800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Alla ricerca della ricetta per la felicità - Estratto da "Felice come un Buddha"

di Stefano Bettera 4 mesi fa


Alla ricerca della ricetta per la felicità - Estratto da "Felice come un Buddha"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro di Stefano Bettera e impara come vivere la tua vita con leggerezza e semplicità, per essere veramente felice

La parola Buddha significa «risvegliato». Spesso viene anche tradotto come «illuminato». Ma, al di là delle parole che scegliamo per definirlo, la vera domanda è: risvegliato da cosa? Illuminato su cosa? E, soprattutto, chi era davvero il Buddha e qual era il suo segreto per vivere felici?

Indice dei contenuti:

La scelta del Buddha

Le scritture tramandate dalle varie tradizioni buddhiste raccontano la storia di un giovane principe indiano che, dopo una vita di agi nella corte del padre, incontrò vecchiaia, malattia e morte e ne rimase tanto colpito da lasciare la dimora paterna e praticare lunghi di anni di ascetismo nella foresta, alla ricerca del senso della vita.

Finché un giorno, quasi allo stremo delle forze per la severità con cui si infliggeva ogni sorta di privazioni, accettò una ciotola di riso da una fanciulla e comprese come le pratiche estreme in cui si era cimentato per sei lunghi anni servissero solo per generare ulteriore sofferenza.

Comprese anche come la via più saggia stava a metà tra ascetismo e dissolutezza.

Una scelta di buon senso, diremmo oggi. Da quel momento la sua visione della realtà cambiò e la sua ricerca impostata su questi nuovi binari lo condusse al risveglio.

In questo racconto, più o meno verosimile, ciò che emerge in modo chiaro è la prospettiva, il messaggio che giunge forte e semplice fino a noi: siate consapevoli e trattate la vita con cura, con gentilezza. Così potrete vivere felici come me, felici come un Buddha.

Oggi essenzialmente colleghiamo l'idea di felicità a quella di realizzazione. Siamo felici se otteniamo ciò che desideriamo quando e come lo desideriamo. Se qualcosa va storto, ecco che mettiamo in dubbio persino la possibilità di poter essere felici davvero.

Ma l'insegnamento che ci arriva dal Buddhismo è esattamente l'opposto: tutti possiamo essere felici, proprio qui, proprio ora, in qualunque condizione ci troviamo. Perché la vita che stiamo vivendo è proprio tutto ciò che abbiamo e ciò che conta.

Otto passi per essere felici

Questa semplicità, questo percorso che ciascuno di noi può compiere è l'oggetto del metodo di pratica messo a punto da Buddha oltre 2500 anni fa e ancora valido oggi. Una pratica fondata su otto passi, otto "aree" per così dire, otto rami di un albero che s'intersecano tra loro e fioriscono quando trovano le condizioni adeguate.

Otto proposte di indagine e lavoro che sono collegate logicamente come gli anelli di una catena e che seguiremo anche noi.

Questi otto percorsi di pratica si possono suddividere in tre gruppi: il primo, su comprensione, pensiero e linguaggio. Il secondo riguarda le azioni, i mezzi di sostentamento e l'impegno necessario. Il terzo, sulla consapevolezza e la concentrazione.

È un po' come se il Buddha ci prendesse per mano e ci mostrasse prima il modo in cui funziona e si esprime la mente umana, poi ci indicasse il modo più appropriato di stare nel mondo e creare le condizioni per una vita felice e infine, una volta chiariti tutti i presupposti, ecco le istruzioni per praticare.

Quindi, seguendo il suo esempio, inizieremo il viaggio dalla sua stessa domanda: come affrontare i fatti della vita? Come devo fare? Come posso affrontare le paure, le sconfitte o godere appieno delle mie gioie? Come posso, quindi, vivere una vita che sia davvero autentica?

Piacere, sono Gotama!

Ai tempi del Buddha si potevano incontrare molti saggi e asceti erranti, tutti alla ricerca di una qualche verità. I costumi dell'epoca agevolavano, infatti, chi desiderava lasciare le faccende quotidiane e dedicarsi alla ricerca spirituale.

Oggi la società, con le sue dinamiche, le responsabilità e le scelte da affrontare ogni giorno e i problemi che ne derivano, rende più complesso dire «lascio tutto, mi vesto di un solo panno bianco e vado in una grotta o sotto un albero a meditare». Probabilmente, se vi vedessero con la barba e i capelli lunghi, immobile sotto una quercia per giorni, vi scambierebbero per un homeless e chiamerebbero i servizi sociali!

Quindi lasciamo da parte per un istante questo immaginario mistico legato all'Oriente, torniamo alle nostre città affollate e chiediamoci: se oggi incontrassi il Buddha per strada, in aereo o su un treno, come sarebbe? Se camminasse proprio di fianco a me sul marciapiede, nella mia città, me ne accorgerei?

Probabilmente no. Perché, come disse una volta la maestra zen Charlotte Joko Beck, la pratica non è niente di speciale, ossia non è altro che vivere la vita così com'è. Senza gli effetti stroboscopici che molti si immaginano quando pensano al Buddhismo.

Oggi, quindi, il Buddha non si atteggerebbe a santone, non leviterebbe a mezzo metro da terra, non se ne andrebbe in giro circondato da un fascio di luce, non avrebbe terzi o quarti occhi.

Con molta probabilità lo vedremmo fare la spesa, spazzare il giardino, leggere un libro o canticchiare una canzone. Forse avrebbe uno smartphone e un profilo su Facebook. Nulla di speciale, insomma. Salutandoci, direbbe: «Piacere, sono Gotama».

È per questo che da ora lo chiameremo così, con il nome che aveva e che lo dipinge in modo un po' meno irraggiungibile ed esotico.

Il pesce che nuota nell'oceano in cerca dell'acqua

Basta dunque essere normali per vivere felici come un Buddha? Se è così, cosa ci vuole? La risposta è in parte sì e in parte no. Una volta, Gotama stesso disse che il Dhamma che insegnava è chiaramente visibile ma molto difficile da scorgere; nulla di straordinario eppure totalmente inconsueto, inaspettato, fuori dagli schemi. Tanto che pur avendolo davanti agli occhi, non riusciamo a scorgerlo.

Come il famoso pesce di una storiella zen, che nuota per una vita nell'oceano in cerca dell'acqua e non si accorge che tutto è già lì e ci sta sguazzando dentro.

Così noi tutti ci muoviamo, nuotiamo e sguazziamo ogni giorno nella nostra vita, con i suoi alti e bassi. Ci diamo da fare per mettere sempre tutto a posto, per creare le migliori condizioni che possano aprire le porte a una presunta felicità e continuiamo a spostare l'asticella sempre più in là, sempre verso un dopo, sempre verso un «ma se avessi questo... se avessi quello... se fosse così... se non fosse colà...».

Se allora incontrassimo Gotama seduto in un bar a bere un the e gli chiedessimo come venire a capo del "grande enigma", probabilmente ci risponderebbe semplicemente «amico mio, presta attenzione».

Gli antichi maestri Chan cinesi usavano questa frase per definire la pratica buddhista: «la grande questione del vivere e del morire». Erano saggi e pratici.

Perché di questo si tratta. Venire a patti con la propria vita. Con ciò che c'è. Fermarsi un attimo, lasciare lì per un secondo tutte le faccende che ruotano vorticosamente dentro la nostra testa come una radio accesa notte e giorno e dire «vediamo un po' se c'è altro al di là del continuo spettacolo hollywoodiano che metto in scena nei miei pensieri».

Come bambini nella notte di Natale

Proprio con questa domanda, in quel preciso momento, apriamo una piccola porticina. Quasi senza accorgercene. Come un bambino curioso che la notte di Natale esce dal letto in silenzio per vedere se è arrivato Babbo Natale con i regali. Questa porta non conduce verso altri mondi o paradisi incredibili ma verso questo mondo, così com'è davvero.

Credere che esista una ricetta sbrigativa per raggiungere la felicità è semplicistico, oltre che presuntuoso. Anche perché l'umanità è impegnata da sempre in quest'affannosa ricerca e nessuno finora sembra aver vinto il Nobel grazie alla sua scoperta.

Ma, come si suole dire, ogni cammino è iniziato con un semplice passo. Questo passo spetta solo a noi, senza aspettare di aver scoperto le tante millantate profonde verità della natura umana.

Come ha detto una volta Woody Alien, «Mi stupisce che qualcuno voglia conoscere l'universo quando è già così difficile orientarsi a Chinatown!».

Ma essere felici come un Buddha si può. Questo libro non vuole svelarvi verità o segreti per iniziati. In queste pagine non si nasconde la magica ricetta per ottenere la felicità espresso. Neppure vuol essere una summa dottrinale sul Buddhismo e non ha la presunzione di essere perfetto.

Tratta di un'esperienza, di un cammino personale. Vi troverete dunque dei consigli, come quelli che ci si scambia tra amici, degli stimoli per iniziare questa entusiasmante sfida che è il percorso nella vostra vita, alcuni strumenti per orientarsi almeno un po' nel traffico della vostra personale Chinatown!

Felice come un Buddha

8 passi per condurre una vita con cura e gentilezza

Stefano Bettera

Vivere il momento presente e trovare la felicità nella condizione nella quale ci troviamo. Ecco il segreto che ci viene tramandato dalle parole di Buddha. Oggi leghiamo l'idea di felicità a quella di realizzazione. Siamo...

€ 13,90

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Non ci sono ancora commenti su Alla ricerca della ricetta per la felicità - Estratto da "Felice come un Buddha"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste