+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08-18, Sab 08-12

Alfabeti

di Giovanni Francesco Carpeoro 30 giorni fa


Alfabeti

Leggi un estratto dal libro "Summa Symbolica - Parte Terza - Volume 1" di Giovanni Francesco Carpeoro

L'alfabeto è un sistema di scrittura i cui segni grafici (i grafemi) rappresentano singolarmente i suoni delle lingue (foni e fonemi). Nei sistemi di scrittura alfabetici, generalmente, un grafema rappresenta un fonema, ma spesso uno stesso grafema può rappresentare più fonemi o, viceversa, uno stesso fonema può essere rappresentato da più grafemi.

La parola «alfabeto» deriva dall'unione dei nomi delle prime due lettere dell'alfabeto greco, alpha e beta (α β). I sistemi alfabetici sono tra i sistemi di scrittura più diffusi al mondo e, data la caratteristica di possedere un numero limitato di segni, sono anche sfruttati per la trascrizione fonetica; inoltre la quasi totalità degli alfabeti del mondo usa i grafi della scrittura latina, a volte assegnandogli valori fonetici diversi da un sistema all'altro, a volte modificandoli, aggiungendo o togliendo tratti grafici.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Summa Symbolica - Parte Terza - Volume 1

Istituzioni di studi simbolici e tradizionali - Parte Terza: La Pragmatica dei simboli

Giovanni Francesco Carpeoro

"Nulla è come sembra, nulla sembra come è." G.F. Carpeoro Dopo aver studiato il mondo dei simboli fin dal 1981, nel 1996 l’Autore maturò la decisione di raccogliere tutti i suoi appunti in un’opera organica, Summa Symbolica, terminata nel 2003...

€ 28,00 € 26,60 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

Indice dei contenuti:

La scrittura di Kipling

Abbiamo già esaminato, come punto di partenza, che il segno diventa simbolo per simboleggiare un suono. Questa è stata la convinzione comune sull'origine della scrittura fino a oggi. Ad esempio nelle Storie proprio così di Kipling vi sono due racconti: Come fu scritta la prima lettera e Come fu composto l'alfabeto. Sono entrambi ambientati in una tribù di uomini neolitici che vivevano nelle caverne.

Nel primo racconto, illustrato dallo stesso Kipling, la piccola Taffimai, che ha seguito suo padre in una spedizione di pesca, decide di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima e cioè incidere su un frammento di corteccia di betulla un messaggio per sua madre. La piccola voleva raccontare a sua madre che Tegumai, il padre, aveva rotto la fiocina e che aveva necessità di fabbricarne una nuova. Il messaggio fu male interpretato e, poiché nella tribù si pensò che Tegumai fosse stato attaccato da una tribù nemica e avesse bisogno d'aiuto, la confusione regnò sovrana nel villaggio.

Quando l'ordine fu ristabilito il capo del villaggio disse alla piccola Taffimai, congratulandosi con lei: «È una grande invenzione; e un giorno gli uomini la chiameranno scrittura». Fermiamo un attimo la nostra attenzione.

Kipling era un massone e un raffinato studioso di simboli, dei quali ha peraltro fatto gran uso nelle sue fatiche letterarie, basti considerare novelle come L'uomo che volle farsi re o I costruttori di ponti. In questo racconto la scrittura viene scoperta da una bambina, mentre i cosiddetti adulti fanno la brutta figura di non comprendere il significato del messaggio.

Nel secondo racconto sopra citato, collocato una settimana dopo l'episodio del primo, abbiamo la formulazione dell'alfabeto, sempre da parte della nostra soave Taffimai.

In questo caso l'intraprendente bambina disegna la lettera A, riproducendo la faccia del padre quando pronunzia il suono aperto della vocale che noi conosciamo, poi la lettera O, per la forma della bocca di suo padre quando fa quel suono e, per finire, la lettera S, per riprodurre il serpente dalla cui bocca fuoriesce l'omologo sibilo. In seguito, aiutata dal padre Tegumai, la piccola formulerà l'alfabeto al completo.

Da tali racconti emergono sei concetti di sentire comune che Kipling, ovviamente servendosi di scrittura simbolica (come altrimenti?), ha voluto argutamente raffigurare:

  • la lingua parlata è nata prima della scrittura
  • la scrittura nasce come surrogato della parola
  • la scrittura nasce da una vocazione raffigurativa della realtà
  • l'alfabeto è un superamento della vocazione raffigurativa a favore della riproduzione mera e semplice dei suoni, il cui raggruppamento in parole torna alla funzione raffigurativa
  • i simboli alfabetici nascono quindi per esprimere suoni
  • quella che procede dalla scrittura pittografica alla scrittura alfabetica è una vera e propria evoluzione, simile alle altre fasi evolutive della storia dell'uomo primitivo.

La scrittura in generale

Come si può vedere l'origine della scrittura è problema che ha interessato fior di pensatori e sul quale la speculazione intellettuale e filosofica umana si è a lungo applicata. Ad esempio possiamo citare il caso di Tarzan.

Sicuramente molti conoscono la storia di Tarzan, il piccolo lord Greystoke rimasto orfano nei primi anni di vita nella giungla e allevato dalle scimmie. Ma sicuramente pochi hanno letto il libro, reso noto soprattutto dalle sue versioni cinematografiche, e quindi non è molto conosciuto il passo dove il piccolo Tarzan ritrova l'abbecedario dei suoi genitori tra le rovine dell'aereo nel quale sono morti e impara a leggere senza saper parlare. Egli analizza a lungo quelle formiche che camminano su quegli strani fogli e alla fine ne scopre il grande segreto. Addirittura riuscirà a scrivere una lettera all'amata Jane, prima di imparare a rivolgerle una frase d'amore.

Ecco una inversione rivoluzionaria del luogo comune per il quale prima si impara a parlare e poi a scrivere. Ovviamente come i racconti di Kipling, anche l'opera dell'autore di Tarzan, Edgar Rice Burroughs, è in assoluta chiave simbolica e d'altro canto anche il secondo, come il primo, era un autorevole massone americano.

Passiamo ora a Platone, e precisamente al dialogo Fedro. Nel medesimo Socrate racconta del dio egizio Theuth, inventore di molte arti tra cui la scrittura, il quale chiese al Faraone (erano i tempi in cui i Faraoni erano ancora dei) il suo parere circa i parti del proprio genio. In relazione alla scrittura, Theuth disse: «Questa conoscenza, o re, renderà gli Egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché con essa si è ritrovato il farmaco della storia e della sapienza».

Ma la risposta del Faraone è sorprendente:

Ora, essendo padre della scrittura, per affetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. La scoperta della scrittura, infatti, avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché, fidandosi della scrittura, si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesimi: dunque tu hai trovato il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. Della sapienza, poi, tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza, non la verità: divenendo, per mezzo tuo, uditori di molte cose senza insegnamento, essi crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre, come accade per lo più, non le sapranno.

Ecco un'anticipazione interessante di un problema ancor più significativamente posto dall'attuale progresso dell'informatica, e cioè la perdita della risorsa della conoscenza casuale, cioè di quel tipo di conoscenza indotto su temi diversi da quelli oggetto della ricerca, ma derivanti dalla necessità della ricerca stessa, oggi assottigliata dai data base, per esempio. Ma la lettura di questo passo del Fedro ci deve condurre a molte considerazioni sulla costruzione simbolica di un dio che si rifiuta di considerare la scrittura come qualcosa di utile all'umanità...

Gli alfabeti

Ma ora veniamo a introdurre con pochi cenni il tema degli alfabeti, che avremo modo di sviluppare meglio in seguito.

Possiamo dividere i vari tipi di segni usati nei sistemi grafici in: alfabetici, sillabici, logografici, pittografici, ideografici.

I segni alfabetici esprimono un solo suono, quelli sillabici, più suoni, i logografici adoperano il simbolo in senso stretto $ per dollaro, i pittografici usano il disegno * per il sole, infine gli ideografici identificano un pensiero per indicare la direzione di marcia.

I nostri attuali alfabeti derivano da quello greco, ma ve ne sono anche di più antichi. La stessa parola «alfabeto», di origine latina, deriva dalle due prime lettere dell'alfabeto greco, alfa e beta.

Vi sono molte teorie riguardo all'origine dell'alfabeto, una che risale agli Egizi, una relativa ai Cretesi e poi tutta la vexata questio relativa agli idiomi del Medio Oriente, sumero, assiro, fino ai Fenici, per non parlare del sanscrito e dei linguaggi americani. Noi ci limiteremo per oggi a tratteggiare qualche cenno sui geroglifici.

I geroglifici non sono stati l'unica forma di linguaggio degli Egizi, infatti esisteva anche la lingua fonetica e demotica, ma erano la lingua sacra, come confermato dal significato greco del loro nome, hieros, «sacro», gluphein, «incidere». I tentativi di decifrare i geroglifici si sono succeduti sino al secolo scorso.

Il più raffinato fu quello del gesuita Athanasius Kircker (vedi figura 484). Ma la chiave per la decifrazione venne fornita dal ritrovamento della Stele di Rosetta, dove lo stesso testo veniva riportato coi geroglifici, in demotico e in greco.

Summa Symbolica - Parte Terza - Volume 1

Istituzioni di studi simbolici e tradizionali - Parte Terza: La Pragmatica dei simboli

Giovanni Francesco Carpeoro

"Nulla è come sembra, nulla sembra come è." G.F. Carpeoro Dopo aver studiato il mondo dei simboli fin dal 1981, nel 1996 l’Autore maturò la decisione di raccogliere tutti i suoi appunti in un’opera organica, Summa Symbolica, terminata nel 2003...

€ 28,00 € 26,60 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Desidero ricevere Novità, Offerte, Sconti e Punti. Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi subito un premio di 50 punti.

Procedendo dichiaro di essere maggiorenne e acconsento al trattamento dei miei dati per l'uso dei servizi di Macrolibrarsi.it (Privacy Policy)

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Non ci sono ancora commenti su Alfabeti

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI C3UCNRB
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.