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Come evitare il caldo all'interno delle nostre abitazioni

di TuttaUnAltraCasa 9 mesi fa


Come evitare il caldo all'interno delle nostre abitazioni

I 4 principi cardine per evitare il surriscaldamento estivo di un edificio

Per proteggersi dal caldo estivo all’interno di un edificio esistono accorgimenti utili che, oltre a non richiedere un alto dispendio di energia come un tipico impianto di condizionamento, sono più efficaci per migliorare le condizioni di comfort interno.

Abbiamo sintetizzato in 4 principi cardine questi accorgimenti:

  • Schermare le aperture
  • Ventilazione notturna
  • Avere un involucro edilizio con alta inerzia termica
  • Scegliere finiture interne pesanti

I primi due si riferiscono a condizioni che possono essere valide nella gestione quotidiana di una casa, senza la necessità di apportare invadenti modifiche ed eccessive spese; probabilmente, essendo accorgimenti di buon senso, molti li adottano già in modo efficace e consapevole.

Gli altri due sono riferiti invece a caratteristiche che l’involucro edilizio dovrebbe avere, quindi presuppongono un suo eventuale adeguamento.

Ma vediamoli meglio cercando di spiegarli uno ad uno.

Indice dei contenuti:

Schermare le aperture

Prima di qualsiasi valutazione sull'isolamento termico, la cosa su cui porre attenzione per evitare o ridurre il surriscaldamento degli ambienti interni, è comprendere come e dove l'irraggiamento solare si introduce all'interno dell'abitazione.

La componente che contribuisce in modo infatti più “irruente” ad elevare le temperature degli ambienti è l'irraggiamento solare diretto. È evidente che una finestra a nord, non determina un gran contributo al surriscaldamento. È vero il contrario invece per le aperture esposte ad est, ovest e sud. Attenzione quindi gestire in modo opportuno i cosiddetti sistemi schermanti.

Per sistema schermante si intende tutto ciò che ostacola l'ingresso dei raggi solari dalle aperture presenti sull'involucro edilizio. Possono essere fissi, cioè vere e proprie ostruzioni permanenti come uno sporto di copertura, una loggia, una pensilina oppure possono essere dinamici come le tipiche persiane, gli avvolgibili o le veneziane.

È molto importante che la schermatura sia posizionata all'esterno, in modo da “bloccare” il raggio solare prima che attraversi il vetro dell'infisso, evitando così l'innesco di incontrollati effetti serra.

Per chi vive l'abitazione non sarà difficile comprendere quale sia, nell'arco della giornata, il momento opportuno di chiudere la schermatura per bloccare i raggi solari e di conseguenza il calore; è vero però che questo presuppone una presenza in casa piuttosto costante. Per ovviare a tale problematica oggi esistono anche sistemi domotizzati che autonomamente si muovono e si orientano in funzione delle condizioni climatiche.

Ventilazione notturna

In generale, il cosiddetto clima mediterraneo ha la caratteristica di garantire delle escursioni termiche tra il giorno e la notte piuttosto limitate.

Soprattutto in Italia, nelle stagioni più calde abbiamo temperature notturne sempre inferiori a quelle diurne. Quindi, gestendo in modo opportuno ed efficace le aperture, durante la notte è possibile attivare la ventilazione naturale.

Il flusso d'aria che si genera con questo accorgimento sarà fondamentale per smaltire in modo graduale ma sostanzioso il carico termico che si è accumulato durante il giorno, sia nell'involucro edilizio sia nell'aria degli ambienti interni.

Come per le schermature, anche per la ventilazione può venirci in aiuto la tecnologia: esistono sistemi di ventilazione meccanica che possono adempiere al ricambio dell'aria e alla regolazione dell'umidità in modo autonomo.

Avere un involucro edilizio con alta inerzia termica

È chiaro che anche pareti, pavimenti, soffitti hanno la loro incidenza nell'agevolare o contrastare il surriscaldamento estivo delle nostre abitazioni.

Una volta sicuri di aver fatto il possibile per schermare l'irraggiamento solare e per agevolare la ventilazione, dovremo concentrarci quindi su come migliorare le prestazioni dell'involucro edilizio.

Concedendoci una semplificazione, facciamo un esempio pratico.

Immaginate una calda giornata estiva, e pensate al calore prodotto dal sole come ad un'onda che dall'esterno della parete si protrae verso l'interno, attraversando tutti i materiali di cui è composta, fino ad arrivare sulla superficie interna. Il tempo che impiega il picco dell'onda per arrivare da fuori a dentro è il cosiddetto sfasamento termico.

Per avere buone condizioni di isolamento estivo è necessario che la parete (o il tetto) abbia uno sfasamento almeno di 9 ore, meglio se arriva a 12 ore.

Cosa significa avere una parete con uno sfasamento termico di 12 ore? Proviamo a spiegarlo.

È plausibile supporre che la superficie esterna del muro della nostra casa raggiungerà la sua massima temperatura nelle ore diurne più calde (supponiamo le 15); con uno sfasamento di 12 ore, la massima temperatura della superficie interna del muro, quella verso le stanze della casa per intendersi, avverrà appunto dopo 12 ore, intorno alle 3 della notte, quando la ventilazione sarà verosimilmente già in atto da diverse ore, agevolando lo smaltimento del picco termico.

Avere finiture interne “pesanti”

Immaginate la solita rovente giornata estiva, nelle ore centrali diurne: nella vostra casa preferireste camminare a piedi nudi su di un pavimento in moquette o in cotto? Non stiamo parlando di estetica chiaramente, ma con l'intuito è facile percepire una maggiore sensazione di fresco posando il piede sul cotto rispetto alla moquette.

Il motivo è proprio la maggiore capacità di accumulo termico di una mattonella in cotto, rispetto alla ben più leggera moquette.

Semplificando quindi, quanto più un materiale è leggero, tanto più facilmente si surriscalda la sua superficie quando viene investito da un'onda di calore.

Per questo è importantissimo calibrare con cura la tipologia delle finiture interne degli edifici non solo dal punto di vista estetico. Ci stiamo riferendo agli intonaci, ai rivestimenti, ai pavimenti, ai soffitti: pensate ai primi 5-6 centimetri di spessore dell'involucro della vostra abitazione, quello rivolto verso l'interno, come un serbatoio in cui poter accumulare il calore durante la giornata. L'efficacia di questo serbatoio, e quindi la vostra percezione di fresco, sarà tanto maggiore quanto più lo saranno le proprietà di accumulo termico dei materiali che lo compongono, ovvero, quanto più elevata sarà la loro massa e il loro calore specifico.

Quali sono i materiali più adatti per l'isolamento estivo di un edificio?

Per quanto complesso possa essere il tema dell'isolamento estivo, in estrema sintesi, un materiale è adatto allo scopo quando capace di assorbire calore e cederlo con estrema lentezza. Questo si traduce in avere adeguati valori di massa (densità) e di calore specifico, caratteristiche che fortunatamente sono tipiche della maggior parte dei materiali naturali come sughero, canapa, argilla, per citarne alcuni.

Nella progettazione di un nuovo edificio occorre andare oltre, come?

Questi principi generali, sono validi sia per edifici già esistenti sia per nuovi edifici da realizzare. È chiaro che per le nuove costruzioni tutto è più agevole, ma è anche vero che proprio lì questi accorgimenti secondo noi non sono più sufficienti.

Nella concezione di una nuova architettura che possa essere energeticamente efficiente, sostenibile e realmente biocompatibile è opportuno riscoprire i canoni progettuali della cosiddetta architettura bioclimatica intesa come quella architettura, ben conosciuta e applicata in epoche passate, in grado di ottimizzare il rapporto tra i fabbisogni energetici dell'edificio, l'ambiente circostante e le sue risorse naturali.

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Alberto Forconi ingegnere, e Daniele Cecchi architetto, esperti in bioedilizia ed efficienza energetica, hanno fondato lo studio di Bioarchitettura TuttaUnAltraCasa con il quale si occupano di benessere abitativo e progettazione biocompatibile.  Per maggiori...
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