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Avere torto

di Andrea Panatta 13 giorni fa


Avere torto

Leggi un estratto dal libro "Il Libro della Grandezza" di Andrea Panatta

Sono passati undici anni da quando partecipai per la prima volta al corso I Maestri Invisibili, in un palazzo d’epoca a Genova con Igor Sibaldi.

I Maestri è certamente uno di quei corsi che cambia la vita, se si ha il coraggio di usarlo, per non parlare di quando lo si insegna agli altri, come ho avuto la fortuna di poter fare in questi anni.

Prima che iniziassi a tenere il corso dietro “autorizzazione” formale dello stesso Igor, ebbi un periodo di fervente (direi quasi febbricitante) dialogo con i maestri, periodo nel quale pagine e pagine di numerosi quaderni venivano gradualmente riempite con le loro frasi, a volte precise, preveggenti, a volte vaghe e allusive, ma sempre incredibilmente profonde.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Libro della Grandezza

Dialoghi con i maestri invisibili

Andrea Panatta

Un libro che aiuta ad esplorare noi stessi attraverso dialoghi immaginari con la nostra essenza più profonda. C’è una reale grandezza in ognuno di noi, che prescinde dalla nostra volontà e dal nostro ego, e che spesso si mostra nelle situazioni...

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Ricordo con meraviglia la facilità che avevo avuto in certi periodi nel parlare con loro, contrapposta alla difficoltà estrema, se non all'impossibilità, di stabilire una comunicazione efficace in altri momenti. Così come mi ha sempre colpito l'atteggiamento contrastante di coloro a cui avevo insegnato come entrare in contatto con i loro spiriti guida. Alcuni entusiasti, altri scettici fino all'ultimo. Alcuni ansiosi come me di farli “funzionare”, altri che dopo il corso perdevano interesse per qualsiasi argomento relativo agli “spiriti guida”, che magari avevano cercato per un’intera esistenza.

Ho cercato a lungo le cause di queste posizioni tanto differenti, anche dentro di me, e la risposta che ho avuto dagli stessi maestri rappresenta anche il segreto più grande per imparare a entrare in contatto con l'aldilà.

Si tratta della capacità di avere torto.

È questa una capacità davvero sottovalutata in un ambito, quello della spiritualità, dove invece si cerca sempre di avere ragione, nel quale si crede sempre di sapere, perché qualcuno ce l’ha detto, perché così magari è stato fino ad ora. E invece ho visto chiaramente che quando non riuscivo a parlarci era sempre stato perché non volevo avere torto su qualcosa, su una storia che mi raccontavo, un’illusione che volevo tenere in piedi, un bisogno che non volevo ammettere di avere. Così come tutti coloro che non riuscivano a parlarci non volevano avere torto su qualcosa che li definiva o, nel caso di quelli che perdevano interesse nella tecnica, non volevano aver torto su cosa fosse uno "spirito guida”.

Sebbene io sia cosciente della possibilità di essere fuorviati dalla definizione "spiriti guida" i "maestri" non sono "spiriti” nel senso più comune del termine, non sono “persone ” trapassate o maestri ascesi, come ci si aspetterebbe o come si vorrebbe credere. Non sono i cosiddetti angeli custodi. Rappresentano invece proiezioni di una nostra parte più alta, saggia, fuori da spazio e tempo, una sorta di grande navigatore satellitare in grado di fornirci spiegazioni, indizi, in grado addirittura di promuovere delle sincronicità. Il che le rende per me interessanti tanto quanto il possibile contatto con qualche trapassato, eppure per tanti può essere invero una grande delusione pensare «Ma allora sono solo IO?» come se “io” non fosse abbastanza grande da poter giustificare di avere qualche capacità in più di quelle che si crede normalmente di avere. Anche io ho dovuto imparare ad avere torto sul fatto che fossero “altri” che parlavano, nonostante parecchi anni prima di conoscere Igor fossi capace di vederli nella realtà.

È davvero difficile credere che siamo più grandi di quel che crediamo, ed è difficile rendersi conto che molte delle figure cui diamo potere (reali o spirituali che siano) rappresentino in realtà solo un testimone esterno sul quale proiettiamo quel nostro effettivo potere che i miei maestri chiamano “la grandezza”, arrivando anche a far accadere prodigi dei quali diamo sempre però la responsabilità all’esterno.

Quel «Sono solo io?» rappresenta l’eterno cruccio di chi si cimenta con i maestri invisibili e in generale di chi ha a che fare con materie delicate quali il lavoro con la coscienza e con le dimensioni superiori, e ha il sapore dell’incapacità e a volte anche dell’indisponibilità a credere di essere qualcosa di più di un semplice corpo, di una mente, di un carattere ben definito con il quale si è totalmente identificati; ha il sapore amaro di qualche desiderio o avversione ai quali non si vuole o non si può rinunciare.

Eppure, essere di più, crescere, nelle parole dei miei stessi maestri e in generale di molte delle discipline alle quali mi sono dedicato, è non solo nella nostra natura ma anche nella natura stessa del cosmo, dell’energia universale, ed è dunque non solo un diritto ma anche in un certo senso un dovere di ciascun essere umano. Non cogliere questa possibilità non è solo doloroso ma anche, alla lunga, dannoso per noi, per gli altri, per tutto il sistema in cui siamo immersi.

Molto spesso mi sono trovato in situazioni stagnanti nelle quali la crescita era impedita da fattori “esterni”, o almeno così mi sembrava, fin quando gli “spiriti guida” non sono intervenuti facendomi ragionare sempre e soltanto sul fatto essenziale che ogni ricercatore dovrebbe porre al centro della sua esperienza; l’esterno e l’interno sono sempre collegati (tutto è parte psichica, come ripeteranno di continuo in questa avventura), eternamente in relazione, e tra i due mondi — quello interiore e quello esteriore - esiste un’osmosi che in sé è il vero segreto della crescita interiore. Non solo. La differenza fra esterno e interno è tutta da definire, continuamente mutevole e mai stabile.

Questo libro allora è dedicato a tutti quei coraggiosi che prendono la vita come una serie continua di possibilità, come un continuo presentarsi di occasioni per essere di più, comprendere di più e scoprire di più su questo elusivo rapporto fra l’interno e l’esterno. E un libro delicato perché nasce da un periodo della mia vita molto sofferto.

Pur non amando molto le autobiografie, ho cercato di mantenere comunque alcuni dettagli della mia situazione per rendere più chiara quella meravigliosa dinamica che si instaura tra i propri maestri invisibili e la vita quotidiana, memore del fatto che il rapporto con lo spirito, se non migliora e non dà più potere sulla vita reale, rimane alla stregua di un gioco fantastico, tutt’al più una consolazione per anime doloranti, e che fin quando non diviene strumento di crescita non esprime mai del tutto la sua funzione.

Buona crescita dunque, e buona lettura.

Il Libro della Grandezza

Dialoghi con i maestri invisibili

Andrea Panatta

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