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Quantum Entrainment, una nuova idea con radici antiche

di Maria Grazia Parisi 5 anni fa


Quantum Entrainment, una nuova idea con radici antiche

La rivista "L'Altra Medicina" - N.10 - Luglio 2012. In esclusiva per i visitatori Macrolibrarsi, uno degli articoli contenuti in questo numero.

Ha avuto uno straordinario successo. L'idea di Frank Kinslow è molto semplice e promette di coniugare la fisica dei quanti e la tradizione indiana.  Antico e moderno nello stesso tempo. L'obiettivo è la guarigione.

La nuova frontiera della cura e dell'auto-cura? La facoltà umana più elevata che c'è: l'autoconsapevolezza.

Una novità, o piuttosto una riscoperta, che stavolta arriva attraverso una metodica apparentemente semplice e scarna, che sta avendo tuttavia grande risonanza un po' in tutto il mondo, e anche in Italia: si tratta del Quantum Entrainment®, messo a punto dal chiropratico e counselor Frank Kinslow.

Ispiratosi in realtà agli insegnamenti dell'Advaita Vedanta (l'antica filosofia indiana che punta alla non-dualità, cioè alla consapevolezza della nostra sostanziale unità e inscindibilità con l'Uno-tutto, l'Universo o il Divino, contrapposta alla illusoria dualità io/altro da me, bene/male, giusto/sbagliato), Kinslow ha il merito di avere inventato una tecnica piuttosto semplice per accedere gradatamente ma con sicurezza a livelli di consapevolezza tradizionalmente ritenuti appannaggio solo di poche persone che si dedicavano completamente a percorsi di ascesi spirituale.

Non solo, ma secondo questa visione, operando – o meglio, non operando, cioè non interferendo con istanze del nostro ego o della nostra mente – sulla base di questo stato di non-dualità, si apporterebbero benefici incalcolabili al corpo e alla psiche, e sarebbe possibile anche guarire letteralmente da molti disturbi e malattie.

Indice dei contenuti:

Fisica quantistica e coscienza cosmica

Il nome Quantum Entrainment dovrebbe già mettere sull'avviso che l'autore pone le basi del suo insegnamento non solo, come accennato, nell'ambito di antiche e consolidate filosofie e fisiologie, ma anche in quanto viene attualmente ritenuto concepibile come base della realtà secondo l'approccio della fisica quantistica. All'origine della materia – potremmo dire, per estrema sintesi, che – al di là e al di sotto di molecole, atomi, sub-particelle e onde – vi è il cosiddetto "campo di punto zero", cioè la vibrazione di fondo dell'universo, e ancora oltre il vuoto quantistico. Che vuoto non è per niente, dal momento che, in un modo per noi difficilmente immaginabile, da esso entrano ed escono continuamente "oggetti". Il vuoto quantistico, cioè, sarebbe in continuo, costante stato di creazione e riassorbimento del creato, cosicché ogni cosa esistente passerebbe da un ordine implicito a uno esplicito, cioè reale – intendendo per reale ciò che può essere percepito e catalogato dai nostri sensi, o perlomeno misurato dalle nostre apparecchiature – e viceversa.

La riscoperta del vuoto

Dal vuoto arriverebbe quindi non solo la materia, ma tutto l'ordine che la governa, e che riguarda ogni cosa che chiamiamo tale in quanto riusciamo a percepirne l'individualità: dalle onde elettromagnetiche alle galassie, dai pensieri alle nuvole, dalle fragole agli elefanti. Questa così recente concezione della realtà è imparentata in modo sconcertante con quella degli antichi Veda, i testi sacri dei rishi (saggi e visionari) indiani, tramandata da qualche migliaio di anni.

Allievo di maestri di yoga, meditazione e spiritualità quali Maharishi Mahesh Yogi e Ramana Maharshi, Kinslow ha dunque raccolto questi antichi e nuovi insegnamenti ed è riuscito a sintetizzarne una metodica indirizzata alla guarigione, partendo dal concetto che lo stato di consapevolezza pura di cui noi esseri umani siamo capaci – vale a dire non la consapevolezza "di" oggetti o idee, ma lo stato di pura presenza mentale, svincolata da contenuti e quindi in totale assenza di pensieri e commenti – sarebbe simile, anzi, identica, sul piano non solo filosofico, ma concreto, al vuoto quantistico. I due stati avrebbero cioè caratteristiche identiche, e di conseguenza anche poteri identici.

Guarire attraverso il non-fare

Immergendosi, dunque, in questo stato di pura consapevolezza senza oggetto, e dirigendo semplicemente l'attenzione sulla componente da risanare, cioè da rimettere in risonanza con la matrice fondamentale che l'ha in origine prodotta, si otterrebbe un ripristino dello stato di equilibrio e una riorganizzazione della materia, e quindi un miglioramento della situazione psichica e fisica. Il trucco, oltre che nel porsi in questo stato di assenza di commenti mentali, sta nel non interferire, con intenzioni o azioni di alcun tipo, con i processi sottili e per noi inaccessibili che sottostanno alla realtà e la governano, rimanendo costanti nella posizione di puri osservatori. La guarigione, dice infatti Kinslow, è un effetto collaterale della consapevolezza. Basta avviare il processo di Quantum Entrainment e il resto avverrà da sé. L'operatore, quindi, non ha alcun merito nella guarigione, né ha necessità di una diagnosi specifica per poterla innescare. Tale processo inizia subito, ma potrebbe richiedere del tempo per completarsi. Il Quantum Entrainment continua infatti ad operare anche dopo la fine della sessione, ed è impossibile far danni. Anche perché, viene ribadito, in realtà l'operatore non "fa" nulla. È la consapevolezza, a fare tutto, con il suo effetto armonizzante. Ma muovendo quali forze o attuando quali manifestazioni verrà ricreato l'"ordine perfetto", non ci sarà dato saperlo con precisione, a causa della nostra ovvia impossibilità di governare il processo stesso che ci ha generati.

Lo stato di Eufeeling

L'altro ingrediente che occorre per lasciare che il potere della consapevolezza agisca è l'Eufeeling, il sentimento incondizionatamente armonioso, per non dire euforico, che è frutto naturale dello stato di pura consapevolezza e di non-interferenza. In realtà, dice Kinslow, questo stato è già naturalmente presente dentro di noi, solo che abitualmente è coperto dal chiacchiericcio mentale di pensieri, immagini, emozioni, speranze, timori e non vi poniamo attenzione. Una volta lasciati andare tutti quanti, emerge naturalmente questo eu-sentimento, che accompagna ogni sessione di Quantum Entrainment.

Lo stato di coscienza può, insomma, influenzare, come un diapason, l'ambiente attorno e le strutture che possono entrare in risonanza con lui, per esempio un altro organismo, visto che condividiamo una struttura assai simile? In realtà, oltre che nell'esperienza empirica, qualcosa del genere sembrerebbe possibile, per esempio attraverso un fenomeno neurologico che è stato chiamato "risonanza limbica". Ma, per ora, le verifiche sperimentali sono ancora troppo poche per poterci lanciare in ipotesi scientifiche.

Come (non) fare il Quantum Entrainment

La tecnica proposta da Kinslow è in sé molto semplice, e usa il tocco delle mani (ma non è obbligatorio, si potrebbe fare anche a distanza), e ovviamente lo stato di coscienza "allargato" e intimamente silenzioso e armonico che abbiamo descritto. Non c'è, né si immagina, un passaggio di energia dall'operatore al paziente. Semplicemente, viene posta un'attenzione acutamente concentrata alle sensazioni tattili che l'operatore riceve dalle proprie dita appoggiate, per esempio, al punto dolente del soggetto da trattare e a un altro punto qualsiasi sul suo corpo, e contemporaneamente al proprio Eufeeling, e il gioco è fatto. Prima di cominciare, si esprime l'intenzione di guarigione in termini "presenti, precisi, positivi", focalizzandosi sul risultato come fosse già raggiunto. Per esempio: una caviglia normalmente funzionante, senza dolori né gonfiori. Questa formulazione servirebbe alla consapevolezza pura a darsi una cornice in cui operare. Il Quantum Entrainment funzionerebbe, comunque, indipendentemente dallo stato mentale o fisico del partner su cui si opera, il quale, quindi, anche lui, non deve "fare nulla". Certo, per una mentalità, come quella della maggior parte di noi, abituata a credere che più si fa, meglio è, tutto ciò è una bella fatica!

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Medico psicoterapeuta, ideatrice del metodo FastReset. Si occupa da circa venticinque anni del trattamento dei disturbi emotivi e psicosomatici mediante la psicoterapia, l'applicazione di medicine complementari (in particolare, fiori di Bach, fitoterapia e oligoterapia) e di tecniche di...
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