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Arriva internet - Estratto da "Il Metodo Aranzulla"

di Salvatore Aranzulla 1 anno fa


Arriva internet - Estratto da "Il Metodo Aranzulla"

Leggi un estratto dal libro di Salvatore Aranzulla e scopri i suoi segreti per creare un business online redditizio e di successo

Quando avevo all'incirca dodici anni, i miei amici e compagni di scuola iniziarono ad avere i primi computer in casa. Anche loro, proprio come era successo a me agli inizi, nella maggior parte dei casi brancolavano nel buio, non sapevano dove mettere le mani, e alla loro fascinazione nei confronti di quella "scatola magica" non corrispondeva una conoscenza del mezzo e delle sue potenzialità.

Rispetto a loro - grazie alla guida che mi aveva regalato l'amico di mio padre, e che avevo ormai letteralmente consumato - avevo qualche anno di esperienza in più e mi offrii subito di aiutarli nei loro primi esperimenti con l'informatica.

Stai leggendo un'anteprima del libro

Il Metodo Aranzulla

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Salvatore Aranzulla

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Spesso, dopo la scuola, i miei amici venivano a casa mia, dove spiegavo loro i primi rudimenti, li aiutavo a fare gli aggiornamenti di sistema, a installare i programmi e le periferiche; a volte facevo alcune implementazioni sull'hardware (aumentavo la RAM, per esempio). Altre volte, invece, per i casi più complicati, ero io ad andare da loro e mi portavo a casa le macchine per fare alcuni interventi di manutenzione o riparazione. Insomma, nel giro di poco tempo ero diventato un giovanissimo tecnico a domicilio per i ragazzi di Mirabella Imbaccari e le loro famiglie.

Non ero ancora un divulgatore informatico e tecnologico (ma lo sarei diventato presto), eppure già all'epoca mi resi conto che c’era una ricorrenza nelle problematiche che mi venivano presentate dagli amici.

In sostanza, capii una cosa che si sarebbe rivelata fondamentale per la creazione del mio sito, e per quella che sarebbe diventata la mia attività principale: nel mare magnum dei dubbi informatici, c'erano casistiche e domande che si presentavano con maggiore frequenza rispetto ad altre; c’erano delle esigenze condivise che si esplicitavano sempre con la formulazione degli stessi quesiti. Fu un'intuizione fondamentale, ma questo è un punto che avremo modo di approfondire più avanti.

In quegli anni io e gli altri ragazzi di Mirabella Imbaccari facemmo un'altra scoperta, destinata a cambiare le nostre vite (la mia di sicuro, almeno): internet. Non esagero quando parlo di "scoperta" - anche se eravamo nei primi anni Duemila e non degli anni Novanta -, perché dovete considerare che nel paesino in cui sono nato e cresciuto, fino al 2008, c'erano solo connessioni 56K, mentre l'Hdsl era un privilegio che poteva permettersi soltanto il Comune. Anche la mia scuola aveva una connessione Hdsl, ma questa era riservata agli uffici e alla segreteria, mentre i computer destinati alla didattica - gli unici ai quali potevamo accedere noi studenti - non erano connessi alla Rete. Un particolare, quest'ultimo, che fu motivo di alcuni "attriti" tra me e il corpo docente, come avrò modo di raccontare tra poco.

Proprio come avevo fatto anni prima per comprendere il funzionamento di un computer e le basi della trasmissione dei dati, mi documentai sui meccanismi che governano internet, sul modo in cui fosse possibile connettere un pc a un server per accedere istantaneamente a un numero inimmaginabile di informazioni e contenuti. Come sempre, mi posi una serie di domande: come accedere a internet da casa? Come fare per collegare il mio computer al resto del mondo? Capii che avevo bisogno di un modem e me ne procurai uno, che collegai alla linea telefonica di casa. Già: a quei tempi connettersi alla Rete equivaleva a fare una telefonata.

È inutile dire che mi si apri un mondo. Tornato da scuola, dopo aver fatto i compiti, passavo ore intere nella mia camera, finalmente collegato al web. Frequentavo principalmente forum e siti d’informazione tecnologica e informatica, anche se non c'era certo l'imbarazzo della scelta, perché le chat e i forum il più delle volte non erano "tematici", ma si limitavano a mettere in collegamento le persone e permettergli di parlare, conoscersi (e a volte insultarsi a vicenda, purtroppo).

Frequentavo in particolare mIRC, un sistema di chat molto popolare sviluppato nel 1995. Già molto prima dell'avvento dei social network e del web 2.0, internet era una risorsa importante per conoscere nuove persone che abitavano a chilometri o miglia da casa mia. Parlavo con ragazzi di ogni parte d'Italia, e ancora oggi, a distanza di anni, coltivo quelle amicizie nate sul Web, che si alimentavano giorno dopo giorno di chiacchierate davanti alto schermo.

Ma c'era anche il rovescio della medaglia e i primi guai erano dietro l'angolo.

Tra questi c'era una bolletta del telefono milionaria, che corrispondeva all'incirca allo stipendio di mio padre. Come potrete immaginare, i miei genitori non la presero affatto bene e optarono per una soluzione drastica ed efficace: mi tagliarono il filo del modem...! Per fortuna avevo un altro cavo che nascondevo gelosamente nel mio zaino (i miei lo avrebbero reciso di sicuro, se lo avessero trovato), così continuai a connettermi alla Rete, limitando però la durata delle navigazioni e collegandomi quando gli altri non erano in casa, visto che il computer era in camera mia e l'attacco del cavo si trovava nell'altra parte dell'appartamento.

Anche i miei fratelli Giuseppe ed Elia iniziarono a collegarsi in quel periodo, ma per la gioia e la fortuna dei nostri genitori lo facevano con molta più parsimonia rispetto al sottoscritto. Comunque poco dopo arrivarono le tariffe flat che permettevano di navigare - magari solo in alcune fasce orarie - a fronte di un pagamento fisso mensile. Una vera e propria manna dal cielo per molti utenti e in particolar modo per le tasche dei miei genitori...

Ma come preannunciavo qualche riga fa, i consumi telefonici e le bollette non furono l'unico problema causato dalla mia neonata passione per il web, perché a scuola compii il mio primo, piccolo atto di hackeraggio informatico.

Durante le ore scolastiche, infatti, gli studenti avevano accesso ad alcuni computer non connessi a internet, un fastidioso dettaglio che stimolò la mia curiosità e mi spinse a trovare una soluzione al problema: dopo aver navigato su alcuni forum ed essermi informato, capii come forzare e superare il proxy della scuola (semplificando, un proxy è un server che fa da intermediario e filtra le richieste di un client per accedere ad altri server).

Smanettando un po' riuscii ad aggirare il blocco e a collegare i computer in una rete locale, permettendo a me e ai miei compagni, tra le altre cose, di giocare ad Age of Empires, un gioco online multiplayer molto popolare il cui obiettivo era ricostruire un'antica civiltà. Fu una mossa che mi inimicò gli insegnanti e il preside della scuola, ma in fondo si trattò solo di una piccolissima e innocua prova di hackeraggio che mi diede modo di accrescere le mie conoscenze della Rete e fare nuove sperimentazioni.

Soprattutto, mi permise di comprendere meglio alcuni aspetti della sicurezza informatica che poco dopo avrei approfondito e che mi avrebbero dato i primi accenni di notorietà. Ma anche di questo parlerò a breve.

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Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla

Salvatore Aranzulla è il fondatore di uno dei 30 siti più visitati in Italia e da anni è un punto di riferimento per milioni di italiani che ogni giorno hanno a che fare con i piccoli problemi o le grandi insidie del mondo hi-tech.
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