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Digitopressione per il benessere

  11 mesi fa



Secondo la medicina tradizionale cinese, il corretto flusso del Qi – l’energia vitale – è decisivo per mantenerci in salute. Si può favorire stimolando alcuni punti sulla pelle.

Più di quattromila anni fa, i medici cinesi – attenti osservatori della Natura – scoprirono che stimolando alcuni punti sulla superficie corporea è possibile alleviare il dolore e contrastare i sintomi di numerose malattie.

Col tempo individuarono centinaia di punti “attivi” sul sistema mente-corpo e concepirono una raffinata teoria per rispondere alla domanda chiave: come mai, stimolando quei punti, otteniamo così tanti benefici? Che cosa accade quando ci impegniamo in questa pratica?

 

Indice dei contenuti:

Liberare il Qi

Il risultato di questa vasta opera dell’ingegno umano, che ha coinvolto decine di generazioni di studiosi (di cui solo di pochi è stato tramandato il nome), è la base su cui poggia l’odierna Medicina tradizionale cinese. Poteva rispondere alla domanda di cui sopra. E tale fu la risposta: “La stimolazione di un determinato punto sulla pelle, con gli aghi o semplicemente con le dita, permette all'energia vitale di scorrere liberamente attraverso l’organismo”. Un’energia cui i cinesi si riferiscono con il termine “Qi” e i giapponesi con “ki”. Ogni disturbo o malattia esprime un ostacolo nel flusso di questa energia vitale.

La scoperta delle energie vitali

Contrariamente a quanto alcuni pensano, per le medicine tradizionali come quella della Cina – così come l’indiana o di tante culture sciamaniche – la teoria viene sempre dopo la pratica. Da sempre si è partiti dai fatti nudi e crudi: si notava che una certa azione sul corpo produceva effetti sulla salute. Solo in un secondo momento, per spiegare il fenomeno, si è giunti a postulare l’esistenza di un sistema “intelligente” radicato nel corpo, una fisiologia occulta, normalmente invisibile. In Cina, tutto questo ha portato a teorizzare la presenza dei 14 meridiani, come in India il sistema dei Dosha. È una cosa del tutto evidente per il medico cinese: se esiste un flusso energetico vitale, questo deve avvenire all'interno di appositi canali, detti Meridiani. Quindi diciamolo subito: non c’è proprio nulla di fantasioso in questi antichi saperi medici. Nessuna licenza poetica, ma un’indagine approfondita dei fatti.

Il sistema dei Meridiani

«La digitopressione – spiega Gérard Edde, un esperto di agopuntura che ci accompagna alla scoperta di questo affascinante pensiero – si basa sulla teoria dei 14 meridiani principali dell’agopuntura, dei veri e propri canali dell’energia vitale, legati agli organi più importanti dell’organismo. La correlazione tra meridiani e organi spiega, ad esempio, perché una pressione esercitata su determinati punti del piede possa rivitalizzare un organo distante come il fegato».

Un’antica visione olistica

Per ogni tradizione il corpo, la psiche e la mente sono strettamente intrecciati. O meglio: costituiscono un tutt’uno. È solo un nostro ingenuo difetto, una leggerezza del pensiero, che ci spinge a concepirli come entità separate. Nel caso della digitopressione, dunque, possiamo intervenire per alleviare un sintomo – un dolore, ad esempio – ma l’effetto non è mai limitato alla sfera fisica. Contemporaneamente, agiremo anche sui livelli superiori acquisendo lucidità mentale, consapevolezza interiore, ordine nelle emozioni. E soprattutto andremo a dissolvere i conflitti esistenti tra la mente e il corpo. Sono loro a sostenere i problemi di salute che ci affliggono. Blocchiamo questo circolo vizioso e togliamo il carburante che alimenta le malattie.

Perché funziona?

Per noi occidentali, abituati a ragionare nei termini della scienza, tutto questo può suonare strano. A ben vedere, però, anche la scienza spiega, a suo modo, come la digitopressione possa funzionare. In questo caso si parla non di Qi e meridiani, ma di endorfine rilasciate nel sangue stimolando i punti sulla pelle. Oppure, come spiega Michael Reed Gach, fondatore dell'Acupressure Institute di Berkeley, California, si tirerà in ballo la conduttività elettrica a livello cutaneo: «Gli scienziati – dice Reed Gach – hanno dimostrato l’esistenza di questa energia utilizzando microvoltimetri, strumenti elettrici in grado di misurare la carica energetica ed elettrica dell’organismo umano».

Spiegazioni forse un po’ rudimentali ma che, in parte, soddisfano la sete di conoscenza delle menti moderne.

Un’attività che può diventare routine

Iniziamo allora a cimentarci con la digitopressione: ovviamente, in questo dossier, abbiamo scelto solo alcuni punti – quelli più famosi – tra le centinaia proposte dalla Medicina tradizionale cinese. Abbiamo evitato i punti utilizzati per il dolore, o per malattie specifiche, in quanto riteniamo che, in questi casi, sia opportuno rivolgersi a uno specialista. Prima di tutto, leggete la pagina qui a fianco: spieghiamo per sommi capi le regole di base per la pratica della digitopressione. Un’attività che possiamo svolgere regolarmente, anche tutti i giorni. Anzi, la costanza nell'impegno è fortemente consigliata.

Un’indagine su noi stessi

È un modo semplice, anche piacevole, di fare qualcosa di concreto per noi stessi. Aiuterà anche a conoscerci meglio: non siamo solo un corpo, questo è solo la parte accessibile ai sensi. Su altri piani – come insegnano anche le medicine tradizionali – noi siamo l’espressione delle stesse energie, della stessa intelligenza che sostiene tutto ciò che vive e l’intero universo. Di tutto questo noi possiamo riconquistare consapevolezza.

Le regole generali

Nelle pagine successive illustriamo una serie di auto-trattamenti di digitopressione. È bene seguire alcune regole per una corretta esecuzione della tecnica.

Durata
In presenza di un disturbo acuto il trattamento deve durare almeno 5 giorni con due sedute al giorno. Meglio proseguire per qualche giorno anche dopo la scomparsa del disturbo. Per un disturbo cronico e la tonificazione il trattamento può superare i 10 giorni.

Importante

Praticate lontano dai pasti due volte al giorno. Al mattino appena svegli e prima di cena (o poco prima di andare a letto). 

Come localizzare i punti
Come unità di misura usiamo la larghezza del pollice. Ad esempio, diremo “a 2 larghezze di pollice sopra l’ombelico”. 

Metodi di digitopressione
A seconda dei punti stimolati useremo diverse modalità d’uso delle dita, raffigurate qui a fianco.

  1. Armonizzazione
    Con la punta del dito medio esercitiamo una pressione sul punto, poi ruotiamo la punta del dito da una parte e dall’altra come fosse un cacciavite. Facciamo due rotazioni al secondo per circa un minuto.
  2. Tonificazione
    Con la punta del dito medio picchiettiamo rapidamente e delicatamente (due battiti al secondo) il punto scelto per un minuto circa.
  3. Dispersione
    Si preme per 20 secondi sul punto con la punta del pollice. Ripetere per 3 volte.

Da ricordare
Quando diciamo di stimolare un punto su un arto intendiamo dire che va stimolato su entrambi gli arti.

Articolo tratto da...

L'Altra Medicina n. 51 - Aprile 2016

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