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Creare un sogno, creare una leggenda

di Alberto Villoldo 2 settimane fa


Creare un sogno, creare una leggenda

Leggi un estratto dal libro "Nel Cuore dello Sciamano" di Alberto Villoldo

Un modo di concepire un sogno sacro consiste nel vederlo come una storia che conferisce un senso e una direzione alla vostra vita. Quella storia è come una mappa sulla quale sono tracciate delle piste capaci di guidarvi in un viaggio epico verso una valida destinazione. Se la vostra mappa vi porta in un arido deserto, potete inventare una storia migliore, che vi porti in una foresta ombrosa o in un frutteto.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Nel Cuore dello Sciamano

Vivi il tuo sogno sacro e liberati delle paure

Alberto Villoldo

Nel Cuore dello Sciamano ci conduce in un viaggio nel mondo sacro degli sciamani, attraverso storie, sogni e riti antichi. Perché leggere questo libro: Per svegliarci dai nostri sogni ad occhi aperti e realizzare quello che è il sogno sacro della...

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Indice dei contenuti:

 

Nella pista desertica ci affrettiamo, sospinti dalla sabbia che scotta sotto i piedi. Nel sentiero che attraversa la foresta ombrosa, talvolta dimentichiamo la nostra destinazione. Qualsiasi percorso di vita è costellato di doni e trappole. Ma noi vogliamo poter scegliere la storia giusta per noi, evitando di restare sulla strada più battuta che è stata scelta per noi dal fato o dalla nostra cultura o casta.

Adoro il brano di Alice nel Paese delle Meraviglie in cui il Gatto del Cheshire in pratica dice ad Alice: «Se non t’importa dove vuoi andare, allora non importa quale via sceglierai!» Questo è ciò che accade se non avete una storia tutta vostra: finite per arrivare nelle stesse noiose destinazioni a cui arriva chiunque altro.

Un sogno sacro è sempre più grande di voi e ha una destinazione misteriosa. Quindi fate in modo di scegliere un grande sogno, poiché la vostra storia, inevitabilmente, vi porterà lì.

Durante le mie sedute di consulenza chiedo alle persone di scrivere una favola che inizi con le parole «C’era una volta…» e che includa un principe o una principessa, un guerriero (o una guerriera) e un drago. Jung disse che l’inconscio parla per mezzo dei sogni e delle favole. Questa storia mi apre una visuale sulle mappe inconsce del mio cliente e sulle sfide che dovrà affrontare lungo le piste predefinite dalla sua storia. Talvolta la storia di una persona fallisce la prova del destino: la storia è troppo piccola e l’orizzonte che si prefigge è troppo ravvicinato e angusto; oppure la mappa che offre è troppo nebulosa ed è difficile orientarsi al suo interno. Allora capisco che quella storia non rientra in un sogno sacro e che molto probabilmente si trasformerà presto in un incubo, come nella storia che sto per raccontarvi.

Incontrai Roger, un uomo all’inizio dei sessant’anni, poco dopo il suo divorzio dalla moglie con cui aveva vissuto per molti anni. Era un ingegnere e imprenditore di successo, che si era posto alla ricerca della successiva avventura a cui la vita l’avrebbe condotto. Venne da me per chiedere una guida, una bussola e una mappa che gli avrebbero permesso di esplorare creativamente il capitolo seguente del suo viaggio.

Ecco cosa scrisse Roger:

C’era una volta un giovane principe che viaggiava attraverso la campagna, finché non trovò un castello con una enorme torre. Notò che in cima ad essa c’era una bellissima principessa, alla quale era permesso uscire solo una volta al giorno nella terrazza della torre, che era la sua prigione. La principessa si innamorò subito del principe, che decise di andare in suo soccorso.
Ma il castello era sorvegliato da un feroce drago, incatenato alla base della torre. Il principe fece appello al suo fedele servitore e gli chiese di recarsi al castello per vedere se il drago fosse innocuo. Giunto là, avrebbe dovuto misurare la lunghezza della catena del drago e la distanza dall’albero più vicino. Quando il servitore ritornò, riferì che il drago era molto feroce e che la sua catena era lunga trenta passi.
Il principe ordinò al servo di legare una fune lunga trenta passi al tronco dell’alto albero, dopo aver fatto un cappio a un’estremità. Poi si procurò una sacca piena di gioielli datigli da suo padre e fece ritorno al castello intenzionato a salvare la principessa. Sventolò gli splendenti gioielli davanti al drago e, come tutti sappiamo, i draghi sono creature molto curiose. La belva cadde nel tranello e mentre si avvicinava ai gioielli luccicanti il capo gli restò impigliato nel cappio.
Col drago ormai fuori dalla sua zona di salvataggio, il principe gridò alla principessa di saltare giù dalla torre. La afferrò e la strinse fra le braccia. Fu sorpreso che fosse leggera come una piuma. La fece salire in groppa al suo cavallo e insieme galopparono verso il castello di suo padre. Questi fu molto felice di incontrare la futura nuora, organizzò per loro un sontuoso matrimonio e vissero per sempre felici e contenti nel castello di suo padre.

Mentre Roger mi leggeva la sua storia, fui immediatamente colpito dai doni e dalle trappole che preannunciava. Sembrava una storia d’amore, tuttavia era priva di sentimento.

Il principe era più preoccupato di architettare i dettagli che avrebbero intrappolato il drago e salvato la principessa, che di conoscerla. Quell’approccio non prometteva bene per il suo prossimo rapporto di coppia. E sebbene sia del tutto comprensibile che un giovane uomo tenga all’approvazione del padre sulla futura nuora, un uomo maturo vorrebbe piuttosto accertarsi di prendere in sposa una donna con cui desideri trascorrere il resto della sua vita. Per quanto lo riguarda, la sua lei potrebbe anche non godere dell’approvazione di tutti.

Inoltre ci si deve assicurare di rivolgere l’offerta di gioielli alla persona amata e di non sperperare tutti i propri tesori per salvarla dalla sua prigione. Feci notare a Roger che avrebbe dovuto fare molto lavoro per educare quella sua nuova sposa, che era rimasta imprigionata per la maggior parte della sua vita. Pensava davvero di poter essere felice con una donna che aveva trascorso segregata tutta la sua giovinezza e che probabilmente aveva scarse capacità di socializzare?

Chiesi a Roger come facesse, il principe, a sapere che la principessa voleva lasciare la sua torre. E anche se avesse davvero voluto fuggire, come poteva sapere, il principe, se la principessa poi avrebbe voluto vivere per sempre con lui, pur essendogli grata per averla salvata? In realtà le principesse spesso tendono a pensare con la propria testa, un tratto del carattere che talvolta viene ignorato dalle favole tradizionali.

La storia di Roger era la ricetta per un disastro. Quello sarebbe stato un sogno d’amore molto breve. Si sarebbe rapidamente trasformato in un incubo e avrebbe privato Roger del suo senso di identità e del senso di dove lo stava portando quella fase della sua vita.

Il mondo come lo sognate

Il mondo fisico emana dalla Luce Primordiale di Ti per mezzo del potere del sogno. Si sta perdendo di vista questo insegnamento, perfino nelle Ande, dove molti giovani Indios sono più connessi ai loro smartphone che alle loro tradizioni ancestrali. Alcuni paesani praticano ancora un giveaway tradizionale, cioè una pratica del sogno che prevede la preparazione di offerte decorate con semi e chicchi provenienti dai loro campi e arricchite da fiori, dolci e nastri colorati.

Quei meravigliosi mandala servono a ringraziare la Terra per la sua abbondanza, o a invocare la guarigione di un paesano o la fertilità delle greggi. Gli abitanti del villaggio pregano per ore in un kintu fatto di tre foglie di coca, evocando gli spiriti delle montagne e degli antenati e depongono le loro offerte su un grande foglio di carta. Tutti gli elementi della vita quotidiana sono posti in questo fagotto, che prende il nome di despacho. Oggetti quali simboli di strumenti musicali, arnesi da cucina, semi che la gente semina nei propri campi e perfino simboli di nubi e arcobaleni sono sistemati nel fagotto seguendo un preciso ordine. È come se il mondo fosse nuovamente risistemato, facendo sì che l’ordine prevalga sul caos. Più tardi il fagotto viene deposto sul fuoco. La leggenda narra che, mentre le offerte bruciano, lo spirito delle montagne e quello della terra vengono a nutrirsi delle preghiere dei paesani.

Tutto ciò che hanno di prezioso gli uomini e le donne che vivono fra quei picchi nevosi viene incluso simbolicamente nel fagotto. Sebbene per molti degli Indios che vivono nelle città o nelle pianure il despacho rappresenti un modo per chiedere aiuto o fortuna, per i Q’ero esso resta un’offerta, un’elargizione di tutto ciò che è bello e prezioso. Solo i chicchi più perfetti vengono donati, e tutte le preghiere esprimono gratitudine. In nessun momento della cerimonia qualcuno chiede qualcosa per sé. Ho assistito alla preparazione di centinaia di despacho nei molti anni in cui ho vissuto e studiato con gli sciamani andini.

All’inizio pensavo si trattasse di un gioco infantile che tutti consideravano divertente. Non riuscivo a dare un senso al fatto che due anziani della comunità discutessero se fosse meglio aggiungere al pacchetto un fiore o una foglia di coca, o un mucchietto di quinoa. Poi ho capito che quella era una forma di sogno a occhi aperti: stavano rimettendo ordine nel mondo, stavano respingendo il caos e impiantando la bellezza nei villaggi e nelle loro vite. L’antropologo che c’era in me lo identificò come un atto magico, e tutta la grande magia, dal despacho dei Q’ero alla messa cattolica in cui il vino e l’ostia diventano il corpo e il sangue di Cristo, è dotata di una sua natura simbolica.

Da bambino ero stato a messa abbastanza spesso da percepire il misterioso momento in cui elementi ordinari quali il pane e il vino erano trasformati in un santo sacramento. Il sacerdote sollevava l’ostia sopra il proprio capo durante l’elevazione e la luce del Cristo penetrava in tutti coloro che si erano riuniti per ricevere l’Eucaristia.

Dopo qualche anno di presenza alle cerimonie Q’ero, sviluppai un acuto senso del mistero quando le offerte si trasformavano in una ricostruzione della storia della creazione, con Inkari e Collari che portavano ordine nel caos. Questo è il modo in cui le cose avvennero all’inizio dei tempi, il passaggio dal caos al cosmo. E ora stava accadendo di nuovo, davanti ai miei stessi occhi. Solo che non c’erano sacerdoti: tutti stavano officiando e tutti erano partecipanti. E nessun flauto solitario o mucchietto di zucchero o foglia di coca poteva essere sistemato in alcun punto del pacchetto, a meno che tutti approvassero l’ordine del mondo che ciascuno stava manifestando in quell’attimo attraverso il sogno.

Dopo, mentre il fuoco sta consumando il despacho, mentre la Pachamama e le montagne sacre stanno banchettando con le preghiere dei paesani, il sogno viene rivelato. L’ho visto accadere molte volte quando ci riunivamo tutti con le schiene rivolte al falò mentre evocavamo gli spiriti delle montagne e della Pachamama. A tutti i presenti arrivava la sensazione che il mondo fosse diventato esattamente come doveva essere, e che tutto andava bene. Le nostre mani si erano unite alla mano del divino per creare la bellezza perfetta nelle nostre esistenze.

Fare una richiesta di aiuto, spesso accompagnata da un rituale canonico o da un’offerta, è molto diverso dall’atto di portare il mondo in essere sognandolo, che ci vede co-creatori insieme al divino. Quando si chiede aiuto, s’implora l’intervento di un potere superiore; ma quando si pratica il sogno sacro, si prende per mano lo Spirito al fine di co-creare.

Per fare da soli un despacho potete preparare un bellissimo mandala con semi e fiori, o allestire sul terreno una composizione con semplici pietre, oppure potete semplicemente chiudere gli occhi e invitare le forze della natura a rivelarvi la realtà in modo nuovo e originale. Non si implora niente, non si chiede niente e si offre gratitudine. Si donano il proprio cuore e il proprio amore in un giveaway. E poi, mentre si torna a casa, si dà un aiuto a chiunque s’incontri per strada. Se qualcuno ha fame, gli si dà da mangiare. Se ha bisogno di consigli, lo si consiglia.

Più praticate il giveaway, più la forza vitale, la bellezza e l’abbondanza scorrono attraverso di voi, finché non diventate un inarrestabile torrente di bellezza e guarigione, ed è allora che la Luce Primordiale risplende attraverso di voi come il sole stesso.

So che per molti di noi è difficile immaginare quale aspetto abbia o quali sensazioni possa trasmettere un giveaway. Come faccio a far pratica? Faccio un’offerta di chicchi di cereali e di semi che ho in dispensa e la depongo nel fuoco del caminetto? Per le tante persone che non hanno un giardino o non coltivano l’orto, il potere simbolico del seme e del fiore va perduto.

Imiterebbero solo una cerimonia tradizionale andina e perderebbero di vista l’essenza che nasconde, ossia la pratica di sognare il mondo. Un altro modo di concepire un giveaway consiste nel predisporsi a non tenere per voi il vostro amore, la vostra saggezza, il vostro perdono o le vostre benedizioni.

Qualunque cosa temiate di perdere, lasciatela andare. Non trattenete più niente.

Create un rituale che sentite vostro

La pratica del giveaway vi ricollega alla Luce Primordiale e alla sua infinita generosità. Questo vi permette di riscrivere la storia della vostra vita in modo autentico e originale. Non sarete più come un tappo di sughero che fluttua fra le onde in balia delle correnti della vostra cultura, del vostro essere maschi o femmine, del colore della vostra pelle o della vostra eredità genetica, un oggetto sospinto verso una destinazione che non voi avreste scelto. Non dovete necessariamente ricorrere a un rituale tradizionale come il despacho in uso nelle Ande, o il mandala nell’Himalaya. Per voi è importante trovare un rituale che sentiate vostro e che possiate mettere in pratica. Senza una forma, tutto si riduce a un esercizio mentale.

Vi incoraggio a provare questo semplice esercizio. Smettete di leggere per un momento, andate in cucina e trovate un pacco di sale. Versate molto sale su un piatto e picchiettatelo finché il mucchietto diventa piatto e uniforme. Prendete uno stuzzicadenti e tracciate un cerchio sul perimetro più esterno del sale.

State per creare il vostro despacho personale. Deponete sul letto di sale alcuni petali di fiori e disegnatevi delle immagini con lo stuzzicadenti in base all’ispirazione. Abbinate a ciascuna di esse una preghiera di gratitudine. Siate grati di tutte le benedizioni presenti nella vostra vita. Ringraziate per tutte le sfide e le prove che in questo momento vi stanno impegnando. Chiedete che vi siano rivelati le lezioni e i doni che esse rappresentano. Dopo aver finito questo esercizio potete versare il sale e i fiori nella vostra vasca da bagno e godervi un delizioso bagno caldo, restando a mollo nelle vostre preghiere.

Potete fare questo esercizio anche in mezzo alla natura, disegnando un cerchio sul terreno e decorando il vostro despacho con foglie e pietre, per poi cancellarlo alla fine della vostra meditazione. Il nostro intento è dare una forma alle nostre preghiere, per coinvolgere nuovamente quella parte giocosa di noi che crea per mezzo dell’arte, proprio come ci accadeva di fare da bambini. Le facoltà logiche e razionali a cui ricorriamo molto spesso non risponderebbero allo stesso modo a un giveaway.

Tali facoltà possono indurvi a firmare un assegno a un ente di beneficienza o a scrivere un messaggio a un amico bisognoso; ma per dare forma a un sogno sacro dovete creare qualcosa con le vostre mani: che sia un mandala, una poesia, o un pasto. Gli sciamani mettono un frammento di foglio di alluminio dorato e uno di alluminio argentato al centro del loro despacho. Essi prendono il nome di “libro d’oro” e “libro d’argento”.

Secondo la tradizione, noi tutti nasciamo dotati di questi due libri, uno in ogni mano. Un tomo è già scritto e contiene il destino scelto per voi dalla vostra famiglia di origine e dal vostro status sociale: se i vostri genitori erano cardiopatici o erano in cattiva salute, il vostro destino è vivere e morire come hanno fatto loro. Se siete nati poveri, vivrete e morirete poveri.

L’altro libro è vuoto e vi invita a scrivere in prima persona la vostra storia originale. È pur vero che tutti dobbiamo apportare delle modifiche al libro su cui era scritto il nostro destino genetico e psicologico, ma non dovremmo passare tutta la vita a leccare le nostre ferite infantili o a guarire il nostro cattivo stato di salute cronico. Possiamo invece prendere in mano la penna e diventare cantastorie di una vita dove abbondano salute, significato e gioia, anziché essere un personaggio della vecchia storia riciclata che abbiamo ereditato.

Cominciate a scrivere nel libro vuoto, cominciate a sognare il vostro sogno sacro. Questo è ciò che mi è stato chiesto di fare, ciò che viene chiesto di fare a tutti noi. La sola volontà di farlo non basta, perché non potete scrivere la vostra nuova storia vivendo in un mare d’insicurezza, di paura di morire, di carenza d’amore. Il giorno in cui comincerete a scrivere il nuovo libro della vostra vita, spalancherete un mondo di abbondanza.

Altrimenti, scriverete solo un’altra storia in cui non avete abbastanza amore, tempo, salute o coraggio.

Nel Cuore dello Sciamano

Vivi il tuo sogno sacro e liberati delle paure

Alberto Villoldo

Nel Cuore dello Sciamano ci conduce in un viaggio nel mondo sacro degli sciamani, attraverso storie, sogni e riti antichi. Perché leggere questo libro: Per svegliarci dai nostri sogni ad occhi aperti e realizzare quello che è il sogno sacro della...

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