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Come usare questo libro - Estratto da "Il Potere dell'Ashtanga Yoga"

di Kino MacGregor 8 mesi fa


Come usare questo libro - Estratto da "Il Potere dell'Ashtanga Yoga"

Leggi un estratto dal libro di Kino MacGregor e scopri uno yoga dinamico e attivo, che risveglierà il tuo corpo e la tua anima

Se voi, invece di star leggendo questa pagina foste con me in una sala di pratica del mio centro wellness a South Beach, in Florida, la prima cosa che probabilmente vi direi sarebbe «Ben arrivato! Grazie di essere venuto oggi». Perché sarei felice di vedervi, e dato che lo yoga è la mia vita e la mia passione, sono sempre grata per la possibilità di condividerlo.

Probabilmente vi direi anche «Congratulazioni per ciò che state facendo», sia che si tratti del vostro primo passo nel mondo dello yoga o del passo successivo per approfondire e arricchire la pratica che già state facendo.

So, per mia esperienza e per quella dei miei studenti, che una pratica regolare, quotidiana, conduce a una pace autentica e duratura. Si tratta di un cammino illuminato dalla fiaccola della propria coscienza, protetto da un lignaggio di maestri che ha inizio con i saggi dello storico passato dell’India e culmina con i milioni di persone che praticano yoga oggi. Quando il vostro corpo, la vostra mente e la vostra anima giungono a riposare nei sacri movimenti dello yoga, voi vi unite a una comunità internazionale dedita a vivere la vita completamente in pace.

La vera magia dello yoga non sta in particolari, specifici movimenti, ma nella sua universale capacità di trasformare le vite dei suoi praticanti - inclusi voi. Perciò oggi vi do il benvenuto e mi congratulo con voi per la vostra buona fortuna (o, forse, buon karma) nello scoprire e nell’abbracciare questa conoscenza trasformativa.

Indice dei contenuti:

Il mio viaggio yoga

Come molti americani, ho conosciuto per la prima volta lo yoga in una palestra. Quando avevo 19 anni, ed ero più interessata alla forma fisica che alla spiritualità, osservai che molti dei miei compagni di aerobica frequentavano la lezione di yoga; e avevano i muscoli delle braccia meglio definiti ed erano in grado di fare la posizione sulla testa. Questo stimolò la mia curiosità. Osservando la lezione, non capivo bene il perché degli stiramenti, del respiro e dei piegamenti. Eppure qualcosa in me si sentiva attratto da questi movimenti in qualche modo familiari. Perciò decisi di provare.

Se ci ripenso, allora non avevo alcuna idea che esistessero differenti tipi di yoga, ma ora so che la prima lezione che seguii era nella tradizione di Sivananda. Questa lezione, centrata su stretching dolci, rilassamento e respirazione profonda, fu molto tranquilla, calma e (per la mia giovane mente inquieta) totalmente noiosa. Così noiosa, in effetti, che non ci tornai più. Ma qualcosa era risuonato in me, perché quando, circa un mese dopo, mi lesionai entrambi i tendini di Achille, mi rivolsi allo yoga per aiutarmi a guarire. Non avevo la minima idea che stavo per riconnettermi con il mio sé interiore e iniziare il viaggio di una vita.

La mia lesione era talmente debilitante che faticavo a camminare senza l’aiuto di un tutore. I medici specialisti in medicina sportiva cui mi rivolsi consigliavano un intervento. Invece io comprai dei testi di yoga della tradizione di Sivananda e di altre scuole di Hatha Yoga, annullai la mia iscrizione alla palestra, e iniziai la lenta strada verso la ripresa che richiese più di un decennio. Questa strada divenne un cammino di scoperta che ha interessato molto più della semplice salute fisica. La pratica yoga mi ha procurato una tale profonda guarigione emozionale e spirituale che ho dedicato la mia vita alla condivisione di questa straordinaria tradizione trasformativa.

Le serie di posizioni descritte in questo libro, da me apprese direttamente dai miei insegnanti Sri K. Pattabhi Jois e R. Sharath Jois, rappresentano una introduzione accessibile al lignaggio dell’Ashtanga Yoga. Spero che ne veniate ispirati ad iniziare la vostra pratica yoga a casa e a continuare poi sotto la guida di un insegnante qualificato. Sono onorata di essere la vostra guida per questa iniziazione allo yoga che ha cambiato così totalmente la mia vita, e spero che vi unirete a me nel viaggio dello yoga, che è essenzialmente il viaggio verso noi stessi.

Con la saggezza acquisita grazie all’autoconsapevolezza di sé, arriverete a comprendere voi stessi profondamente, in modo diretto e potente. Con la regolare pratica quotidiana vedrete il vostro corpo trasformarsi, sentirete una maggiore energia e davvero vi sentirete più felici e compassionevoli.

Non importa quanto spesso si pratichino questi movimenti: non si arriva mai al termine del viaggio nello yoga. Se avete già dato un’occhiata alle figure o avete avuto occasione di guardare alcuni DVD in cui io mostro i vari livelli di Ashtanga Yoga, potreste avere la sensazione che non sarete mai in grado di eseguire quelle posizioni. Avrei potuto dire anch’io la stessa cosa quando ho iniziato. Ma spero che vi sentirete ispirati a fare del vostro meglio, ricordando che tutti gli insegnanti yoga e i praticanti di livello avanzato sono stati un tempo dei principianti. Tutti noi abbiamo avuto i nostri dubbi, i momenti in cui volevamo mollare, i nostri dolori e fatiche.

Ma siamo andati avanti, e questa è la lezione più grande e il più grande risultato. La saggezza eterna dello yoga pone l’enfasi non sulla perfezione delle asana fine a se stessa, ma sullo stato di equanimità che si raggiunge dopo molti anni di pratica dedicata. Il raggiungimento di quella pace ed equilibrio interiori è alimentato dalla vostra ispirazione e dalla dedizione del cuore e dell’anima.

Il cuore dell'Ashtanga

Non fu solo quella lesione che mi cambiò la vita a spingermi a guardare con più profondità allo yoga. Volevo una via d’uscita dal dolore e dalla sofferenza del mio passato. Mi sentivo sola e sperduta nel mondo e non conoscevo nulla e nessuno che potesse aiutarmi a trovare una direzione nella vita. Il mio corpo urlava per guarire e ritrovare la salute, il mio cuore agognava una vita più pacifica e l’unica cosa verso cui sentii di potermi volgere era lo yoga.

Frequentare una lezione presso un centro yoga sembrò portare una intera nuova profondità all’impegno molto più di una lezione di yoga in palestra o dell’esecuzione di una sequenza di yoga a casa, seguendo un libro. Mentre camminavo nel giardino che portava al Miami Beacb Center, dove seguii la mia prima lezione di Ashtanga Yoga, fui trasportata in una realtà differente. Una piccola fontana gorgogliava dolcemente e un profumo di incenso si diffondeva dalle porte aperte. Pagai 15 dollari per una lezione singola, noleggiai un materassino per 1 dollaro, e portai la mia competitività da palestra dentro la sala di pratica perché venisse adeguatamente formata.

Le persone cordiali della segreteria mi invitarono ad entrare nella sala della pratica. Statue poco familiari e fiori esotici in un vaso su un altare su cui erano posate le foto di uomini indiani mi suggerivano di chiedermi dove mai mi stessi infilando. Mi trovavo in un territorio completamente nuovo, mi sentivo insicura e allo stesso tempo eccitata. Poi arrivò l’istruttore e i suoi riccioli scuri e i suoi modi gentili mi disarmarono completamente quando mi chiese se avessi mai provato prima l’Ashtanga Yoga. Quando dissi di no, la sua risposta «Bene, fai quello che puoi» unita ad un sorriso leggermente sardonico mi fecero dubitare di avere davvero preso la giusta decisione nello scegliere di frequentare la lezione.

Proprio quando la parte cinica dentro di me stava per avere il sopravvento, e stavo per arrotolare il mio materassino noleggiato e tornare a casa, l’insegnante iniziò la lezione intonando «Om». Saltammo sul treno dell’Ashtanga Yoga, che non si fermò per quasi due ore. Pensando di essere relativamente in buona forma nonostante le lesioni alle mie caviglie, pensavo che ce l’avrei fatta. Poco sapevo di quanto debole, rigida e scoordinata fossi fino a quando cercai di seguire quella lezione!

Fin dall’inizio, tentando il mio primo Saluto al Sole, caddi sulla pancia durante l’esecuzione delle posizioni con spinta verso l’alto [push-up] e annaspavo come un pesce fuor d’acqua. Non potevo staccare il mio corpo pesante da terra, fermare la mia mente, respirare liberamente, toccare le dita dei piedi piegandomi in avanti da una posizione in piedi, o eseguire uno qualsiasi dei movimenti che l’insegnante faceva sembrare così semplici. A circa metà della lezione vidi un altro studente sollevare il bacino da terra a partire da una posizione seduta ed entrare in una posizione parziale sulle mani. Mi sembrava di essere al circo. Quando provai a farlo, ebbi l’impressione che il mio corpo fosse assolutamente incollato a terra. Non riuscivo neanche a fare un respiro.

Quando arrivammo alla posizione sulla testa, ero disperata; le mie braccia tremavano e non mi era rimasto neanche un briciolo di forza. L’insegnante si avvicinò e mi disse di riposare: non sono mai stata tanto grata a qualcuno! Quando finalmente finimmo, ero sdraiata in una pozza del mio stesso sudore. Eppure mi ricordo di essermi sentita veramente felice e libera per la prima volta nella mia vita. La mia mente era ripulita, il mio respiro era più profondo, un leggero sorriso aleggiava sulle mie labbra e la sensazione di una pulsazione sorgeva dalla base della mia colonna vertebrale e risaliva fino alla sommità della testa. La mia anima sembrava aver ricevuto la risposta a domande che si faceva da anni.

Il mio cuore si sentiva a casa nel mio corpo. Uscii e acquistai il mio primo materassino yoga e una tessera per dieci lezioni. Praticai ogni martedì e giovedì fino a che mi trasferii a New York per completare i miei studi alla New York University.

Dopo il mio trasferimento, mi unii ad un gruppo che praticava Ashtanga Yoga secondo lo stile tradizionale di Mysore. La prima settimana in cui praticai sei giorni su sette, come raccomanda la tradizione, ero così indolenzita che non riuscivo nemmeno a sollevare un bicchiere d’acqua senza che il mio braccio tremasse. Dovevo appoggiare il gomito sul bordo del lavandino per riuscire a mettermi il mascara. Ma era meraviglioso, perché davvero riuscivo a sentire per la prima volta l’innato potenziale del mio corpo. Era come prendere il diploma per un nuovo livello di yoga, e amavo ogni istante di questa esperienza.

A New York appresi che questa tradizione di yoga veniva insegnata dal maestro Sri K. Pattabhi Jois, allora ancora vivente in una piccola città nell’India del Sud (Karnataka) chiamata Mysore. Leggevo il suo libro, Yoga Mala, ogni sera prima di dormire. Volevo che la sua saggezza e la sua conoscenza penetrassero profondamente nella mia psiche, quindi mi presi il mio tempo, leggendo e digerendo ogni parola. La notte in cui terminai il libro, sognai di Jois, anche se non lo avevo ancora incontrato. Mi svegliai con le parole «Devo andare in India» sulle labbra. Comprai il mio biglietto due settimane più tardi. Invece di completare a New York l’internato che avevo pianificato per i due mesi estivi, mi ritrovai a fare il primo dei miei molti viaggi in India.

Arrivata a Mysore, lontana dal mio contesto culturale, non avevo idea di cosa aspettarmi. Provenendo dal mondo universitario accademico del 2001, ero molto scettica riguardo all’idea di un guru. Il viaggio di circa trenta ore mi aveva fatto attraversare due continenti, fermare in tre aeroporti e condotto in queste sporche stradine dove le mucche passeggiavano liberamente. Un taxi finalmente mi portò all’Ashtanga Yoga Nilayam nell’antico sobborgo di Lakshmipuram. Salii i gradini dell’entrata posteriore e trovai Sri K. Pattabhi Jois che insegnava a una dozzina di yogi belli sudati; molti altri stavano aspettando il loro turno. Egli si girò, mi guardò negli occhi e mi chiese se ero lì per praticare.

Prima che sorgesse qualsiasi dubbio, il mio cuore si aprì. Caddi in ginocchio, dicendo «Si, sono qui per praticare. Grazie, Gurujh.» Sapevo di aver incontrato il mio maestro — non solo perché lo avevo visto in sogno, ma perché la sua sola presenza aveva aperto il mio cuore, alleviato il mio dolore, e dato pace. Da quel giorno in poi, lo chiamai sempre Guruji, un titolo onorifico usato dagli studenti per indicare l’accettazione del loro insegnante come loro guru spirituale. Nel seguito del libro mi riferirò a lui come Jois per maggiore chiarezza, ma nel mio cuore egli sarà sempre Guruji.

L’insegnamento di Jois - che ciascun allievo deve lavorare nel cammino a volte arduo dell’Ashtanga Yoga per trovare una pace duratura - risuonava dentro di me. Egli non prometteva mai di essere un magico guaritore, diceva invece di essere solo un semplice uomo che insegnava lo yoga che il suo maestro, Sri T. Krishnamacharya, gli aveva insegnato e sottolineava sempre che lo yoga è per tutti.

Non avevo mai pensato di diventare un’insegnante di yoga. Quando ero piccola, sognavo di diventare un giudice della Corte Suprema, un politico o una qualche forza volta al cambiamento del mondo. Con mia grande sorpresa, dopo il mio primo viaggio in India, la gente cominciò a chiedermi di insegnare. Nonostante io mi sentissi immeritevole e tentassi di indirizzare le persone verso altri insegnanti che pensavo essere più qualificati, la gente continuò a insistere, e così iniziai a insegnare. Nel corso del mio secondo viaggio in India nel 2002, un mio compagno di pratica che aveva un centro yoga in Irlanda mi invitò a tenere un workshop. Ero insieme onorata e stupita, e accettai umilmente. Oggi, mio marito e io possediamo un centro yoga a South Beach, e io viaggio in tutto il mondo condividendo la tradizione yoga che ha cambiato la mia vita. Ogni giorno quando entro nel centro che abbiamo costruito, odoro la fragranza dell’incenso nag champa e sento l’atmosfera di benvenuto creata da centinaia di allievi che praticano qui ogni settimana.

Ho insegnato Ashtanga Yoga per circa 12 anni. Il mio programma annuale di insegnamento mi porta in circa 35 città in 20 Paesi, oltre ai miei corsi regolari in Florida. Perciò non è una esagerazione dire che ho lavorato con migliaia di studenti di tutte le età e a tutti i livelli di pratica - dai principianti assoluti ai praticanti avanzati — negli Stati Uniti e in America Latina, in Asia e in Europa. Naturalmente ho anche inserito molte migliaia di ore di pratica personale, procedendo lentamente ma con sicurezza dalla prima lezione che mi ha aperto gli occhi a livelli di competenza sempre maggiori. Sulla base della mia esperienza personale e di quella dei miei studenti, sono ben consapevole delle difficoltà, dei dubbi e delle frustrazioni che potrete a volte incontrare iniziando il vostro viaggio, ma sono anche consapevole della sempre maggiore chiarezza mentale, dell’equilibrio emozionale, dell’energia e della felicità che sentirete a mano a mano che proseguirete.

La pratica dello yoga è una decisione di credere in voi stessi nonostante tutte le probabilità avverse. E una scelta che si fa di camminare lungo il sentiero della valorizzazione di sé, verso la propria liberazione dalla sofferenza. A mano a mano che si educa la propria mente a rimanere salda, ci si disfa di cicli di infelicità e si segue un cammino che conduce verso l’autentica libertà. Il mio sogno di bambina di far diventare il mondo un luogo più pacifico diventa realtà ogni volta che condivido l’Ashtanga Yoga con allievi sinceri. Spero che voi accetterete il dono della pratica permettendole di trasformare anche le vostre vite.

Iniziare la pratica

  • L’ideale è praticare yoga come prima cosa la mattina, a stomaco vuoto. Se non è possibile e dovete praticare più tardi nella giornata, cercate di non mangiare per almeno due ore prima della pratica.
  • Indossate abiti che vi permettano di sudare e praticate su una superficie piana e regolare. 
  • Usate un materassino che sentite adatto a voi. È importante che acquistiate un vostro materassino personale: usare il vostro materassino è molto più igienico che noleggiarne uno al centro, e inoltre il materassino accumulerà la vostra energia spirituale. Scegliete un materassino prodotto con materiali ecologicamente sostenibili e che sia solido.
  • Avrete probabilmente bisogno almeno di un piccolo asciugamano per asciugarvi la traspirazione sul viso mentre praticate. Se sudate profusamente, avrete bisogno di un asciugamano più grande da sistemare sopra il materassino.
  • Indossate abiti comodi, adatti agli esercizi: niente di troppo largo o troppo stretto. Scegliete abiti che vi offrano un buon sostegno ma che permettano libertà di movimento, come un tessuto misto di cotone e lycra.
  • Otterrete i migliori risultati se tratterete questa pratica come un rituale quotidiano di guarigione. Se possibile, dedicate uno spazio della vostra casa interamente alla pratica yoga.
  • Potreste sperimentare che l’accendere una candela e un bastoncino di incenso vi aiuti a creare il senso di uno spazio sacro, come ogni pratica yoga davvero merita.
  • Incominciate ogni sessione di pratica offrendo coscientemente la vostra dedizione allo yoga e al vostro viaggio interiore.
  • Dopo aver praticato queste asana a casa per un po’ troverete utile cercare la guida di un insegnante che potrà indirizzare la vostra pratica tenendo conto delle vostre personali abilità e dei vostri bisogni. Nella ricerca di un insegnante, consultate le liste pubbliche degli istruttori qualificati, individuate il centro locale dove vorreste frequentare, e chiedete consigli e raccomandazioni ad altri studenti.

Il Potere dell'Ashtanga Yoga

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Kino MacGregor

Kino MacGregor, è una delle poche persone negli Stati Uniti che abbia ricevuto la certificazione all’insegnamento di Ashtanga Yoga direttamente dal suo fondatore, Sri K. Pattabhi Jois. Lei e suo marito, Tim Feldmann, sono i fondatori del Miami Life Center. Ha creato diversi...
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