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Berrino's breakfast

  1 mese fa


Berrino's breakfast

Cosa mangiare e cosa evitare per il pasto più importante della giornata: Franco Berrino ci insegna la colazione perfetta, e non solo

Saggio, consapevole, grande scienziato, esperto divulgatore, persona squisita: in due parole, Franco Berrino. Il dottor Berrino si sta dedicando anima e corpo alla divulgazione delle ricerche scientifiche più all’avanguardia sull’alimentazione, sempre più convinto che ciò che mangiamo – unitamente al mantenerci in movimento e all’atteggiamento mentale – sia il pilastro della prevenzione primaria e garanzia di una vita lunga e sana.

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Se la salute comincia a tavola, lo stare a tavola inizia a colazione, il pasto più importante della giornata secondo Berrino e non solo: ma come mangiare a colazione? Ecco le preziose indicazioni di uno dei medici e divulgatori più amati dal pubblico italiano.

Indice dei contenuti:

Caffè o cappuccino e brioches: questa è la colazione tipica di milioni di italiani. È sbagliata? Perché?

Prendersi un caffè o una brioches qualche volta non è certo un problema: il problema è quando consumiamo questo tipo di colazione tutti i giorni. La qualità di queste brioches che troviamo al banco del bar è mediamente pessima, perché sono fatte con le margarine.

L’industria alimentare non può permettersi il burro – un ingrediente piuttosto caro che farebbe alzare il prezzo di questi prodotti per il consumatore finale – e allora usa grassi vegetali di varia natura e scarsissima qualità, spesso mixati tra loro.

Se la brioches in questione fosse preparata da un bravo fornaio con ingredienti di qualità non ci sarebbe nulla di male a mangiarla qualche volta, ma la maggior parte delle paste dolci che troviamo nei bar è prodotto in maniera industriale: precotte, congelate e riscaldate al momento. La principale raccomandazione che mi sento di fare sulla colazione è che sia varia: non si possono magiare tutti i giorni le stesse cose.

Nulla ci vieta inoltre di fare una colazione salata, come fanno molti popoli del mondo. Altra cosa importante da ricordare: la colazione è il pasto principale della giornata, per cui dev'essere abbondante. 

Cosa scegliere allora per una colazione che sia davvero nutriente?

Possiamo iniziare dal pane. Meglio evitare quello prodotto con farine raffinate, che fa alzare in maniera repentina la glicemia: preferiamo il pane integrale, o con farina di tipo 2, e con cereali anche diversi rispetto al frumento.

Ottimo è il pane di segale che ha un indice glicemico molto basso. Un’altra buona scelta è costituita dai cereali, ma occhio a come li scegliamo perché su 10 cereali che troviamo sugli scaffali del supermercato, 9 contengono zuccheri, grassi e additivi. Scegliamo allora i fiocchi di avena naturali ed evitiamo quelli di mais che hanno un indice glicemico alto e spesso non sono neppure fiocchi, ma sono ricostruiti con l’aggiunta di farine di vario tipo.

Usando come base i fiocchi di avena possiamo creare il nostro muesli fatto in casa aggiungendo noci, nocciole, mandorle e uvetta sultanina. Possiamo consumare anche frutta fresca. Se abbiamo voglia di crepes, possiamo fare una cecina: basta preparare la pastella la sera mescolando una parte di farina di ceci e due di acqua, la mattina ungiamo leggermente una padellina e prepariamo le nostre crepes – basta cuocerle un minuto – che possiamo farcire con una composta di frutta, una marmellata senza zucchero.

Fate attenzione a quelle marmellate in cui c’è scritto 100% frutta e poi andate a leggere gli ingredienti e trovate il succo d’uva o di mela: l’industria alimentare estrae lo zucchero da frutta che non può più essere messa in commercio e lo usa per dolcificare queste preparazioni che quindi sono a tutti gli effetti “con zuccheri aggiunti”. 

Come possiamo far tornare le persone ai fornelli, in una società in cui siamo tutti sempre più di fretta, stressati e il tempo è diventato la merce più preziosa delle nostre vite?

L’industria alimentare è davvero molto potente ed è capace di fare una pubblicità insinuante, continua. Oggi va molto di moda la pubblicità degli alimenti – parlo sempre di preparazioni industriali – che fanno bene alla salute: ecco, se su una confezione di cibo industriale c’è scritto che fa bene alla salute, il mio consiglio è quello di non mangiare quel cibo. Purtroppo è molto difficile fare una vera educazione alimentare oggi.

Partiamo ad esempio dalle mense scolastiche, la maggior parte di queste propone dei menù che non hanno alcuna base scientifica: le linee di indirizzo ministeriali per la ristorazione scolastica sono arretrate e non tengono conto dell’avanzamento della ricerca scientifica negli ultimi 20-25 anni.

Quando il potere dell’industria è così forte e quando la classe politica è molto sensibile alle pressioni di quella stessa industria, è veramente difficile divulgare e fare recepire informazioni che abbiano una solida base scientifica. Bisogna lavorare per diffondere la consapevolezza – attraverso libri, conferenze, incontri, e il potentissimo passa parola – che stiamo mangiando un cibo che non è il cibo dell’uomo.

Gli studi mostrano che mangiare cibo industriale fa male alla salute: obesità, diabete, cancro sono solo alcune delle conseguenze. Il nostro compito è di diffondere queste notizie e di incoraggiare la gente a cucinare. Le persone dicono che non hanno più tempo per cucinare, ma hanno tempo, ad esempio, per guardare i cuochi che cucinano in televisione: come per tutte le cose è semplicemente una questione di scelta. Cuciniamo noi il nostro cibo, non mangiamo quello preparato e cucinato dall’industria. Ricordiamoci che l’obiettivo dell’industria non è farci mangiare bene, ma aumentare il fatturato, quindi con materia prima di scarsissima qualità, aggiungendo aromi, additivi e altro l’industria produce alimenti dal gusto piacevole, ma che danneggiano la nostra salute.

Quali regole dobbiamo seguire per iniziare a nutrirci in maniera consapevole?

La prima regola è quella di chiederci che cosa stiamo mangiando e da dove viene quello che stiamo mangiando. Pensiamo ad esempio a un panino con il prosciutto cotto: chiediamoci che cos’è il prosciutto cotto e come viene prodotto: si parte da una coscia di maiale in cui vengono iniettati acqua e sale, polifosfati, si elimina il grasso esterno che è distribuito in modo irregolare sul taglio di carne e poi lo si riappiccica in maniera più ordinata.

E infatti il prosciutto cotto, se lo guardate bene, ha una forma strana, che non è quella della coscia di maiale. Chiediamoci, poi, che veleni sono stati usati per produrre quel grano con la cui farina è stata confezionata la merendina che abbiamo dato a nostro figlio: ricordiamo che nel cibo industriale non tutto è indicato in etichetta, come ad esempio gli additivi tecnologici quali i miglioranti e altre decine di sostante utilizzate.

Domandiamoci, infine, qual è l’indice glicemico di quello che stiamo mangiando: il pane bianco, le patate, i biscotti che troviamo al supermercato, le fette biscottate, sono tutte cose che fanno alzare molto la glicemia. Mangiamo invece i semi – di girasole, di zucca, ma anche pistacchi, mandorle, nocciole – che sono un nutrimento meraviglioso e hanno la proprietà di rallentare la velocità di assorbimento del glucosio.

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