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Chiamati in causa - Estratto da "Guida Pratica per Ridurre le Onde Elettromagnetiche"

di Carl De Miranda 9 mesi fa


Chiamati in causa - Estratto da "Guida Pratica per Ridurre le Onde Elettromagnetiche"

Leggi un estratto dal libro di Carl De Miranda e scopri come la continua esposizione alle onde elettromagnetiche influenzi la nostra vita e la nostra salute

Un’onda elettromagnetica può ripercuotersi su un essere vivente? La risposta è sì.

Indice dei contenuti:

Un deterioramento a lungo effetto

Passate una bella giornata d’estate in costume da bagno in pieno sole, senza protezione solare, e vi renderete conto in maniera senz'altro un po’ dolorosa che le onde elettromagnetiche possono ripercuotersi notevolmente su un essere vivente.

La luce del sole, un insieme di onde elettromagnetiche, diventa nociva per la pelle umana al di là di una certa quantità che potenzialmente provoca scottature, come pure a lungo termine una riduzione di ciò che chiamiamo “capitale solare”, la capacità della pelle di resistere al sole.

Ecco un esempio. Quasi tutti abbiamo fatto l'esperienza di un'insolazione e della potenziale nocività del sole per la pelle, ma soltanto di recente, nel 2012, un'équipe di ricercatori americani è riuscita a identificare i meccanismi coinvolti nelle famigerate scottature.

La causa del processo infiammatorio della scottatura è il deterioramento di certe piccole molecole della pelle irradiata dagli ultravioletti contenuti nella luce del sole, il che produce poi una sequenza di eventi che genera la scottatura.

A grandi linee, la vibrazione energetica della luce del sole provoca un deterioramento dell'integrità di molecole molto piccole.

Con questo esempio capiamo che le onde elettromagnetiche possono interagire con il nostro organismo a livelli assai sottili, così sottili che può passare davvero molto tempo prima di poter scientificamente stabilire i meccanismi causali all’opera.

Una questione di frequenze

Chiaramente la frequenza delle onde svolge un ruolo essenziale e ciascuna banda merita un’attenzione specifica.

Facciamo l’esempio dei raggi ad altissima frequenza, di cui fanno parte i raggi X e Gamma usati per le radiografie in ospedale. Come sicuramente saprete, vengono prese misure cautelative molto rigide per proteggere i pazienti e gli operatori, con gravi rischi in caso di irradiamento.

Queste radiazioni vengono dette “ionizzanti”: la quantità di energia veicolata dall’onda è particolarmente grande, gli atomi ricevono una vibrazione energetica tale da perdere degli elettroni o da acquisirne, diventando così ioni con carica elettrica.

La materia rischia allora di diventare instabile e i pericoli sono grandi. Si tratta chiaramente di un esempio estremo che riguarda l’impatto delle onde. Torniamo alle onde a bassa e alta frequenza con cui siamo quotidianamente in contatto.

Anche qui la comunità scientifica riconosce che le onde elettromagnetiche possono ripercuotersi su un organismo umano. Come vedremo in seguito, esistono delle divergenze sull’impatto delle onde e sui rischi che rappresentano, ma quantomeno su una parte dell’argomento vi è consenso.

Al di là di certi livelli di energia i campi elettromagnetici sono considerati potenzialmente pericolosi, che si tratti di alte o basse frequenze. La comunità scientifica mette unanimemente in guardia dalla possibilità di rischi nel momento in cui gli effetti fisici sono osservabili in maniera evidente e immediata. Per i campi ad alta frequenza si parla nella fattispecie di effetto termico.

Al di là dì un certo livello dì energia l'onda riscalda i tessuti ed è questa soglia dì riscaldamento termico a determinare, per certi scienziati, il limite da non oltrepassare, mentre altri si mostrano assai più esigenti. Resta il fatto che, per iniziare, tutti gli scienziati sono concordi nell’affermare che l’organismo può subire l’influsso dei campi elettromagnetici. In seguito il dibattito si colloca sui livelli di esposizione a partire dai quali si ritiene esserci un rischio.

Vi stupisce che un essere vivente subisca l'effetto di un campo elettromagnetico?

Innanzitutto un essere umano, ma anche un animale, dispone di un corpo nel quale l’elettricità è onnipresente. Ovviamente molti di noi sanno che l’elettricità circola lungo i nervi, ma in realtà essa svolge un ruolo essenziale fin nei più remoti anfratti delle cellule. In tutto il nostro corpo c’è materia con carica elettrica, strutture e fenomeni elettrici che svolgono ruoli essenziali.

Lo sapevate che il DNA, la famosa doppia elica che tanto simboleggia la vita, è un ottimo conduttore elettrico, al punto che aziende specializzate in nanotecnologie integrano ormai il DNA nei nanocircuiti elettrici? Altri ricercatori hanno persino dimostrato che il DNA poteva fungere da antenna ricevente per onde ad alta frequenza. La circolazione elettrica e l'interazione con un campo elettromagnetico possono quindi arrivare fino alle eliche del DNA, avvolte a spirale nel cuore delle cellule.

Poiché relettricità, le cariche elettriche e i fenomeni elettrici sono presenti ovunque nel nostro corpo, c'è una gran quantità di interazioni possibili con le onde elettromagnetiche.

Capire in che modo una determinata microstruttura del corpo reagirà a una particolare frequenza o energia di onda elettro-magnetica è un argomento complesso. A essere evidente è che esistono svariate possibili interazioni.

Per la verità, la scienza moderna sta muovendo soltanto i primi passi in materia di micro-elettricità biologica ed è questo a condurre a posizioni semplicistiche come la seguente: “Se non sussiste riscaldamento, effetto termico, riteniamo che l’esposizione alle onde elettromagnetiche ad alta frequenza non presenti rischi”.

Da un punto di vista pragmatico e ragionevole è ovvio che nel corpo avvenga qualcosa al di sotto di questo effetto termico e che quest’ultimo traduca semplicemente un effetto soglia in cui i meccanismi di protezione e di regolazione del corpo non riescono più a impedire il riscaldamento. È un po’ come se facessimo inalare del fumo di sigaretta a una persona e osservassimo a partire da quale momento si manifesta una reazione fisica.

È tranquillamente possibile che sia necessaria una significativa quantità di fumo prima che la persona cominci a tossire; ciononostante, prima di questo segno evidente il corpo ha subito un’aggressione importante che può gestire bene o male, con i disastrosi effetti cumulativi a lungo termine che conosciamo.

Pertanto, è auspicabile una vigilanza per quanto riguarda l'impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute ed è sensato ritenere che gli effetti fisici evidenti e immediatamente osservabili non siano gli unici possibili.

Forse non lo sapete, ma esiste un gran numero di trattamenti e terapie che utilizzano le onde elettromagnetiche. Sfruttano opportunamente le reazioni dell'organismo durante l'esposizione a onde di una precisa frequenza, a livelli di energia deboli e sotto controllo. Questi trattamenti sono comparsi in un certo numero di paesi occidentali (per la verità, pochissimi in Francia), ma anche in Russia, dove rientrano persino tra gli strumenti tradizionali della medicina.

La nostra energia

Nel paragrafo precedente abbiamo citato l’azione delle onde elettromagnetiche sulla materia che compone il nostro organismo. Molte persone ritengono tuttavia che l’azione delle onde non si limiti alla materia e che una piena comprensione del loro impatto richieda di prendere in considerazione la dimensione energetica e immateriale di un essere vivente.

In particolare, le tradizioni orientali hanno un approccio energetico all’esistenza, poiché la materia è considerata unicamente la risultante superficiale di una dinamica energetica più profonda. La nostra salute, la nostra vitalità ma anche le nostre emozioni e i nostri pensieri sono condizionati da questo livello energetico più profondo.

Si parla di prana in India e di chi o qi in Cina, ma comunque questa energia immateriale che ci anima può esercitare un’interazione con l’energia immateriale veicolata dalle onde elettro-magnetiche.

Sviluppando la loro sensibilità interiore, numerosi praticanti di discipline energetiche e molti meditanti vivono l’esperienza della natura sottile, vibratoria e fluida della loro energia; certi possono anche fare esperienza di interazioni con campi energetici esterni, tra cui rientrano i campi elettromagnetici che ci circondano. Se avete l’occasione di sviluppare la vostra sensibilità interiore tramite un’adeguata pratica, forse vivrete in prima persona quanto abbiamo detto.

Il corpo umano: emittente e ricevente di onde

Che abbiamo o meno accesso alla sensibilità interiore, che siamo o meno aperti a un approccio energetico, la dimensione elettromagnetica del nostro corpo viene comunque chiamata in causa. Come senz'altro saprete, l'elettrocardiogramma e l'elettroencefalogramma misurano le onde elettromagnetiche emesse dal cuore e dal cervello.

In realtà, però, vari altri organi, elementi costitutivi e funzionamenti interni emettono onde elettromagnetiche. Questi campi elettromagnetici emessi in maniera naturale nel nostro corpo possiedono probabilmente un'importanza significativa per il nostro organismo, il nostro essere. Non possiamo per esempio scartare che queste onde svolgano un ruolo nelle interazioni tra i diversi elementi del corpo, proprio come fa la natura, che usa le onde elettromagnetiche per trasmettere informazioni.

D'altro canto, svariate procedure terapeutiche sono state prese in esame e sviluppate sulla base dei campi elettromagnetici emessi dentro il corpo, cosa avvenuta in diversi paesi fin dal secolo scorso. Queste procedure mirano a ricercare l'armonia del corpo, considerandolo come un'emittente e al tempo stesso una ricevente di campi elettromagnetici.

Sviluppando una sensibilità interiore, un approccio energetico o semplicemente osservando la natura elettromagnetica del nostro essere, tendiamo giustamente a interrogarci con maggior attenzione sull’impatto delle perturbazioni causate dalle onde elettromagnetiche esterne. La scienza occidentale oggi sa davvero poco sui dettagli delle interazioni tra le onde elettromagnetiche esterne e il nostro essere. Su questo argomento rimaniamo pertanto vigili e aperti.

Un'esperienza

Avevo appena collegato il mio computer portatile a una nuova presa elettrica a muro nel mio ufficio. Nel giro di una due ore ho notato che il mio campo energetico personale si comprimeva notevolmente a livello dell'addome e pareva allungarsi verso l'alto per compensare questa compressione.

Ho deciso di controllare i campi elettromagnetici attorno al computer aiutandomi con un rilevatore/misuratore di onde, osservando così campi notevoli e dimostrando che la messa a terra della presa elettrica non svolgeva il suo ruolo (lo vedremo in seguito).

Smontando la presa ho preso atto del collegamento malfunzionante e tutto è tornato alla normalità dopo la riparazione. In seguito ho potuto vivere quest'esperienza in altre due occasioni, in situazioni nelle quali la messa a terra non era funzionale: il mio corpo energetico sembrava comprimersi a livello dell'addome e allungarsi verso l'alto per sfuggire al campo elettromagnetico troppo forte generato dal portatile.

Guida Pratica per Ridurre le Onde Elettromagnetiche

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Carl De Miranda

Carl de Miranda offre consulenze e tiene conferenze su energia e salubrità dei luoghi. Coi suoi collaboratori ha fondato Greenweez, un sito punto di riferimento in materia di prodotti ecologici, rispettosi dell’uomo e dell’ambiente. Sposato e padre di quattro figli, da...
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