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Coscienti dei nostri movimenti - Estratto da "Il Grande Libro del Linguaggio Segreto del Corpo"

di Anna Guglielmi 4 mesi fa


Coscienti dei nostri movimenti - Estratto da "Il Grande Libro del Linguaggio Segreto del Corpo"

Leggi l'introduzione del libro di Anna Guglielmi e impara a capire il linguaggio del corpo

Se vi chiedessero come tenete di solito le mani mentre vi rivolgete ad altri, che cosa rispondereste?

E quando andate a una conferenza, dove siete soliti sedervi? Vi mettete in fondo per non essere notati, anche se rischiate di non sentire molto bene, oppure scegliete direttamente un posto nelle prime file, dove tutti vi vedono?

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Grande Libro del Linguaggio Segreto del Corpo

Scopri la comunicazione non verbale di VIP, politici e leader

Anna Guglielmi

Il manuale più completo e definitivo sulla comunicazione non verbale, con i segreti di leader, politici e vip, da Trump e Salvini a Papa Francesco. Il nostro corpo, il nostro viso, persino il linguaggio, parlano una lingua a...

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Indice dei contenuti:

Essere consapevoli dei propri gesti

Se dovete entrare nell’ufficio del vostro capo, esitate timorosi aspettando che lui vi inviti a entrare o, senza bussare, prendete possesso della sua stanza?

A quale distanza vi tenete dalle persone per sentirvi a vostro agio? Avete bisogno di restare loro appiccicati o vi mantenete a una certa distanza?

In ascensore o in autobus, fianco a fianco con degli estranei, quale atteggiamento assumete?

Quando siete seduti a un’interminabile riunione e il discorso vi annoia, sapreste dire quale posizione assumono, a vostra insaputa, le vostre gambe e le vostre braccia?

Quella volta, infine, che avete dovuto mentire, vi siete accorti che mentre lo facevate la vostra mano sfiorava in un certo modo il viso?

Siete insomma coscienti di come vi muovete e del significato che i vostri gesti e atteggiamenti possono svelare? Di come cioè vi presentate agli altri?

Ricordatevi che c’è solo una prima volta in cui una persona può incontrarvi, e sembra che siano solo i primi quattro minuti di quel primo incontro quelli che lasciano nell’altro un ricordo permanente, che può essere positivo o negativo. Difficilmente poi si potrà correggere quella prima impressione.

Il re nudo

C’era una volta un re che sfilava nudo tra la folla, pavoneggiandosi in uno splendido ma invisibile abito tessuto con fili d’oro. La gente non vedeva quell’abito sontuoso, ma credeva di non riuscire a capire una tale magnificenza; solo un bimbo ebbe il coraggio di gridare: «Ma il re è nudo!».

Solo i bambini vedono la verità e si fidano di ciò che vedono: essi distinguono i gesti di accettazione da quelli di rifiuto, quelli di apertura da quelli di chiusura.

Essi sono ancora in contatto con la parte naturale, istintiva della comunicazione e sentono fortemente la discordanza tra i due messaggi che ricevono, quello del corpo e quello verbale, e possono restare spiazzati da questo “doppio messaggio”. Crescendo vengono condizionati da noi adulti, che insegniamo loro che l’uso delle parole, del linguaggio verbale, è l’unica espressione alla quale si deve credere. L’unica anche che ci permette di mentire.

«La parola è stata data all’uomo per nascondere il suo pensiero», scriveva Mirabeau.

Anche la gestualità è un linguaggio

Se il nostro gatto scodinzola nervosamente, subito comprendiamo che preferisce essere lasciato in pace, ma se un nostro amico, dondolando nervosamente un piede, ci dice “va tutto bene”, noi crediamo alle sue parole.

Abbiamo del tutto dimenticato il significato della gestualità del corpo, e soprattutto che il corpo non mente.

Esso è in contatto diretto con le nostre emozioni più profonde, le nostre paure, le nostre ansie, la nostra gioia, e le trasmette direttamente ai gesti della mano, delle gambe, ai muscoli del viso.

La nostra mente può decidere se esprimere o meno verbalmente tali sensazioni o emozioni, ma sappiamo che a volte è meglio tacere. E allora non ammettiamo di essere infastiditi, ma lo dice per noi un piccolo gesto compiuto involontariamente dal nostro corpo al quale, di solito, nessuno presta attenzione.

Il sesto senso

Ci sono persone che vengono considerate intuitive o dotate di un incredibile “sesto senso” perché riescono sempre, come per magia, a cogliere al volo la vera identità degli altri: forse sanno solo leggere bene i messaggi trasmessi dal corpo e sanno osservare se essi sono in sintonia o meno con le parole che vengono pronunciate.

L’empatia

Il corpo parla un linguaggio che può essere compreso solo da un altro corpo: per questo è necessario imparare a essere in contatto con il proprio corpo e a riconoscere le sue espressioni e la sua gestualità. Solo così infatti possiamo immedesimarci con chi ci sta di fronte, provare addirittura a compiere gli stessi gesti, per sentire che cosa si prova, ad esempio, ripiegati su se stessi a spalle curve.

Questo modo di sentire si chiama “empatia”.

Entrare in empatia con una persona vuol dire cercare di identificarsi con le sue espressioni corporee per arrivare a sentire sulla nostra pelle e nel nostro cuore che cosa l’altro sta provando.

Il filosofo tedesco R. Kassner ha scritto che gli uomini moderni non sono più in grado di capire il tempo, di sentire le nuvole e il vento sul proprio corpo, e sono così miseri da dover consultare un barometro per sapere che tempo farà. E non sanno nemmeno collegarsi con l’intima essenza delle piante, delle quali conoscono però i nomi scientifici più complessi.

Hanno perso l’intima essenza che permette loro di sentire gli animali e soprattutto di sentire gli uomini, i loro volti, i loro gesti e ciò che si cela dietro di essi.

Non sanno più entrare in empatia con gli esseri viventi e devono imparare nuovamente a conoscere e a riconoscere gli altri esseri umani.

Le leggi psicologiche

Una delle leggi psicologiche di Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, afferma: «Gli atteggiamenti, i movimenti e le azioni tendono a evocare le immagini e le idee corrispondenti». Questo vuol dire che se parliamo con voce aspra e ci comportiamo come se fossimo arrabbiati finiamo per diventarlo realmente. Avete presente i bambini che giocano alla guerra, e fingono di essere nemici e che a un certo punto finiscono per picchiarsi davvero?

Al contrario, se compiamo gesti distensivi o di apertura finiamo per diventare mentalmente più aperti verso gli altri. Se, ad esempio, si vuole sviluppare in se stessi il coraggio, poiché con un semplice atto di volontà è difficile controllare un’emozione di paura, mentre invece è più facile intervenire sul corpo, si può iniziare con l’assumere un atteggiamento fisico che evochi questa qualità. Si crea così un feedback positivo, che porta la persona a compiere davvero un’azione coraggiosa.

Due linguaggi

Esistono due linguaggi fondamentali che permettono la relazione tra le persone: il linguaggio verbale, quello cioè costituito dalle parole, e che serve soprattutto a trasmettere informazioni e dati e, contemporaneamente, un linguaggio non verbale, con il quale si colorano le parole pronunciate, ma soprattutto si esprimono le emozioni più profonde e più vere, e che è fatto di gesti, di atteggiamenti, di silenzi.

Anche il silenzio è comunicazione.

Non si può non comunicare: qualsiasi interazione tra due persone è comunicazione, anche se avviene solo a gesti o nell’immobilità più assoluta.

Studi molto approfonditi hanno calcolato che in una comunicazione interpersonale il messaggio viene trasmesso solo per il 7% dalle parole, per il 38% dal tono della voce e addirittura per il 55% viene comunicato attraverso il linguaggio del corpo.

Imparare a interpretare il significato “segreto” di ogni singolo gesto non è un modo per violare l’intimità degli altri, per giudicarli o analizzarli; ritengo invece, poiché dovrebbe trattarsi di una conoscenza reciproca, che possa essere un inizio per una maggiore comprensione, che è poi la base per una migliore comunicazione: proporrei infatti lo studio del linguaggio del corpo come materia obbligatoria nelle scuole.

Conoscersi meglio

Spero quindi che questo libro possa diventare uno strumento in più per aiutarvi a conoscervi meglio, perché anche dall’esterno, dalla manifestazione fisica di uno stato d’animo, si può partire per arrivare all’interno di se stessi, per individuare dentro di noi l’emozione che ha creato una determinata reazione fisica.

Se di fronte a una persona che crediamo amica scopriamo di disporci con un atteggiamento di chiusura, ad esempio a braccia conserte, possiamo incominciare a chiederci quale può essere il motivo, magari rimasto ancora inconscio, che spinge il nostro corpo a reagire con un gesto di difesa, invece che di apertura.

Un viaggio immaginario attorno al nostro corpo

Ho cercato di guidare il lettore in un viaggio immaginario attorno al corpo umano, partendo dal modo in cui ci poniamo nello spazio, come lo occupiamo, come stiamo in piedi, come camminiamo. E poi ancora come ci sediamo, quali gesti facciamo con le mani, con la testa, con gli sguardi.

Per esigenze di chiarezza spesso ogni singolo piccolo gesto è stato sminuzzato e analizzato. Ma sento necessario chiarire, e lo farò spesso nel corso del libro, che ognuno di questi gesti del linguaggio non verbale ha lo stesso valore di una singola parola che venga estrapolata da un discorso: se non si conosce l’intera frase è difficile darle un significato preciso.

Così ogni gesto deve poi essere collocato nel suo contesto più ampio e si deve osservare la gestualità di tutta la persona.

Saper “vedere” con il cuore

Per comprendere il linguaggio del corpo bisogna avere testa, ma soprattutto bisogna usare il cuore.

«Ecco il mio segreto, un segreto molto semplice: è solo con il cuore che si può veramente vedere. Ciò che è essenziale è invisibile agli occhi», scriveva Saint-Exupéry ne Il piccolo principe.

Il Grande Libro del Linguaggio Segreto del Corpo

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Anna Guglielmi giornalista e scrittrice, psicosintesista di formazione, tiene corsi e work-shop di comunicazione verbale, non verbale e fisiognomica, corsi a cui si rivolgono spesso grandi aziende, uomini politici e personaggi televisivi. Dopo una prima laurea in Lingue e letterature straniere e...
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