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Cosa serve per essere eccezionale?

di Lewis Howes 11 mesi fa


Cosa serve per essere eccezionale?

Leggi un estratto da "La Scuola della Grandezza" di Lewis Howes

Il nostro mondo nuota in un mare di informazioni e dati, come mai prima nella storia dell’uomo, e da anni questo sta inebriando la maggior parte di noi.

Potremmo digitare qualsiasi cosa nella barra di ricerca di Google e otterremmo milioni di risposte in un milionesimo di secondo. Potremmo selezionare un argomento e cadere nella tana del coniglio di Wikipedia per ore, se non giorni.

Ma alla fine l’informazione fine a sé stessa non è abbastanza. Vogliamo di più. Vogliamo sapere come applicarla al mondo ed alle nostre vite. Vogliamo conoscenza e saggezza, non solo banali dati. Pensiamo che luoghi come il World Economie Forum di Davos siano posti in cui forse possiamo trovare le risposte, o magari le serie di Summit, o TED. Sono stato ad un paio di questi forum ed eventi e, francamente, non si avvicinano nemmeno lontanamente a ciò che ho vissuto in questi ultimi anni.

Stai leggendo un estratto da:

La Scuola della Grandezza

Una guida al mondo reale per vivere alla grande, amare profondamente e lasciare un segno

Lewis Howes

Tramite interviste e colloqui personali, l’autore ha raccolto gli insegnamenti delle più importanti personalità dei nostri tempi, facendosi spiegare come siano riuscite a diventare eccezionali nel loro ambito. È così che ha creato la Scuola di...

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Il posto di cui parlo è più simile alla caverna di Platone che al cerchio rosso del palco TED. I miei fantastici mentor non hanno parlato per 18 minuti per poi scomparire nell’etere: si sono seduti di fronte a me, letteralmente e virtualmente, e mi hanno trascinato via dalle tenebre per portarmi nella luce della conoscenza reale. Com’è successo? Non ne sono ancora del tutto sicuro, ma c’è una cosa che so senza ombra di dubbio: questi maestri hanno acceso il mio desiderio di sedermi di fronte a te, attraverso le pagine di questo libro, per condividere i loro insegnamenti.

Ho deciso di chiamare questo posto La Scuola della Grandezza. Non è la solita scuola. Non ci sono aule, non ci sono compiti a casa, non ci sono direttori o presidi ad imporre regole o a fare l’appello. Nessuno paga la retta (tranne forse per il costo di questo libro). Alcuni “professori” detestano nell’essere chiamati così. E quando ce ne andremo per provare a vivere nuovamente nel mondo reale non ci sarà nessuna cerimonia e certamente nessun diploma.

Ora, per essere chiari, questa scuola è illustre non perché ammette solo grandi studenti, ma perché gli insegnanti lo sono e gli studenti vogliono diventarlo. Entrambi condividono sogni importanti. E come disse Wilma Rudolph, la campionessa olimpica che fu ai suoi tempi la donna più veloce del mondo: "Mai sottovalutare il potere dei sogni e l’influenza dello spirito umano. Siamo tutti uguali in questa nozione: il potenziale per la grandezza vive in ognuno di noi.”

Attraverso La Scuola della Grandezza imparerai a riconoscere e sfruttare questo potenziale. Imparerai a capire l’importanza dei sogni e gli strumenti che esistono dentro di te per poterli realizzare. La Scuola della Grandezza non è una borsa piena di trucchi e suggerimenti e neppure un centro di addestramento. È uno stile di vita, un modo di vivere. Quando vuoi perdere peso e non ingrassare più non ti metti a dieta, perché le diete sono limitazioni artificiali e sono deprimenti. Ciò che fai, invece, è modificare il tuo stile di vita affinché combaci con i tuoi obiettivi. Ecco, quello che ti sto proponendo è la stessa cosa: la Scuola della Grandezza è uno stile di vita di cui ti innamorerai.

Proprio come i professori e gli studenti de La Scuola della Grandezza, anche io ho rincorso sogni importanti per tutta la vita. Da quando ne ho memoria, ho sempre voluto essere un atleta All-American. Crescere in Ohio ed arrivare ad essere un 1 metro e 90 significava entrare a far parte del Football Team dell’Università statale: il sogno di qualsiasi ragazzo della mia età. Tutto quello che ho fatto, crescendo, aveva come unico scopo raggiungere quell’obiettivo. Pensavo e lavoravo a quel sogno tutti i giorni - ed alla fine ce l’ho fatta, più o meno. Dopo aver cambiato scuola un paio di volte alla ricerca di opportunità migliori (e più grandi), mi sono iscritto ad un college più piccolo nell’Ohio, e nel frattempo ho anche segnato un certo numero di record. Ma è stato solo durante il mio quarto anno che sono finalmente riuscito a diventare un atleta All-American, nel Decathlon, tra l’altro: uno sport in cui non mi ero mai nemmeno allenato. Non lo avrei mai immaginato possibile!

Non appena il sogno di diventare un All-American è diventato realtà - prima come decatleta e poi, l’anno successivo, finalmente nel football - esso ha immediatamente iniziato a perdere il suo fascino. Non riuscivo a spiegarmelo. Avevo realizzato tutti i miei obiettivi ed avevo raggiunto più risultati di quanto la gente si aspettasse da me, ma era una magra consolazione. Durante una festa per celebrare le mie vittorie, il momento che sarebbe dovuto essere la mia più grande gloria, io ero infelice. Non riuscivo a godermi quella vittoria perché il mio focus era già rivolto verso cose più grandi e migliori: diventare un professionista.

Un giorno ho fatto un’audizione davanti ad una decina di scout della NFL, in una struttura di allenamento al coperto presso la Ohio State University, la mia ex scuola dei sogni, insieme a diversi prossimi giocatori della NFL (tra cui anche un futuro MVP del Super Bowl). Sono andato bene, ma provenendo da una scuola più piccola avevo poche chance di essere selezionato. Alla fine sono stato scelto da un team dell’Arena Football League - che è tecnicamente football a livello pro - ma ho potuto giocare lì solo un anno visto che la mia carriera si è arrestata per colpa di una serie di frustranti infortuni e ritardi nella guarigione.

Tutto ad un tratto quei sogni di gloria e fama si sono schiantati a terra. E non è stato bello. Avevo 24 anni, ero senza un futuro, senza un soldo, e dormivo sul divano di mia sorella con un braccio ingessato e una montagna di debiti che mi fissavano. I miei sogni erano svaniti. Ciò che stavo vivendo a quel punto era un incubo vero e proprio, e temevo fosse qualcosa da cui non mi sarei mai più svegliato. È stato il momento più buio della mia esistenza.

Ciò di cui mi rendo conto solo adesso, con un doloroso senno del poi, è che io non stavo inseguendo il sogno specifico di diventare un All-American o di giocare per la NFL. Quelli erano obiettivi diversi. Io stavo rincorrendo un sogno più ampio: essere eccezionale. E ciò che mancava alla mia vita, su quel divano con un polso rotto e senza soldi, non era il talento o l’abilità ma bensì il senso di uno scopo più grande, la sensazione di stare sudando e lottando per qualcosa di più grande di me.

Sapevo che volevo essere migliore, ed avevo tutta questa passione ed energia che però non sapevo come sfogare. Dovevo fare qualcosa. A quel punto mi sono messo in contatto con altre persone; amici, amici di famiglia, allenatori, i miei fratelli. Un nuovo mentore mi suggerì di dare un’occhiata a Linkedin, un social media che all’epoca, nel 2008, stava iniziando a prendere piede tra i professionisti. Ho visto tantissimo potenziale per potermi mettere in contatto con imprenditori di alto profilo ed altri CEO che non avrei mai incontrato altrimenti. Ho iniziato a scrivere a tutti, tentando di mettermi in contatto con loro come un pazzo. In particolare, mi sono messo in contatto con persone che lavoravano nel mondo dello sport perché provenivo da un passato nell’ambito dell’atletica. Avevo un messaggio positivo da condividere e mi piaceva aiutare le persone: gioivo all'idea di diventare ciò che Malcolm Gladwell chiama un “connettore.”

Alla fine ho trasformato questa mia presenza su Linkedin in un business remunerativo basato sull’insegnamento, la consulenza e lo speaking. Non avevo alcun background sull’online business ma avevo un ottimo sesto senso, ero disposto a lavorare sodo e, mentre raccoglievo consigli dai mentori, i soldi iniziarono ad arrivare. Dopo un iniziale periodo di prova, il primo anno si concluse con quasi un milione di dollari di vendite. Entro il terzo anno avevo più che raddoppiato. Alla fine il mio socio in affari acquistò la mia quota per 7 cifre.

Quindi eccomi, nemmeno trentenne, con un capitale mai visto prima, per aver trasformato una visione in una realtà profittevole rinnovandomi, nel mentre, nella veste di imprenditore. Con un po’ di aiuto ed ingegno, eccomi di nuovo qui, sul tetto del mondo. Avrebbe dovuto essere un altro momento di gloria - avevo costruito un business da zero e l’avevo visto crescere - eppure il richiamo verso qualcosa di più grande continuava a tormentarmi. Sapevo che mancava un tassello. Uno dei miei insegnanti, l’autore e giornalista Steven Kotler, avrebbe in seguito definito la grandezza come "svegliarsi ogni mattina e dire Ok. Oggi muoverò le montagne." Era esattamente questo ciò che volevo. Era esattamente questo ciò che volevo essere.

Ho ricominciato da capo, questa volta consapevole che avrei puntato a qualcosa di più grande, visto che questi classici indicatori di successo non facevano al caso mio. Nel gennaio 2013 decisi che avrei iniziato ad intervistare alcuni dei più brillanti, alcuni dei più grandi uomini e donne di successo al mondo e gli avrei posto tutte le domande possibili. Volevo essere circondato solo da persone che capivano cosa significasse lottare per la vera grandezza, che si svegliavano tutti i giorni per muovere le “loro” montagne e che passavano il favore aiutando gli altri a raggiungere un posto migliore.

Parte della mia spinta era di natura egoistica - il mio insopprimibile desiderio di scoprire come gli individui cercano e riescono ad elevarsi - ma volevo anche fornire ai lettori e agli ascoltatori accesso a questo sapere. Che senso aveva la grandezza se non potevo condividerla? La risposta è stata travolgente.

Nei primi due anni il mio piccolo podcast. La Scuola della Grandezza, ha accumulato un vasto pubblico con oltre cinque milioni di download e centinaia di migliaia di visitatori unici al mese. In un mondo con un’offerta apparentemente infinita di podcast disponibili. La Scuola della Grandezza è apparsa nella pagina principale di iTunes oltre 10 volte e si è aggiudicato il primo posto nella categoria Salute e Benessere di iTunes.

Non solo queste lezioni erano apprezzate dagli ascoltatori e dai lettori ma, mentre le praticavo, cambiavano anche la mia vita. Erano le lezioni che avrei voluto mi fossero state date (e che avrei voluto essere in grado di comprendere) quando avevo 16 anni, ovvero quando faticavo a dare un senso al dono dell’atletica e passavo momenti difficili, se non terribili, in famiglia. Quelle lezioni erano ciò a cui avrei desiderato ricorrere quando, subito dopo aver lasciato il podio All-American, fui inghiottito dalla depressione e dal dolore. Avrebbero potuto aiutarmi a trarre il meglio dall’opportunità nell’ambito sportivo, e mi avrebbero fatto risparmiare centinaia di migliaia di dollari che invece ho sprecato in dispendiosi errori aziendali. Quelle lezioni formano l’essenza di questo libro.

Gli insegnamenti contenuti in questo libro non sono i miei insegnamenti; sono solo i miei appunti di classe tratti da una scuola unica e meravigliosa. Sono semplicemente fortunato ad esserne il messaggero. Mentre scrivevo, ho imparato che esiste una lunga tradizione di questo genere di libri. Da L’Etica di Aristotele e Diatribe di Epitetto di oltre 2.000 anni fa, fino ad più recenti libri come Zero to One di Peter Thiel, i grandi pensatori non scrivevano loro stessi i libri: lo faceva uno studente. Ciò che restava erano semplicemente appunti di classe tratti da un corso epico che i futuri lettori non avevano avuto la fortuna di frequentare personalmente. I classicisti hanno perlomeno attribuito ai maestri il merito dei contenuti, e spero che colga lo stesso intento anche in questo libro.

Nonostante sulla copertina appaia il mio nome, dovrebbero esserci anche i nomi dei miei insegnanti: non avrei mai potuto scrivere questo libro senza di loro, ed è con profonda gratitudine che condivido la loro saggezza.

La Scuola della Grandezza

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Lewis Howes

Lewis Howes è high performance business coach, imprenditore, autore e speaker. Giocatore professionista di football e premiato con due All-American, attualmente gioca nella nazionale maschile Americana di Handball. Il suo percorso con La scuola della Grandezza inizia nel 2013, quando fonda...
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