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Batteri intestinali e benessere mentale - Estratto da "Psicobiotici"

di Aurélie Fleschen-Portuese 2 mesi fa


Batteri intestinali e benessere mentale - Estratto da "Psicobiotici"

Leggi in anteprima un capitolo tratto dal libro di Aurélie Fleschen-Portuese e scopri il legame che esiste tra il benessere intestinale e la nostra felicità

I batteri intestinali sono in comunicazione diretta con il nostro cervello. È stato persino coniato un termine medico per indicare lo studio delle interazioni tra il microbiota intestinale e il cervello: si parla di "psicomicrobiotica".

Indice dei contenuti:

I batteri che agiscono sui comportamenti e sulla personalità

Il modo in cui il microbiota intestinale influenza il nostro comportamento rappresenta una grande sfida per il futuro.

I batteri intestinali sono ricettivi ai messaggi inviati dal cervello sotto forma di neurotrasmettitori, ma possono anche influenzare l'attività cerebrale attraverso la produzione di sostanze che andranno ad agire sui nostri comportamenti, sul livello d'ansia e di stress e, più in generale, sul nostro benessere.

I batteri intestinali influenzano il nostro rapporto con l'ambiente esterno...

Stressato(a), ansioso(a), aperto(a), socievole... tratti della nostra personalità che crediamo essere il risultato dei nostri geni, dell'educazione ricevuta, delle esperienze vissute. Invece, è ormai ampiamente dimostrato che il comportamento e la personalità sono strettamente correlati al tipo di batteri che ospitiamo nel nostro organismo!

Alcuni studi condotti nel 2013 su topi da laboratorio suggeriscono che dalla composizione della flora batterica intestinale dipenderebbe il modo di reagire agli stimoli esterni.

Per giungere a questo risultato, i ricercatori dell'equipe del professor Collins dell'Università McMaster di Hamilton, in Canada, hanno realizzato uno "scambio" di batteri intestinali fra due topi. Il primo discendeva da un gruppo dal profilo timido e ansioso, mentre il secondo apparteneva a un ceppo dal comportamento "esplorativo".

Dopo che il microbiota intestinale di ciascuno dei due topi è stato iniettato nell'intestino dell'altro, i ricercatori hanno constatato un cambiamento nei tratti della personalità e, di conseguenza, nel comportamento di entrambe le cavie. Il topolino timido manifestava una condotta da avventuriero, e viceversa! I diversi ceppi batterici che compongono la flora intestinale avrebbero pertanto un effetto su quello che siamo e sul nostro modo di agire.

Altri studi sono stati condotti all'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) su topi privi di microbiota intestinale. Questi animali erano nati con cesareo ed erano stati volontariamente mantenuti in un ambiente sterile. Diversi esperimenti hanno evidenziato in questi topi una maggiore sensibilità allo stress rispetto a quelli provvisti di flora intestinale.

I batteri presenti nel nostro intestino ci aiuterebbero perciò a gestire meglio l'ansia e lo stress, condizioni che rischiano di nuocere alla nostra salute mentale.

... e i nostri comportamenti

Sembra incredibile che dei batteri possano manipolare i nostri comportamenti a vantaggio della loro proliferazione e sopravvivenza, eppure è esattamente ciò che accade!

Nel caso dei batteri intestinali, si instaura una vera e propria simbiosi, con effetti benefici tanto per l'ospite quanto per i microrganismi che vi risiedono. Per esempio, è stato osservato che i topi dotati di microbiota intestinale si dimostravano più prudenti ai fini dell'autoconservazione rispetto a quelli che ne erano sprovvisti.

Si potrebbe dedurne che i batteri inducano nell'ospite un comportamento prudente allo scopo di proteggerne la vita, e di conseguenza anche la propria!

Stando così le cose, saremmo in parte debitori della nostra sopravvivenza ai batteri che ospitiamo. Da loro dipenderebbe anche l'attitudine a socializzare con gli altri.

Un altro studio condotto recentemente dall'equipe del professor John Cryan dell'University College Cork, in Irlanda, ha preso in esame la propensione dei topi a socializzare a seconda che fossero stati colonizzati oppure no da una flora batterica intestinale. Si è così potuto constatare che un topo privo di flora batterica intestinale era molto più solitario di un suo simile provvisto di microbiota e mostrava una minore tendenza a ricercare la compagnia dei suoi congeneri.

Da ciò è possibile ipotizzare che il nostro grado di socievolezza sia in parte influenzato dai batteri che risiedono nel nostro intestino, i quali, per garantirsi la proliferazione, hanno sempre interesse a favorire i contatti fra le persone.

Per sopravvivere, i batteri influenzano le nostre preferenze alimentari

L'influenza esercitata dai nostri batteri non si limita però a quanto abbiamo appena detto. A loro piace anche intervenire sulle nostre preferenze alimentari in modo da assicurarsi la crescita e la sopravvivenza. Così, quando ci sentiamo attratti dai cibi dolci o grassi, o abbiamo un debole per il consumo di bevande alcoliche, stiamo appagando non solo le nostre voglie, ma soprattutto quelle dei nostri batteri intestinali!

Nel 2015 un gruppo di ricercatori dell'Institut de la Sante et de la Recherche Medicale (Inserm) di Rouen ha dimostrato che le nostre sensazioni di fame e di sazietà sono direttamente legate ai bisogni dei nostri batteri intestinali. Il ricercatore Serguei Fetissov spiega che, una volta satolli, i batteri producono sostanze che stimolano la secrezione dell'ormone della sazietà, il quale invia al nostro cervello il messaggio di interrompere l'assunzione di cibo.

I batteri intestinali avrebbero perciò un certo controllo sul senso di fame e di sazietà del loro ospite. Si aprono così interessanti prospettive in rapporto alla cura dell'obesità e al suo legame con la flora intestinale.

Per svilupparsi, i batteri intestinali ci spingerebbero anche a scegliere gli alimenti migliori per loro.

I batteri presenti nel nostro intestino svolgono un ruolo importante per quanto riguarda l'umore, la tendenza a socializzare e persino le scelte alimentari di ciascuno di noi!

Possiamo già intuire che, se vogliamo raggiungere un certo livello di benessere, dobbiamo poter contare sulla loro collaborazione.

Ma come fanno questi batteri a essere sempre in comunicazione con il nostro organismo e a influenzarlo così profondamente? Quali mezzi utilizzano per comunicare e agire?

In che modo i batteri comunicano con il cervello e ci fanno stare bene

Oggi sembra ormai riconosciuto che i batteri "cattivi" (o patogeni) possano avere effetti negativi sulla nostra mente, ma il fatto che altri batteri possano svolgere, al contrario, un ruolo positivo per la nostra salute mentale non viene ancora tenuto in debito conto.

È il ruolo degli psicobiotici, microrganismi che, se ingeriti in adeguate quantità, esercitano una funzione benefica per il nostro organismo. Ma prima di sapere come agire concretamente per raggiungere uno stato di benessere grazie al microbiota intestinale, bisogna innanzitutto capire in che modo questi batteri comunicano con il cervello influenzandolo positivamente.

I batteri intestinali producono sostanze che agiscono sul cervello attraversando la mucosa intestinale e percorrendo poi diverse vie: sanguigna, immunitaria e nervosa.

Il circolo sanguigno

I batteri intestinali producono alcune sostanze chimiche che, una volta superata la barriera intestinale, entrano nel circolo sanguigno. A partire dal momento in cui raggiungono il sistema vascolare, queste molecole potranno avere effetti su tutti gli organi del corpo irrorati dal sangue, e in particolare sul cervello.

Quali sono le molecole prodotte dai batteri che vivono nel nostro intestino? La vitamina D, la vitamina K e alcuni acidi grassi a catena corta che vengono prodotti grazie alla digestione delle fibre. Questi acidi grassi sono importanti per le cellule del colon, perché le nutrono e le proteggono.

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario ha il compito di proteggere il nostro organismo dalle aggressioni. Il 70-80% delle cellule immunitarie è localizzato nell'intestino. Le cellule immunitarie si trovano proprio dietro la mucosa intestinale e possono essere stimolate dalle sostanze prodotte dai batteri del microbiota.

Perché la maggior parte delle cellule immunitarie si concentra nell'intestino?

Perché la parete intestinale, costituita da un sottile strato cellulare, è l'ultima barriera da superare prima di entrare nel circolo sanguigno. Si tratta cioè dell'estremo baluardo tra l'ambiente interno dell'organismo e gli elementi provenienti dall'esterno, come quelli che introduciamo con l'alimentazione.

La parete intestinale, e la sua integrità, riveste perciò un ruolo fondamentale. Deve garantire il passaggio delle sostanze nutritive provenienti dalla digestione, quelle che serviranno a nutrire le cellule. Ma deve anche impedire l'accesso alle molecole che non svolgono alcuna funzione per l'organismo. Insieme con la pelle e le mucose, l'intestino è il luogo più esposto agli organismi estranei e alle sostanze indesiderabili. Si tratta quindi di una zona di importanza cruciale ma allo stesso tempo soggetta a fragilità.

In che modo i batteri influenzano il sistema immunitario intestinale?

Il ruolo dei batteri è fondamentale per evitare l'iperpermeabilità intestinale e mantenere l'integrità della mucosa dell'intestino.

I batteri "buoni" favoriscono la produzione del muco che protegge la parete intestinale, contribuendo così a sbarrare l'accesso a elementi patogeni e tossici per l'organismo.

Secernono anche sostanze benefiche per le cellule immunitarie, favorendone il processo di maturazione. Inoltre, grazie alle molecole prodotte, i batteri intestinali sarebbero in grado di scatenare o attenuare la risposta infiammatoria dell'organismo.

Sembra ormai ampiamente dimostrato che l'infiammazione è all'origine di quasi tutte le attuali patologie, comprese quelle mentali. La reazione infiammatoria provocata dall'immissione in circolo di sostanze tossiche determinerebbe uno stato di infiammazione generale, e perciò anche un'infiammazione cerebrale in grado di alterare il funzionamento mentale.

Il neurologo americano David Perlmutter, nel suo libro Brain Maker, spiega come il grado di perturbazione cognitiva sia associato al livello di infiammazione cerebrale, e descrive con precisione il legame esistente tra la flora batterica, la porosità intestinale, l'infiammazione e la nostra salute mentale.

Il sistema nervoso

Il sistema nervoso rappresenta un'altra via di comunicazione utilizzata dai batteri intestinali. Il nervo vago, il più lungo dei dodici nervi cranici, è il principale canale di comunicazione tra i neuroni del sistema nervoso intestinale e quelli del sistema nervoso centrale. Questo nervo si estende dalla base del cervello fino all'addome. I batteri intervengono secernendo alcuni neurotrasmettitori simili a quelli prodotti dal cervello.

Questi neurotrasmettitori sono le "parole" utilizzate dai neuroni per comunicare tra loro. Essi stimolano i neuroni dell'in-testino, o neuroni enterici, che a loro volta comunicano con i neuroni del cervello tramite il nervo vago.

Uno dei più importanti neurotrasmettitori prodotti dai batteri intestinali è la serotonina, la "molecola della felicità", così chiamata perché capace di regolare il nostro umore. Un livello elevato di serotonina aumenterà il nostro senso di benessere, mentre un basso livello di questa sostanza potrà indurre uno stato depressivo.

La funzione degli antidepressivi è proprio quella di aumentare la disponibilità e il tasso di serotonina a livello cerebrale. Ora, dobbiamo sapere che il 95% di questa sostanza viene sintetizzato nell'intestino grazie all'intervento del microbiota intestinale! Inizierete ora a comprendere quanto sia importante mantenere in equilibrio l'ecosistema intestinale per salvaguardare la propria salute mentale e, in senso più ampio, il proprio benessere globale.

I batteri "buoni" contribuiscono a rendere disponibili le sostanze necessarie al nostro corpo, a evitare l'infiammazione e le patologie a essa legate, nonché a produrre la molecola della felicità, la serotonina. Nei capitoli "Gli alimenti del benessere" e "Gli alimento dell'ansia e dello stress" vedremo come sia possibile, grazie all'alimentazione, fare in modo che questi batteri "amici" prendano il sopravvento nel nostro intestino, così da beneficiare dei loro effetti positivi.

Ma prima dobbiamo sapere che cosa accade nel nostro corpo quando interviene uno squilibrio della flora intestinale. È quella che viene chiamata "disbiosi" intestinale.

Le conseguenze di uno squilibrio della flora intestinale sul nostro benessere mentale

Tutta questa catena di reazioni favorevoli alla nostra salute e al buon funzionamento mentale si verifica solo quando la flora batterica intestinale è in equilibrio. In caso di disbiosi, causata per esempio da un'eccessiva proliferazione di batteri nocivi o da una scarsa differenziazione di ceppi batterici, la flora intestinale avrà effetti deleteri sul resto dell'organismo e quindi sul cervello. Infatti i batteri "cattivi" produrranno sostanze tossiche, chiamate "neurotossine", per il sistema nervoso, ovvero per il cervello.

Queste neurotossine finiranno per alterare il funzionamento mentale generando stress, ansia e persino patologie psichiatriche o neurodegenerative.

Uno squilibrio del microbiota intestinale avrà l'effetto di esaurire o sovrastimolare le difese immunitarie. Infatti, i batteri dannosi che prevalgono su quelli benefici alterano la parete intestinale e la rendono iperpermeabile, permettendo il passaggio nel sangue di macromolecole e di tossine estranee.

Questi intrusi provocano l'immediata reazione delle cellule immunitarie intestinali, che metteranno in allarme l'intero sistema immunitario liberando molecole infiammatorie e ormoni dello stress.

In questo modo i batteri intestinali nocivi possono originare uno stato di infiammazione cronica, con effetti negativi sul cervello e sulla nostra salute mentale.

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Aurélie Fleschen-Portuese

Aurélie Fleschen-Portuese, naturopata, è membro di importanti associazioni professionali di naturopatia, OMNES e APHN. Organizza laboratori pratici, conferenze e corsi di formazione per privati e imprese sui temi relativi alla gestione dello stress e l'alimentazione salutare.
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