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Elohim e Anunnaki - Estratto da "Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia"

di Mauro Biglino 5 mesi fa


Elohim e Anunnaki - Estratto da "Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia"

Leggi in anteprima un capitolo tratto dal libro di Mauro Biglino e scopri cosa si cela davvero dietro le parole della Bibbia

In questo breve capitolo desideriamo sintetizzare e sottolineare diverse curiose, significative e assolutamente non casuali corrispondenze tra il testo biblico e gli scritti della civiltà sumero-accadica.

Indice dei contenuti:

Non un unico essere

Sappiamo che il protagonista della Bibbia moderna è il presunto Dio e conosciamo bene le principali caratteristiche che sia la Chiesa cattolica romana che le Chiese protestanti gli attribuiscono, presentandolo come:

  • spirituale
  • eterno
  • onnipotente
  • onnisciente
  • onnipresente
  • perfetta bontà.

La parola “Dio” nella Bibbia cattolica e in quella protestante è la traduzione della parola ebraica Elohim. All’interno del testo maso-retico originale, in alcuni casi la parola Elohim è stata tradotta come “Dio”, in altri casi troviamo invece il nome Yahweh che viene reso in italiano con “Signore” oppure “l’Eterno”.

Le finalità del presente capitolo richiedono un brevissimo esame degli Elohim che approfondiremo ulteriormente nella seconda parte di quest’opera.

Innanzitutto precisiamo che il termine identifica un gruppo di individui e non un unico essere; inoltre i significati attribuiti a quel nome sono diversi e assolutamente non certi: “legislatori”, “Signori”, “splendenti”, “quelli dell’alto”...

Le interpretazioni sono tante, per cui sarebbe preferibile non tradurlo e sarebbe certamente più corretto lasciarlo nella sua versione originale in ebraico, così come si fa con vocaboli quali efah o efod che, in assenza di significati certi e condivisi, vengono semplice-mente traslitterati e mai tradotti.

Il termine Anunnaki, come abbiamo visto nel primo capitolo, viene tradotto con “quelli che dall’alto sono scesi sulla terra” ma anche con “il seme più importante della terra”: entrambi i significati rimandano a una categoria di individui dalle caratteristiche peculiari, molto speciali e si presentano anch’essi come potenti, legislatori, giudici...

In effetti tra Anunnaki ed Elohim ci sono somiglianze sorprendenti che concernono tutti gli aspetti della operatività che viene loro attribuita, come quella posta in essere nella cosiddetta creazione dell’uomo che affronteremo nel prossimo capitolo: un evento che sarebbe preferibile definire “fabbricazione”.

Ci limitiamo qui a riprendere sinteticamente le corrispondenze al fine di documentare le affinità che sono oggetto di questo capitolo e che approfondiremo più avanti:

  • la Bibbia racconta di un intervento di ingegneria genetica che implica la manipolazione del dna con successivi interventi di clonazione (fabbricazione di Èva);
  • la Bibbia dice che l’adam è stato progettato utilizzando il DNA (lo tselem) degli Elohim (utilizzando quello “tselem” che conteneva la loro Immagine);
  • le tavolette sumere dicono che l’Adamu è stato progettato utilizzando un qualcosa che è stato ottenuto dal sangue degli Anunnaki;
  • la Bibbia dice che la creatura chiamata adam era un ibrido, ottenuto mescolando il dna degli Elohim con il dna delle creature già presenti sulla terra (l’argilla);
  • nelle tavolette sumere l’Adamu veniva anche chiamato il “Lu-lu”, che significa “il mescolato”, cioè l’ibrido, diremmo noi con termine moderno;
  • nella Bibbia il gruppo di individui che fece la manipolazione del DNA e realizzò l’adam è chiamato Elohim;
  • nelle tavolette sumere il gruppo di individui che fece la manipolazione del DNA e realizzò l’adam è chiamato Anunnaki;
  • da ciò che dice la Bibbia, si può dedurre con chiarezza che gli Elohim avevano un’avanzata conoscenza della biologia e dell’ingegneria genetica;
  • da ciò che dicono le tavolette sumere, gli Anunna-Anunnaki avevano un’avanzata conoscenza della biologia e dell’ingegneria genetica.

Le tavolette sumere sono molto più specifiche e dettagliate nel riportare il lavoro fatto da Ninmah ed Enki ma, in ogni caso, i patal-leli e le somiglianze con la Bibbia sono sorprendenti.

In sostanza, mentre nell’Antico Testamento sono gli Elohim a dirigete gli eventi e la manipolazione genetica, nelle tavolette sumere è il gruppo di individui chiamati Anunnaki a svolgere esattamente lo stesso ruolo.

Dobbiamo anche ricordare che gli scritti mesopotamici sono molto più antichi della Bibbia, essendo stati redatti nel 2500-2000 a.C. e sono quindi più vecchi di duemila anni rispetto ai testi biblici che possediamo.

Pertanto, usando la logica, per le parti della Bibbia che riportano gli stessi racconti delle Tavolette, è ovvio considerare i racconti sumeri come gli originali e la Bibbia invece come una copia e una sintesi rielaborata di quelle narrazioni.

Vogliamo rimarcare che nelle Tavolette gli Anunnaki non sono mai indicati come dèi onnipotenti e onniscienti: sono descritti semplicemente come un gruppo di individui molto potenti che possiedono conoscenze avanzate, capacità e tecnologie inimmaginabili per gli umani del tempo. Parimenti, da nessuna parte nella Bibbia è scritto che gli Elohim sono divinità onnipotenti e onniscienti: sono considerati semplicemente individui che, date le loro conoscenze, la loro potenza e la loro crudele violenza, devono essere serviti, riveriti e temuti.

A questo proposito è necessario evidenziare che l’espressione ebraica El-Shaddai, normalmente tradotta con “onnipotente”, in realtà, nella più accreditata delle ipotesi, significa “Signore della steppa”. Infine, nelle tavolette sumere gli Anunnaki sono individui in carne e ossa, così come nella Bibbia gli Elohim sono chiaramente individui in carne e ossa, destinati a morire come tutti gli adam: elemento che emerge con estrema chiarezza nel cosiddetto testo sacro della religione giudaico-cristiana.

Igigi e malakhim

Nelle tavolette sumere, insieme agli Anunnaki troviamo un gruppo di individui chiamati Igigi.

Pare di capire che appartenessero alla stessa razza degli Anunnaki ma che fossero di un lignaggio o di un rango inferiore all’interno di quella che appare come una vera e proprio “gerarchia militare”.

Il significato della parola Igigi viene normalmente caricato di valenze diverse quali quelle di “osservatori, guardiani, messaggeri”. Questo infatti pare fosse il loro compito: fungere da controllori, portaordini, guardiani degli uomini, la razza dei lavoratori/servitori che gli Anunnaki avevano geneticamente fabbricato per adibirli in origine ai lavori più pesanti e umili.

Nelle tavolette sumere è assolutamente chiaro che gli Igigi erano individui in carne e ossa e con probabili caratteristiche fisiche che potremmo definire albine: pelle chiara, capelli biondi o comunque chiarissimi e occhi talmente chiari al punto da apparire luminosi. Nella Bibbia troviamo delle figure che paiono essere il loro corrispettivo, i malakhim, che avevano il ruolo di guardiani, portatori ed esecutori di ordini, cioè di angeli nel signifìcato letterale del termine greco da cui deriva il vocabolo italiano: messaggeri degli Elohim. Si tratta solo di un’altra coincidenza sorprendente oppure abbiamo qui una nuova corrispondenza tra personaggi concreti?

Dalla lettura della Bibbia si comprende che, come gli Igigi, anche i malakhim erano individui in carne e ossa.

Ricapitolando, nelle Tavolette sumere gli Igigi sono:

  • guardiani
  • osservatori
  • messaggeri
  • individui in carne e ossa.

Nella Bibbia i malakhim sono:

  • guardiani
  • osservatori
  • messaggeri
  • individui in carne e ossa.

Il Diluvio

Tutti conosciamo l’episodio del Diluvio, riportato nel libro biblico della Genesi e tutti ricordiamo il racconto di Noè e della sua Arca, pertanto non è necessario descriverlo. Ancora una volta ci limitiamo a sintetizzare le corrispondenze.

Nella Bibbia sono gli Elohim che decidono di salvare Noè e gli danno il suggerimento di costruire l’Arca. Sorprendentemente, abbiamo esattamente la stessa storia narrata nelle Tavolette sumere e ancora una volta cambiano solo i nomi.

Negli scritti sumero-accadici Noè viene chiamato Ziusudra ed è l’Anunnaki Enki, figlio di Anu, che decide di metterlo in guardia dal diluvio e di salvarlo.

Lo stesso evento è raccontato nell’epos babilonese di Gilgamesh in cui Noè viene però chiamato Utnapishtim.

I racconti possono essere letti in una specie di sinossi e questo aspetto è rimarcato anche da rabbini che scrivono come le narrazioni contenute nel libro della Genesi non abbiano avuto origine in Palestina ma siano derivate dai contatti avuti con la cultura babilonese.

In conclusione

I paralleli e le corrispondenze tra la Bibbia e le Tavolette sumere sono così sbalorditive e così numerose che non possono essere ignorate. Esse ci inducono a supporre che la Bibbia e gli scritti sumero-accadici narrino in sostanza gli stessi eventi.

Pertanto gli Elohim biblici e gli Anunnaki di cui parlano i sumeri potrebbero essere davvero gli stessi individui, così come i malakhim della Bibbia potrebbero essere gli Igigi.

È assolutamente necessario che il nostro approccio sia caratterizzato da una mente aperta, desiderosa di valutare eventuali evidenze con un metodo rigorosamente logico, in una ricerca della conoscenza priva di pregiudizi o dogmi.

Fedeli al nostro impegno, noi pensiamo che le sorprendenti corrispondenze e gli straordinari parallelismi tra la Bibbia e le Tavolette sumere non possano essere ignorati né evitati ma seriamente approfonditi.

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