimolano la fertilità del terreno e da tempo è ormai noto che tramite le catene di zuccheri da essi rilasciate ne mantengono insieme i granelli. Gli organismi unicellulari dunque smuovono mari e monti nell’universo, ma anche in ognuno di noi, e mantengono insieme il tutto. Sono ovunque e non c’è quasi nulla che non siano in grado di fare.

Atmosfera e terreno, ma anche gli esseri umani, si sono formati durante lo sviluppo della Terra grazie agli organismi unicellulari. Dunque perché questi organismi non dovrebbero essere anche visti come dei rigeneranti universali?

Le possibilità di applicazione degli EM ci stupiscono per la loro varietà, perché a causa del nostro pensiero analitico siamo abituati a suddividere il mondo in cui viviamo in tanti singoli settori separati. Terreno, piante, animali, esseri umani, fermentazione dei formaggi, tempo di asciugatura del cemento, odore delle stalle, attenuazione del prurito, eliminazione delle macchie: tutte queste attività e questi ambiti non sembrano avere molto in comune tra loro. E invece sì: in realtà tutti questi aspetti sono collegati tra loro in maniera invisibile nel flusso vitale che, nel cerchio della vita, si propaga su tutta la Terra, sostenuto proprio da questi minuscoli esseri essenzialmente nascosti all’occhio nudo.

Per comprendere correttamente gli EM dobbiamo quindi liberarci di tutto ciò che abbiamo finora pensato e creduto, riconsiderare il tutto nuovamente e portare le nuove competenze all’interno di un flusso vitale. La maggior parte di noi conosce i microrganismi solo per sentito dire o forse perché, occasionalmente, li abbiamo visti ingranditi. Queste immagini fanno pensare a un’immobilità che non corrisponde però alla realtà. Gli organismi unicellulari non stanno affatto immobili come pedine su una scacchiera, ma in realtà brulicano e pullulano in continuazione. Se si osservano gli EM al microscopio ci si stupisce dei loro movimenti delicati sì, ma continui e pieni di energia. Sono l’espressione di una vita ricca di intraprendenza.

In origine gli EM sono stati creati come rimedio per migliorare il suolo e la loro soluzione madre viene utilizzata ancora oggi come arricchimento per il terreno o si trova in commercio come prodotto per l’insilamento. Nel tempo è stata sviluppata una “tecnologia degli EM”.

In Europa, nelle aree di lingua tedesca, le loro colture vengono moltiplicate da diversi produttori e le definizioni commerciali della soluzione madre degli EM, utilizzabile per tutte le applicazioni, sono al momento “EM-Urlòsung”, “EM-Farming” e “EM-1” (per i prodotti reperibili in Italia, vedi a p. 227). Esse non contengono alcun organismo geneticamente modificato {vedi p. 26).

La particolarità dei microrganismi effettivi non è data unicamente dalla somma di tutti i microbi presenti nella miscela, ma dalla loro speciale convivenza simbiotica. Per meglio comprendere questo concetto, si può paragonare l’attività microbica a quanto avviene in un’orchestra: quando essa suona una sinfonia di Mozart la musica che ne deriva è diversa da quella che si ottiene se i singoli musicisti sono intenti a suonare ognuno un proprio brano.

Negli EM il tipo di cooperazione ha un ruolo determinante sul successo della loro azione. I ceppi riuniti negli EM si completano a vicenda in un modo che può essere spiegato come segue: un ceppo microbico assume una sostanza e ne rilascia un’altra. Questa viene utilizzata da un altro ceppo il quale a sua volta rilascia una terza sostanza che verrà utilizzata da un altro ceppo ancora. Ciò che un ceppo microbico produce viene assunto come nutrimento da un altro e tutti producono e rilasciano qualcosa: alla fine così tutti vengono riforniti e tutto viene riutilizzato. Non ci sono carenze né residui in eccesso.

Questa convivenza viene comunemente definita come “coesistenza pacifica”. Ciò significa che ogni essere vivente adempie al proprio compito nell’ambito della convivenza, è ben nutrito, assume e rilascia il giusto, e non ci sono scarti superflui. Tutto è intessuto e intrecciato in un flusso vitale.

Dal punto di vista microbiologico l’ossigeno ha un ruolo importante nella convivenza degli EM e i ceppi microbici negli EM hanno un rapporto diverso con l’ossigeno. A volte ne hanno bisogno, a volte invece no. Da un’azione in generale anaero-bica deriva una capacità fortemente antiossidante {vedi p. 30).

Questa “coesistenza pacifica” all’interno degli EM si manifesta sia nelle piccole che nelle grandi cose: se con l’aiuto degli EM si fanno fermentare a casa i rifiuti organici, questi possono venire reintrodotti in un ciclo vitale sotto forma di concime utile prima che inizino a marcire e ad ammuffire. Nella trasformazione dell’erba tagliata (vedi p. 86 e sgg.) si possono in questo modo risparmiare sia i costi dello smaltimento nel contenitore dell’umido che l’acquisto del concime per il prato.

Lo stesso vale per il riciclo dei rifiuti e per il compostaggio in grande stile. Questo utilizzo degli EM ha già risolto in maniera economica e rapida enormi problemi in tutto il mondo.

Dove possono essere utili gli EM?

Fondamentalmente gli EM possono essere d’aiuto in ogni ambito vitale della Terra che presenta un disturbo: nel ciclo terra-piante-animali-esseri umani, nell’aria e nell’acqua. Possono contribuire inoltre a migliorare i materiali.

Laddove, a causa delle loro peculiarità, gli EM non sono in grado di vivere, ad esempio nell’acqua di mare, il loro impiego ovviamente non ha senso. Gli EM non vengono neanche utilizzati nelle situazioni in cui non ci sono problemi e dove non è necessario alcun tipo di miglioramento, cioè quando l’attività microbica esistente manifesta, attraverso salute e bellezza, un’adeguata azione.

Ormai da molti anni vengono impiegati nel giardinaggio e nell’agricoltura, per il trattamento delle acque di scarico e il miglioramento delle acque, nel ménage casalingo, nelle scuole e per l’igiene nella gastronomia, nelle imprese di pulizia e nell’industria alberghiera, nell’allevamento, nelle cliniche veterinarie, per le ristrutturazioni, per il risanamento, per la salva-guardia dei monumenti, nella generazione di energia, nell’edilizia e in molti altri settori ancora.

Perché gli EM sono utili?

Perché sono in grado di apportare energia e un impulso rigenerativo a un ambiente caratterizzato da un’enorme vitalità come quello dei microbi, contribuendo a modificarlo del tutto.

Nei 4,5 miliardi di anni di storia della Terra, gli organismi unicellulari sono stati i primi esseri viventi a popolare il pianeta, come testimoniano già i fossili di 3,8 miliardi di anni fa. I batteri hanno anche trasformato l’originaria calotta gassosa che circondava la Terra in un’atmosfera vivibile. Per molti miliardi di anni, fino al momento della comparsa dell'Homo sapiens sul pianeta, circa 0,00012 miliardi di anni fa, gli organismi unicellulari avevano trasferito nel terreno le particelle gassose dell’atmosfera terrestre, creando così un’atmosfera ricca di ossigeno che ha permesso la respirazione e il metabolismo energetico degli esseri viventi, uomo compreso.

A partire dalla combustione di materie prime fossilizzate per sfruttare l’energia abbiamo capovolto questo processo che durava da miliardi di anni. Estraendo dalle profondità della Terra petrolio, carbone, gas naturale e torba per riscaldare, produrre energia, benzina e calore rilasciamo nuovamente nell’atmosfera tutte quelle sostanze che in passato i microbi erano riusciti a fissare nella Terra.

L’aumento nell’aria di anidride carbonica, ossido di azoto e altri prodotti della combustione si ripercuote sulla società microbica presente nell’atmosfera. I microbi non sono più in grado di svolgere i loro compiti abituali, fanno fatica a far fronte a tutti quei veleni e, ad esempio, non riescono più a mantenere stabili cicli indispensabili per l’equilibrio sul pianeta, come ad esempio quelli del carbonio e dell’azoto. Di conseguenza questi cicli sono bloccati e ristagnano ovunque.

In pratica significa che nella nostra aria e ovunque quest’ultima entri in contatto con la materia, questa inizia a degenerare, ad ammuffire, a decomporsi, ad arrugginire o a imputridire.

Le moderne abitudini di vita portano contemporaneamente a condizioni migliori per la crescita delle muffe. Nelle varie regioni le muffe aumentano oltre misura. Alimenti che una volta si potevano conservare per lungo tempo o semplicemente essiccare, oggi, se non vengono adeguatamente preparati chimicamente, si ricoprono di muffa nel giro di poco tempo. Organi che sono rimasti intatti nelle chiese per secoli vengono all’improvviso ricoperti da muffe, e i monumenti crollano.

Se vogliamo cambiare qualcosa in questo processo rovinoso, dobbiamo farlo insieme ai microrganismi, e gli EM ci dimostrano che è possibile. I microrganismi hanno creato in passato tutte le materie prime che finora ci sono state utili per lo sfruttamento dell’energia. Anche adesso sono in grado di fornire energia ad ogni habitat che presenta un disturbo. Poiché a causa delle loro dimensioni non siamo in grado di vederli singolarmente a occhio nudo, tendiamo a dimenticare non solo tutti gli ambiti in cui sono presenti, ma anche ciò che riescono a fare e ciò che dobbiamo loro.

I microrganismi ci mostrano che l’equilibrio naturale dei processi vitali è sensibilmente disturbato ogni qual volta che putrefazione, muffa e deterioramento hanno la meglio su una vita sana manifestandosi con cattivo odore, malattia, decadimento o distruzione. Se in una situazione simile introduciamo un mix di batteri sani, gli organismi unicellulari sono in grado collaborare fra di loro per trovare autonomamente una soluzione al problema.

I microrganismi effettivi sono dunque un mix di microbi in grado di rimettere a posto lo squilibrio creatosi sulla Terra, di arginare il prevalere dei processi degenerativi e, grazie alla loro cooperazione e alla loro energia vitale, di bloccare il decadimento eccessivo.

Perché un mix microbico?

Perché fondamentalmente l’azione dei microrganismi ha luogo in una comunità connessa, nella molteplicità e nella comunicazione continua.

Tutto sulla Terra, sotto la Terra e sopra la Terra è naturalmente animato dai microrganismi. Questi vivono in biofilm, dunque in comunità microbiche che spesso ricoprono come una sottile pellicola vischiosa le interfacce e sono in costante contatto sia tra di loro che con altre cellule e strutture. Quali microrganismi si sviluppino di volta in volta viene determinato nella convivenza tra i potenziali tipi di microbi e l’ambiente interessato. Grazie agli EM si è in grado di indirizzare consapevolmente questa convivenza verso una direzione favorevole allo sviluppo della vita.

Per comprendere gli EM è importante considerare l’azione di tutti i microrganismi come l’espressione di una comunità. Finora eravamo abituati a considerare gli organismi unicellulari come ceppi singoli e a denominarli come tali, ad esempio come E. coli oppure come Lactobacillus acidophilus. Nel XIX secolo si è iniziato ad analizzarli, a definirli, a denominarli e a coltivarli in monocoltura separatamente dal loro contesto, come ceppi singoli su capsule di Petti nelle cosiddette colture pure. Ciò è possibile perché in quanto ceppi singoli essi continuano a raddoppiare di numero se sono date le condizioni di crescita adeguate.

Tuttavia, con la coltivazione di queste colture pure si creava una situazione fittizia che non è possibile trovare sulla Terra e che risulta essere inesistente anche tra piante, animali o esseri umani. In natura non esiste mai una coltura pura isolata. I microbi sono sempre collegati tra loro in maniera molteplice, sono sempre connessi in un costante contatto vigile con tutti gli elementi, esseri, cellule e processi che si trovano alla loro portata.

Così, come oggi sappiamo, essi sono in grado di regolare la composizione e la densità della loro popolazione, come pure tutte le ulteriori attività, attraverso la comunicazione tra di essi a seconda delle necessità in loco. La monocoltura dunque è una scoperta derivata da un fraintendimento dell’umanità.

Tuttavia il pensiero analitico derivato dalle ricerche del XIX secolo si è imposto in maniera dominante, sostenuto a livello morale e politico dallo spirito del tempo. Dopo la malattia e la conseguente morte di animali ai quali in fase sperimentale erano state inoculate monocolture batteriche, gli organismi unicellulari furono visti come la causa delle malattie. Questa apparentemente plausibile correlazione raggiunse in breve tempo una validità generale la cui conseguenza fu lo sviluppo di sostanze battericide, di cui si fa tuttora abbondante uso. Da allora quasi in tutto il mondo il fatto che i batteri siano pericolosi e facciano ammalare è diventato un dogma nell’immaginario umano.

Se però si indagano i modi di procedere dei ricercatori del tempo salta agli occhi che non i microbi in sé erano stati la causa della malattia, quanto piuttosto la metodologia applicata negli esperimenti. Sulla Terra su cui viviamo ogni tipo di unilateralità fa ammalare. E' risaputo che nell’agricoltura, nell’allevamento e anche nella vita umana l’unilateralità è estremamente soggetta a distruzione e morte, mentre la molteplicità ha un potere stabilizzante in qualsiasi ambito vitale e consente reazioni flessibili ad ogni influsso esterno.

Se a un qualsiasi animale da “esperimento” si somministra una monocoltura di organismi unicellulari, lo si farà ammalare. Praticamente sarebbe come se un essere umano iniziasse improvvisamente ad alimentarsi esclusivamente con una determinata quantità di un unico alimento, ad esempio il formaggio. In brevissimo tempo questa persona avrebbe problemi di salute, ma in conseguenza di ciò probabilmente a nessuno verrebbe in mente di dichiarare guerra al formaggio. Più facilmente si consiglierebbe a questa persona di passare a una salutare dieta varia per ritornare in salute.

Con i microrganismi accade la stessa cosa. Se un habitat è danneggiato a causa di un’unilatetalità, provocata nella maggior parte dei casi da un intervento umano, non serve a niente combattere in loco una parte dei microbi. E invece molto più probabile che una dose di molteplicità sia in grado abbondantemente di eliminare il danno. Questo è possibile con gli EM.

L’assurdità del comportamento che abbiamo adottato finora diventa evidente se ci ricordiamo che i microrganismi hanno sviluppato tutta la vita sul pianeta Terra, anche la nostra, e che a livello numerico portiamo dentro di noi più organismi unicellulari che cellule corporee.

Con gli EM abbiamo la possibilità di sperimentare che una coltura microbica mista può esercitare un influsso regolarizzante su una comunità microbica, sulle sue attività e su tutto l’ambiente. Il ripristino di una convivenza sana è in grado di rimuovere tutti gli ostacoli sorti a seguito dell’unilateralità.

La Rivoluzione dei Microrganismi Effettivi

Come utilizzare i microrganismi efficaci con risultati eccezionali

Anne Katharina Zschocke

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Anne Katharina Zschocke

La dottoressa ANNE KATHARINA ZSCHOCKE ha studiato medicina, omeopatia e naturopatia a Friburgo e a Londra. Dopo una breve attività clinica ha seguito la sua vocazione e si è fatta un nome a livello internazionale come libera docente specializzata e autrice di libri. Le sue competenze come...
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