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Cosa posso fare io adesso? - Estratto da "E Ora si Cambia"

di Daniel Tarozzi, Andrea Degl'Innocenti 22 giorni fa


Cosa posso fare io adesso? - Estratto da "E Ora si Cambia"

Leggi l'introduzione al libro di Andrea Degl'Innocenti e Daniel Tarozzi e scopri un incredibile progetto di condivisione per cambiare davvero il nostro paese

Quando nel settembre 2012 partii con il mio camper alla scoperta dell’Italia che Cambia avevo un obiettivo molto chiaro nella mia testa: “incontrare e conoscere chi si è assunto la responsabilità della propria vita senza aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto”.

 

Indice dei contenuti:

Un progetto all'apparenza impossibile

Pensavo che questo viaggio sarebbe durato pochi mesi e invece non è mai finito. Quando dopo sette mesi e sette giorni ho terminato l’attraversamento delle venti regioni italiane, infatti, mi sono reso conto che avevo solo sfiorato le centinaia e centinaia di esperienze, progetti, innovazioni che costellavano il Paese. Mi sono quindi reso conto che lontano dai riflettori dei mass media esisteva davvero un’altra Italia ed era il momento di farla emergere, di far uscire allo scoperto quella “moltitudine inarrestabile” di cui parla Paul Hawken in un suo celebre libro.

Proprio in quell’aprile 2013, Andrea Degl’Innocenti, mio storico collega e amico, tornava da un altro viaggio in Islanda teso a raccontare la rivoluzione silenziosa del popolo islandese. Quando ci siamo ritrovati è venuto quindi naturale organizzare insieme un tour di presentazione dei nostri due libri, Io Faccio Così (ed. Chiarelettere) e Islanda chiama Italia (Ed. Arianna Editrice).

Abbiamo quindi condotto circa 150 presentazioni tra il 2013 e il 2014 e incontrato letteralmente migliaia di persone. Tutti quelli che incontravamo, alla fine dei nostri incontri, ci dicevano: “Bello! Allora non sono solo! Quello che ci raccontate è molto interessante, ma andrebbe messo a sistema, sennò rischia di rimanere un qualcosa di frammentato e non funzionale”.

Io e Andrea ci siamo guardati, ci siamo confrontati con gli altri amici e soci di Italia che Cambia, e ad un certo punto - come per magia - un’idea si è palesata di fronte ai nostri occhi: “dovremmo trovare un modo di mettere in contatto ‘la domanda con l’offerta’ - ci siamo detti - per far incontrare chi ha le idee, i progetti e le proposte concrete con chi ha la voglia di cambiare le cose ma non sa come fare”.

Come realizzare una simile impresa? Come rispondere a chi ci domandava ogni giorno, in ogni angolo di Italia, “io cosa posso fare”? Chi autorizzava noi, di Italia che Cambia, che eravamo e siamo prevalentemente un gruppo di giornalisti, a porci come portatori di proposte e soluzioni? Con che autorevolezza?

Ed ecco le notti insonni, le decine di incontri. Filippo Bozotti, Luca Asperius, Alessandra Profilio, Francesco Bevilacqua, Davide Scalisi hanno iniziato a riflettere con noi su questi temi e ad un certo punto l’idea ha preso forma.

“Le proposte le raccogliamo da chi da anni lavora concretamente per cambiare le cose!” ci siamo detti. “Convochiamo cento simbolici ambasciatori del cambiamento, portatori di esperienze, valori e interessi, riuniamoli intorno a diciassette tavoli e chiediamo loro di dirci come possiamo cambiare concretamente le cose noi, noi persone comuni. Chiediamogli di dirci cosa posso fare io come cittadino, io come professionista e imprenditore e io come politico. Cose che io posso fare adesso, non in un mondo ideale, non in un futuro possibile. Qui e ora, considerando la corruzione, la burocrazia, le mafie, la mancanza di risorse economiche e le mille altre difficoltà che incontriamo ogni giorno”.

L’idea era abbastanza folle da piacerci.

Ricordo ancora quando ce lo siamo detti ad alta voce: “Dobbiamo trovare cento ambasciatori, selezionare diciassette temi chiave per il futuro del Paese, superare una marea di luoghi comuni sul fatto che in Italia non possiamo e non sappiamo collaborare e tutto ciò senza un euro di budget. Lo facciamo?”.

La risposta non poteva che essere affermativa. E così è stato.

Un passo indietro: che cos’è Italia che Cambia?

Come detto nel settembre 2012 partii col camper alla scoperta dell’Italia, di quel pezzo di Paese che di fronte ad un problema non si chiede se, ma come. Come posso fare a cambiare le cose.

Ne uscì un libro, un documentario, persino uno spettacolo teatrale, ma rimaneva l’enorme problema di come valorizzare le centinaia di storie che non erano comprese nel libro e di tutte quelle che continuavano a segnalarci. E così nacque l’idea di trasformare il mio viaggio in un progetto permanente di racconto di questa Italia che Cambia, a cui aderì un gruppo di giornalisti e videomaker che da molti anni lavorava insieme.

Il progetto Italia che Cambia nacque quindi come testata giornalistica web, ma molto presto il progetto si allargò. Affianco al giornale, infatti, ci venne sollecitata la realizzazione di una mappa (che oggi “ospita” circa 1800 realtà sparse per il territorio), e nacque l’idea di contribuire alla creazione di strumenti in grado di mettere in Rete gli attori del cambiamento su un duplice binario, quello locale (con i portali territoriali) e quello tematico (con il lavoro presentato in questo libro).

Possiamo quindi dire che Italia che Cambia è un progetto che intende raccontare, mappare e mettere in rete chi si attiva per cambiare le cose, fornendo o contribuendo a fornire strumenti in grado di facilitare i processi di trasformazione positiva in atto nel Paese.

L’1% per Cambiare l’Italia

Esiste già, quindi, un’altra Italia, diversa da quelFimmagine di crisi e decadenza che i mass media ci restituiscono ogni giorno. È fatta di uomini e donne che costruiscono un paese migliore, pm sostenibile, più rispettoso delle persone, del territorio e delle nostre mille culture. Il cambiamento si avvera solo con azioni e progetti concreti.

Secondo molte ricerche i grandi cambiamenti sono sempre avvenuti quando hanno raggiunto un punto critico, individuato in circa l'1% della popolazione. Questo sarebbe accaduto nel caso delle grandi rivoluzioni ispirate da Gandhi, Martin Luther King, Mandela.

Il nostro obiettivo quindi è questo: raggiungere l’l% della popolazione che si attivi concretamente; connettere un gruppo di 600.000 Agenti del Cambiamento.

Per farlo abbiamo attivato la Campagna dell'1% appunto. Chiediamo alle persone di dedicare l’l% del loro tempo (circa 4 ore al mese) e/o l’l% del loro stipendio (ad esempio dieci euro se si guadagnano mille euro al mese) per il cambiamento del Paese.

In pochi mesi si sono iscritte circa 1000 persone. E cosa proponiamo di fare a queste persone? Proponiamo di mettere in pratica le azioni e le proposte uscite dai tavoli tematici che abbiamo realizzato e che sono presentati in queste pagine.

Questo avviene in due modi: con le azioni quotidiane che ognuno di noi può realizzare privatamente e con delle campagne nazionali, da portare avanti tutti insieme, mirate ad attuare cambiamenti collettivi in un determinato settore.

Diciassette temi, diciassette visioni, diciassette tavoli tematici

“Perché proprio diciassette tavoli?” si chiederà qualcuno. La risposta è semplice. Perché erano diciassette i temi su cui ci sentivamo di poter lavorare con competenza e attivando un network a nostro avviso credibile e complesso.

Siamo ben consapevoli che molti temi fondamentali non sono stati affrontati in questo processo, ed è il motivo per cui consideriamo questo lavoro non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Siamo però molto soddisfatti di quanto emerso da questi mesi di lavoro. Se migliaia di persone cominciassero ad adottare quanto emerso da questi diciassette documenti, siamo certi che il Paese comincerebbe a migliorare veramente e con esso la vita di migliaia e migliaia di persone.

Ai partecipanti ai tavoli abbiamo chiesto quattro cose:

  • Fare una fotografia della situazione attuale in quel determinato tema.
  • Costruire una visione (possibile e credibile) nel migliore dei mondi possibili per il 2040 immaginando quindi cosa e come potrebbe migliorare.
  • Costruire il percorso che il Paese dovrebbe compiere da qui al 2040 per raggiungere questi obiettivi.
  • Proporre una serie di azioni che ognuno di noi può compiere come individuo, professionista/imprenditore e/o politico per cambiare le cose adesso in quel settore.

Cento ambasciatori

“E i partecipanti ai tavoli? Come li avete scelti?” si chiederà qualcun altro. Anche qui la risposta è semplice. Abbiamo selezionato, tra le migliaia di persone e progetti incontrati in questi anni, le cento “realtà” - associazioni, imprese, mondo accademico - che a nostro avviso potevano sviluppare proposte concrete, mature e realizzabili, cercando di seguire alcuni criteri base:

  • La competenza e l’esperienza.
  • La complementarietà di punti di vista (abbiamo cercato di rappresentare e di chiamare ai nostri tavoli protagonisti provenienti da diverse estrazioni culturali, sociali, politiche, geografiche, economiche).
  • L’aderenza dei partecipanti e delle realtà da loro rappresentate ai nostri “sette sentieri”.
  • La concretezza. Non ci interessava confrontarci con chi si limita a sognare un futuro possibile, ma volevamo raccogliere l’esperienza di chi già oggi sta concretamente cambiando le cose nel suo settore di competenza.

Li abbiamo chiamati ambasciatori perché ognuno di loro porta con sé un insieme di saperi e conoscenze sviluppati da gruppi di persone, reti di realtà, associazioni. Dunque ognuno di loro è un ambasciatore che ci porta in dono il suo mondo e lo condivide con noi nel momento in cui si siede al tavolo.

La facilitazione

Inizialmente persino noi eravamo scettici circa la possibilità di costruire un mosaico del genere. Quante volte abbiamo sentito dire che in Italia è difficile collaborare? Che il mondo dell’associazionismo, del terzo settore, delle imprese etiche e dell’economia solidale è competitivo come se non più del mondo delle imprese tradizionali? Dunque figuriamoci se i rappresentanti di spicco di questi mondi saranno disposti a sedersi allo stesso tavolo per disegnare insieme il mondo che vorremmo e stabilire delle azioni da portare avanti per costruirlo assieme.

Lo abbiamo pensato tutti, senza ammetterlo, in un angolino remoto del cervello. Finché non abbiamo iniziato a fare le telefonate per contattare gli ambasciatori e abbiamo visto che tutti accettavano con entusiasmo. Finché non abbiamo organizzato il primo incontro di ciascun tavolo e abbiamo visto i partecipanti collaborare, mettersi in gioco, partecipare, abbattere le barriere, divertirsi, giocare.

La grande differenza, forse, l’ha fatta il metodo. Il fatto di aver scelto la facilitazione come modus operandi. Ogni tavolo ha avuto un suo facilitatore che ha tirato le fila del discorso, fatto in modo che ciascuno potesse dare il proprio contributo, che nessuno si sentisse escluso. Facilitare un processo, è qualcosa di diverso dal condurlo (come fanno i leader) o dallo strutturarlo (come fanno le reti formali). Significa seguirlo passo passo, farne emergere potenzialità, gestirne i conflitti senza reprimerli e affrontare serenamente le criticità. Come afferma uno dei guru della facilitazione - e come non si stanca di ripeterci la nostra guru personale Melania Bigi, nostra personale guru della facilitazione - “Il mondo non ha più bisogno di leader, ha bisogno di facilitatori!”.

È stato un percorso emozionante, fatto di tante strade che ci hanno condotto in un futuro desiderabile. Ci sentiamo come dei giganti sdraiati sulla linea del tempo, con i piedi nel presente e la testa già nel 2040.

Siamo ben consapevoli che nessuno degli scenari che abbiamo immaginato si realizzerà esattamente così come lo abbiamo descritto. Che in alcuni casi le cose andranno diversamente e che i percorsi si costruiranno via via durante il cammino. Ciò che conta è che adesso abbiamo un orizzonte comune verso il quale muovere i nostri passi!

Un ringraziamento enorme va ai facilitatori dei 17 tavoli che si sono fatti in quattro per organizzare o ospitare gli incontri, raccogliere i contributi, sistemare i documenti e tanto altro. Andrea Paoletti, Andrea Degl’Innocenti, Annalisa Jannone, Daniel Tarozzi, Daniela Bartolini, Danilo Pulvirenti, Filippo Bozotti, Giulia Minoli, Giulia Rosoni, Paolo Cignini, Riccardo Goghero, Sabina Bello, Tommaso Grassi, grazie davvero di cuore!

Non finiremo mai di ringraziare, inoltre, Melania, Giulio Ferretto e Ilaria Magagna di Comunitazione che ci hanno fatto capire l’importanza e formato sulla facilitazione.

Infine un grazie dal profondo del cuore ai 100 ambasciatori che nudi da pregiudizi, prevenzioni ed etichette si sono seduti attorno a dei tavoli e hanno dipinto assieme il disegno di un paese migliore. Grazie a loro, quel Paese esiste già!

Questo libro

Eccoci quindi giunti al motivo di questo libro. Dopo aver pubblicato i risultati di tutto questo lavoro su Italia che Cambia è sorta l’esigenza di raccontarlo, ampliarlo, trascriverlo su carta, per costruire un vero e proprio manuale di istruzioni per cambiare il Paese (e la nostra vita) partendo dalle nostre azioni quotidiane.

Quanto segue, quindi, è il risultato del lavoro svolto nei diciassette tavoli, ma tra le righe che seguiranno, non potrà non trasparire il lavoro fatto in questi anni di percorso (esteriore e interiore) che io e Andrea abbiamo macinato su e giù per il nostro Paese.

Centinaia di incontri, volti, esperienze, lucida follia, pensiero laterale, capacità di sognare l’impossibile, stupore, dolore, sconfitte, vittorie, gioie. Abbiamo testimoniato e testimoniamo ogni giorno come cambiare sia possibile. Con questo libro vogliamo suggerire ai nostri lettori come farlo. E vogliamo avere anche noi uno strumento che ci guidi nelle nostre azioni quotidiane.

Sì, perché anche noi siamo solo all’inizio del percorso, ma sappiamo che insieme possiamo e vogliamo farcela.

Buona lettura e buon cammino.

E Ora si Cambia

500 azioni per l’individuo, le imprese e le istituzioni per ricostruire il paese. La visione per il 2040 elaborata da 100 protagonisti del cambiamento

Daniel Tarozzi, Andrea Degl'Innocenti

Individui, associazioni e istituzioni sparse per l'Italia hanno organizzato numerosi tavoli tematici per confrontarsi, insieme ai curatori di questo libro, sullo stato del rinnovamento del nostro paese, che sembra fermo eppur...

€ 12,00 € 10,20 -15,00%

Disponibilità: Immediata

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Daniel Tarozzi

Daniel Tarozzi, regista di documentari, videomaker e soprattutto giornalista, ha fondato e diretto alcuni importanti giornali web, tra cui Terranauta e Il Cambiamento. È ideatore e tra i fondatori di Italia che Cambia, nonché direttore responsabile del Journal di Cittadellarte. 
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Andrea Degl'Innocenti

Andrea Degl’Innocenti è un giornalista che si occupa ormai da anni di economia e politica internazionali. Dal 2010 collabora con la testata giornalistica “Il Cambiamento”, per la quale si è spesso occupato delle vicende islandesi. Nell’aprile-maggio 2012...
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