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Clorella, zeolite e coriandolo per la detox da metalli tossici

di Giulia Sama 1 anno fa



Scopri come evitare l’assunzione di metalli tossici e come depurare il tuo organismo con i rimedi della natura

Ho già scritto di detox nello scorso numero ma visto il tema non potevo non parlare di come disintossicarsi dai metalli tossici.

Prima precisazione: metallo pesante (MP) non è sinonimo di metallo tossico! Un MP è un elemento chimico con peso specifico superiore a 5,0 (5 volte più denso dell’acqua).

Ci sono poi metalli pesanti indispensabili per l’organismo (oligoelementi) ma che in dosaggio elevato risultano tossici: il ferro, il rame, il manganese e lo zinco. Un’altra categoria di metalli pesanti è usata invece a scopo terapeutico: il bismuto, il gallio, l’oro, il litio e l’argento.

Infine abbiamo quei metalli che, in qualunque dosaggio, sono esclusivamente tossici.

Concentriamoci proprio su questi ultimi: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio.

Il problema dei metalli tossici e dell’inquinamento è particolarmente serio: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio.

Anche il latte materno è contaminato e se non ci si può fidare più nemmeno di quello credo che la situazione sia davvero grave!

Ora, salvare in due minuti il mondo intero è difficile, ma ognuno può fare qualcosa per il proprio “mondo interno”. Possiamo partire dai noi stessi, tutelare corpo, mente e spirito e alla fine ne trarrà beneficio anche il pianeta!

Metalli tossici: dove li troviamo?

Sappiate che in natura non ci sarebbe una concentrazione così elevata di tali sostanze se noi, esseri umani, non ci avessimo messo lo zampino.

Ma perché i metalli tossici sono tutt’ora così tanto utilizzati? Sono facili da reperire e sono dotati di una serie di caratteristiche fisico-chimiche particolari le quali fanno sì che risultino “indispensabili” per l’industria: il mercurio è liquido a temperatura ambiente, si espande ad alte temperature e si contrae a quelle basse, inoltre è un conduttore; l’alluminio è malleabile, leggero, duttile e con una porosità elevata; il piombo è soffice.

E dove li abbiamo infilati? In deodoranti, shampoo, detergenti, dentifrici, tinte per capelli, smalto per unghie, creme corpo, cosmetici, dopobarba, e la lista potrebbe continuare.

Senza contare che in questi prodotti fanno anche capolino tutta una serie di sostanze chimiche come DDT, PFC e BPA, che nulla hanno da invidiare ai metalli in quanto a tossicità.

Non dimentichiamoci poi le famigerate otturazioni dentarie in mercurio, la frutta e verdura contaminata e chi invece, per il tipo di lavoro che svolge, è molto più esposto a questi metalli rispetto alle altre persone.

Purtroppo spesso ci si preoccupa di un’eventuale intossicazione solo quando c’è un’esposizione di più giorni ai metalli tossici e viene invece presa in minor considerazione la quotidiana e ripetuta assunzione in dosaggi minimi, ma continui: anche questo tipo di esposizione provoca seri danni, perché i metalli si accumulano pian piano nell’organismo, in modo subdolo e non sempre rilevabile.

Perché sono tossici?

Sono aggressori invisibili ma potenti, rovinano i vasi sanguigni e sciolgono i nervi. Nel nostro corpo se ne possono accumulare fino a 18 tipi diversi che in aggiunta a tossine di altro genere possono creare un cocktail molto pericoloso.

I metalli tossici spesso si sostituiscono a elementi essenziali del nostro metabolismo, agendo da antagonisti. Formano così legami con molecole organiche dando origine a composti senza funzionalità biologica, causando spesso la morte delle cellule coinvolte.

Ne è un esempio il piombo che antagonizza gli effetti del calcio nei nervi e nelle ossa e si sostituisce al ferro nell’emoglobina.

Infine danneggiano direttamente i tessuti ledendo la membrana cellulare in modo irreversibile, aumentano lo stress ossidativo e incrementano la produzione di radicali liberi.

Le terapie detox

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio prima di tutto la lettura dell’accurato libro La terapia chelante della dottoressa Fiamma Ferraro che è assolutamente esaustivo e prende in considerazione anche le terapie mediche più avanzate.

In questa sede io mi limito a consigliare quegli aiuti che la natura come sempre ci offre e che sono alla portata di tutti perché facilmente reperibili e anche non troppo dispendiosi.

Argilla verde o illite

L’argilla è un deposito di roccia finissimo ricco di sali minerali (soprattutto silice), grazie alla consistenza delle minuscole particelle che la compongono può assorbire tossine e radicali liberi che circolano nell’organismo.

L’ideale sarebbe versarne un bel cucchiaio in un bicchierone d’acqua la sera, mescolare e lasciar depositare per tutta la notte, il mattino seguente bere solo “l’acqua sporca”: da ripetere almeno per 40 giorni.

Zeolite

La zeolite è un minerale microporoso di origine vulcanica caratterizzato da una struttura molecolare a nido d’ape con una carica negativa naturale che attrae e lega tossine e metalli tossici.

Il composto ottenuto viene poi metabolizzato dal fegato ed eliminato.

Clorella

È la famosa alga d’acqua dolce con buone proprietà disintossicanti. Agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera ematoencefalica.

La clorella è comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali. Si trova in compresse o in polvere: si può cominciare assumendo 1 cmp da 500 mg al giorno (1/4 di cucchiaino) per una settimana, poi 5 cmp da 500 mg (3/4 di cucchiaino), sempre per una settimana, prima dei tre pasti, in modo che la clorella si trovi proprio nella porzione di intestino tenue che riceve la bile a inizio pasto e possa assorbire i metalli tossici.

Dopo questa settimana di dose elevata tornare alla dose iniziale per due settimane. Il periodo di disintossicazione con la clorella può durare da 2 a 6 mesi.

Coriandolo

La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione.

Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante. È bene assumerlo per una settimana con un’interruzione di 2-3 settimane.

Una buona combinazione è proprio abbinare il coriandolo con la clorella in modo che il primo possa rimuovere i metalli tossici dai tessuti e la clorella proceda all’eliminazione attraverso l’intestino. Si assumono 10 gocce di tintura madre di coriandolo 3 volte al giorno, mezz’ora dopo aver assunto la dose elevata di clorella.

È consigliato assumere anche vitamina C, almeno 500 mg tre volte al giorno, il più possibile lontano dalla clorella.

Selenio

Soprattutto in forma organica, il selenio è efficace nel chelare il mercurio ma non altri metalli, inoltre bisogna fare attenzione al dosaggio.

Lo troviamo abbondante nel riso integrale e nelle noci brasiliane.

Crusca di riso

La crusca di riso è efficace in particolare per chelare il ferro grazie alla grande quantità di inositolo, il quale forma col ferro composti inorganici.

Metil-sulfonil-metano (MSM)

Il metil-sulfonil-metano contiene zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile.

Un buon modo per integrare lo zolfo è assumerne mezzo cucchiaino o mezza capsula una volta al giorno per arrivare a una capsula o un cucchiaino 2 volte al giorno.

Altri metodi

Ci tengo a ricordare inoltre che le mele contengono acido malico, un ottimo depurativo intestinale; le alghe contengo alginati che aiutano la mobilitazione intestinale e di conseguenza l’eliminazione dei metalli tossici.

Lino e psillio formano dei gel anch’essi utilissimi per ripulire l’intestino.

La spirulina e la klamath sono entrambi ottimi alleati.

E infine, il disintossicante più forte: la sudorazione. Scegliete il modo che più vi piace, ma sudate!

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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Sin da piccola è sempre stata attratta dai fiori e dagli alberi, passione che l’ha portata a iscriversi alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, laureandosi in Scienze naturali con il massimo dei voti. È referente naturalistica del Club Alpino Italiano, sezione di Cesena, con...
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