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Anteprima Rivista L'Altra Medicina Numero 12

  2 anni fa



La rivista "L'Altra Medicina" - N.12 - Ottobre 2012. In esclusiva per i visitatori Macrolibrarsi, uno degli articoli contenuti in questo numero - Perché non provarele alternative vegetali al latte vaccino?.

Tutti noi siamo cresciuti bevendo grandi quantità di latte vaccino. Al giorno d’oggi, però, sono possibili altre scelte, con meno grassi e tante proprietà nutritive.

Il latte vaccino contiene molti nutrienti importanti per la nostra alimentazione; tuttavia, a detta di molti esperti, ne possiamo anche fare a meno. Le ragioni sono molteplici: le intolleranze sempre più diffuse (come quella al lattosio), le tecniche di produzione industriali (gli allevamenti intensivi fanno largo utilizzo di antibiotici e la pastorizzazione distrugge buona parte dei nutrienti), il crescente numero di persone che sceglie un’alimentazione vegana, le nuove teorie che sostengono che bere latte non preservi dall’osteoporosi ma anzi ne aumenti statisticamente l’incidenza sui consumatori abituali, la comprovata aumentata correlazione tra i consumatori maschi di latte e l’incidenza del cancro alla prostata, le recenti dichiarazioni di medici che sostengono, spiegazioni ed evidenze scientifiche alla mano, l’inutilità e la dannosità del latte vaccino nell’alimentazione umana, in particolare per gli adulti. 

Indice dei contenuti:

Che cos’è l’intolleranza al latte?

Quando si parla di intolleranza al latte, nella maggior parte dei casi si fa riferimento alla situazione in cui l’intestino non è in grado di scomporre il lattosio ai fini della digestione. L’intolleranza al lattosio, uno zucchero complesso, è provocata dalla carenza della lattasi, l’enzima che nell’intestino rende assorbibile questo “zucchero del latte”. In genere i bambini possiedono questo enzima, che però può diminuire nel corso dell’età adulta. Il lattosio non è solo presente nel latte vaccino, ma anche (in percentuali leggermente diverse) nel latte di capra e nel latte di pecora, ma anche nello yogurt e in diversi tipi di formaggi freschi, come la ricotta. I sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio sono dolori addominali, meteorismo e diarrea, causati dalla fermentazione del lattosio non digerito che provoca la produzione di gas e di altre sostanza dannose all’organismo. 

L’ampia gamma di latti “verdi” 

I latti vegetali rappresentano una valida alternativa in caso di intolleranza al lattosio. Tra i più conosciuti tipi di latte vegetale troviamo il latte di riso, il latte di soia, il latte di mandorle, quelli di avena e di cocco. Negli ultimi anni, grazie ad alcuni produttori e alla maggior diffusione dei negozi di alimentazione naturale e di prodotti da agricoltura biologica, è diventato relativamente semplice trovare in commercio anche altri tipi di latte da cereali come il latte d’orzo, il latte di mais, quelli di farro, di kamut e di miglio. Su qualunque latte vegetale ricadrà la vostra scelta, il consiglio è quello di scegliere prodotti da agricoltura biologica e non dolcificati (alcuni produttori, infatti, per ottenere un gusto omogeneo aggiungono dolcificanti di vario tipo). Un altro elemento che vale la pena prendere in considerazione quando si legge l’etichetta è il contenuto di sale (sodio) e l’eventuale presenza di grassi aggiunti. 

L’ampia scelta disponibile consente quindi ormai a chiunque, anche se soggetto ad altre intolleranze – come quella al glutine o alla soia o allergie –, di poter scegliere un latte vegetale adeguato alle proprie necessità. Vediamone alcuni. 

RISO 

È un ottimo sostituto del latte, è ricco di zuccheri semplici, è il latte meno grasso, contiene fibre, vitamine (A, B, D, minerali); quello in commercio contiene anche oli, solitamente olio di girasole (verificare che sia anch’esso biologico e spremuto a freddo). Può essere utilizzato insieme al latte di soia per godere degli ottimi benefici di entrambi. Se si desidera sperimentare un latte di riso completamente naturale, si può provare a farlo in casa in modo artigianale seguendo la ricetta riportata nel box alla pagina seguente. In commercio si trova anche il latte di riso basmati, dal sapore caratteristico. 

SOIA 

È meno calorico e più ricco di proteine del latte di riso e anche degli altri tipi di latte vegetale; inoltre la soia ha la caratteristica di ridurre il colesterolo LDL, quello “cattivo”. Contiene fibre, vitamine A, E, B, minerali (il ferro addirittura in quantità doppia rispetto al latte vaccino, mentre il calcio viene spesso addizionato). Rispetto al latte vaccino, il latte di soia ha un contenuto di grassi di poco superiore a quello del latte parzialmente scremato (e comunque inferiore a quelli del latte intero). I grassi contenuti sono prevalentemente polinsaturi, omega-3 compresi (i grassi saturi sono molto ridotti). Anche il latte di soia può essere preparato in casa utilizzando le apposite macchine in commercio, oppure artigianalmente. In particolare per il latte di soia si consiglia fortemente la scelta del tipo biologico, anche perché oltre a non contenere residui di pesticidi e residui chimici, si evita il rischio che contenga soia OGM (geneticamente modificata). 

AVENA 

Un altro tipo di latte vegetale interessante, anche per chi ha problemi di arteriosclerosi, è il latte di avena, in grado anch'esso di ridurre il colesterolo LDL. Possiede un limitato contenuto di grassi, è poco calorico e contiene fibre, vitamina E e acido folico. Ha delle analogie con il latte di riso (con un gusto meno dolce) in quanto ricco di zuccheri semplici che forniscono energia disponibile subito. Anche in questo caso la quantità di proteine è ridotta, inferiore al latte vaccino. Anche il latte di avena in commercio contiene oli aggiunti, generalmente di girasole. Controllate infine sull’etichetta che l’olio di girasole sia spremuto a freddo e di origine biologica. Attenzione alla presenza di altri oli vegetali non specificati.

MANDORLA 

Alimento ricco dal punto di vista nutrizionale, le mandorle contengono vitamine del gruppo B, vitamina E, grassi polinsaturi, magnesio, ferro, potassio, rame e fosforo. Hanno proprietà antiossidanti, un buon potere energetico e sono ben digeribili. La loro assunzione apporta benefici alla salute dell’apparato cardiovascolare. È consigliabile consumare mandorle con regolarità (e moderazione) insieme ad altra frutta secca, per esempio a completamento della colazione, anche sotto forma di latte. Infatti con le mandorle si prepara un latte ricco di proprietà benefiche, dal sapore gradevole. L’apporto proteico è più basso di quello del latte vaccino o del latte di capra, paragonabile al latte di riso. 

COCCO 

Il latte di cocco si ottiene dalla spremitura della polpa di cocco insieme all’acqua con successiva filtrazione e non va confuso con l’acqua che si trova all’interno della noce, anch’essa in commercio e comunque molto interessante per le sue proprietà benefiche. Questo latte, pur non contenendo lattosio, abbonda di acido laurico, presente anche nel latte umano, caratterizzato da proprietà benefiche per la salute delle ossa. Il latte di cocco è ricco di fosforo e potassio, zuccheri semplici, vitamine del gruppo B e C, oligoelementi e sali minerali ma è molto calorico: contiene infatti circa 230 kcal ogni 100 g, contro le circa 60 calorie del latte di riso e del latte vaccino intero. 

Intolleranti al lattosio: lo sapevate?

Oltre all'ampia scelta di latte vegetale descritta, alcuni formaggi non contengono lattosio perché durante il processo di fermentazione a cui sono stati sottoposti questo è stato scomposto e reso digeribile: tra questi il parmigiano reggiano, il pecorino, ma anche il taleggio, la scamorza, il provolone.

Non è necessario essere vegani per bere i latti vegetali

I vari tipi di latte vegetale non contengono lattosio, né caseina, né colesterolo, ecco perché sono una valida alternativa al latte vaccino anche per chi non è vegetariano/vegano, ma è intollerante al lattosio, o allergico alla caseina, oppure abbia fattori di rischio cardiovascolare.

Articolo tratto da...

L'Altra Medicina N. 12 - Ottobre 2012

La salute naturale raccontata dagli esperti

Con l’uscita di questo numero dell’Altra medicina magazine, il dodicesimo, festeggiamo il nostro primo compleanno. Di solito, negli ambienti editoriali, un anno è un periodo sufficiente per tirare le prime somme, per verificare se l’ambizioso progetto di una nuova rivista sia stato un’idea vincente oppure un flop colossale. Ebbene, grazie al sostegno di ognuno di voi possiamo dire che L’altra medicina magazine è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo, senza sgomitare o strillare, soltanto con il lavoro quotidiano in redazione e il contributo insostituibile dei nostri tanti e autorevoli collaboratori.

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