+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-18:00

Vitamina D elisir di lunga durata

  1 mese fa


Vitamina D elisir di lunga durata

La sua carenza gioca un ruolo fondamentale in molte patologie, dall’autismo al cancro: come integrarla?

La chiamiamo vitamina ma tale non è perché le vitamine, per definizione, sono sostanze indispensabili alla nostra salute ma che il nostro organismo non è in grado di produrre. Oggi sappiamo che per produrla dobbiamo esporci al sole e che, più che una vitamina, si tratta di un ormone: stiamo parlando della vitamina D che sappiamo essere fondamentale per la nostra salute.

E se ne fossimo carenti? Ne parliamo con il dottor Raul Vergini che si occupa da oltre trent’anni di ipotiroidismo, omeopatia, medicina naturale e integrazione nutrizionale. Perché la vitamina D è così importante?

La sua azione fondamentale, e la prima a essere scoperta, è sul metabolismo di calcio e fosforo: la vitamina D è quindi fondamentale per la salute delle nostre ossa. Successivamente si è scoperto che la vitamina D è in realtà un potente ormone della classe degli steroidi e che ha molti più effetti sul nostro organismo di quello che si credeva anche solo vent’anni fa. Gli studi più recenti l’hanno riconosciuta fondamentale per un’ottimale funzione immunitaria, per la protezione da molte malattie degenerative, per ridurre i fenomeni infiammatori: non è più solo la “vitamina per le ossa” come si pensava fino a qualche decennio fa.

Come possiamo “assumerla”? Qui sta il problema: la vitamina D viene prodotta dal nostro organismo esponendo la pelle ai raggi ultravioletti(UV-B), quindi una regolare esposizione al sole su buona parte del corpo sarebbe il modo migliore di “assumerla”. Purtroppo questo non è praticabile alle nostre latitudini, se non eventualmente per brevi periodi d’estate, per cui l’unica alternativa resta l’assunzione per via orale attraverso integratori di vitamina D3 (colecalciferolo) o alimenti che ne sono particolarmente ricchi come l’olio di fegato di merluzzo.

Come possiamo capire se ne siamo carenti? Prima di tutto va detto che in realtà siamo quasi tutti carenti (o per lo meno questo è quello che vedo negli esami dei pazienti che non effettuano una integrazione regolare), e questo è dovuto sia alla posizione geografica del nostro Paese (sopra al 35° parallelo pare che la carenza sia pressoché universale) e sia al fatto che oggi prendiamo tutti poco sole e quel poco lo prendiamo proteggendoci con schermi solari molto alti che vanificano in buona parte l’effetto dei raggi ultavioletti, produttori di vitamina D.

Detto questo, il modo più sicuro per valutare una effettiva carenza è comunque l’esame del livello della vitamina D nel sangue. Quali esami dobbiamo richiedere al nostro medico per verificare i nostri livelli di vitamina D? L’esame da richiedere è il dosaggio nel sangue della forma attivata della vitamina D3, cioè del calcidiolo o idrossi-colecalciferolo, noto nei laboratori analisi con la sigla di “25(OH)D”.

Quali malattie hanno alla base una carenza di vitamina D? Anche se oggi non ci sono malattie attribuite direttamente alla carenza di vitamina D eccetto le classiche rachitismo e osteomalacia – note da circa un secolo – che sono l’effetto della carenza estrema nel bambino e nell’adulto, gli studi più recenti hanno dimostrato che la carenza di vitamina D può giocare comunque un ruolo in molte patologie croniche fra le quali: osteoporosi e osteopenia, diverse varietà di cancro (incluso seno, prostata e colon), malattie cardiovascolari, ipertensione obesità, sindrome metabolica e diabete, allergie (asma, rinite allergica…), malattie autoimmuni (sclerosi multipla, artrite reumatoide, morbo di Crohn), artrosi e gotta, sindrome premestruale infertilità, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, depressione e disturbo affettivo stagionale, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, autismo, dolore cronico, parodontosi, eczema e psoriasi, debolezza immunitaria, malattie infettive (raffreddore, influenza, tubercolosi).

Possiamo assumere integratori di vitamina D a scopo preventivo, senza fare indagini cliniche? In quali modalità e dosi? Anche se la fobia della tossicità della vitamina D tipica degli anni Sessanta del secolo scorso è ormai superata e questa vitamina viene oggi considerata tossica solo a livelli molto elevati, è sempre necessario essere seguiti da un medico e valutarne il livello nel sangue prima di un’assunzione regolare dei dosaggi medio-alti che sono spesso necessari per raggiungere i livelli oggi ritenuti ottimali cioè 40-80 ng/ml.

Ne consegue che senza esame preventivo e consiglio medico è bene non superare le 1000 - 2.000 UI al giorno (per l’adulto). Infine va ricordato che la vitamina D, essendo liposolubile, cioè solubile solo nei grassi, va sempre assunta vicino a un pasto principale e non a stomaco vuoto. 


Vivi Consapevole è una rivista trimestrale illustrata edita da Macrolibrarsi.Da anni il Consapevole porta avanti un progetto culturale importante. Autosufficienza, permacultura, decrescita, cultura della transizione, abitudine alle "buone pratiche", risparmio energetico, riciclaggio dei...
Leggi di più...

Dello stesso editore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Vitamina D elisir di lunga durata

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI C3UCNRB
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.