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Cosa dicono le fonti antiche

di Daniela Bortoluzzi 11 mesi fa


Cosa dicono le fonti antiche

Leggi un estratto dal libro "Codice Anunnaki" di Daniela Bortoluzzi

Circa mezzo milione di anni fa sarebbe arrivato sulla Terra il primo gruppo di 50 extraterrestri provenienti da Nibiru, un misterioso pianeta che attraverserebbe il nostro Sistema solare ogni 3600 anni.

A questo primo sbarco ne sarebbero seguiti diversi altri. In tutto ne sarebbero atterrati 600; altri 300 sarebbero rimasti nella stazione orbitale con il compito di controllare e gestire i flussi delle navette in arrivo e in partenza dalla Terra.

Il condizionale è d’obbligo, ovviamente.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Codice Anunnaki

La ricerca dell'anello mancante tra tabù e mito

Daniela Bortoluzzi

(1)

Tutte le religioni sono l’eco dei fatti successi ai tempi in cui la Terra fu visitata da esseri provenienti da altri pianeti con scopi diversi. Ed è infatti attraverso le mitologie (le religioni delle civiltà scomparse) che possiamo attingere...

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Indice dei contenuti:

L’incipit

Nei testi sumeri è specificato che c’erano in tutto 600 Anunnaki sulla Terra (sono i DIN.GIR, letteralmente: i “puri/giusti delle navette fiammeggianti”) e 300 in cielo (gli IGI.GI, letteralmente: “coloro che girano e osservano”)...

Tuttavia, poiché i Sumeri descrivono dettagliatamente questi atterraggi e i protagonisti (mettendo in risalto le diverse mansioni e specializzazioni) delle vicende che ne seguirono, ne emerge una possibile e verosimile verità. Ognuno è libero di continuare a credere che si tratti di mitologia - come quella greca, egizia, celtica, nordica, fenicia, maya, induista ecc. in cui gli omologi degli Anunnaki sono i Theoi, i Neteru, i Tùatha Dé Danann, gli Asi, i Deva, ecc.

Ma... in questo caso vanno aggiunti anche gli Elohim biblici (protagonisti della religione ebraica), perché non sono affatto diversi dai protagonisti delle altre mitologie/religioni.

Se poi qualcuno ritiene che questo confronto sia fuori luogo e che la Bibbia non sia mitologia, allora - con onestà intellettuale e mente aperta — prenda in considerazione la possibilità che neanche le altre religioni antiche lo siano.

La mente chiusa rifiuta a priori qualunque tipo di proposta in contrasto con le proprie convinzioni; è un atteggiamento di arroganza mentale e può dipendere dall’ignoranza, dal non-interesse o dal timore di offendere il proprio credo.

La mente aperta, al contrario, porta alla curiosità di conoscere, stimolando ad ascoltare e a documentarsi. La mente aperta coglie le sincronicità analizzando le nuove ipotesi che si presentano e decide se revisionare o meno le proprie convinzioni.

Tutti i poemi epici delle civiltà del passato descrivono le gesta delle divinità e dei figli (gli Eroi) nati dai loro accoppiamenti con donne e uomini terrestri.

Tutti questi dèi in carne e ossa mangiavano, bevevano, facevano l’amore, dormivano, si lavavano, ecc. Venivano dal cielo e avevano le loro residenze sulle cime o sui pianori di alte montagne e avevano tutti in comune alcune peculiarità: si spostavano a bordo di speciali mezzi volanti (carri, glorie, barche, cherubini, uccelli, palazzi, cavalli, tappeti, draghi, sigari, scudi, ecc.), possedevano molte tecnologie misteriose e armi potentissime; inoltre la loro vita era talmente lunga rispetto a quella umana, da essere creduti immortali, mentre invece nascevano e morivano anche loro...

E questi esseri evoluti preferirono farsi credere dèi anziché rivelare la loro vera natura.

Nel caso degli Adapa/Adamu, ad esempio, questo serviva a mantenere l’obbedienza...

I fatti

Dai testi sumeri interpretati da Sitchin e dai suoi libri emerge che i primi 50 astronauti extraterrestri (che saranno ricordati come Anunnaki, in quanto, come abbiamo visto, erano identificati come individui provenienti dal cielo) arrivarono circa 450.000 anni fa, dopo aver verificato la presenza di ricche vene aurifere nel “settimo pianeta”.

Questa prima navetta ammarò nelle acque del Mar Arabico trasportando uno staff composto da diversi scienziati e da un certo numero di subalterni, molti dei quali da adibire a manovalanza per avviare i progetti di colonizzazione tra cui l’estrazione dell’oro.

Il comandante sarà ricordato come EN.KI (“Signore della Terra”, in quanto EN sta per “Signore” e KI sta per “Terra”) e con lui c’erano altri due brillanti scienziati: Ningishzidda (suo figlio) e l’ufficiale medico Ninhursag (sua sorellastra).

Per prima cosa si diressero verso il Golfo Persico, la meta designata da colonizzare in cui non avevano potuto ammarare essendo all’epoca poco più che un vasto acquitrino paludoso. Qui iniziarono a imbonire il terreno artificialmente per potervi costruire il loro insediamento - che sarebbe diventato la prima città fondata lontano da Nibiru - che chiamarono Eridu (“Casa costruita molto lontano”).

Scelsero l’area prospiciente le foci del fiume Eufrate, una zona pianeggiante e relativamente asciutta, che sarà ricordata come Edin (“Luogo dei giusti/puri”), dove installarono anche una stazione sperimentale in cui coltivare le diverse varietà di vegetali commestibili, selezionando e mettendo a dimora i semi e i campioni che avevano portato da Nibiru.

Nella Bibbia ebraica questo vivaio è ricordato come Gan Eden (“Luogo recintato dell’Eden”), mentre in quella cattolica il termine Gan è stato interpretato come “giardino”. Nel frattempo cominciarono a bonificare le paludi circostanti, drenando e interrando una gran quantità di canali e laghetti che si erano formati nella convergenza, prima di sfociare nel Golfo Persico, dei due fiumi Eufrate e Tigri.

Iniziarono anche i lavori di recupero dell’oro depositato nei letti dei fiumi e nel fondale marino.

L’omologo accadico di EN.KI è E.A (“il giusto/puro che ha la casa nell’acqua”); infatti è raffigurato spesso con rivoli d’acqua che gli sgorgano dalla testa.

Questo è un serio indizio all’ipotesi che i primi scavi/recuperi siano iniziati in acqua, soprattutto alla luce di altri elementi:

  • l’area mineraria del Golfo Persico è ricordata come Arali (“luogo delle acque dei filoni scintillanti”);
  • nelle tavolette sumere si cita un’imbarcazione chiamata elippu tebiti (“nave sommersa”) la cui traduzione lascia ben poco all’immaginazione;
  • nei testi sumeri sono descritte delle “navi celesti” che si inabissavano in mare; ospitavano astronauti in tenuta da sub che, una volta usciti da questa loro “capsula”, avrebbero raggiunto la riva a nuoto;
  • in tutte le tradizioni antiche sono raffigurati dei sub: esseri antropomorfi con addosso un grande pesce a mo’ di abito (sotto la testa del pesce si vedeva il volto umano e, sotto la coda, i piedi scalzi) lasciando intendere che disponevano di un abbigliamento che consentiva loro di nuotare come i pesci, quindi sott’acqua) descritti come dei che avevano la residenza nel mare e ne uscivano di giorno per istruire gli uomini. Il sacerdote babilonese del periodo ellenistico Berosso ha tramandato nella sua opera in tre libri Babyloniaka la figura degli Oannes, dèi “anfibi” che comparivano ogni tanto, arrivando dal “Mare Eritreo”;
  • • fu scelta l’area del Golfo Persico, essendo strategicamente comoda per raggiungere via mare e via fiume i mari vicini e anche per sfruttare, almeno inizialmente, i fiumi per il trasporto sia dell’oro che dei materiali da costruzione.

Secondo le fonti sumeriche, i primi 50 Anunnaki rimasero da soli sulla Terra per ben 8 shar (28.800 anni terrestri), durante i quali proseguirono con l’opera di colonizzazione e di bonifica. Al loro arrivo incapparono nel bel mezzo di un’era glaciale per cui si trovarono a dover costruire dighe e canali di irrigazione tra grandi difficoltà geo ingegneristiche; ma dopo i primi shar, fortunatamente il clima del pianeta si andava progressivamente mitigando. Si legge nei testi che pioveva molto.

Con il miglioramento delle condizioni climatiche, Enki si spostò verso l’interno a nord di Eridu e lì fondò Larsa, sul fiume Eufrate, che sarebbe diventata la base strategica del fratellastro Enlil, che stava per arrivare.

Con la sua venuta, iniziò la fase cruciale delle operazioni: EN.LIL prese il comando e intensificò i lavori per la realizzazione di quella che potremmo chiamare “Missione Terra”, comprendente la progettazione e l’attuazione di un porto spaziale e di un centro di controllo. Inoltre, era previsto un vero e proprio polo industriale, per la raccolta e la raffinazione dell’oro estratto.

La zona era ricchissima di sostanze bituminose che fuoriuscivano spontaneamente dal terreno, fondamentali per fornire il combustibile necessario per i forni, il carburante per i motori e l’illuminazione - alcune delle quali anche per impermeabilizzare costruzioni e imbarcazioni.

Dopo un tempo terrestre lunghissimo (circa 150.000 anni, equivalenti a poco meno di 42 shai), Enki si rese conto che l’estrazione dell’oro produceva molto meno del previsto e fu costretto a contattare Nibiru richiedendo altra manovalanza, in modo da poter scavare anche nelle miniere d’oro dell’Abzu, in Africa australe.

Nel frattempo procedeva la costruzione di altre città lungo la traiettoria che dal centro del Golfo Persico puntava al massiccio dell’Ararat, dove era stata stabilita la base spaziale - nel punto più alto della zona, individuabile dall’alto grazie alle due vette quasi gemelle.

Il primo centro di controllo fu Nippur, strategicamente fondato da Enlil al centro dell’area in cui i corsi dei due fiumi erano più distanti tra loro. Qui c’era un’area off limits, il Kiur, al cui interno si trovava il Duranki (“legame tra cielo e terra”) al cui interno erano conservate le mappe e le rotte del cielo e una tecnologia per comunicare non solo con Nibiru, ma anche con le navette, con gli Igigi in orbita, con Lamu, con la base spaziale dell’Ararat, con i porti e le stazioni spaziali terrestri; si trattava della costruzione più importante di tutte, senza la quale gli Anunnaki sarebbero rimasti isolati.

Il primo porto spaziale fu costruito a Sippar, sull’Eufrate. Da questo complesso di lancio partivano i razzi e le navette; per questo la stazione spaziale fu costruita strategicamente sul fiume, essendo il mezzo più comodo per il trasporto dell’oro raffinato da caricare e inviare a Nibiru.

Codice Anunnaki

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