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Come tutto è iniziato - Estratto da "La Famiglia Zero Rifiuti (o Quasi)"

di Jérémie Pichon, Bénédicte Moret 3 mesi fa


Come tutto è iniziato - Estratto da "La Famiglia Zero Rifiuti (o Quasi)"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Jérémie Pichon e Bénédicte Moret e scopri ridurre gli sprechi, aiutando anche l'ambiente... e il portafoglio!

Come siamo arrivati a Zero Rifiuti? All'improvviso e quasi inconsapevolmente...

 

Indice dei contenuti:

C'era una volta

Nei primi anni del Duemila, abbiamo raccolto i rifiuti sulla spiaggia insieme all’associazione Surfrider Foundation. Prima presa di coscienza dello stato catastrofico dell’ecosistema oceanico e della nostra sovrapproduzione di rifiuti. Di fronte all’entità dei danni, abbiamo deciso di costituire in montagna, a monte del ciclo dell’acqua e seguendo lo stesso principio della spiaggia, l’associazione Mountain Riders.

Obiettivi: raccogliere i rifiuti dalle piste da sci dopo la stagione e riflettere su un modello sostenibile di turismo montano e del nostro sistema consumistico. L’idea di ridurre gli sprechi alla fonte ci è venuta raccogliendo tonnellate di Tetra Pak, cicche e imballaggi di ogni genere. I rifiuti non finiscono nel fiume se non li compro... Così è iniziata e senza pensarci.

2006. Gli anni belli di Al Gore, Nicolas Hulot e le lotte ambientaliste. Vogliamo cambiare il pianeta, stiamo camminando sulle acque. Le idee abbondano, possiamo limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, frenare l’appetito degli industriali per le risorse naturali, motivare i nostri concittadini e incoraggiarli a limitare l’uso dei sacchetti di plastica.

2014. Le nostre speranze ricevono una doccia fredda dalla curva del cambiamento climatico e dai chili di rifiuti prodotti che hanno seguito una traiettoria di 45°. Un disastro. Sono arrivati gli iPhone, prendiamo l’aereo come se andassimo al cinema, il modello americano si è definitivamente affermato con i suoi suv 4x4 e gli hamburger. La consapevolezza delle condizioni del nostro pianeta non è sufficiente o è troppo lenta, stiamo consumando troppo. Ma che dire della nostra famiglia, che sembra piuttosto impegnata ed ecologica?

No immondizia - Primo giorno dell'avventura zero rifiuti

Che rabbia! Dalla merce sfusa alla biocoop, dal cestino settimanale di ortaggi e frutta in diretta live da produttori locali e quasi bio, dall’attenta differenziata fatta in casa al compost in fondo al giardino... Abbiamo fatto tutto ciò che ci avevano detto di fare per essere degli eco-cittadini.

Ma allora da dove viene tutta la spazzatura che buttiamo ogni settimana? Perché stiamo ancora alimentando il nostro inceneritore comunale all’uscita dell’autostrada?

È deciso, senza paura: in giardino apriamo e mettiamo in mostra il contenuto dei secchi della spazzatura. Non verranno trasformati in riscaldamento domestico.

Allora? Ogni tipo di imballaggio: sacchetti, blister, coperchi, capsule, vaschette, sacchetti, barattoli... E soprattutto plastica, plastica, alluminio, plastica... Solo contenitori con un uso molto limitato ma con una durata di vita quasi illimitata.

Ma come diamine è possibile che ci sia tutto questo anche se non vogliamo? Questa è la domanda. Quando ci hanno rifilato questa monnezza? E come possiamo farla uscire dalla nostra vita e dai nostri bilanci di spesa?

Perché una cosa è certa: l’abbiamo pagata.

Quest’anno sarà quindi l’anno della battaglia contro i rifiuti. Il nostro credo, la riduzione alla fonte: borse di stoffa, snack fatti in casa, prodotti freschi, senza imballaggi; i rifiuti fuori dalla nostra cucina!

Già un anno! - Un anno dopo

Puff, pant! Bene, siamo qui. Già un anno. Vi farà piacere sapere che i capelli grigi stanno arrivando, che i bambini continuano a fare progressi in stupidaggini internazionali e che ci mettiamo sempre più tempo a riprenderci dalle feste. E ci dite: allora Zero Rifiuti, avete finito di fare i furbetti? Okay, il primo anno di valutazione é andato, in cifre e immagini.

Classifichiamo i rifiuti in due categorie: riciclabili e no

RICICLABILI

  • Ogni mese una pattumiera da 40 litri con tutti i rifiuti riciclabili: vetro, carta, cartone, Tetra Pak, bottiglie di plastica, alluminio. Non molto, ma è ancora troppo. Non siamo a zero, almeno non subito: non vogliamo rinunciare al vino 0 alla birra. Il vetro è riciclabile all’infinito e quando il sistema di consegna verrà aggiornato, smetteremo di spendere energia per niente... Per il resto: bottiglie di plastica del latte. Tetra Pak di panna, alcune conserve... Possiamo fare progressi ed eliminarne buona parte, per esempio trovando un caseificio che ci venda latte e panna sfusi! 
  • Un compost fantastico che brulica incessantemente (è incredibile quando avviciniamo l’orec-chio!). Quest’anno si è ridotto a 1/2 metro cubo. Che è davvero sorprendente considerando tutte le cose che ci abbiamo messo: circa un secchio da 5 litri ogni 3 giorni!

La natura è incredibile. In questo modo si evita di inviare un centinaio di litri di rifiuti organici all’inceneritore. Lunga vita al compost, lunga vita al letame di mio nonno. Dovrebbe essere obbligatorio. Per legge! In nome del pianeta, dei suoli, degli esseri umani, dell’humus. Secondo l’INRA (Institut national de la recherche agronomique), Vs delle terre arabili francesi è carente di materia organica. Sarebbe meglio restituire alla terra i nostri rifiuti organici invece di farli andare in fumo...

  • L’equivalente di una grande borsa da 30 litri di vestiti, scarpe e tessuti messa nei contenitori del riciclaggio della comunità Emmaus, in vendita sui social network e nei mercatini dell’usato.

NON RICICLABILI

  • Siamo riusciti a ridurre i nostri rifiuti a una media di 15-20 litri al mese, composta da tutto ciò di cui non ci si può disfare:
    • plastica di piccole dimensioni indesiderata come, per esempio, l’interno di un cartone per liquidi o il manico rotto di una forchetta
    • carte di caramella portate da scuola
    • blister di farmaci (nessun farmacista pratica la vendita sfusa)
    • mozziconi di sigaretta
    • cerotti e bende
    • elastici per capelli...

Senza l’organico, il metallo e il vetro, in media 1,5-2 kg. Questo ci porta a circa 20 chili di rifiuti domestici all’anno.

  • Nell’arco di un anno, 15 chili di rifiuti non riciclabili gettati nella discarica:
    • 2 tubi flessibili per doccia (se dovessi presentare una relazione sull’obsolescenza programmata, sceglierei come esempio il tubo della doccia...)
    • appendiabiti in plastica (adesso sono in legno...)
    • 2 maniglie delle porte (in plastica)
    • 1 tupperware rotto in plastica
    • qualche frammento di giocattoli rotti di plastica
    • alcuni dischi di levigatrice
    • 1 ombrellone strappato dal vento
    • 2 grandi giochi gonfiabili di plastica da piscina (avremmo potuto evitare, ma ci siamo divertiti comunque)
    • 1 tergicristallo e 10 litri di olio esausto dell’auto (sì, tutto deve essere contabilizzato)
    • 2 carica batteria obsoleti per telefono cellulare
    • 1 frullatore elettrico che ha reso l’anima.

Non vi sarà sfuggito che la maggior parte di questi rifiuti è di plastica e non riciclabile. Perché alla fine, solo pochissima plastica viene riciclata, il che esclude la maggior parte di quella consumata quotidianamente: vasetti di yogurt, vassoi di polistirolo, imballaggi, blister e compagnia...

Tutti i nostri rifiuti non riciclabili ammontano quindi a circa 35 kg all’anno: 25 kg di rifiuti domestici + 10 kg di accessori per la manutenzione dell’auto. Rispetto ai 390 kg calcolati in media per ogni francese, più che onorevole [Ademe, i numeri dei rifiuti 2014]. Poco meno di un decimo... 91% di riduzione.

Abbiamo detto "quasi" e ci siamo quasi

Migliorabile? Certo, possiamo sempre migliorare... Ma quando confrontiamo la nostra spazzatura attuale con quella dell’anno scorso, notiamo la differenza. Inoltre, l’esame dei rifiuti parla da solo: niente più vassoi per torte di plastica, niente più imballi alimentari...

Certo, ora, andare avanti sarà più difficile perché il gioco si fa duro: manca l'ultimo, complicato, 10% di rifiuti da evitare che ci spinge a porci domande esistenziali: esistono medicazioni compostabili? Agli amici che se ne vanno devo restituire le cicche di sigarette? Ai miei figli, invitati a casa di amici che festeggiano il compleanno, devo proibire di accettare le caramelle avvolte nella carta? Devo camminare a piedi nudi? Posso guidare senza tergicristallo in un territorio con 1.500 mm di pioggia annua?

Dovremo quindi continuare a porci domande.

Perché abbiamo dovuto valutare, scegliere, cambiare. La parola più importante per il nostro bilancio è: rifiutare. Rifiutare di farci impacchettare, rimballare. Rifiutare un sistema che degenera, ci costa caro e compromette le possibilità dei nostri figli di vivere esattamente come noi o i nostri genitori. Rifiutare di bruciare rifiuti organici. Rifiutare un sacchetto di plastica. Rifiutare di fare quello che fanno gli altri. Rifiutare è l’inizio del cambiamento. Rifiutare è rinunciare. Ma in tutta onestà, ce ne sbattiamo altamente di non mangiare più le chips confezionate. Anzi.

Zero Rifiuti, uno stile di vita redditizio

La nostra ambizione con questo libro? Offrirvi una vita migliore spendendo meno. Toh, questo potrebbe essere lo slogan di una campagna politica...

Contrariamente a quanto alcuni media e fautori del sistema sostengono ironicamente tutto il tempo, l’ecologia non sta tornando all’età della pietra, né si sta privando di tutto! Si tratta di trovare altre soluzioni oltre a quelle che vi vengono proposte o vendute dalla pubblicità. Si tratta di ritornare a essere protagonisti del cambiamento. Scegliete ciò che volete comprare, mangiare, come vivere ogni giorno. Perché «essere» non è «avere», ma vivere bene, condividere, sentire, fare. No, non fare shopping... Seguiteci!

I risultati della nostra esperienza sono estremamente positivi sia per la famiglia sia per le generazioni future non invitate al dibattito. Abbiamo cambiato la nostra vita quotidiana in meglio. Ogni nostra incursione sotto le potenti luci degli ipermercati alla scoperta delle novità nell’imballo singolo ci lascia sempre a bocca aperta. Come i vassoi di plastica con quarti di mela pretagliati...

Ma torniamo al mondo colorato del nostro fruttivendolo e facciamo il punto della situazione.

  • Proteggiamo attivamente l’ambiente. Attualmente produciamo una pattumiera di 15-20 litri al mese e circa 25 kg all’anno. Quasi Zero Rifiuti: frammenti di plastica, coperchi, giochi rotti, blister di medicinali, rondelle per la levigatura del legno, ganci di plastica rotti... In breve, ciò che non possiamo eliminare, oggetti della nostra vita precedente che hanno reso l’anima, caduti nell’oblio, provvisori... A questo bilancio aggiungiamo 30 litri di rifiuti riciclabili al mese: bottiglie di vetro, soprattutto di buoni vini del Sud-ovest di cui siamo appassionati.
  • Spendiamo meno. Il nostro budget settimanale di spesa è di circa 150 € a settimana per quattro persone all inclusive: cibo, manutenzione e cura. Compriamo prodotti sfusi (meno cari dal 15% al 40%), non sprechiamo o buttiamo via, acquistiamo solo quello di cui abbiamo bisogno, soprattutto usato (giochi, vestiti...) e rivendiamo. Alla fine, compriamo molto poco perché evitiamo gli acquisti d’impulso. Si fa un bel risparmio quando si smette di consumare a casaccio! Spesso sentiamo dire che mangiare cibo di qualità e biologico è riservato alle classi più ricche. Non è vero. D’altro canto, è necessario:
    • Cambiare le abitudini di acquisto. Acquistare i carissimi prodotti bio provenienti dall’altra parte del mondo è una scemenza senza pari.
    • Ripensare i pasti, perché non è possibile passare dal cibo comune al biologico con gli stessi menu. Ammettiamolo, la pubblicità e il settore agroalimentare mentono quando vi dicono che è possibile mangiare bistecche e salmone tutti i giorni! Il prezzo economico e il prezzo ambientale sono troppo alti...
  • Difendiamo la nostra salute e siamo in forma migliore. Dicendo no ai prodotti industriali, abbiamo ridotto il sale e soprattutto lo zucchero, la droga regina dei giganti agroalimentari, il veleno per la salute presente in tutti i supermercati. Non solo, consumiamo molte, ma molte meno sostanze chimiche: pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, additivi ecc.; ma lottiamo attivamente contro le malattie cosiddette «della civiltà»: cancro, malattie cardiovascolari, ictus, obesità, diabete, morbo di Alzheimer, perdita della fertilità ecc. E non abbiamo più problemi di transito intestinali, di articolazioni o di pelle. Basta malesseri tra un pasto e l’altro causati da un eccesso di zuccheri. Poche le malattie in un anno e di conseguenza quasi nessuna visita medica e assunzione di farmaci. Sarebbe interessante quantificare il guadagno in salute grazie allo stile di vita Zero Rifiuti e soprattutto in termini di spesa sanitaria pubblica.
  • Mangiamo molto meglio! Spazio al gusto! L’industrializzazione dell’agricoltura e la distribuzione di massa hanno ucciso il sapore del cibo e dei piatti cucinati. Da tempo, cuciniamo prodotti freschi, biologici, locali e stagionali, provenienti da produttori di nostra scelta. Per evitare sprechi, acquistiamo nei negozi biologici prodotti freschi e sfusi. Veri pomodori, vere lasagne, vere torte e dolci. Il vantaggio collaterale dello Zero Rifiuti è innegabile! Certo, bisogna cucinare... ma si può paragonare un purè di patate fatto in casa con tuorli d’uovo di fattoria a un purè di fiocchi in bustina? Una composta di frutta fatta in casa con una confezionata? Un succo di frutta fatto in casa con un succo nel Tetra Pak?
  • Viviamo meglio. La vita è più semplice, senza stress per le affannose corse al supermercato; l’inferno del sabato pomeriggio al Carrefour è solo un lontano ricordo. Vi vedo sbuffare mentre prendete il carrello: è normale, lo abbiamo vissuto anche noi. Al contrario, ci prendiamo il tempo necessario per cucinare, un tempo che non sprechiamo più nel fare la spesa o lo shopping. Facciamo l’ordine sul Web, alla nostra cooperativa di produttori, e la cassetta ci viene consegnata oppure la ritiriamo in base a come siamo organizzati quel giorno. Sappiamo cosa vogliamo in termine di prodotti. Non è necessario cantarci la canzoncina «tre pezzi al prezzo di due»... Il denaro è tempo: ringraziamo entrambi.
  • Da un punto di vista morale, ci sentiamo decisamente meglio. Viviamo in armonia con noi stessi, con i nostri valori. Preoccupati per il nostro pianeta in pericolo e per il nostro stile di vita insensato, siamo ridiventati protagonisti della nostra vita. Si tratta di una vera e propria svolta positiva, lontana dal pessimismo generale. Facendo quotidianamente le nostre scelte, combattiamo il panico delle 20.00 e consolidiamo i rapporti con i commercianti, i produttori locali e tutti quelli coinvolti in uno stile di vita più locale ed ecologico.

Ecco il programma

Su, forza! Energia! Siamo mica qui a pettinare le bambole! Siete pronti per passare alla dimensione Zero Rifiuti, e noi vi aiuteremo come dei veri coach!

Ogni stanza della casa e ogni momento della vostra vita sono un’opportunità per superare gli imballi, evitando di acquistarli e di gettarli poi via. Perché la spazzatura è come nella serie X-Files: ovunque!

  • Un piano d'azione generale suddiviso per temi. Sissignori! Spesa, cucina, cosmetici... o come prendere per il verso giusto la vostra azione Zero Rifiuti.
  • 10 sfide Zero Rifiuti da affrontare perché siete dei winners.
  • Fight! per visualizzare i risultati delle vostre azioni: le tabelle «Prima-Dopo».
  • Ricette per aiutarvi a realizzare in casa prodotti o oggetti. En passant, facciamo notare che tocca a voi scegliere se fare le cose da voi o meno. Siamo tutti diversi, e la cosa migliore è semplificare la nostra vita, non il contrario...
  • Articoli tratti dal nostro blog. solo per farvi capire che quello che è successo a noi non è sempre stato semplice. Questi articoli sono datati in modo che potete situarli durante il nostro primo anno a Zero Rifiuti.
  • Disegni per prenderci un po’ in giro.

Insomma, una guida bella tosta che anche gli americani ci invidiano!

La Famiglia Zero Rifiuti (o Quasi)

Come adottare uno stile di vita sostenibile

Jérémie Pichon, Bénédicte Moret

Diventare una famiglia zero rifiuti non è solo una questione di scelta di imballaggi o di acquisti oculati, ma riguarda tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana. Ed è l'occasione buona per fare la cosa giusta. Dal mese...

€ 18,00

Disponibilità: Immediata

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Jérémie Pichon

Jérémie Pichon ha lavorato 15 anni per le organizzazioni governative che si occupano di ambiente e di ecologia.
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Bénédicte Moret

Bénédicte Moret, alias Bloutouf, è un'illustratrice che da anni collabora con le associazioni e le istituzioni che si occupano di ambiente e di sviluppo sostenibile.
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