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Coming soon - Estratto da "Film [R]Evolution"

di Marco Bianchi 11 mesi fa


Coming soon - Estratto da "Film [R]Evolution"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Marco Bianchi e scopri la saggezza nascosta all'interno delle trame di molti film

In Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo, dove la società spinge quotidianamente tutti ad andare sempre di fretta, a essere saturi di pensieri e attività da adempiere, è sempre più difficile trovare due ore di pace e tranquillità per accomodarti sul divano di casa e... guardare un bel film, senza interruzioni pubblicitarie.

Indice dei contenuti:

Il secondo tempo della tua vita

Quando finalmente trovi il tempo, accade che... dopo cena chiedi al partner a voce alta dalla sala “Che film vuoi che scelga stasera?” e ti senti rispondere “Un film di quelli che quando termina dici: Che bel film". Allora apri la tua videoteca e inizi a scorrere con il tuo dito i dorsi delle copertine... leggi i titoli e cerchi di lasciarti sorprendere, ma... a ogni tocco di copertina, nella tua mente scorre già tutto il film e ti dici: “Già visto più volte”. Allora accendi la tua Pay-TV, scorri il catalogo e ti ritrovi spesso a ripetere lo stesso, salvo volere scegliere un film qualunque.

Consentimi allora di domandarti: sei sicuro? Sei sicuro che non ti sei perso nulla di importante nelle scene e nei dialoghi dei film che hai già visto? Li hai solo visti o li hai anche guardati e ascoltati bene? E se ti dicessi che dentro ad alcuni di loro si nascondono rivelazioni e poteri dei quali non ti sei reso conto, ti piacerebbe rivederli come fosse la prima volta e catturarne i segreti?

Guardando un bel film, ti è mai capitato al cinema che scattasse qualcosa dentro di te durante un dialogo e... riesci a osservare, brevemente, te stesso in prospettiva? Forse è accaduto “semplicemente” ascoltando una sola frase! E mentre scorrevano inconsciamente stringhe di programma nella tua mente (credenze, valori, condizionamenti ed esperienze), quella frase ha generato un neuro-click inaspettato e... ti sei improvvisamente aperto a un mondo che era sempre stato lì, di fronte a te, senza mai averlo visto realmente. Come se il '‘'click" avesse eliminato uno o più filtri che non ti consentivano di vedere, ascoltare e sentire. Usando la metafora del mare: a volte i film ci sollecitano a modificare la direzione di navigazione della nostra “barca” di soli 3 gradi a dritta o 3 gradi a sinistra, un piccolo insignificante cambiamento che può condurci dopo cento miglia in un’area diversa della nostra mappa della vita e avere l’opportunità di ritrovare sul fondale un antico tesoro sommerso.

I film, come anche molti cartoni animati, sono straordinarie opere che riflettono e comunicano metaforicamente la vita ordinaria e straordinaria dell’essere umano. Da ogni buon film puoi catturare stimoli, riflessioni, motivazioni, comportamenti, idee, ispirazioni, strategie, visioni, energia e... potere! Questi film ti sollecitano a raggiungere luoghi diversi, ti esortano a risvegliare la tua eccellenza, ti illuminano la mente; ti aiutano semplicemente a scrivere la sceneggiatura del secondo tempo della tua vita. Ma c’è di più. In ogni buon film puoi trovare messaggi nascosti, criptati dentro una scenografia fantasy o dentro una sceneggiatura allegorica, per farti vedere la realtà dei fatti e/o per prepararti a cambiamenti nel prossimo futuro. Prestando attenzione ai contenuti di più film, inserendo degli “iperlink” tra loro sui contenuti e relazionandoli con le informazioni provenienti dalla quotidianità e dalla scienza, non si può non pensare che alcuni film vogliano, a modo loro e con il loro stile, renderci più consapevoli. Nel film Next, Nicolas Cage afferma: ''Ti sconvolgerà sapere che qualche volta la magia è realtà mascherata da finzione... l’alternativa sarebbe impossibile da accettare per la gente!’ Parafrasando la citazione: ti sconvolgerà sapere che qualche volta i film sono realtà mascherata da finzione. .. l’alternativa sarebbe impossibile da accettare subito per la gente.

Come dicevo, a volte basta una parola, una frase detta al posto giusto nel momento giusto e con la mente in attenzione, per darti una nuova opportunità di cambiare il corso della tua vita, per farti attraversare un portale e incamminarti verso un destino migliore, o comunque diverso, fatto di esperienze che possano arricchire la vita e renderla ancor più degna d’essere vissuta... in salute, amore e prosperità! Basta una parola, una frase e può iniziare il secondo tempo della tua vita.

Ricordo perfettamente come fosse oggi il 16 dicembre 1995, quando alle mie orecchie giunsero queste parole: “L’impossibile è spesso l’intentato”. Wow! Dentro di me avvenne uno tsunami che spazzò via in poco tempo gran parte delle paure e delle incertezze che fino ad allora avevano frenato la mia evoluzione. Credenze e paure che avevano avuto origine da condizionamenti culturali, familiari e alcune esperienze adolescenziali non proprio positive. La scrissi e l’attaccai all’interno della mia porta di casa così da ricordarla ogni mattina uscendo. Poche parole pronunciate dentro un dialogo, catturate e scolpite nella mia mente con la punta di un diamante; una sequenza di suoni e di spazi che hanno determinato un cambiamento radicale nell’approccio alle mie idee, ai miei sogni e alle mie azioni. Poche parole che aprivano la possibilità di riuscire a realizzare tutto, solo osando e perseverando, solo superando alcune barriere, spesso alzate da me stesso. Sai qual è stata la magia? La mia mente ha creduto a quelle parole e le ha rese operative nel cervello!

L’estate successiva la mia mente fu pronta a catturare una seconda frase, che senza la prima avrebbe avuto meno senso ed energia: “Il modo migliore di predire il futuro è inventarlo”; l’aggiunsi alla prima, sulla porta di casa, modificata così: “Il modo migliore di predire il futuro è immaginarlo e inventarlo... bene!”. Non era sufficiente inventare il futuro, bisognava prima immaginarlo bene e poi realizzarlo bene.

Senza queste due frasi di quegli anni, oggi non avrei scritto questo libro né l’avvincente romanzo precedente, Transfert, 4 passi fuori dall’inferno, non sarei stato in grado di aprire una scuola di formazione per lo sviluppo personale e aziendale; né d’imparare lo spagnolo e andare anche in America Latina a dare ogni anno corsi di formazione; probabilmente non mi sarei mai licenziato diciotto anni dopo da una grande azienda di telecomunicazioni per intraprendere un cammino professionale diverso da quello di dipendente; e non avrei ideato e realizzato una app internazionale sull’emergenza e la sicurezza (Twitcar)... e chissà cos’altro nel futuro. Forse mi sarei accontentato di accettare la vita per quello che sembrava, per come si offriva, per come me la rappresentavano, e realizzare un percorso predeterminato dentro un futuro senza grandi sorprese.

Dai primi anni 2000, integrando la didattica dei corsi di formazione con estratti di film, ho incontrato una serie di “Stargate" all’interno di molti dialoghi; ricordi l’omonimo film nel quale si poteva attraversare l’universo da parte a parte tramite un portale? Ebbene, nei film si possono catturare frasi e interi dialoghi in grado di attivare in te una serie di stargate fatti di energia, visione, creatività, consapevolezza, illuminazione, intraprendenza, pensiero laterale, autostima, motivazione, tecniche, strategie, filosofia di vita, etica, speranza, perseveranza, leadership, rivelazioni sul presente e sul futuro e... molti esempi di come coltivare e realizzare un sogno, qualunque esso sia, a qualsiasi età, a ogni latitudine di questo pianeta e malgrado le circostanze del momento. Quale combinazione di parole potranno aprire il tuo stargate! Bastano 2 ore: la visione di un bel film al cinema o in casa, quello giusto! Bastano 2 ore se tornerai su quel dialogo e su quella specifica frase per farli tuoi, per calarli nella tua realtà e fonderli nel tuo DNA. Devi trovare la tua combinazione segreta, quella che ha il potere di aprire il tuo stargate e condurti dove tu vuoi.

Una prima verità scientifica la rivela emozionalmente una frase all’interno di un film d’azione, poche parole che durante la concitata sequenza delle scene possono cadere distrattamente nel vuoto o essere categorizzate rapidamente come “ovvie”, oppure... possono fare un click e... aprire a una nuova consapevolezza di sé e del mondo:

«Ciò che l’orecchio sente e l’occhio vede, la mente crede», dal film Codice Swordfish (2001) — John Travolta

Se per il momento non c’è stato il click, avverrà senza dubbio più avanti. Hai appena iniziato il viaggio esplorativo in questo straordinario mondo; prima occorre far luce su alcune importanti informazioni, poi tutto sarà chiaro. Quando avrai attraversato tutto il capitolo “Back Stage” e rileggerai la frase, allora il click avverrà subito ed esclamerai con consapevolezza; “Wow, adesso è ovvio!” Infatti, prima di entrare nel cuore dei dialoghi, nella loro potente comunicazione, nei loro messaggi segreti, vedrai nel capitolo “Back Stage” come il film entra in te e tu entri nel film. Scoprirai le interazioni tra il film, la tua mente, il tuo corpo e i risultati nella tua vita. Di fronte ai tuoi occhi, al cinema e in casa, si aprirà un panorama di informazioni nuove, utili e ad alto contenuto energetico, da catturare e sfruttare nella tua vita e nella tua professione, insieme a tutto il loro potenziale; conoscenze che potrai usare nelle relazioni interpersonali di coppia e familiari, sociali, professionali e aziendali, naturalmente al fine di migliorarle, lasciando in eredità al mondo un’impronta positiva del tuo passaggio.

Registi, sceneggiatori e attori famosi parlano di te

Ci inoltreremo insieme in un sentiero invisibile che unisce molti film, leggendo dialoghi e frasi illuminanti di grande contenuto umano, interviste a tema di registi, attori, sceneggiatori e scienziati chiamati a essere consulenti; sarai accompagnato da chiavi di lettura, approfondimenti, osservazioni e a volte sfide sul pensiero comune.

Alcuni film saranno a te noti e altri meno; dopo questa tua avventura insieme a me, potrai rivederli tutti con occhi nuovi. Questi film hanno avuto uno straordinario significato nella vita di milioni di persone, alcune delle quali hanno saputo ispirarsi e hanno avuto il loro successo nel mondo o semplicemente hanno portato dei cambiamenti significativi nella loro vita o addirittura scoperto il significato della loro vita (il che è di per sé un gran successo). Ti consiglio vivamente di averli nella tua videoteca di casa.

Nota: circa le sezioni dei film, al principio intuirai una struttura composta di tre parti in successione: soggetto o introduzione alla scena, dialogo o monologo e approfondimento, con interviste a complemento; ma resterai disorientato quando quella struttura, a volte, muterà. Alcuni film occuperanno molto spazio, con anche diversioni formative, altri invece meno, e sarà importante seguire il tutto fluendo. Così è la vita; mai abituarsi agli schemi rigidi. Così è la navigazione in mare: mai si può seguire l’esatta rotta tracciata sulla carta, poiché il mare fluttua e le condizioni del meteo sono prevedibili solo in parte.

Stop, Rewind, Play, Pause

Immergendoti in alcuni film straordinari, troverai di fatto le funzioni dei quattro comandi, stop, rewind, play e pause, esattamente come dovremmo tutti fare, ogni tanto, nella nostra vita... ovvero fermarci un momento, tornare mentalmente indietro, riosservare e prenderci un tempo (pause) per analizzare cosa è accaduto (di positivo o di negativo, di evitabile o replicabile, di migliorabile e acquisibile nel nostro bagaglio personale), e come è potuto accadere o cosa l’ha determinato, per trarne il significato dall’esperienza ed evolvere, evitando che tutto si dissolva nel nulla.

È accaduto che...

mi trovavo in una sala cinematografica con mio nipote di 13 anni per vedere il noto film Matrix, quando già dalle prime scene iniziò a domandarmi: "Cos’è il Bianconiglio?", "A quale domanda si riferisce Trinity?" "Chi è Morpheus?" e poi "Cosa c'è in fondo alla strada che Neo già conosce?". Percepiva che c’era qualcosa che andava al di là della rappresentazione e mentre provavo a bisbigliargli qualcosa, cercando di rimandare all’uscita gli approfondimenti, dalla fila dietro si sentì "Ssssssss... Silenzio?'. Già, silenzio.

Domanda: quante volte al cinema ti è capitato di voler richiamare l’attenzione dell’operatore in cabina di proiezione, dicendo ad alta voce "Ferma-ferma! Torna indietro di 1 minuto, rimanda tutta la scena, tutto il dialogo, perché ho la sensazione che qualcosa mi sia sfuggita invece hai dovuto fare silenzio e seguire il resto del film, sperando di recuperare l’informazione al termine della proiezione o mai più.

Infatti, la magia delle informazioni captate durerà fino a quando, uscendo dal cinema e andando al parcheggio, metterai in moto la tua auto e qualcuno dei tuoi amici dirà “Dove andiamo a mangiare una pizza?”. Da quel momento inizierai a dimenticare le due ore appena trascorse, conservando solo alcuni frammenti delle scene visivamente ed emozionalmente più impattanti. La vita fuori la sala ti risucchierà! Ti chiederà subito attenzione! Ti distrarrà. E il silenzio dentro di te svanirà! Purtroppo i tempi accelerati e saturi che viviamo, talvolta anche schizofrenici, incoraggiano modelli di comunicazione e relazione essenziali, fuggevoli, superficiali, reattivi. Lo stile di comunicazione verso cui siamo sospinti (Verso dove? Da chi? Perché?), suggerisce di parlare, scrivere e rispondere con un massimo di 160 caratteri inclusi gli spazi, gli stessi di un sms; e mentre Twitter ha portato a 280 caratteri le sue notifiche, Facebook sta educando i propri iscritti a “parlare” con 85 caratteri e consentire di “strillare” il proprio post a grandi lettere. Fortunatamente il libro, malgrado vogliano insegnarci tecniche di “lettura veloce”, “iperlettura” e “fotolettura”, conserva ancora il potere di farci rallentare e pensare, evitando di ingurgitare inconsciamente qualunque cosa.

Jodie Foster in una intervista presente nei contenuti speciali del dvd del film da lei diretto. Money Monster — con George Clooney e Giulia Roberts — ci racconta il suo punto di vista:

«Ci sono persone che hanno imparato qualcosa, che sono cambiate, che ne hanno vissute tante e che hanno aperto il loro cuore; e poi c’è gente che guarda senza guardare ed è solo un altro giorno di televisione. E il sistema non cambierà. Abbiamo accettato che il sistema sia questo: guardare le ingiustizie e il fluire del programma televisivo... poi spegnere la tv e prenderci un caffè, come se nulla: fosse realmente accaduto... È una nostra responsabilità. Abbiamo accettato il sistema in cui viviamo».

È vero! Terminato un film, un documentario, una trasmissione televisiva o un reportage, ci limitiamo a fare un sospiro, a scuotere millimetricamente la testa, a mormorare forse qualcosa e... volgiamo subito lo sguardo sullo smartphone per vedere se qualcuno ha scritto sul nostro Social Media, come se nulla fosse accaduto. Come se nulla avessimo visto e ascoltato. L’attrice Helen Mirren, nell’interpretazione di una teatrante di nome Brigitte, nel film Collateral Beauty (2016), si domanda: “Ma esiste ancora una persona che guardi qualcosa per più di otto secondi?”.

Fretta... la dannata fretta! Purtroppo siamo sia vittime che carnefici di Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (titolo di un film del 1963). Ti sei mai sentito dire sul lavoro o da qualche amico “Se scrivi troppo, nessuno ti legge”? È un’opinione diffusa, falsa o vera che sia, forse un luogo comune, di certo un pericolo latente.

L’uomo si è evoluto dal grugnito preistorico alle più alte forme d’espressione degli ultimi 2500 anni, grazie anche all’avvento della stampa intorno al 1454 (Johannes Gutenberg), per poi rischiare di tornare a grugnire ai giorni nostri con una manciata di caratteri inclusi gli spazi e aberranti abbreviazioni di parole come tvb: a me non trasmette nessuna emozione e attenzione, è solo un grugnito, mentre se lo si scrivesse e pronunciasse per intero, “Ti voglio bene”, trasmetterebbe energia ed emozione.

Con frasi così telegrafiche, magari fossero almeno grammaticalmente corrette, si possono solo trasmettere superficiali suggestioni, perché il cervello non le recepisce nemmeno come istruzioni e comandi. E dal cellulare e dai “social” media, il contagio sta influenzando ogni ambito della società; un dato su tutti: i giornali hanno quasi dimezzato le tirature e la lettura non è stata compensata e incrementata sul web.

Fretta... la dannata fretta! “Se scrivi troppo, nessuno ti legge”, questo è il pretesto che fredda l’iniziativa quando ci si impegna in una comunicazione più esaustiva e meno superficiale. Un modello così accelerato non consente di prestare attenzione agli eventi importanti o perseguire la qualità richiesta da tutte le imprese ai propri dipendenti e non consente di dare attenzione a tutto quanto la Legge esige dai propri cittadini. Malgrado molti lo pensino, l’intelligenza non va affatto d’accordo con la rapidità esecutiva.

Le stupide macchine sono rapide poiché danno solo le risposte per le quali sono state programmate; sarà lo stesso che vogliono anche da noi? Le macchine non danno alcuna soluzione che non sia già stata prevista (programmata), non risolvono problemi come fa il cervello umano, non hanno la creatività e l’intuizione proprie dell’essere umano, non sanno rompere gli schemi e non hanno il senso dell’umore. I primi drammatici effetti sono il dimenticarci di noi stessi, chi siamo, e la prima conseguenza è l’identificazione con qualcosa che non siamo noi.

Adesso chiudi per un momento gli occhi... fai un respiro profondo... fanne un secondo... lentamente... rallenta il ritmo della respirazione... poi riapri gli occhi e... iniziamo insieme a osservare e ascoltare (leggere) un primo dialogo tratto da un film-commedia. Jack Nicholson nella parte di uno psicologo terapeuta (Buddy Rydell) ci pone di fronte alla prima grande domanda: “Tu chi sei?”.

Terapia d'urto

Regia di Peter Segai sceneggiatura di David Dorfman con Jack Nicholson, Adam Sandier, Marisa Tornei 2003

Terapeuta - Allora, Dave, raccontaci un po’ di te: tu chi sei? - Chiede Jack Nicholson durante un incontro di gruppo.

Dave — Bene, sono un impiegato di concetto in una società di prodotti per animali da compagnia...

Terapeuta — Dave, non voglio che tu ci dica cosa fai; voglio che ci dica chi sei.

Dave — Ah, va bene. Ehm... Sono una persona perbene, mi piace giocare a tennis ogni tanto...

Terapeuta — No, scusa, non ci dire i tuoi hobby; Dave, è una cosa semplice: dicci chi sei.

Dave — E solo che... perché non mi dà lei un esempio di quella che sarebbe una risposta adeguata... ehm... tu che cosa diresti? - Osserva Dave rivolgendosi a uno del gruppo che alla domanda inizia a sogghignare. Interviene subito Jack Nicholson, il terapeuta, che con fare sorpreso dice: Terapeuta - Vorresti che ti dicesse lui chi sei?

Dave — No... ecco io... io sono un ragazzo tranquillo, pacifico, magari un po’ indeciso certe volte, ma...

Terapeuta — Dave, tu stai descrivendo la tua personalità. Io voglio sapere. .. tu chi sei!

Dave — Io non capisco che cavolo vuole che dica!!!! — Risponde esplodendo emotivamente Dave scioccando tutto il gruppo e facendo cambiare espressione al terapeuta [Se conosci bene Jack Nicholson, ricorderai che tipo di faccia fa quando recita il serio-mezzo matto]. Dave si accorge di ciò e allora cerca di rimediare, dicendo - Mi scusi. E solo che vorrei rispondere alla sua domanda, ma so che non lo faccio in modo giusto...

Terapeuta — Io credo che un’idea ce la siamo fatta, Dave.

“Chi sono?”, “Cosa sto facendo?”, “Dove sto andando?” sono tre semplici domande “esistenziali” (Sì, sempre le solite!) che abbiamo lasciate sempre irrisolte. Nel mio primo libro Transfert, 4 passi fuori dall’inferno, un maestro saggio risponde in modo sconcertante, ma consapevole, alla provocazione di uno dei protagonisti, dicendo: “Io so chi sono, ma voi sapete chi siete?’. Sarà l'ouverture del cammino di risveglio che faranno i protagonisti.

Non so esattamente chi tu sia, ma so cosa fai, ossia quale funzione/ruolo svolgi nella società: fai il padre o la madre, fai il figlio o l’amico, fai l’impiegato o l’operaio, fai il dirigente o l’imprenditore, fai l’avvocato o l’insegnante, fai il medico o l’istruttore, fai lo studente o il pensionato, e sicuramente svolgi anche più funzioni tra queste appena citate.

Non sei il ruolo, svolgi quel ruolo... Non sei ingegnere, fai l’ingegnere. Io non sono uno scrittore, faccio lo scrittore, in questo momento, mentre domani farò il docente in un’aula o il direttore in un’azienda. Lo so, per qualcuno non sarà facile accettare questa chiave di lettura sociale ed esistenziale, e si domanderà: ”Ma allora. Io chi sono?”.

Film [R]Evolution

E se un film avesse il potere di cambiare il corso della tua vita?

Marco Bianchi

(1)

Presi dalla storia, dalle scene d'azione o travolti dalle emozioni, spesso non ci rendiamo conto di un'incredibile quantità d'informazioni che autori e registi vogliono comunicarci nei film a beneficio della nostra vita,...

€ 14,90 € 12,67 -15%

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Marco Bianchi

Marco Bianchi consegue nel 2003 Master in Strategie e tecniche per lo sviluppo personale e aziendale con il Prof. Eric de la Parra e a seguire si certifica come docente della Scuola Colinde Internacional; dal 2004 tiene corsi di formazione personali e aziendali in Italia e in...
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