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Coraggio - Estratto da "Rilassati e Respira"

di Eline Snel 2 mesi fa


Coraggio - Estratto da "Rilassati e Respira"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Eline Snel e scopri come utilizzare le tecniche di mindfulness per affrontare senza ansia il tuo ruolo di genitore

La parola coraggio deriva dal francese cœur e dal latino cor, 'cuore'. Il coraggio permette di affrontare ciò che, nel profondo del proprio cuore, si teme e si spera di non subire mai.

Ma soprattutto, ci vuole coraggio per accostarsi con un approccio consapevole alla genitorialità. Osservare ed esaminare le proprie reazioni ed emozioni significa abbandonare la propria comfort zone.

E che dire, poi, se si tratta di assegnare dei limiti ai propri figli adolescenti?

Indice dei contenuti:

Il coraggio di osservare senza giudicare

Tutti noi siamo dotati di cinque sensi grazie ai quali percepiamo il mondo esterno. Un ulteriore sesto senso ci permette di guardare dentro noi stessi. Possiamo usarlo per stabilire come ci sentiamo, che cosa stiamo pensando e che sensazioni fisiche abbiamo.

La capacità di fermarsi ogni tanto a riflettere e di entrare in contatto con il nostro mondo interiore è estremamente preziosa per l'educazione dei figli. Lo stesso vale per la capacità di osservare senza giudicare.

Ti vedo per la prima volta. Non riesco a smettere di guardarti. L'odore dolce di latte caldo, il contatto pelle a pelle e la tua voglia di vivere bypassano la mia mente e penetrano in tutte le mie cellule. I miei organi di senso sono all'erta, materni ancor prima che io me ne renda conto. Focalizzati sul qui e ora, sperimentano questo momento in tutta la sua purezza. Sento la meraviglia. Con le tue ciglia lunghe e le tue guance morbide come seta, inspiri ed espiri la vita. Innocente, aperto, senza giudizi né aspettative.

Come mai quando guardiamo i neonati siamo pieni di amore e meraviglia, ma lo siamo molto meno quando guardiamo i nostri figli adolescenti e soprattutto noi stessi? Chi o che cosa dentro di noi ci spinge a interpretare, spiegare o giudicare noi e gli adolescenti che vivono accanto a noi?

E' la nostra mente pensante che guarda il mondo attraverso un filtro di vecchie esperienze o di schemi fissi di pensieri ed emozioni. Questo filtro stabilisce ciò che vediamo della realtà e il modo in cui la interpretiamo, spieghiamo e giudichiamo. Stabilisce inoltre se qualcosa ci piace o no.

Questo filtro condiziona anche la nostra reazione a una situazione. Con il tempo, la nostra prospettiva si restringe e la nostra capacità di osservazione non giudicante e consapevole diminuisce. Abituiamo i nostri figli ad agire così fin da piccoli, quando ripetiamo loro di continuo frasi come: «Non guardarmi a quel modo», «Non renderti ridicolo», «Datti un contegno» o «Non puoi essere così pigro!».

Emozioni, interpretazioni, spiegazioni e aspettative influenzano la nostra percezione della realtà. Quel che crediamo di vedere spesso si basa più su ciò che pensiamo che su ciò che vediamo davvero.

Anne entra saltellando, in mano un grosso sacchetto giallo. Ha trascorso il pomeriggio a fare shopping con mio marito. «Ho preso una cosa bellissima», dice raggiante. Dal sacchetto estrae una giacca in finta pelle bianca, lucida, con un enorme colletto fatto di un materiale peloso non identificabile. La indossa, stringe elegantemente la finta pelliccia intorno al collo e con orgoglio volteggia per la stanza. «Che te ne pare, mamma?» chiede speranzosa. «La trovo volgare» dico. «Non ti sta affatto bene. Se pensi di metterla per andare a scuola, scordatelo!». Come punta da una vespa, Anne si toglie la giacca e la butta su una sedia. «Perché rovini sempre tutto?», urla. «Vorrei essere nata da un'altra parte, non qui. Non ti va mai bene niente, non pensi mai che sono bella. Non fai che criticarmi».

Vorrei replicare, dirle che penso sempre che lei sia bella e, soprattutto, che lei è bella, ma prima che abbia il tempo di farlo, lei è già salita in camera sua. Sbatte la porta e la chiude a chiave, come a voler dire: Non salire perché tanto non ti apro!

Pilota automatico in funzione

Di solito, siamo totalmente inconsapevoli non solo di ciò che sentiamo, pensiamo, diciamo o facciamo, ma anche delle conseguenze che tutto ciò produce. Tendiamo in genere a dire la prima cosa che ci passa per la testa. Adolescenti, genitori, insegnanti... tutti noi, senza rendercene conto, spesso reagiamo in maniera istintiva, quasi avessimo il pilota automatico inserito.

Agire con il pilota automatico in funzione non è di per sé un male. Anzi, a volte è utile e meno faticoso, perché si risparmiano energie. I piloti guidano gli aerei così per ore, e riprendono il controllo dell'apparecchio solo nei momenti importanti, come il decollo o l'atterraggio, oppure nelle situazioni inattese, come una turbolenza o una calamità improvvisa.

Tale decisione richiede non solo coraggio e tempestività, ma anche, e soprattutto, un monitoraggio costante e pacato dei cambiamenti che si verificano durante il volo. La vita con gli adolescenti è un po' la stessa cosa.

In maniera automatica, come se fosse stato preprogrammato, il campo della mia mente si era ristretto al punto di non vedere nient'altro che quella giacca. È strano come la nostra mente possa continuare a gravitare intorno a qualcosa che ci piace o che non ci piace, finendo per non accorgersi di tutto il resto. Lo sguardo raggiante negli occhi di mia figlia, il suo portamento fiero, il suo bisogno di approvazione per una cosa così bella: non avevo notato niente di tutto ciò. Sospiro, e con gentilezza riconosco di essermi lasciata di nuovo trascinare dall'automatismo di un giudizio immediato, sebbene disapprovi fermamente questo tipo di comportamento. Ma non ha alcun senso colpevolizzarmi né condannarmi. Quel che è davvero utile è prendere atto che, se continuo a reagire in maniera automatica, arriveremo immancabilmente a un litigio, che potrebbe essere fonte di ulteriore alienazione e angoscia.

Imparando a osservarmi e a riflettere su ciò che accade quando do voce ai miei punti di vista, ho più probabilità di tenermi alla larga dalle zone di pericolo. I giudizi continuano a emergere - a volte, alla velocità della luce -, ma io non li esprimo subito. Posso semplicemente accorgermi della loro presenza e poi lasciarli andare.

Lentamente ma inesorabilmente, comincio a capire meglio come funziona la mente. Non sono sempre obbligata a fare ciò che penso, e ciò che penso non è sempre vero. I miei pensieri non sono altro che opinioni o interpretazioni. Questo mi rassicura e mi permette di agire in maniera diversa la prossima volta.

Quando, un paio d'ore più tardi, accompagno mia figlia a lezione di danza, le chiedo scusa, le dico che non avrei dovuto reagire a quel modo e che non pensavo quel che ho detto. «A volte, parlo prima di riflettere». Le dico anche che sono contenta di vederla così felice con quella giacca e che spero che la indosserà spesso. Con un'espressione più saggia della sua età, lei accetta le mie scuse e borbotta il suo perdono: «Beh, i genitori non capiscono mica tutto».

Vero: non capiamo tutto. E non siamo nemmeno tenuti a farlo. L'attenzione consapevole vi aiuta a identificare le vostre reazioni e i vostri giudizi automatici. Agisce come un proiettore.

Tutto ciò che viene illuminato dal proiettore diventa visibile, consentendovi di riconoscere le vostre modalità di reazione; di osservare, sentire e riflettere su come rispondere prima di farlo davvero. E insegnando ai vostri figli a fare lo stesso, li dotate di una capacità che vale oro.

Se vi concedete un istante di attenzione consapevole tra una situazione e la vostra reazione, create le condizioni per una scelta consapevole - e senza pilota automatico.

A un corso di formazione per genitori, una madre single si dichiara sbalordita dal cambiamento spontaneo che ha riscontrato nelle sue reazioni semplicemente da quando ha cominciato a prestarvi più attenzione. «Fino a poche settimane fa, rincasavo spesso arrabbiata. Varcavo la soglia e iniziavo subito a sbraitare: 'Perché non rimettete mai a posto? È così difficile?'. Vedevo solo il disordine. E non parlavo d'altro, quasi fosse un'abitudine.

Ora invece, oltre al disordine, riesco a vedere che i miei figli si impegnano per cucinarmi qualcosa di buono, visto che spesso torno a casa stanca. Adesso mi fa piacere e trovo più facile accettare che non sempre facciano le cose esattamente come piacciono a me. E perché mai dovrebbero farle solo come piacciono a me? Per la prima volta dopo anni, ho detto loro che quando sono entrata ho sentito un buon profumino. In fondo, è così semplice!».

L'esercizio Calmo e attento come una ranocchia aiuta voi e i vostri figli adolescenti a riconoscere gli automatismi, a osservarli e a evitare di reagire subito. Una rana rimane calma, immobile, respira, osserva - senza giudicare e senza voler per forza cambiare qualcosa.

Quando portate l'attenzione sul respiro, siete nel momento presente. Non nel passato, non nel futuro, ma nel qui e ora. Ed è ciò che conta. Rimanere coscienti del respiro non cambia la situazione per come è, ma cambia il modo in cui la vivete.

E questo vuol dire molto. Praticando regolarmente quest'esercizio imparerete a uscire dalla testa e a spostarvi nel corpo. Quando la testa è satura di frustrazioni e la vostra pazienza al limite, provate ad aggrapparvi alla respirazione. Come a un'ancora, che vi impedisce di andare alla deriva e vi mantiene ben radicati - qui, nel momento presente.

Esercizio 2 per i genitori: calmo e attento come una ranocchia

Prendersi del tempo per sé è una grande sfida quando si hanno dei figli in crescita e una vita familiare frenetica. Abbiamo spesso troppe cose da fare per rallentare e riposare un po'.

Ci vuole coraggio per fermarsi e concedersi una pausa in mezzo al caos. E ci vuole perseveranza per tenere in esercizio l'attenzione, specie quando non si intravedono risultati immediati o progressi rapidi.

Tirare l'erba non la fa crescere più in fretta; lo stesso vale per il muscolo dell'attenzione.

Rilassati e Respira

Esercizi di mindfulness per genitori (e per i loro figli adolescenti)

Eline Snel

Il secondo libro di Eline Snell si rivolge ai ragazzi adolescenti e ai loro genitori. Essere genitori di un teenager è un compito difficilissimo, soprattutto di questi tempi. L'adolescenza è infatti un'età problematica e...

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Eline Snel, è appassionata di cucina naturale e vegetariana e ha scritto molti libri sull'argomento Mindfulness, pratica della quale è insegnante da molti anni. Ha fondato l'Academy for Mindful Teaching (AMT) con sede a Leusden, nei Paesi Bassi, e ha ideato il "Metodo...
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