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Comportamento animale

di Michael Tellinger 1 mese fa


Comportamento animale

Leggi un estratto dal libro "Specie Schiava degli Dei" di Michael Tellinger

Fin da quando ho iniziato a interessarmi di genetica, mi ha sempre incuriosito il fatto che una parte così importante della nostra anatomia, il genoma, una struttura molecolare così raffinata, sia stata creata incompleta.

In realtà il genoma è stato creato in abbondanza, con ampie parti della sua struttura che non vengono affatto utilizzate. E come se le parti inattive del genoma aspettassero di essere attivate da qualche fattore estrinseco.

La domanda è: quali sono le caratteristiche inimmaginabili o le super abilità che potrebbero essere ancora dormienti nel genoma? Quali potenzialità umane nascondono? Questo come ha influito sulla nostra evoluzione come specie?

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Specie Schiava degli Dei

La vera storia delle nostre origini e la missione degli Annunaki sulla Terra

Michael Tellinger

Siamo stati creati o ci siamo evoluti? La verità sta probabilmente nel mezzo ed è sconvolgente. Tellinger ci dimostra come l’uomo sia frutto di una manipolazione genetica effettuata da una specie aliena, gli Anunnaki, per realizzare la loro...

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Genoma è solo un’altra denominazione per l’insieme complessivo di geni e DNA contenuti in un individuo. Nell’uomo, il genoma consiste di 23 paia di cromosomi che contengono l’intero programma genetico di uno specifico individuo e si trova nel nucleo di ogni cellula del nostro corpo. Questo programma genetico controlla tutte le informazioni che ci permettono di crescere e funzionare.

Il genoma è unico per ogni individuo e ogni specie. Quando nasciamo, siamo beatamente inconsapevoli di ciò che ci attende. Potrebbero esserci sette età dell’uomo, ma tutto finisce per intrecciarsi in un lungo “reality show” diretto da una forza invisibile. Abbiamo tutti ottenuto in media settanta anni di vita per recitare il nostro ruolo qui sulla Terra; il resto spetta a ognuno di noi. Entrata in scena a sinistra... uscita a destra. L’unica certezza che abbiamo al momento è che usciremo di scena.

Che cosa avete intenzione di fare con i vostri settanta anni? Qual è lo scopo del viaggio, di questo “giocare alla vita” a cui tutti partecipiamo? Userete il vostro tempo in modo creativo, darete un contributo alla comunità globale degli esseri viventi, o sarete semplici spettatori; usurpatori del palcoscenico prima di uscire di scena?

Nonostante i sei miliardi e mezzo di persone che popolano la Terra, la razza umana è una specie piuttosto fragile e primitiva. Non importa quanto intelligenti e brillanti pensiamo di essere, mostriamo costantemente i segni di un primitivo comportamento animale che può portare alla decimazione della nostra specie in un batter d’occhio. Abbiamo fatto guerra ai nostri simili nel corso della storia e continuiamo a farlo nel ventunesimo secolo.

Sembra sempre che ci sia una base morale o una giustificazione per le nostre azioni. Da Caino e Abele, a George W. Bush, sono sempre stati i forti e i potenti a opprimere e annientare i deboli. L’Antico Testamento non è una bella storia di compassione e perdono. In realtà, è piuttosto il contrario. Parla di “occhio per occhio”; di sterminio di uomini, donne, bambini e animali in nome di dio; e spesso chiama i nemici per nome, definendoli gente cattiva o discepoli del diavolo.

Sembra che dio abbia preso posizione sin dall’inizio. Aveva i suoi prediletti, e poi c’erano “gli altri”. Ho sempre pensato che il Dio di cui mi avevano parlato dovesse essere più imparziale e amorevole.

La Bibbia è piena di profeti e di individui che per migliaia di anni ebbero un legame diretto con dio, da cui ricevettero regolarmente istruzioni su ciò che dovevano fare. Quando si legge la Bibbia, è considerato normale, ma soprattutto ci si aspetta, che diamo per scontato e che crediamo che un certo numero di persone scelte ricevessero regolarmente direttive precise da dio. Non solo ricevevano istruzioni chiare e avvertimenti, ma anche regole “fisiche” sotto forma dei dieci comandamenti e ricompense materiali, come la terra o il bestiame.

Ma le interazioni più impressionanti sono state le numerose visite fatte da dio a diversi personaggi. Se egli non era in grado di farlo di persona, inviava degli angeli ad affrontare qualsiasi situazione si presentasse. Gli esseri divini condividevano idee, vino e pane, e inevitabilmente dio istruiva le persone a svolgere determinati compiti. Tutti questi individui sembrano essere stati uomini. E tutte le persone che hanno contribuito alle scritture della Bibbia erano anch’essi tutti uomini.

Se “Lui” ci ha creati tutti uguali, aveva forse un problema riguardo alla credibilità delle donne? O dio era solo la personificazione di una società dominata dagli uomini? Un semplice fatto storico è che dio in realtà ha interagito fisicamente con l’uomo.

Al giorno d’oggi, affermare che Dio abbia interagito materialmente con gli uomini attirerebbe forti critiche e derisioni. Perché? Forse gli eventi accaduti nella preistoria non hanno la stessa validità per noi oggi? Sembra che possiamo accettarli solo se accaduti nell’antichità, quasi ridotti a una fantastica favola sulla nostra lotta per la libertà. Oppure perché siamo semplicemente troppo spaventati dalle conseguenze che potrebbero derivare dal rendere pubblica l’analisi dei fatti veri e propri? Queste domande mi hanno turbato per la maggior parte della vita.

Quando fu deciso e da chi, che la Bibbia aveva raccontato tutta la storia e che doveva essere scritto l’ultimo capitolo? Ovviamente fu un altro uomo, ispirato da Dio e comandato dallo Spirito Santo! Siamo sicuri che la ricerca della verità e della salvezza continuino? Di certo le atrocità sulla Terra non si sono placate; sicuramente il popolo della Terra ha bisogno di una guida e di istruzioni continue da parte di Dio per affrontare il caos e il crimine dei giorni nostri; per reagire ai dittatori; per sopravvivere alla colonizzazione, al razzismo, alle invasioni e invenzioni di menti malvagie.

Il potenziale di crudeltà della nostra specie ha raggiunto proporzioni insopportabili. Creiamo regole come esseri civilizzati, che vengono poi usate contro di noi da individui meno civilizzati ma con una buona conoscenza del sistema legale. Coloro che predicano la pace e l’amore e porgono l’altra guancia sono diventati deboli vittime della propria filosofia.

Ora, più che mai, le persone hanno bisogno di salvezza. Hanno bisogno di qualcosa di reale in cui credere e a cui attaccarsi nei momenti in cui ogni speranza sembra essere svanita. Allora perché le Scritture non continuano? Perché Dio non continua a diffondere saggezza attraverso uno o molti dei suoi profeti? Alcuni dicono che lo fa. Molti sostengono di essere in contatto con Dio con regolarità. Molti trasmettono i messaggi di Dio in chiese affollate e in altri luoghi di culto. Come risponde la comunità globale a chi parla di miracoli, sente la voce di Dio e ha le risposte? Bene, in molti casi questi moderni profeti danno origine a sette con un seguito di discepoli ciechi che obbediranno a ogni comando, mentre in altri casi sono considerati solo degli svitati.

Quindi, come dovrebbe comportarsi un giudice del ventunesimo secolo nei confronti di un uomo che ha legato sua figlia di dieci anni a un tavolo in giardino e che è stato fermato dalla polizia mentre la pugnalava a morte o le tagliava la gola? Se quest’uomo affermasse che Dio gli ha ordinato di sacrificarla per dimostrare la sua obbedienza al Signore onnipotente, un tale personaggio dovrebbe essere considerato un moderno uomo di fede o uno psicopatico? Ciononostante, consideriamo Abramo un leader, un uomo di forti principi e un uomo di fede perché obbedì all’ordine di Dio di uccidere il proprio figlio. La Bibbia, però, lo chiama “sacrificio”. Lo vedremmo come tale se accadesse oggi in un ricco sobborgo di Johannesburg o a Parigi?

Viviamo in un mondo pervaso da attività religiose alquanto confuse. Migliaia di religioni, tutte create dall’uomo, tutte che reclamano di essere depositarie della verità. Solo i loro seguaci saranno salvati dal creatore e si potranno crogiolare nei piaceri del paradiso. Sembra che più denaro abbiano, più potere esercitino e più siano vicine all’orecchio di Dio.

Così inizia la discussione religiosa e mettiamo in evidenza il lato primitivo del nostro basso stato evolutivo. Sono queste le caratteristiche che potrebbero essere controllate dai geni dormienti del nostro DNA? Guardiamo le grandi civiltà del passato e in qualche modo ci sentiamo superiori. Il fatto che non possiamo spiegare molte cose dell’epoca preistorica viene facilmente ignorato: “Chi se ne importa degli Egiziani... sono tutti morti”.

Alla luce di tutte le nostre conquiste e scoperte scientifiche, più ci evolviamo, più il dogma religioso prende forza e sembra direttamente collegato al denaro. Più una nazione è ricca, più riesce a far valere le proprie opinioni religiose sugli altri. Gli Stati Uniti possono affermare di essere una società libera sotto tutti gli aspetti, ma ciò è principalmente dovuto al fatto che si sentono al sicuro nella loro comunità composta al 96% da cristiani. Dà loro sicurezza consentire che le minoranze religiose fanatiche sprechino il proprio tempo alla ricerca di una salvezza priva di senso.

Se iniziamo a guardare chi siamo veramente e la strada che la nostra specie ha percorso su questo pianeta, allora ci rendiamo conto che la nostra presenza non ha nemmeno la dimensione della punta di un iceberg. Ci meravigliamo di scoprire fossili di dinosauri e ci chiediamo come doveva essere la Terra a quel tempo. Sfoderiamo numeri come “60 milioni di anni” quando i dinosauri si estinsero, “200 milioni di anni” quando il T-Rex diffondeva il terrore, e sussultiamo pensando ai “400 milioni di anni” dei fossili di insetti esposti nei musei. Quindi iniziamo a confrontare queste “date” con eventi che appartengono al nostro quadro cronologico. La Prima guerra mondiale 100 anni fa; Leonardo da Vinci 500 anni fa; i Vichinghi circa 1200 anni fa; Maometto circa 1.400 anni fa; Gesù 2000 anni fa; le piramidi 4.000 anni fa; l’ultima Era glaciale circa 13.000 anni fa; da qui in poi la maggior parte di noi ha esaurito i punti di riferimento.

Poi un giorno succede qualcosa di miracoloso. Alziamo gli occhi al cielo pieno di miliardi di stelle e cerchiamo di immaginare l’infìnito. Qualcuno indica Marte e Giove. Poi guardi attraverso un telescopio e per la prima volta vedi Saturno con i suoi anelli e persino molte delle sue lune, e improvvisamente la percezione della realtà cambia. Tutto diventa un po’ più grande. Guardi Alpha Centauri e realizzi che la luce della stella più vicina a noi impiega cinque anni per raggiungerci, pur viaggiando a 300.000 km al secondo. Assisti alla lezione di un astronomo e vedi immagini di galassie talmente lontane che non riesci a immaginarne la distanza. Galassie a un miliardo di anni luce; superammassi di galassie a cinque miliardi di anni luce; quasar ultra caldi a circa 12 miliardi di anni luce proprio ai margini dell’universo conosciuto e poi, a circa 13,8 miliardi di anni luce di distanza, solo l’oscurità. Niente. Ti siedi contemplando in silenzio queste immagini mentre cerchi di assimilarne la realtà. Hai appena guardato oltre il limite dell’universo conosciuto, dove nulla esiste.

Il giorno dopo provi a spiegare ai tuoi migliori amici la rivelazione che hai avuto, e questi condividono il tuo entusiasmo esattamente per quindici secondi prima che qualcuno dica: “Ehi, ragazzi avete visto quel bel film in TV la notte scorsa?”.

Con tutti gli audaci tentativi e le scoperte a volte straordinarie degli archeologi, non siamo ancora in grado di definire l’origine dell’umanità. Oh, decine di scienziati discuteranno ed esporranno tutti i tipi di prove e documentazioni, che saranno inevitabilmente confutate e riscritte da qualche altro scienziato dopo cinque anni. Tutte congetture che ci vengono presentate come ipotesi scientifiche o dogmi religiosi.

Ma in realtà, è solo un’ulteriore manipolazione dei pezzi del Grande Puzzle Umano. Non possiamo dire con certezza quando l’uomo civilizzato ha mosso i suoi primi passi sulla Terra, quando è stato creato o come si è evoluto.

Ammettiamolo: gli ultimi due secoli hanno portato a scoperte incredibili sulle civiltà antiche e a una maggiore comprensione dei popoli che svilupparono queste culture, caratterizzate da una notevole conoscenza e cognizione della scienza e del cosmo. Ci sono voluti decenni per decifrare i vari testi o stili di scrittura delle molte culture estinte. Tuttavia, con tutto il nostro sapere e conoscenza, non abbiamo ancora decifrato la scrittura Vinca (Balcani-Danubio) e la scrittura della Valle dell’Indo. L’eterogeneità di queste antiche civiltà, dagli antichi cinesi, alle culture delle Americhe, ai geroglifici degli Egizi, alla scrittura cuneiforme dei Sumeri, alle città perdute dell’Asia, ha egualmente sconcertato sia gli storici che gli archeologi. Ci ha totalmente colto di sorpresa la scoperta di antiche biblioteche, come quella del re Assurbanipal a Ninive, con circa 30.000 tavolette di argilla in scrittura cuneiforme che rimandano alla grande conoscenza delle civiltà perdute.

È curioso scoprire la vastità della conoscenza degli astronomi di 6000 anni fa, ricca di informazioni dettagliate sul nostro sistema solare. Leggiamo di antichi dèi che viaggiavano su carri volanti provenienti dalle stelle, che governavano sulla Terra e leggiamo dei loro conflitti e tradimenti. Leggiamo di uomini coraggiosi che realizzarono grandi cose nel lontano passato e della saggezza che fii trasmessa all’uomo dai numerosi dèi venuti dalle stelle. La capacità di estrarre metalli preziosi dai minerali nel terreno e la loro elaborazione come oro, rame, stagno e bronzo già 9000 anni fa, indicano una chiara comprensione dei processi metallurgici. Le antiche rovine delle Americhe, con evidenti prove di estrazione e attività mineraria, spiegano che in questa parte del mondo vi era un’impensabile ricchezza aurea molto prima di Colombo, di Cortes o degli altri selvaggi che vi si insediarono solo poche centinaia di anni fa. L’ulteriore inspiegabile evidenza di estrazione di minerali nell’Africa meridionale risalente a 100.000 anni fa è semplicemente troppo perché venga accettata anche dagli archeologi più coraggiosi.

La conoscenza delle procedure mediche e della manipolazione genetica, la creazione dell'“Adamu”, una nuova specie, sono chiaramente documentate in antiche tavolette di argilla che sono state decifrate solo di recente dal cosiddetto uomo moderno intelligente.

Il potere della comunicazione wireless e la conoscenza geofisica per prevedere una calamità naturale... tale ricchezza di informazioni è chiaramente davanti ai nostri occhi.

Eppure, non riusciamo ad accettare il fatto che potremmo non essere l’apice dell’intelligenza che ha abitato il pianeta. Con la rapida evoluzione dell’informatica, la nostra capacità di documentare e confrontare questa antica saggezza ci ha permesso di comprenderla più chiaramente.

Ma cosa ne facciamo di tutte queste informazioni quando ci troviamo faccia a faccia con incredibili racconti preistorici?

Abbiamo due scelte. O crediamo che siano state lasciate alle civiltà future perché vengano usate e sviluppate, oppure le scartiamo come fossero la folle spazzatura di alcuni idioti primitivi dell’Età della pietra, che non meritano la nostra attenzione. Solo 500 anni fa gli uomini venivano bruciati sul rogo per aver sostenuto che la Terra non era il centro dell’universo; il corpo umano era una nave misteriosa che fu studiata e sezionata nelle prime ore del mattino da audaci scienziati che rischiavano la vita; abbiamo scoperto gli ultimi tre pianeti del nostro sistema solare solo negli ultimi 200 anni; tutto ciò è una chiara indicazione che non siamo la razza superiore.

Noi siamo la sottospecie. La nostra arroganza è la nostra debolezza e la nostra ignoranza è una malattia congenita che alla fine ci distruggerà. Il dogma ci ha consumato e la paura ci controlla. Ma perché siamo così ciechi riguardo ai fatti e alle prove che ci circondano? Perché siamo così ossessionati dalle religioni popolari che per lo più si inchinano a un dio che usa il castigo e la punizione come forma di controllo? Se proveniamo tutti dallo stesso artefice, tutti dovremmo avere lo stesso insieme di regole di obbedienza, ma chiaramente non è così. Il conflitto religioso ha lacerato la nostra storia per millenni e incombe ancora sulle nostre teste nel ventunesimo secolo come un cancro in attesa di divorarci.

In questo libro scopriremo che il nostro “disturbo” è il risultato diretto del nostro status di razza bastarda, con un imprevedibile comportamento animale in agguato nel nostro DNA manipolato. La nostra intelligenza è stata soppressa, la nostra conoscenza è stata cancellata, la durata della nostra vita è stata geneticamente ridotta e la nostra memoria è stata rimossa. Siamo una mutazione subalterna, clonata dalle grandi civiltà del passato e lasciata a raccogliere i pezzi o a mettere insieme le tessere del Grande Puzzle Umano.

Abbiamo fatto notevoli progressi nel campo dell’ingegneria genetica, ma essere stati in grado di mappare il genoma non significa che sappiamo tutto su di esso. Al contrario, più impariamo a conoscere il genoma, più ci meravigliamo della sua complessità.

Conosciamo il principio base della Doppia Elica, ma siamo lontani dal comprenderne tutte le funzioni. Ciò che ci lascia particolarmente perplessi sono le ampie sezioni che sembrano essere inattive. Sì, è curioso sapere che ci sono ampie parti del genoma che sono dormienti. Questa scoperta si scontra con il processo evolutivo. Ma la verità è che il genoma è stato creato in abbondanza, con molto più DNA nelle nostre cellule di quanto ne sia necessario per la nostra espressione originaria.

Se il genoma controlla tutte le nostre caratteristiche e funzioni corporee, allora cosa potrebbero controllare le parti inattive del genoma? Credo fermamente che questa sia la domanda fondamentale da porsi. Quali poteri inespressi si celano nelle parti inattive della nostra struttura genetica?

Diamo una rapida occhiata alla storia delle scoperte nel campo della genetica. Sebbene vi siano prove evidenti dell’attività di manipolazione genetica risalenti a circa 250.000 anni fa, l’uomo moderno ha riscoperto il genoma solo negli anni Cinquanta. Nel 1866 Gregor Mendel pubblicò i risultati delle sue ricerche sui fattori ereditari nelle piante di piselli, ma fu solo negli anni Cinquanta che la struttura chimica del DNA fu riscoperta dagli scienziati moderni. Alla fine trovarono un nome: acido desossiribonucleico. I personaggi coinvolti in questa scoperta furono Maurice Wilkins, Rosalind Franklin, Francis H. C. Crick e James D. Watson. Con questa scoperta dettero inizio a una nuova branca della scienza, la biologia molecolare. Nello stesso decennio, Watson e Crick fecero la storia quando realizzarono il primo modello della molecola del DNA, mostrando la sua struttura a doppia elica, e provarono che i geni determinano l’ereditarietà. Nel 1957 Arthur Kornberg produsse il DNA in una provetta. Nel 1963, F. Sanger sviluppò la procedura di sequenziamento delle proteine. Nel 1966 la scoperta del codice genetico fii una vera e propria svolta. Gli scienziati furono in grado di prevedere le caratteristiche studiando il DNA. Tutto questo si è rapidamente evoluto in ingegneria genetica e terapia genica.

Nel 1972 Paul Berg produsse la prima molecola di DNA ricombinante e nel 1983 Barbara McClintock ricevette il premio Nobel per aver scoperto che i geni sono in grado di cambiare posizione sui cromosomi. Alla fine degli anni Ottanta, un team internazionale di scienziati iniziò il compito noioso e impegnativo di mappare il genoma umano, ed ebbe luogo la prima condanna per reati basata sul fingerprinting del DNA, a Portland in Oregon, usa. Nel 1990 la terapia genica fu utilizzata per la prima volta sui pazienti. Nel 1993 il Dr. Kary Mullis scoprì la reazione a catena polimerica (PCR) per la quale fu insignito del premio Nobel. Nel 1994 la FDA approvò il primo alimento geneticamente modificato, i pomodori Flavr Savr, ingegnerizzati per migliorare il gusto e rallentare il processo di decomposizione.

Nel 1995 la criminologia forense basata sul DNA fece notizia nel processo O. J. Simpson. Nel 1997 la pecora Dolly fu il primo animale clonato da una cellula somatica adulta. Il 1998 vide l’inchiesta al Senato degli Stati Uniti sullo scandalo Clinton/Lewinsky fondato principalmente su prove basate sul dna, e nel 2000 J. Craig Venter e Francis Collins annunciarono il completamento della mappatura e del sequenziamento dell’intero genoma umano. Quest’ultimo fu un risultato importante ottenuto in quasi dieci anni in meno di quanto inizialmente previsto. Nel 2003 Craig Venter lanciò una spedizione globale per raccogliere e studiare i microbi in ambienti che variano dagli oceani ai centri urbani al fine di ottenere un quadro definitivo dei geni che costituiscono il vasto regno della vita microbica. La vera e propria era della genetica è alle porte: la prima impresa di clonazione animale ha dato inizio alla propria attività negli Stati Uniti. In sostanza, siamo diventati dei creatori di specie, e siamo diventati il loro “dio”.

Più procedono le scoperte nella culla dell’umanità in Sud Africa, più possiamo ricondurre geneticamente i vari popoli del mondo a una mezza dozzina di individui originari dell’Africa meridionale; più prove otteniamo, dal DNA mitocondriale femminile, che il primo essere umano nacque circa 250.000 anni fa, più i pezzi del puzzle sembrano trovare il loro posto.

In questo libro esploreremo le prove scritte che collocano tale gruppo di umani primordiali nell’Africa meridionale circa 200.000 anni fa, all’incirca nel periodo in cui si suppone che l’Adamu sia stato creato. Quando ho iniziato a mettere insieme i tasselli, dubitavo che una cosa così fantastica potesse essere possibile. Ma se vi concedete libertà di pensiero e ampie vedute, scoprirete una storia incredibile, una chiara visione del passato e inizierete a svelare i grandi passi dell’umanità che ci hanno portato fin qui.

Ed ecco la vecchia domanda: “Chi siamo... e perché siamo qui?”. No, non è il tipo di domanda a cui si può rispondere: “... ma dai!”. Forse questo è uno degli enigmi più complessi riguardo alla nostra specie e merita un approccio un po’ meno convenzionale, ma dobbiamo essere pronti ad affrontare risposte inattese. Ciò che a prima vista potrebbe sembrarvi una storia dell’orrore diventerà un’esperienza liberatoria, che mi ha portato molto più vicino a Dio di quanto avessi mai immaginato. Ancora una volta devo attirare la vostra attenzione sulla differenza tra Dio, il creatore dell’universo, e dio, una delle tante divinità che hanno vissuto sulla Terra per millenni e governato l’umanità, esercitando potere, conoscenza e tecnologia.

Ci saranno buone notizie per chi crede che Dio abbia creato l’uomo e gli abbia dato delle regole. Coloro che invece credono nella teoria evolutiva avranno delle sorprese.

Numerose tavolette sumere suggeriscono che l’Adamu è stato creato qui sulla Terra a immagine del suo creatore, ma fu creato da una specie avanzata, da divinità che erano sulla Terra con uno scopo preciso tra 200.000 e 250.000 anni fa. Apprendiamo ancora dalle tavolette che l’Adamu è stato creato partendo dal pool genetico di specie umane più evolute e di un ominide meno evoluto che vagava per l’Africa meridionale. Ma chi erano gli umani più evoluti e da dove venivano? Perché non ci sono fossili a conferma della loro esistenza?

Sottolineo ancora una volta la complessità della situazione che affrontiamo, dato che la maggior parte, se non la totalità dei fatti, proviene da antiche tavolette di argilla decifrate solo negli ultimi cinquant’anni del ventesimo secolo. Dobbiamo scegliere se credere che ciò che è stato scritto sia abbastanza vicino alla verità, o se si tratta semplicemente di allucinazioni che risalgono a un tempo in cui la gente era un po’ svitata, lo ho deciso di dare valore a ciò che è stato scritto. Non riesco a immaginare neanche per un attimo che migliaia di persone abbiano lavorato per milioni di ore a incidere scrupolosamente queste tavolette se il contenuto non era rilevante. Sono convinto che avessero cose migliori da fare che confondere le idee alle generazioni future riguardo alle nostre origini. Dopotutto non siamo cambiati molto; anche noi vogliamo lasciare prove della nostra intelligenza e delle nostre conquiste, non solo per le generazioni future ma anche per altre specie nella vastità dell’universo. Perché altrimenti dovremmo inviare sonde nello spazio piene di strumenti, video, compact disc, libri, fotografie, programmi tv e altro? In fondo alla nostra mente, c’è la debole speranza che possa esserci vita evoluta da qualche parte nell’universo. Se ci fosse, abbiamo la speranza di abbagliarli con la nostra genialità o deluderli con la nostra ignoranza, tutto dipende da quanto evoluti possano essere coloro che recupereranno accidentalmente la nostra “arca spaziale”.

Mi ha sempre meravigliato quante persone mostrino disprezzo per la storia. Per molti, ciò che è successo in passato semplicemente non ha importanza. Ma se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo, come possiamo capire dove ci condurrà il nostro percorso evolutivo?

Quindi sgobbiamo e sogniamo giorni migliori. Ci chiudiamo nel nostro comodo bozzolo, mettiamo i paraocchi e cerchiamo di non allontanarci troppo dal confortevole e rassicurante conformismo. Crediamo che lavorando sodo o in modo intelligente alla fine otterremo una ricompensa. Stipuliamo polizze assicurative per il futuro dei nostri figli o per rimpinguare la nostra pensione, in modo da poter trascorrere più serenamente gli ultimi anni su questo pianeta. Continuiamo a procreare come se fossimo programmati per farlo. Sembra essere un passaggio naturale del nostro processo di maturazione. Ma, a nostra insaputa, esso è probabilmente guidato dal nostro genoma che tenta di continuare a sopravvivere mentre il nostro DNA si evolve verso il suo completamento. Quest’evoluzione può sbloccare le parti che sono state disattivate da qualche alchimista nel nostro lontano passato.

Preghiamo per ottenere salute, ricchezza e felicità. Alcuni sognano la vita eterna e molti pregano per la salvezza, ma nel profondo sembra esserci l’ardente desiderio di trovare risposte alla grande domanda... “Chi sono e perché sono qui?”.

La storia ci dà molte informazioni su chi possiamo essere e, mettendo insieme gli eventi e gli schemi comportamentali umani del passato, ci fornisce anche indizi su dove stiamo andando. Se sopravvivremo fino alla meta, è tutta un’altra questione. La storia, tuttavia, non risponde in modo chiaro alla domanda su chi siamo e da dove veniamo. Storici, archeologi e antropologi hanno descritto un passato piuttosto scontato. A parte le discussioni tra creazionisti ed evoluzionisti, la storia dell’umanità e del genere umano è diventata quasi una bella fiaba, e la maggior parte di noi non vuole che la fiaba venga interrotta. L’umanità si risollevò dalle ceneri contro ogni previsione: sopravvisse e crebbe di numero mentre si espandeva sulla Terra. Abbiamo scoperto il fuoco, il ferro, il bronzo, l’argento e l’oro. Abbiamo imparato nuove tecniche, adottato l'agricoltura invece di vagabondare, seppellito i nostri morti, imparato a vivere in comunità strutturate, imparato a scrivere e costruito città per proteggerci dai cattivi. Poi abbiamo imparato a commerciare, fondato la democrazia, scoperto la meccanizzazione e la tecnologia, raggiunto le stelle, e per tutto il tempo ci siamo uccisi a vicenda in nome del nostro dio, del nostro re, o per qualche altra ragione perfettamente ammissibile. È davvero un miracolo che siamo sopravvissuti a tutto questo. È chiaro che da qualche parte nel nostro dna c’è un gene violento che ha un ruolo preminente nel comportamento umano.

È una grande storia, ma riguarda solo gli ultimi 6000 anni circa. In precedenza tutto è molto oscuro e i tempi non sembrano collimare. La questione dell’anello mancante ora è più rilevante che mai. Il nostro genoma si è certamente evoluto fino a consentirci di riflettere e sfidare alcune ovvie convenzioni. Ma questa evoluzione sembra essere più spirituale o mentale che fisica. Se non ci siamo davvero evoluti fisicamente negli ultimi 6000 anni, dagli egiziani e dai sumeri, perché dovremmo credere di aver subito una drastica evoluzione nei precedenti 6000 anni, o nei 10.000 ancora precedenti?

Sembra che il nostro genoma si sia evoluto solo riguardo le parti mentali, come se fossimo stati un po’ “ritardati”. Questo tipo di squilibrio genetico sembra indicare una sorta di manipolazione nell’antico passato.

La sopravvivenza del “più adatto” è stata accolta come un argomento evolutivo cruciale. Termini come “selezione naturale” sono stati introdotti e presentati con prove eclatanti. Può essere il caso dei protozoi, dei dinosauri o del cavallo, ma sembra che esistano veri e propri vuoti nel modello evolutivo umano. I drastici salti evolutivi che sono parte della mia argomentazione indicano l’orribile verità che siamo una specie schiava, appositamente creata per svolgere una funzione banale qui sulla Terra. Sta a noi raccogliere gli indizi e metterli insieme per formulare un ragionamento sensato. Uno degli ostacoli più grossi potrà essere il dover fare i conti con due dèi: uno con la “D” maiuscola e l’altro con una “d” minuscola. La differenza tra i due dovrebbe essere ovvia e la nostra preistoria sembra essere piena di eventi che tendono a favorire i bisogni e i capricci di quest’ultimo.

Siamo stati ingannati fin dall’inizio, indotti a credere che qualche forma di divinità avanzata fosse in realtà Dio? Se è così, ci ha dato regole. Scritture e punizioni? È a sua immagine che siamo stati creati? Tutto ciò è suffragato da un’enorme quantità di prove scritte. Iniziamo a prendere più sul serio questa antica conoscenza, concedendole il rispetto che merita, oppure ci sottomettiamo alla schiavitù del dogma e scartiamo tutto questo antico sapere? Lascerò a voi il compito di trarre le conclusioni.

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Michael Tellinger

Michael Tellinger è un autore, scienziato, esploratore e filantropo sudafricano. Il suo lavoro tocca le aree di scienza, spiritualità, religione, mitologia, suono e risonanza, natura della realtà e della coscienza. Il suo approccio analitico e scientifico ha prodotto...
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