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Biocostellazioni: una nuova consapevolezza - Estratto da "La Malattia come Relazione Sospesa"

di Gabriele Policardo 9 giorni fa


Biocostellazioni: una nuova consapevolezza - Estratto da "La Malattia come Relazione Sospesa"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro di Gabriele Policardo e scopri come alcune malattie siano collegate ad alcune relazioni e conflitti irrisolti

Questo piccolo volume esprime essenzialmente tre anime: un punto d’arrivo, un nuovo inizio e un diario di bordo. Parte del materiale che contiene, incluso il titolo, è costituito dalla tesi di laurea che ho presentato alla fine del mio percorso di formazione in Costellazioni Familiari e Sistemiche presso la Hellinger® LebenSchule, la scuola fondata da Bert Hellinger, lo psicologo tedesco che ha sviluppato il nuovo approccio relativo alle costellazioni.

E un punto d’arrivo perché sancisce la fine di un ciclo formativo che dura da circa dodici anni ed è culminato nella formazione in costellazioni familiari e sistemiche. Tuttavia, il nucleo scientifico delle Biocostellazioni - cioè le Cinque leggi biologiche della natura - fa parte di una serie di studi che compio da molto più tempo e che ha trovato nelle nuove costellazioni spirituali un magnifico strumento di applicazione, fino a divenire un’inestimabile via di comprensione e risoluzione.

E un nuovo inizio perché la formazione in Biocostellazioni, di cui questo libretto è una dispensa di studio, sta già producendo un vasto e intenso scambio di conoscenze, esperienze, verifiche; molti operatori del benessere e della salute, provenienti da varie discipline e molteplici percorsi, si stanno confrontando con questi nuovi livelli di conoscenza e tutti insieme creiamo, giorno dopo giorno, una rete di aiuto profondamente diversificata e, al contempo, riunita sotto la ferrea coerenza delle leggi biologiche e sistemiche rintracciabili in ogni malattia.

Infine, è un diario di bordo perché, man mano che questi studi procedono, sempre più persone si rivolgono alle Biocostellazioni e ogni singola costellazione è una verifica e al tempo stesso un passo avanti nella ricerca.

Stiamo scoprendo molte nuove connessioni ed è opportuno, di quando in quando, soffermarsi a registrarle e metterle su carta, in modo che anche altri facilitatori ne possano prendere spunto per il proprio lavoro. In più, è anche un modo attraverso cui le persone comuni, cui pure questo lavoro è diretto, possano iniziare autonomamente una riflessione e una sperimentazione personale attraverso cui giungere a capo dei propri processi fisiologici, uscendo dalla paura, dai condizionamenti, dai molti poteri e interessi che inquinano il campo della salute.

Durante gli anni di formazione, ho avuto firn-mensa fortuna di veder lavorare Bert Hellinger nella fase più ascetica e intensa della sua vita. Nonostante siano stati gli ultimi anni prima del passaggio di consegne alla moglie Sophie, il suo lavoro è stato di particolare forza e grandezza. E questo poiché Hellinger ha unito le notevoli intuizioni pluridecennali (le vecchie costellazioni familiari e sistemiche) alle nuove e straordinarie rivelazioni su ciò che lui stesso ha definito costellazioni mediali, o spirituali, o anche pure.

Si tratta di un nuovo modo di procedere, nel quale colui che conduce si limita a presenziare, in profondo raccoglimento e collegamento, al mostrarsi di forze che — da altre dimensioni — conducono le rappresentazioni e consentono di osservare come, su più livelli, la nostra vita sia influenzata da eventi vicini (conflitti e disordini familiari) ma anche assai lontani (segreti sistemici, eventi drammatici accaduti ad antenati, altre vite ed esistenze a noi sconosciute).

Un tempo, chi desiderava vedere un proprio blocco attraverso le costellazioni familiari si rivolgeva al facilitatore, che sceglieva dei rappresentanti da mettere in scena nello spazio, tra le persone presenti in un gruppo. Egli indicava chi essi avrebbero rappresentato, nel tentativo di far emergere gli ordini violati che agivano all’origine di quel blocco.

Nel fare ciò, egli designava - ad esempio - un uomo e una donna come rappresentanti dei genitori del cliente, un altro rappresentante per il cliente stesso e, via via, andava aggiungendo altre persone.

Questi sconosciuti, semplicemente raccogliendosi, erano capaci di contattare memorie, informazioni, persino frasi o sentimenti dei veri individui rappresentati: ciò mostrava alcune verità nascoste e produceva un benessere spesso immediato e, in molti casi, potentemente risolutore. Per alcuni anni non abbiamo avuto un modello scientifico di riferimento per spiegare questo fenomeno. Successivamente, gli studi di Rupert Sheldrake sul campo morfogenetico ci hanno fornito una valida spiegazione.

Bert Hellinger ha potuto osservare che, nel tempo, questo medesimo processo si è ampliato fino a orizzonti impensati: oggi le costellazioni spirituali possono avvenire anche senza che venga posta una richiesta o che i rappresentanti siano identificati con persone reali. Semplicemente, essi vengono messi in scena e, raccogliendosi, si lasciano guidare dai movimenti interiori dello spirito fino a mostrare qualcosa che non sempre è chiaro e comprensibile. Questo processo risulta benefico per i clienti e addirittura più efficace delle vecchie costellazioni familiari.

Rappresenta però anche una nuova conquista nell’arte di aiutare: il conduttore perde ogni potere.

Non può più scegliere, decidere, governare o indirizzare il lavoro. Non ha alcun potere personale, né verso il cliente né verso altri. E esposto lui stesso a queste forze, è parte della costellazione e, a un qualche livello, anche il lavoro che lui dirige è la sua personale costellazione, seppur al servizio di un cliente: ossia, di una riconciliazione assai più vasta, per la quale si perde il vecchio concetto individuale (il mio problema, la mia costellazione), a favore di un nuovo e vasto movimento collettivo di comprensione, armonia e riconciliazione. Questa dimensione non è ancora per tutti ma, nel tempo, sta raccogliendo sempre più consensi e producendo molte eclatanti guatigioni e risoluzioni.

Tali movimenti dello spirito avevano già abituato coloro che seguono il lavoro di Hellinger (specialmente negli ultimi anni) a orientarsi verso una consapevolezza nuova circa le malattie: se esse sono movimenti dello spirito, e attraverso delle semplici rappresentazioni possono allentarsi fino a scomparire, viene a decadere l’intero impianto conosciuto finora, per il quale la malattia è una disfunzione, un errore, qualcosa di maligno e insensato da combattere e annichilire. È a questo punto che ho avuto l’intuizione di associare queste nuove costellazioni spirituali alle mie vecchie conoscenze in campo biologico.

Abbinando i movimenti dello spirito alle cinque leggi biologiche, sono nate le Biocostellazioni. Un nuovo modo di osservare le malattie come manifestazione esatta, sensata, di precisi programmi organici, attivati da shock biologici, sostenuti da movimenti spirituali che vanno specificamente inquadrati all’interno di schemi familiari.

Benché le possibili combinazioni di questi adattamenti sensati e sistemici siano virtualmente infiniti, una volta compreso come funzionano i singoli organi e apparati, quali sono le fisiologie ordinarie e quali quelle speciali di ognuno dei quattro foglietti embrionali a livello filogenetico {ontogenesi delle malattie), e rivelando quali sono le violazioni agli ordini dell’amore, nonché i movimenti inconsci che ci guidano nelle relazioni, è stato possibile iniziare a mappare tutte le cosiddette “malattie”. La scelta di usare la parola “malattia” per descrivere dei semplici sintomi nasce dal bisogno di riscrivere e ricodificare anche la percezione collettiva, per destrutturare il potente totem “malattia”, un logo del terrore la cui sola evocazione verbale desta inquietudine.

Non si tratta solo di comprensione: quando si giunge, con precisione millimetrica, alla causa esatta e reale di un sintomo, si è già in ogni caso davanti alla porta aperta sulla sua soluzione. Qui subentra il libero arbitrio, la responsabilità personale: avendo sperimentato qual è la vera natura di una malattia, solo chi è disposto ad assumersene davvero la responsabilità e ad attuare un’eventuale modifica al proprio atteggiamento o adattamento, può davvero guarire nel senso che noi attribuiamo comunemente a questa parola.

Se tuttavia cambiamo radicalmente modo di pensare e comprendiamo che le cosiddette malattie non sono altro che dei programmi speciali, naturali, al servizio di un ordine familiare, e che rappresentano una relazione sospesa che cerca di essere reintegrata, possiamo ancora ragionare con i vecchi parametri di sano e malato^

È forse sano l’anacoreta che si ritira dalla civiltà a meditare su monti remoti? Ed è forse malato il padre di famiglia con il mutuo sulle spalle, l’azienda in crisi, i figli da mantenere e molti conflitti quotidiani che producono molti sintomi? Entrambi sono al contempo sani e malati. O forse non dobbiamo far altro che rinunciare a queste vecchie categorie per aprirci a una nuova coscienza.

Il primo vero passo verso una nuova e inalienabile libertà.

La Malattia come Relazione Sospesa

Il metodo delle Biocostellazioni

Gabriele Policardo

«Perché proprio questo sintomo (cioè, qual è il suo senso biologico)?» «Perché questo sintomo a me, ora, all’interno della mia famiglia, nella mia personale esperienza?» Due domande davvero cruciali che da troppi...

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Gabriele Policardo

Gabriele Policardo è autore, ricercatore e facilitatore in Costellazioni familiari, sistemiche, mediali e spirituali. Diplomato con Bert Hellinger, conduce in tutta Italia e all'estero seminari di Costellazioni Familiari e Sistemiche e seminari di nuove Costellazioni Spirituali. Ha studiato e...
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