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Come digiunare? - Estratto da "Digiuno: Istruzioni per l'uso"

di Gisbert Bolling, Sophie Lacoste 2 mesi fa


Come digiunare? - Estratto da "Digiuno: Istruzioni per l'uso"

Leggi in anteprima un estratto del libro di Gisbert Bolling e Sophie Lacoste e scopri i benefici del digiuno depurativo e le regole per farlo al meglio

Naturalmente vi sono molti modi di digiunare, e ciascuno deve trovare quello che più gli si adatta: facendo un'escursione, restando a casa, soli o in compagnia, per uno o più giorni, tutto è possibile.

Nel presente libro abbiamo scelto l'esempio di una settimana di digiuno, perché a nostro avviso è la soluzione più semplice per tentare l'esperienza, tanto più che sono molti i luoghi in cui possiamo farlo in tutta sicurezza.

Indice dei contenuti:

Scegliere il momento, il luogo e le persone con cui digiunare

Certo, potete digiunare da soli, soprattutto se fate vita da single. Ma se avete una famiglia, digiunare da soli è qualcosa di ingrato: vedere gli altri mangiare, o cucinare per gli altri e non mangiare sono situazioni anomale e non facili da vivere.

Se avete l'opportunità di conoscere persone che sarebbero propense a farlo con voi, organizzate la settimana con loro. Oppure rivolgetevi a uno dei centri di digiuno che organizzano con regolarità delle settimane di pratica, spesso associate a escursioni (vedi indirizzi da scaricare a p. 185).

In tale contesto è molto più agevole fare una prima esperienza: la convivialità dell'escursione, la dinamica di gruppo, nella natura, lontani dalle tentazioni, inquadrati da specialisti del digiuno e rassicurati dalle testimonianze di praticanti del gruppo più esperti di voi.

E non abbiate paura di una "deriva settaria": non è un guru che vi guida, ma solo un maestro digiunatore che vi insegna a digiunare allo stesso modo in cui un maestro di nuoto vi insegnerebbe quello sport.

Questa pratica richiede una tecnica, al pari del nuoto: se non sapete nuotare, l'acqua può essere pericolosa. Lo stesso vale per il digiuno. Tuttavia, ricordate come andò quando avete imparato a nuotare: è la cosa più naturale che ci sia. Così è per il digiuno.

In natura tutti gli esseri alternano periodi con e senza nutrimento. Le nostre riserve ce lo consentono senza problemi. "La natura ci ha equipaggiati più per fronteggiare la penuria di cibo che per gestire la sua abbondanza" (dottor Fahrner, autore del principale libro in lingua tedesca sul digiuno terapeutico).

E qual è il periodo migliore per il vostro primo digiuno? Non c'è una stagione prestabilita per una buona pulizia generale. Tuttavia, quando si digiuna si diventa spesso "freddolosi".

Primavera ed estate si prestano particolarmente bene all'"esercizio"; oppure, se decidete di farlo in autunno o inverno scegliete una destinazione in cui il tempo sia clemente.

La preparazione

Meglio ci si prepara al digiuno, più quest'ultimo sarà "facile". I giorni di preparazione saranno tanti quanti i giorni di digiuno.

Una settimana prima della partenza cominciate a ridurre il consumo di eccitanti: caffè, tabacco, alcol... L'idea è quella di arrivare "disassuefatti" o quasi, poiché durante il digiuno gli eccitanti dai quali si è spesso "dipendenti" saranno del tutto esclusi. Se consumate tali eccitanti in modo irregolare e non vi sentite dipendenti, non prendetene più per una settimana.

Se invece avete l'abitudine di bere dieci caffè al giorno, mezzo litro di vino e un aperitivo durante la giornata, oppure se fumate quotidianamente un pacchetto di sigarette, diminuite in maniera progressiva, facendo in modo di sospendere almeno un giorno o due prima che inizi il digiuno.

Al tempo stesso, si raccomanda di ridurre gradualmente le quantità di alimenti di origine animale: carne, pesce e derivati del latte. Anche in questo caso, tutto dipende dal vostro consumo abituale. Fate in modo, però, di mangiare solo cereali, frutta e verdura a partire dal terzo giorno che precede il digiuno, e alla vigilia limitatevi a frutta e verdura.

Parallelamente, cominciate a bere più acqua tra un pasto e l'altro.

È opportuna la purga? Perché, e quale?

La purga consiste nello "svuotare" il nostro apparato digerente. Occorre sapere che tra il momento in cui mangiamo e quello in cui tutti gli alimenti sono trasformati dall'apparato digerente per essere assimilati (e gli scarti eliminati), passano dai due ai tre giorni...

Senza alcuna purga, resterete quindi in uno stato di "semidigiuno" che durerà tra le 48 e le 72 ore: l'intestino continuerà ad assimilare i nutrienti... Per questo motivo è nel vostro interesse accelerare questa fase.

Per questo esistono diversi metodi, più o meno moderati e più o meno gradevoli...

Forte e radicale, ma difficile da ingerire: una tazza di nigari, di solfato o cloruro di magnesio o di solfato di sodio.

La purga consiste nel diluire una bustina di uno di questi prodotti (il cloruro di magnesio è amarissimo, il solfato di sodio iper-salato) in una grande tazza - fino a un litro - di acqua tiepida e berlo in pochi minuti.

E' opportuno praticare questa purga restando nelle vicinanze della toilette, poiché spesso l'effetto è quasi istantaneo e irrefrenabile. Si può scegliere un metodo meno rapido, più progressivo, diluendo il prodotto in un litro d'acqua e bevendolo tranquillamente nell'arco di un'ora...

Più dolci, ma meno efficaci: l'idrossido di magnesio o la Magnesia San Pellegrino. Il vantaggio consiste nel sapore, del tutto sopportabile: per la Magnesia c'è anche una versione all'anice, mentre l'idrossido di magnesio ha un sapore neutro. L'effetto, inoltre, è meno "radicale": in genere occorre attendere qualche ora affinché abbia inizio lo svuotamento. Ma non sempre funziona.

Molto dolci e progressivi: i succhi di prugna secca o di crauti. Bevetene una bottiglia 24 ore prima del digiuno, poi, continuate con succhi di frutta o verdura, escludendo ogni alimento solido, fino all'inizio del digiuno. Di tutte le purghe questa è la più dolce, e anche la più calorica.

Nessuna purga: alcuni adepti del digiuno (gli igienisti) non propongono alcuna purga, credendo che si debba "lasciar fare alla natura". Tuttavia, nel momento in cui si digiuna i movimenti dell'intestino tendono a cessare e alcuni alimenti non ancora completamente assimilati resteranno "in attesa". Questi "residui" rischiano di fermentare (e di provocare mal di pancia), in certi casi formando un tappo intestinale. Purgando l'apparato digerente non solo si entra "in stato di digiuno" più rapidamente, ma si evitano questi inconvenienti.

Se però si è assolutamente riluttanti all'idea di una purga, è possibile scegliere un altro metodo per "pulire" il proprio intestino: i lavaggi. In tal caso, occorre procurarsi un irrigatore in farmacia. È un altro modo di procedere, un po' più complicato per coloro che non vi sono abituati, ma è una scelta senz'altro valida. Si raccomanda comunque di procedere a un lavaggio iniziale, per poi ripeterlo due o tre volte durante la settimana di digiuno.

I passaggi difficili

In tempi "normali", vale a dire con la nostra alimentazione attuale, il cervello consuma all'inarca il 97 per cento di glucosio e il 3 per cento di corpi chetonici. Quando si digiuna, in mancanza di riserve di glucosio il cervello si alimenta solo con quello prodotto a partire dai corpi chetonici. E talvolta gli occorre una breve fase di adattamento per "bruciare" questo nuovo tipo di carburante.

In alcuni individui il passaggio all'autoriparazione (ovvero tra il momento in cui l'organismo trova il suo carburante all'esterno - ciò che resta degli alimenti ingeriti prima del digiuno - e quello in cui deve attingere alle sue proprie riserve) non provoca alcun sintomo; in altri, l'organismo si ribella.

Nella maggior parte dei casi è una sorta di passaggio a vuoto in cui possono manifestarsi colpi di sonno, nausee, mal di pancia o cefalee, si possono avvertire debolezza e dolori muscolari...

Ogni organismo risponde alla sua maniera e può anche reagire in modo completamente diverso da un digiuno all'altro. Basta attendere che i sintomi delle crisi di eliminazione scompaiano, ma è anche possibile utilizzare qualche rimedio naturale per liberarsene prima.

La borsa dell'acqua calda

Non c'è rimedio più banale, ma non deve mancare nella valigia del digiunatore, anche se è sempre possibile realizzarne una all'ultimo minuto, per esempio con una bottiglia di vetro in una calza.

Le crisi di eliminazione sono generalmente legate al lavoro del fegato che si trova ad affrontare un lavoro inconsueto: è lui, infatti, che deve trasformare le riserve di grasso in carburante utilizzabile dai muscoli e dal cervello. Si trova quindi "sotto stress".

Per rilassarlo e facilitargli il compito, offritegli il calore della borsa dell'acqua calda. Potete distendervi e, molto semplicemente, poggiarla sul lato destro dell'addome.

La borsa dell'acqua calda servirà anche a riscaldarvi in qualsiasi momento: nel corso del digiuno, infatti, si è più freddolosi.

Qualche limone

A meno che non abbiate deciso di digiunare in maniera rigorosa solo con acqua, e se amate il succo di limone, potete mettere alcuni limoni nella vostra valigia. Se è essenziale bere molta acqua durante il digiuno, si può aggiungere a essa un poco di succo di limone in modo da rendere più gradevole la "prova".

Peraltro, quando si digiuna la fabbricazione di corpi chetonici provoca un aumento dell'acidità, che è la maggiore responsabile dei disturbi che possono sopraggiungere. Ora il limone, per quanto possa sembrare sorprendente, per alcune persone è un alimento alcalinizzante.

Ciò non vale per tutti: se in tempi normali avete mal di stomaco dopo aver bevuto il succo di mezzo limone, questo è un indizio del fatto che esso non costituisce il vostro rimedio ideale. In caso contrario, è molto probabile che ne abbiate un benefìcio.

Gli aiuti naturali

Benché la maggior parte dei centri di digiuno metta delle tisane a disposizione dei partecipanti, potete anche scegliere di portare con voi alcune erbe per rispondere ai piccoli disturbi che possono manifestarsi, nonché per mantenervi tonici o dormire bene.

Al mattino e alla sera, preparatevi una tazza o una scodella di tisana scegliendo le piante in funzione dei vostri gusti o dell'effetto che volete ottenere (distensione, effetto tonico, digestivo...).

Digiuno: Istruzioni per l'uso

Più vitalità e salute con il più semplice dei rimedi naturali

Sophie Lacoste, Gisbert Bolling

Per avere più vitalità ed energia, rimanere giovani, ritrovare la linea e la salute, il digiuno è il più semplice dei rimedi naturali! Sono ormai numerosi gli studi medici che attestano i benefici del digiuno: una...

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Sophie Lacoste, cura da oltre dieci anni la rubrica di salute di «TV Magazine» e s’interessa particolarmente ai rimedi naturali. Caporedattore della rivista «Belle-Santé», è autrice di altri lavori sull’alimentazione come fonte di salute e sulla...
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