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Astrologia e tema natale - Estratto da "Simbologia di Venere"

di Lidia Fassio 6 mesi fa


Astrologia e tema natale - Estratto da "Simbologia di Venere"

Leggi l'introduzione del libro di Lidia Fassio e scopri caratteristiche e potenzialità del pianeta Venere per la propria crescita interiore

Come ho già avuto modo di illustrare, i pianeti personali - Mercurio, Venere e Marte - sono così chiamati perché accompagnano l'Io nella sua lenta e graduale strutturazione e crescita, a partire dal momento in cui inizia a formarsi e per tutta la durata della vita.

Se i due luminari, Luna e Sole, rappresentano il nucleo centrale della nostra personalità - dotato di una parte ricettiva e sensibile a energia yin, ben sintetizzata dalla Luna, e di una parte attiva e dinamica a energia yang, rappresentata dal Sole - l’Io ha comunque bisogno di appoggiarsi anche a questi tre archetipi personali, che prestano la loro collaborazione affinché l’individuo riesca a orientarsi, adattarsi e inserirsi a pieno titolo nel consorzio umano, conquistando ciò che serve alla crescita e all’affermazione della personalità. Vassalli dei luminari, Mercurio, Venere e Marte sostengono quindi l’Io nel delicato processo di riconoscimento di sé e di adattamento e crescita, agendo tra loro in successione e in stretta interdipendenza e collaborazione.

Venere, in quanto pianeta personale, si occupa dunque della nostra identità. Anzi, è decisamente fondamentale nella sua formazione: una corretta lettura di ciò che ci dice attraverso il nostro tema natale è quindi imprescindibile affinché ci presti il suo prezioso aiuto nel cercare autenticità e verità. In effetti, è proprio attraverso Venere, l'amore e la relazione con l'altro che possiamo scoprire meglio chi siamo; il problema è che la proiezione che facciamo sul partner ci abbaglia al punto da pensare che ciò che vediamo appartenga effettivamente all'altro, senza accorgerci che invece ha il volto dei nostri fantasmi peggiori o delle qualità che dobbiamo sviluppare. Di qui, la necessità di procedere a un esame dettagliato e approfondito di questo archetipo, in maniera da poterlo conoscere in profondità e utilizzarne al meglio le grandi potenzialità.

Come tutti i pianeti — esclusi i luminari — Venere ha tre sedi. La prima è in Toro, sede in cui simboleggia la costruzione del senso del proprio valore personale, così come nasce e cresce all'interno di ognuno di noi. Da questa fondamentale traccia iniziale si formerà lentamente una prima immagine di sé, che sarà di importanza cruciale perché farà sentire l'individuo amato o, al contrario, non degno di esserlo. Conosciamo fin troppo bene i problemi di chi non si è sentito amato: individui che si trovano, a volte per tutta la vita, ad avere un bassissimo senso del valore di sé e a pensare di essere inadeguati dal punto di vista relazionale.

Peter Schellenbaum parla di un vero e proprio “marchio” prodotto dalla mancanza d’amore. Pertanto, quando analizziamo la Venere astrologica dobbiamo contemporaneamente valutare la casa li, perché le prime tracce del senso del valore di sé e di autostima si costruiscono in quella sede, attraverso i pianeti che hanno colà i propri domicili: x e Venere. Lesioni sulla casa ii e su Venere tendono a fotografare un ambiente che non ha confermato il soggetto e che anzi gli ha trasmesso valori non adatti a lui, probabilmente inducendolo — pur di sentirsi amato e riconosciuto — a tradire se stesso e a portare con sé grandi ferite narcisistiche.

La mancanza d’amore o il ricevere un amore non corrispondente ai propri bisogni provocano una traccia profonda e difficile da superare, poiché anche da adulti sollevano costantemente dei dubbi rispetto alla possibilità di essere amati. Non essere stati valorizzati equivale a non essere riconosciuti, e questo lascia un grande senso di inadeguatezza e l’idea di non avere sufficienti risorse per affrontare la vita e l’amore. In casa ii si forma il valore di sé partendo proprio dall’idea di essere piaciuti e di essere stati amati: questi sentimenti sono importantissimi per integrarsi affettivamente nell’ambiente e per comprendere e strutturare quei valori personali che da adulti dovranno guidare le nostre scelte.

Il secondo domicilio di Venere è nel segno del Cancro - cosignificante della casa IV — dove incontra la Luna. Questa fase è molto importante perché consente al bambino di costruire dentro di sé la costanza oggettiva, introiettando gradualmente le figure protettive parentali. Tale delicato passaggio gli consentirà di mantenere la stabilità emotiva anche quando le figure di riferimento si assentano per brevi periodi. In pratica il bambino introietta la stabilità della relazione e non ha più paura di essere abbandonato. In questa fase il piccolo entra in relazione con il padre e quindi esce dalla diade mamma-figlio per avventurarsi nel primo grande triangolo della vita che aprirà la strada alla fase edipica.

In pratica in questo secondo domicilio Venere contribuisce a strutturare il senso di identità, consentendo al bambino di entrare nella prima vera relazione: egli chiude infatti con le istanze fusionali e si mette in gioco sentimentalmente, scambiando affetti ed emozioni con entrambi i genitori. Ovviamente in questa sede introietta anche i valori familiari e distingue sempre più ciò che lo gratifica da ciò che lo fa star male.

Il domicilio primario di Venere è però in Bilancia e nella cosignificante casa VII, vera e propria sede relazionale. Qui ritrova X come secondo pianeta, ma trova anche Urano - che il mito vuole suo padre - con tutti i suoi simboli di diversità e di bisogno di separazione e individuazione (pur trattandosi sempre di un pianeta che guarda ai rapporti umani e alla cooperazione). Il soggetto è qui chiamato a mediare con i bisogni degli altri, in particolare con quelli delle persone con le quali intreccia relazioni. Per far questo dovrà imparare l’arte del compromesso, riconoscendo che la diversità altrui è interessante e fornisce stimoli e desiderio di conoscenza.

Mettere in comune potenzialità, condividere progetti e scambiare sentimenti sono le prerogative di Venere in questa sede. Per far questo bisognerà acquisire un senso di etica e definire una scala di valori personali che guideranno l’individuo nelle tante scelte della vita. In questa sede Venere favorisce relazioni basate sulla pariteticità e sulla negoziazione dei bisogni individuali, il che spingerà a lavorare per ritirare le proprie proiezioni in modo da creare rapporti scevri da aspettative e pretese non plausibili. In questo strano gioco di specchi ognuno imparerà a riconoscere le parti di sé che erano state accantonate e rifiutate iniziando così il vero processo di individuazione.

La difficoltà nell’instaurare buone relazioni si annida proprio nella problematicità dell’accettare che, nonostante si voglia fare un percorso insieme, si è due persone distinte e separate. Venere in Bilancia non ammette stati di fusionalità in cui l’altro diventa una sorta di proprietà o di propaggine di sé, e la cui la visione è deformata da continue manipolazioni. L’amore ha bisogno di distacco perché solo così ognuno può continuare a nutrire la propria identità pur condividendo affetti e progetti con un altro essere umano.

Se Venere ha lesioni nel tema o se vi sono opposizioni sull’asse I-VII è probabile che vi siano residui di dipendenza affettiva che mettono a dura prova il distacco e la maturità necessari a comprendere che l’altro non è lì per noi, ma vuole semplicemente fare un tratto di strada insieme a noi. Venere vuole relazioni mature, e per ottenerle ha bisogno che gli individui siano due, fuori dall’illusione delle due metà che si completano a vicenda.

Venere si trova quindi per due volte legata a X in Toro (segno in cui c’è l’esaltazione di Giove) e in Bilancia, dove incontra anche Urano, e una volta in Cancro dove si lega alla Luna.

Come meglio vedremo nel prosieguo, nella prima sede si trova nell’elemento Terra, nella seconda in Acqua e infine nel suo elemento privilegiato: l’Aria. Per le prime due volte è in segni governati da energia yin, mentre in Bilancia l’energia è yang. Sappiamo che l’elemento Aria è mentale, razionale e relazionale, ma anche che è attivo: il mito ci dice che è sempre Venere a scegliere e ad attrarre l’altro, e questo ci consente di comprendere che l’amore non è qualcosa “che capita”, ma qualcosa cui l’anima anela; per ottenerlo, essa si muove e produce richiami molto precisi che qualcuno interpreterà in maniera altrettanto precisa.

L’Aria vuole essere in relazione. Noi nasciamo in relazione e dovremmo venire al mondo sotto la spinta di un atto d’amore; in seguito dovremmo vivere all’interno di una relazione d’amore di cui far parte a tutti gli effetti. L’amore ci rende straordinari poiché ci mette in grado di catturare suggestioni altrimenti sconosciute e di vivere al meglio del nostro potenziale. Ma quando l’amore non c’è ricadiamo nell’ordinarietà e nel limite. Il compito dell’amore è di portarci oltre noi stessi, o meglio oltre il territorio conosciuto: in una parola, come vogliono sia Venere che la Bilancia, l’amore vuole portarci a desiderare nuovamente completezza e armonia.

Dal suo domicilio primario in Bilancia, Venere ci ricorda che le relazioni sono basate su gusti personali, su scelte razionali e sulla capacità di valorizzare prima se stessi e poi gli altri; e che sono mosse dal desiderio di superare quel senso di separazione che l'Io sperimenta dalla nascita in poi cercando punti di condivisione con le persone che ci piacciono, che amiamo e con le quali desideriamo entrare in un rapporto di reciproco scambio e di cooperazione. In questo Venere è inconfondibilmente diversa dalla Luna, che invece ricerca sempre la fusione emotiva sperimentata nella diade madre-bambino; Venere ha bisogno di relazioni paritetiche, che possono instaurarsi solamente qualora entrambi gli individui abbiano acquisito il senso di separazione e cerchino spazi di condivisione all’interno della diversità reciproca; nel tema natale ci mostra ciò che intendiamo per amore, ma questa parola non avrebbe alcun senso se non fosse stata sperimentata nell’infanzia sotto forma di abbracci, calore, desiderio di scambio e sensazioni di piacevole benessere.

Purtroppo però, se — nella primissima parte della vita - quando il bambino cominciava a manifestare i suoi gusti e i suoi desideri, questi non sono stati rispettati; o peggio, se ha avuto la sensazione che fossero sbagliati, l’Io avrà lavorato per rimuoverli, falsarli e sostituirli con altri maggiormente accettati da chi si prendeva cura di lui.

Questa è una delle motivazioni per cui da adulti, nonostante ciò che crediamo a livello cosciente, possiamo trovarci a conquistare persone e attrarre situazioni che poi non producono alcun benessere perché in esse non ci sentiamo valorizzati o non riusciamo a sentire l’unione, ma solo la solitudine. Ogni volta che facciamo una scelta sbagliata sperimentiamo una sorta di malessere interno, che genera un senso di svuotamento; è allora che dobbiamo riflettere sui gusti e sui valori, nonché sulle ragioni per cui attraiamo ciò che non va bene per noi e che sembra sottrarci valore anziché aumentarlo.

Venere ci può aiutare perché il segno che la ospita nel nostro tema natale può indicarci quali sono le cose che dobbiamo ricercare per rientrare in contatto con lei.

Quando i nostri gusti sono stati messi in scacco o alterati, vengono sostituiti da quelli di altre persone e noi li facciamo in qualche modo “nostri”; ma, non appartenendoci realmente, finiremo per percepire una sensazione di non verità e infedeltà nei confronti del nostro interno profondo. Le conseguenze più gravi sono però subite dal nostro senso di identità perché, non essendoci dato sapere con precisione cosa vogliamo, il più delle volte finiamo per essere orientati, o meglio depistati, da chi ci sta intorno.

Per poter scegliere abbiamo bisogno di una scala personale di valori e di decidere razionalmente cosa è importante e valido per noi. Venere ha il suo primo domicilio in un segno d’Aria perché tutto quello che la riguarda deve giungere da un atto cosciente: l’amore stesso deve basarsi su una scelta e una valutazione, al contrario dell’innamoramento che è una pulsione che deriva direttamente dall’inconscio e soddisfa anche un bisogno collettivo, quello della riproduzione (casa v).

Come avremo modo di vedere, nel mito di Afrodite ci sono alcuni punti interessanti da analizzare a livello psicologico per meglio capire questo archetipo. Afrodite sceglieva sempre, non veniva mai scelta: era lei che sfoggiava il portentoso cinto magico che la rendeva irresistibile agli occhi di chi desiderava conquistare. Tuttavia, per colpire il cuore dell’altro e far scattare la scintilla dell’amore e la voglia di relazione, doveva rivolgersi a Eros, poiché era lui che possedeva le frecce ed era l’unico che poteva lanciarle. Ciò significa che tra il momento in cui si vede l’altro e quello dello scatenarsi del desiderio - che prelude al sentimento - deve passare del tempo; a livello simbolico, questo spazio esprime la riflessione in cui entrano in gioco la ragione e i valori che favoriranno o meno la scelta.

L’amore - ci dice il mito - esige riflessione; senza la necessaria valutazione delle reali capacità di accettazione di sé e dell’altro, non si passerà mai dallo stato di innamoramento a quello di amore, e mai si arriverà a una vera relazione adulta.

Ecco perché Venere è un pianeta personale: perché ha a che fare con la conoscenza e con la coscienza. Amare e attrarre l’altro a sé hanno lo scopo di aumentare il senso di conoscenza personale, poiché ciò che ci attrae è ciò a cui diamo valore, nonché il riflesso di qualcosa di profondamente nostro, che possiamo scoprire proprio attraverso lo specchio che l’altro costituisce. Se c’è corrispondenza tra l’interno e l’esterno troveremo gratificazione, aumento dell’autostima e senso di benessere e di identità; se invece ciò che attraiamo e portiamo a noi non ci gratifica, significa che l’interno e l’esterno non corrispondono e quindi stiamo ancora valorizzando qualcosa che non ci appartiene, che magari viene esaltato dalla società ma che non coincide con i nostri valori personali, che resteranno quindi disattesi e denigrati.

Anche a livello affettivo le cose possono complicarsi se abbiamo introiettato l’amore in modo ambiguo o falsato, oppure se lo abbiamo legato in qualche modo alla sofferenza, all’umiliazione, al sacrificio, al potere o alla violenza. In tal caso, il nostro senso di integrità e di valore sarà stato tradito, e ciò che intenderemo come amore ne sarà solo una brutta copia, contrabbandata per buona; questo, purtroppo, non solo ci porterà ad attirare persone che non ci piacciono e non ci gratificano, ma vivremo anche un senso di profonda svalutazione e la percezione di non avere il diritto a essere amati e accettati, minando ulteriormente il nostro senso di autostima.

Il potere seduttivo di Venere è un gioco sottile e prezioso poiché ci spinge verso atteggiamenti e qualità personali che ci attraggono e di cui l’altro è assolutamente ignaro, anche se investito dalla proiezione che si fa complice del nostro bisogno di conoscenza. Il potere seduttivo si attiva attraverso lo sguardo, al punto che Platone parlava dell’amore come della malattia degli occhi poiché — secondo lui — l'amore scatta quando si stabilisce un legame tra la forma interna e la forma esterna, ovvero tra l'immagine di una figura amata e interiorizzata a suo tempo e il suo risuonare improvviso all’esterno.

Tuttavia, se l’immagine interna è deteriorata, quello che accadrà all’esterno sarà altrettanto degradato ed ecco perché questo pianeta personale - più di altri - utilizza il meccanismo della proiezione: un meccanismo che consente di rimettere in scena un certo tipo di relazione con il solo intento di riportare alla luce l’immagine interiorizzata e permetterci di risanare i nostri gusti personali e il nostro senso di valore.

In astrologia, analizzando il simbolo di Venere nel segno e nella casa in cui si trova, possiamo farci un’idea precisa delle cose che possono piacere a quella persona e che essa dovrà portare nella sua vita per incrementare il senso di valore, benessere e autostima.

A Venere si associa anche quella zona della nostra psiche che è preposta all’incontro con l’altro, all’altruismo e alla condivisione: la prima testimonianza letteraria in cui si parla di altruismo è il poema di Gilgamesh, scritto in sumero intorno al 2200 a.C.; esso narra le grandi gesta compiute da Gilgamesh per ritrovare il fedele compagno Enkidar nell’Oltretomba e riportarlo a nuova vita. Nel tempo le grandi religioni hanno operato instillando negli uomini e nelle società il senso di solidarietà tra le persone a scapito della competitività.

John C. Eccles — premio Nobel per la fisiologia del cervello — sostiene che a livello cerebrale le aree destinate all’affettività e alla solidarietà nel corso dell’evoluzione si sono di molto accresciute rispetto a quelle preposte all’aggressività, e questo ha consentito l’affermarsi costante sia della cultura che dei rapporti.

Buoni aspetti di Venere nel nostro tema natale ci rimandano a una relazione primaria sana in cui ci siamo sentiti amati, valorizzati e accettati, e in cui è stato possibile creare un buon senso di fiducia personale e di autostima: questa sarà la premessa fondamentale per creare rapporti in cui sentirsi bene e scambiare ciò che si è e si ha. Infatti, chi ha introiettato l’amore all’interno di una relazione valida e rispettosa dei desideri, dei gusti personali e, più avanti, della libertà, vive con la sensazione di essere amato e stimato in quanto persona; questa sarà la garanzia maggiore che lo proteggerà da situazioni che possano sminuire il suo valore e saprà riconoscere quando masochismo, vittimismo e strani giochi di potere vengono contrabbandati per amore.

Una Venere molto lesa nel tema natale ci rimanda invece a sensazioni di non amore, di disvalore e di non accettazione, e questa modalità creerà una traccia che diventerà il radar con cui cercheremo le relazioni e l’affetto; rimettendo in scena situazioni simili, avremo la possibilità di ridefinire gusti, valori e confini personali, gli unici che consentono una reale condivisione di spazi affettivi e intimi con un’altra persona, nel pieno rispetto dell’integrità e dell’armonia interna.

Non possiamo dimenticare che la parola “amore” non esiste se non contempla libertà personale, valore e integrità: in una parola deve contemplare la propria e l’altrui individualità.

Simbologia di Venere

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Lidia Fassio

Lidia Fassio è stata allieva di Lisa Morpurgo nel gruppo di Milano e si interessa di astrologia da più di quarant’anni. Ha fatto studi di Filosofia a indirizzo psicologico conseguendo in seguito varie formazioni. Si occupa da anni di Psicosomatica, di Mitologia e di...
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