800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Che tempo farà? - Estratto dal libro "L'Orologio della Natura" di Peter Wohlleben

di Peter Wohlleben 9 mesi fa


Che tempo farà? - Estratto dal libro "L'Orologio della Natura" di Peter Wohlleben

Leggi alcune pagine del libro di Peter Wohlleben "L'Orologio della Natura"

Al termine di ogni notiziario, sia alla radio che in televisione, c’è il meteo, che spesso è migliore della sua reputazione.

Si stima che le previsioni del tempo fatte fino a una settimana prima abbiano il 70% di probabilità di avverarsi, mentre quelle per le 24 ore successive si rivelano attendibili addirittura al 90%. In altre parole, potremmo dire che il bollettino meteorologico sbaglia completamente una volta su dieci.

Le cause di questi errori sono le condizioni climatiche caotiche, impossibili da prevedere. In questi casi mi irrita che nel meteo non lo si indichi esplicitamente, per esempio dicendo: «A causa della situazione attuale, i dati odierni sono poco attendibili ».

Un’affermazione del genere non la sentirete mai, per questo non guasterebbe dare di persona un’occhiata all'esterno e, sulla base di alcuni indizi, verificare dove si stanno dirigendo le nuvole. Con l'andar degli anni riuscirete a sviluppare una sensibilità tale per cui sarete in grado di intuire quello che succederà nelle ore successive.

Indice dei contenuti:

Torri di nuvole erosso di sera

Un popolare indicatore meteorologico è il sole serale: se al tramonto appare rosso incandescente, significa che il giorno dopo farà bello, in base al detto: «Rosso di sera bel tempo si spera».

Infatti, i raggi solari che da ovest attraversano radenti l’atmosfera si imbattono nelle nuvole che si spostano lentamente a est. E poiché alle nostre latitudini il maltempo arriva perlopiù da ovest, un cielo privo di nubi a ponente indica che nelle ore successive il tempo sarà bello.

Il contrario avviene quando il rosso compare al mattino. In questo caso la saggezza popolare sentenzia, quasi sempre a ragione: «Rosso di mattina brutto tempo si avvicina». Al mattino infatti il sole sorge a est, dove il cielo è ancora sereno, e illumina di un bel rosso acceso le nuvole provenienti da ovest, che si diffondono poi rapidamente fino a coprire il cielo.

Tuttavia ogni regola ha la sua eccezione, poiché quando il vento non soffia da ovest, ma da sud o addirittura da est, il sole della sera e quello del mattino non sono indicatori attendibili.

Anche la direzione del vento può essere usata come strumento di previsione del tempo.

Il vento da ponente ci porta aria di mare umida, accompagnata da nuvole e spesso anche da precipitazioni. E, dato che isolano il paesaggio come se fossero una coperta, le nuvole influiscono anche sulla temperatura.

In inverno, sotto una spessa coltre di nubi il termometro non scende di molto, poiché in queste condizioni la terra non può quasi raffreddarsi. Per questo le precipitazioni portate dal vento dell’ovest sono perlopiù sotto forma di pioggia. In estate invece, allungando la loro ombra sulla superficie terrestre, le nuvole impediscono che il caldo diventi torrido.

I venti del sud portano sempre con sé il calore del bacino del Mediterraneo o perfino del Sahara. In estate possono scatenare un’ondata di caldo, mentre in Europa centrale d’inverno sono spesso accompagnati da tempeste, poiché si scontrano con masse d’aria polare provenienti da nord, dando origine a uno scambio intenso e a un’armonizzazione fra aria fredda e calda. Il fenomeno può naturalmente verificarsi anche con i freddi venti del nord quando incontrano aria invernale troppo calda.

In linea di massima, dalle mie parti il vento dell’est è foriero di condizioni stabili e cielo sereno. In estate allora farà un gran caldo e in inverno un freddo cane: senza la protezione delle nuvole, ogni stagione può mostrare la propria caratteristica più spiccata. In Italia, invece, il vento dell’est porta aria fredda e quando si scontra con l’aria calda può dar luogo a precipitazioni.

Per rilevare la direzione del vento, sta tornando in voga un antico strumento: il galletto segnavento. La sagoma può ruotare facilmente ed è posta sopra una croce alle cui estremità si trovano le iniziali dei quattro punti cardinali. Questa croce può essere posizionata in giardino (o sul tetto della casa) e adeguatamente orientata. Dato che il galletto è sempre rivolto nella direzione da cui soffia il vento, se installato correttamente può indicare non solo la direzione del vento, ma anche la tendenza delle condizioni meteo.

Ma le vere protagoniste sono le nuvole,...

L'orologio degli uccelli

Come nell’ambiente naturale l’orologio può servirci per altri scopi oltre alla misurazione del tempo, così al mattino la natura è in grado di rivelarci che ore sono, perlomeno sommariamente, senza bisogno dell’orologio. A questo scopo, oltre all’altezza del Sole dovremmo anche osservare gli uccelli e ascoltarne il canto.

Ma perché gli uccelli cantano? Di sicuro non per allietarci con le loro melodie, e anche la pura e semplice gioia di vivere non è all'origine della successione di toni che emettono.

In realtà il canto degli uccelli è qualcosa di analogo all'urina che i cani maschi spruzzano sui paracarri alzando la zampa posteriore: entrambe le azioni servono a marcare il territorio. E dato che il canto degli uccelli è un fenomeno effimero, va costantemente ripetuto. Il messaggio fondamentale delle melodie ha questo significato per i rivali: «Non osare avvicinarti, perché questo giardino è già occupato!».

Per le femmine invece il canto è indizio di un partner sano e robusto, per questo, ad eccezione di alcune specie, non prendono parte al concerto.

Le specie che mettono un notevole impegno nella produzione di una lunga successione di toni sono anche quelle che difendono con particolare violenza il proprio territorio. Tipici esemplari di questa categoria sono i merli e i pettirossi. I passeri domestici e i corvi comuni, altra specie che rientra fra gli uccelli canori, si limitano a “cantare”, ma in compenso si tollerano bene a vicenda e nidificano a distanze minime gli uni dagli altri.

Un giardino diversificato può fungere da habitat per le specie più disparate.

Se però tutti gli uccelli cantassero contemporaneamente, la melodia dell’uno o dell’altro scomparirebbe nella confusione generale di voci. Affinché ciascun cantore possa essere sufficientemente apprezzato dai rivali o anche dalla sua amata, ogni specie si è specializzata a cantare in una particolare ora del mattino, o meglio, in base a una determinata posizione del Sole.

Il punto di misurazione è il sorgere del Sole, un evento definibile in modo preciso. Stupidamente questo momento continua a cambiare, poiché fino al 21 giugno si verifica ogni giorno un po’ prima, per poi cominciare a ritardare di volta in volta.

Il canto degli uccelli non può quindi purtroppo sostituire validamente l’orologio da polso, nonostante le varie specie rispettino spesso con sorprendente precisione la loro finestra temporale a seconda del giorno....

... l’allodola comincia a gorgheggiare quando è ancora buio, una buona ora e mezza prima del sorgere del Sole. A questo punto anche il piccolo codirosso si unisce al concerto. Il merlo fa risuonare il proprio canto un'ora esatta dopo la comparsa del Sole, mentre il luì piccolo si aggiunge al coro mezz'ora dopo. Una volta che il Sole si staglia sull'orizzonte, tutti gli uccelli cantano.

Adesso, per stabilire che ore sono dovete ripiegare su altri esseri viventi, e precisamente sui fiori.

L'orologio floreale

Carl von Linné, studioso svedese del XVIII secolo noto anche come Linneo, nel corso delle sue passeggiate in mezzo alla natura fece una scoperta emozionante: i fiori delle varie specie aprivano i loro petali in diverse ore del giorno, e con una certa affidabilità, al punto da avvicinarsi alla precisione degli orologi delle torri campanarie dell’epoca.

Cosa c’era dunque di più naturale che radunare le più svariate piante da fiore in un orologio verde? E così Linneo realizzò un’aiuola particolare nel giardino botanico di Uppsala, disponendo le piante come in un quadrante e suddividendo l’aiuola in dodici segmenti. Ognuna schiudeva i propri fiori all'ora prevista, e per i passanti era quindi facile leggere l’ora.

In realtà l’orologio non aveva funzionato del tutto come previsto, poiché dopo qualche settimana le piante sfiorivano e dovevano essere sostituite in continuazione. Inoltre alcuni esemplari portati in città dalla montagna si comportavano in modo completamente diverso, poiché il clima era più mite.

Ciononostante il principio è affascinante e, anche senza disporle a forma di orologio, potete stabilire che ore sono osservando le vostre piante perenni e officinali.

Ecco che per esempio i fiori delle zucche e delle zucchine iniziano a schiudersi già alle 5 del mattino. La calendula apre i suoi petali a partire dalle 8, seguita alle 9 dalla margherita. Quando verso mezzogiorno il Sole è esattamente a sud, i fiori del genere Delosperma si aprono. Fra le 14 e le 15 i fiori del tarassaco si ripiegano, e verso le 15 si chiudono quelli di zucchine & Co. Alle 18 anche il papavero chiude bottega.

Ma perché le piante si prendono la briga di fiorire in momenti diversi? Per via degli insetti impollinatori che devono riuscire a consumare tutta l’offerta.

Nell'ora di punta, quando molti fiori sono aperti, api e bombi non riescono a visitare tutte le piante, per cui certe infiorescenze resterebbero a bocca asciutta. È quindi meglio offrire nettare e polline prima o più tardi nell'arco della giornata, quando gli altri concorrenti dormono: in questo modo aumentano le probabilità di venire impollinati.

Anche le api ne traggono vantaggio, dato che così possono ammortizzare meglio l’offerta e immagazzinare più scorte. Una quantità maggiore di provviste significa anche un aumento del numero di nuovi nati, che a loro volta incrementeranno le probabilità di impollinazione.

Alcuni ricercatori dell’università di Gottinga hanno scoperto che anche gli orologi floreali possono restare indietro, e da quanto riferiscono, nel fenomeno sono coinvolte pure le api. Se questi insetti impollinano i fiori, questi ultimi si chiudono puntualmente. Ma se la visita da parte delle api non ha luogo, i fiori prolungano l'orario di apertura nella speranza di essere impollinati.

Se quindi in giardino vi capita di notare spiccate deviazioni dal normale ritmo dell'orologio floreale, può darsi che nei dintorni vi sia una carenza di apicoltori e di api selvatiche. Potete porre rimedio alla situazione costruendo un rifugio per insetti oppure favorendo l'insediamento di una colonia di api nel vostro giardino.

Tratto dal libro

L'Orologio della Natura

Prevedere il tempo, comprendere le stagioni, capire gli animali e le piante, conoscere l'ambiente in cui viviamo

Peter Wohlleben

Peter Wohlleben ci invita a educare i sensi per percepire i segnali del vento, delle nuvole, delle piante e degli animali. Ecco allora che osservando i fiori scopriamo che tempo farà, le gru si trasformano in termometri viventi e le calendule ci dicono che ore sono.

Vai alla scheda

Peter Wohlleben

Peter Wohlleben, anno di nascita 1964, voleva diventare ambientalista già da bambino. Ha studiato scienze forestali e ha prestato servizio per più di vent'anni presso il corpo forestale. Dopo essersi licenziato per mettere in pratica le sue convinzioni ecologiche, oggi dirige un'azienda...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Che tempo farà? - Estratto dal libro "L'Orologio della Natura" di Peter Wohlleben

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste