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Benvenuta a casa - Estratto da "Il Mio Cuore ricorda Swami Kriyananda"

di Narayani Anaya 2 mesi fa


Benvenuta a casa - Estratto da "Il Mio Cuore ricorda Swami Kriyananda"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Narayani Anaya e scopri Swami Kriyananda attraverso le parole e i ricordi di una delle persone a lui più vicine

Quando i miei genitori divorziarono, rimasi con mia madre. Vedendo quanto soffriva, era difficile per me sostenerla e, al tempo stesso, rimanere aperta a mio padre. Quando ero più giovane, mi aveva fatto piacere parlare con lui di questioni spirituali, ma la spiritualità era diventata uno dei motivi della separazione e, quindi, mi chiusi non solo a lui, ma anche a quel modo di vedere la vita.

Quando cominciai a lavorare e mi sentii più forte in me stessa, ripresi il rapporto con mio padre. E, quando le domande più serie sul significato della vita cominciarono a pretendere delle risposte, seppi che lui avrebbe potuto comprendermi e aiutarmi. Cominciò a darmi libri spirituali, che io divoravo uno dopo l’altro.

Mio padre era diventato discepolo di Paramhansa Yogananda e, quando lo ritenne opportuno, mi diede l'Autobiografia di uno yogi. Pensava che mi sarebbe piaciuta e aveva ragione: il libro mi catturò completamente!

Quando i miei amici mi invitavano a uscire, rispondevo di no, senza spiegare che dovevo rimanere a casa a leggere. Trascorrevo tutto il tempo libero con l'Autobiografia. Perfino al lavoro tenevo la mente sul libro, riflettendo su ciò che avevo letto.

Autobiografia di uno yogi mi introdusse a un’altra realtà. Tutto quello che leggevo era nuovo e al tempo stesso familiare. Cominciai a osservare la mia vita come non avevo mai fatto prima: com’era la mia energia e quale effetto aveva sugli altri? In che modo la loro energia mi influenzava? Perché andavo d’accordo con certe persone, mentre con altre non c’era alcuna intesa? All’improvviso, mi sentii responsabile di me stessa in un modo che non avevo mai considerato prima. Da noiosa e mediocre, la mia vita era diventata una grande avventura, interessante e colma di un significato profondo. Mi sentivo rinata.

Quando giunsi al capitolo in cui Yogananda incontra il suo Guru, Sri Yukteswar, compresi che anch’io anelavo a un rapporto come quello. Sapevo senza ombra di dubbio di appartenere a Yogananda.

Iniziai a cercare qualunque altra cosa fosse stata scritta su di lui. Sfortunatamente non c’era molto in spagnolo, l’unica lingua che conoscessi a quel tempo. Mio padre mi suggerì di contattare la Self-Realization Fellowship e di iscrivermi alle lezioni per corrispondenza di Yogananda sulla meditazione. Ogni lezione affrontava un detetminato tema spirituale e insegnava diverse tecniche di meditazione. Mi piacevano molto quelle lezioni, ma arrivavano solo ogni due settimane. Il tempo tra l’una e l'altra mi sembrava un’eternità! Imparai a meditare e cominciai a entrare in contatto con vari aspetti degli insegnamenti di Yogananda, ma qualcosa ancora mancava. Volevo sentire maggiormente e più profondamente le sue vibrazioni. 

Ricevevo queste lezioni da più di un anno, quando mio padre mi telefonò dicendo: «Ho sentito parlare di un luogo chiamato Ananda. Il fondatore è Swami Kriyananda, uno dei discepoli diretti di Yogananda. C’è una comunità ad Assisi, in Italia, e lui vive lì. Voglio andare a dare un’occhiata».

Mio padre trascorse due settimane ad Ananda. Al suo rientro, mi telefonò subito: «Devi visitare quella comunità! Mi sono sentito in famiglia. Ho incontrato brevemente Swami Kriyananda e devo dire che è davvero molto speciale». Era così entusiasta di tutto quel che riguardava Ananda, che decise di aprire un piccolo centro di meditazione a Elche.

Durante la sua visita ad Ananda Assisi, mio padre incontrò una donna americana, Vairagi, che viveva lì da molti anni. Poco dopo, Vairagi ricevette il compito di venire in Spagna per aiutarlo a sviluppare il centro di meditazione. Lei parlava inglese, italiano e portoghese, ma non spagnolo. Noi parlavamo solo spagnolo. Eppure, in qualche modo, riuscivamo a capirci.

Ogni volta che Vairagi veniva, ci parlava della vita ad Ananda e del discepolato a Yogananda. Per la prima volta stavo facendo qualcosa di più che leggere questi insegnamenti: attraverso di lei, stavo imparando cosa significava viverli.

Vairagi era membro di Ananda da oltre venticinque anni e aveva dedicato la sua vita ad aiutare Swami Kriyananda a diffondere il messaggio di Yogananda. Il suo impegno nei confronti del sentiero spirituale mi ispirava ad amarla e a rispettarla profondamente. Ogni istante in sua compagnia mi portava elevazione spirituale. Divenne il mio mentore, volevo essere come lei.

Nell’agosto del 2002, mi recai per la prima volta ad Ananda Assisi assieme a mio padre. I membri della comunità provenivano da tutto il mondo; le lingue principali erano l’italiano, l’inglese e il tedesco, ma noi non le parlavamo. Ciò nonostante, proprio come con Vairagi, riuscivamo a comunicare.

Nell’edificio principale, Il Rifugio, si trovavano la reception, la sala da pranzo e la cucina. In cucina i cuochi pregavano prima di preparare ogni pasto, chiedendo di essere canali dell’amore e della gioia di Dio affinché gli altri sentissero quelle vibrazioni nel cibo. I pasti erano tutti vegetariani e deliziosi! Che rivelazione fu questa per me! Anch’io volevo essere un canale di Dio.

Ogni mattina e ogni sera le persone meditavano e facevano yoga nel Tempio di Luce, una bellissima struttura a cupola con un tetto di tegole blu. Questo viaggio stava aprendo la mia mente a un nuovo modo di vivere. Prima della mia visita ad Ananda Assisi, non mi ero mai resa conto della mancanza di gioia nella mia vita, né di quanto profondamente anelassi alla gioia. Il modo in cui vivevo era arido e privo di significato, in confronto alla vita delle persone di Ananda. Era il paradiso sulla Terra. Avevo trovato la mia casa.

Il giorno del nostro arrivo, ci fu un concerto nel Tempio di Luce. Ero curiosa di sentire che tipo di concerto sarebbe

stato. Sapevo solo che la musica era stata composta da Swami Kriyananda. Non sono una musicista, ma i miei genitori amavano la musica e a casa l’ascoltavano spesso; flamenco, i Beatles, Beethoven. Io ascoltavo soprattutto i cantanti popolari spagnoli, o qualcosa che potessi ballare in discoteca. In altre parole, non ero preparata all’esperienza che la mia anima stava per fare.

Dopo cena andammo al Tempio, che per l’occasione era allestito con delle sedie. Qualcuno stava apportando gli ultimi tocchi all’altare. La maggior parte dei cantanti era radunata su un lato; parlavano tra loro, si passavano fogli di musica, scherzavano e ridevano. C’era un’atmosfera gioiosa e rilassata. Le donne erano vestite semplicemente, con gonne lunghe dai bellissimi colori. Vidi degli strumenti - violino, tastiere, violoncello, chitarra - e pensai che sarebbe stato un tipo di musica raffinato.

Ben presto la direttrice del coro invitò i cantanti davanti all’altare. Con grazia e semplicità, tutti presero i loro posti. In prima fila vidi Vairagi e altre persone che avevo notato in precedenza in cucina. Anche Kirtani e Anand, le guide spirituali della comunità, sembravano felici di essere semplicemente due voci in più nel coro. Sembrava non facesse alcuna differenza chi fossero le persone o quale posizione ricoprissero. Erano un unico gruppo unito.

Poi iniziarono a cantare. Le loro voci erano divine, come se uno stuolo di angeli fosse appena disceso dal cielo. Perfetta armonia. La mia mente, di solito irrequieta, divenne subito immobile e silenziosa. Ero completamente nel momento presente, qui e ora. La mia coscienza fu sollevata in uno stato di amore perfetto che non avevo mai provato prima, un amore che neppure sapevo esistesse. Con un’esplosione di lacrime, le chiuse del mio cuore si spalancarono.

Un’ora dopo, quando il concerto finì, Vairagi venne da me e mi abbracciò. «Non sto piangendo perché sono triste» le dissi. «Sento tanta gioia. È tutto cosi nuovo per me!».

La musica mi aveva restituito qualcosa che avevo perduto tanto tempo prima, e che avevo quasi dimenticato. Ma il mio cuore lo ricordava, ed era felice di ritrovarlo.

Le persone mi chiedono spesso: «Quando hai incontrato per la prima volta Swami Kriyananda?». Prima ancora di scrivere questo libro, avrei risposto descrivendo il mio primo incontro fisico con lui. Ora mi rendo conto che il mio primo incontro fu quel concerto.

Swamiji soleva dire: «Se volete conoscermi, ascoltate la mia musica».

Il Mio Cuore ricorda Swami Kriyananda

Narayani Anaya

In questo libro appassionato, a metà tra il diario e la biografia, Narayani ci porge un ritratto intenso e commovente di Swami Kriyananda, filtrato dall’occhio amorevole che lo ha osservato da vicino e accompagnato negli...

€ 16,00 € 13,60 -15,00%

Disponibilità: Immediata

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Narayani Anaya

Narayani Anaya, nata e cresciuta in Spagna, ha incontrato per la prima volta Swami Kriyananda nel 2003 ad Ananda Assisi, in occasione di una visita in Italia. Un anno più tardi, ha deciso di lasciare il proprio lavoro, così come la sua dimora spagnola per seguire "Swamiji" ovunque...
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