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Vedere bene senza occhiali

di Giorgio Ferrario 2 anni fa



La grande scoperta del dottor Bates

Magari non ne siamo consapevoli, ma molti difetti visivi sono causati dalla perdita della capacità di vedere con naturalezza e senza sforzo. Il metodo Bates insegna a vedere “secondo Natura” e i risultati sono sorprendenti.

Il metodo Bates consiste in una serie di pratiche naturali che hanno lo scopo di insegnare alla persona che le utilizza a eliminare lo sforzo, sempre inconsapevole, di vedere. Chi non vede bene si sta sempre, assolutamente sem pre, sforzando di vedere, anche se di norma non lo percepisce neppure, e considera naturale e corretto ciò che sta facendo mentre cerca di vedere. Soltanto quando imparerà a percepire lo sforzo, e come lo sta esercitando, sarà in grado di poterlo eliminare.

Alle origini del disturbo visivo

Secondo il dottor William Bates «ogni vizio di rifrazione, e anche ogni patologia del nostro sistema visivo, origina da una tensione mentale, strain, che determina uno sforzo inconsapevole di vedere. Eliminato lo sforzo, il vizio di rifrazione, e/o la patologia del sistema visivo, scompaiono perché non trovano più ragione di esistere».

Possiamo correggere il nostro difetto visivo e tornare a vedere “bene” usando occhiali o lenti a contatto o sottoponendoci a interventi di chirurgia refrattiva, ma in nessuno di questi casi vedremo bene come chi vede naturalmente, e non potremo eliminare lo sforzo di vedere (lo sa bene chi già utilizza ausili per vedere e che dopo qualche tempo deve aumentare il potere diottrico dell’ausilio usato, occhiali o lenti a contratto). Il solo metodo in grado di eliminare, o per lo meno ridurre drasticamente, lo sforzo di vedere è la pratica del metodo Bates.

I quattro principi del metodo

I principi su cui si costruisce il metodo, per ammissione dello stesso dottor Bates, non sono stati inventati da lui, ma dalla natura e da lui solo osservati e riportati. Il metodo lavora su quattro punti fondamentali per vedere bene e senza sforzo:

1. Movimento
Poiché il sistema visivo sano è dotato di un occhio che si muove naturalmente e in continuazione, il limitare, o peggio bloccare, tale naturale movimento è creato da ciò che il dottor Bates definiva come strain, ovvero tensione da sforzo... assolutamente inconsapevole se abbiamo difficoltà visive.

2. Rilassamento
Nel senso di una totale assenza di tensione durante le fasi dinamiche del vedere. Non si tratta di riposare la vista, ma di raggiungere una condizione di rilassamento dinamico durante l’azione stessa del vedere. È la condizione che caratterizza la vista di tutte le persone che vedono bene, cioè in modo naturale, quindi corretto, e senza sforzo.

3. Centralfixation (relazione fra visione centralizzata e periferica)
La funzione visiva si esplica naturalmente e nel miglior modo possibile solo quando esiste la capacità dell’intero sistema di utilizzare al meglio la relazione fra visione centralizzata e periferica.

4. Memoria e immaginazione
Il processo visivo si realizza attraverso tali naturali funzioni molto di più di quanto si ritenga normalmente. Quando la persona è in grado di vedere bene, è la sua mente a svolgere una serie di operazioni che consentono all’immagine di ciò che sta guardando di crearsi correttamente. Il processo visivo avviene in modo assolutamente automatico solo grazie all’uso corretto di memoria e immaginazione visiva.

Comprendere l’automatismo

La funzione visiva si realizza in modo del tutto inconsapevole. Noi impariamo a vedere, e poi vediamo, utilizzando tutte le sofisticate componenti del sistema visivo (occhi, cervello, mente), in modo del tutto inconsapevole.

Allo stesso modo impariamo e continuiamo a camminare spostando il peso da un piede all’altro, senza essere consapevoli dell’incredibile mole di informazioni e input che le diverse componenti del nostro apparato locomotore trasmettono e si scambiano continuamente per consentirci di camminare.

Gli automatismi nascono dalla ripetizione continua di uno schema: quelli visivi relativamente alle componenti del sistema visivo, quelli motori in relazione all’utilizzo delle parti dell’apparato locomotore.

È così anche quando camminiamo

Se sappiamo camminare significa che con la ripetizione continua del gesto abbiamo appreso come appoggiare i piedi per terra, come traslare il peso del corpo da un appoggio al successivo, come spostare il baricentro del nostro corpo in avanti, ecc. Una serie considerevole di azioni diventate semplicissime, per chi sa camminare. Quando non riusciamo più a camminare correttamente, possiamo ricorrere ad ausili artificiali, solette, stampelle, sedie a rotelle, interventi chirurgici ortopedici, ecc., oppure educare di nuovo la persona a un corretto utilizzo dei propri arti inferiori… e riprendere a camminare.

Analogamente il metodo Bates si prefigge di educare il sistema visivo a “vedere” senza ausili, ma recuperando le funzioni naturali.

I problemi iniziano dall’infanzia

Per la funzione visiva i meccanismi aberranti che si instaurano quando non siamo più in grado di vedere bene sono molteplici e non sempre identificabili.

Alla nascita, il DNA della persona e la sua mente contengono in registrazione la potenzialità di poter vedere bene e il percorso da compiere per raggiungere tale obiettivo.

L’organismo inizia a svilupparsi e il neonato diventa un bimbo che sta imparando a vedere e che sta automatizzando la procedura necessaria allo scopo. Un’eventuale convivenza con persone aventi difficoltà visive (che utilizzano inconsapevolmente in modo errato le componenti del loro sistema visivo), l’essere sottoposto a una condizione eccessiva di stress visivo e non solo (pochi giochi all’aria aperta, eccessiva lettura, ecc.), o altro ancora, potrebbero essere la causa dell’incepparsi del processo di acquisizione di un naturale modo di vedere senza sforzo, e del possibile manifestarsi di difficoltà visive nel nostro soggetto (ho fatto l’esempio di un bimbo, ma purtroppo è facilissimo trasferire la stessa modalità negli adulti).

Riabilitare senza l’uso di lenti

A questo punto insorgono difficoltà visive diverse, la vista si riduce e diventa necessario correre ai ripari, di norma rappresentati da occhiali, lenti a contatto, interventi di chirurgia rifrattiva.

Ecco, è a questo punto che dovrà essere adottato il metodo Bates, se non lo si è usato in precedenza per prevenire l’insorgenza di disturbi visivi.

Per essere più precisi, la pratica corretta del metodo Bates dovrebbe essere utilizzata in questi casi per “educare il sistema visivo a un naturale funzionamento senza sforzo”, ovvero per consentire a chi lo pratica, attraverso una serie di stimoli corretti, di riabilitare il naturale processo visivo… naturale per come la natura ha previsto. Nelle due pagine successive vediamo alcuni esempi pratici.

Due esercizi del metodo Bates

Palming

Comodamente seduti, i gomiti appoggiati sul tavolo di fronte a voi, le mani a coppa con il palmo appoggiato attorno all’occhio corrispondente. Gli occhi sono chiusi, il palmo della mano non tocca gli occhi direttamente ma li circonda soltanto. Il peso della testa grava principalmente sulle dita della mano, non sul palmo.

Provate a percepire le parti del vostro corpo, oppure ascoltate della musica in sottofondo, ricordate immagini gradevoli che vi tornano alla mente, visualizzate un colore che vi piace. Procedete come preferite, con l’unico scopo di sentire in modo piacevole e rilassante ciò che state facendo.

Dopo qualche tempo allontanate lentamente le mani dal viso percependo le differenze rispetto al momento precedente in termini di temperatura, luce, eccetera; quindi, sbattendo le palpebre, riaprite gli occhi.

Nella pratica del palming l’unica cosa importante è che l’esperienza deve essere rilassante. Scegliete voi la modalità che preferite affinché lo sia.

Sunning

Esponete gli occhi chiusi alla luce diretta del sole scegliendo un momento della giornata in cui il sole non sia troppo alto nel cielo. Muovete la testa pigramente in tutte le direzioni. Percepirete la luce del sole che entra nei vostri occhi e si muove al loro interno. Fate in modo che il suo movimento sia tale da passare, scivolando, su tutta la superficie interna (la retina, per intenderci). Proseguite per qualche minuto godendovi le sensazioni che devono sempre essere piacevoli e rilassanti.

Se volete, alternate il sunning a qualche minuto di palming. In questo caso dopo il palming allontanate lentamente le mani dal viso, sempre tenendo gli occhi chiusi. Fatelo molto lentamente e potrete percepire una lenta e piacevole variazione dei colori che dal nero, durante il palming, sfumeranno nel viola scuro, quindi rosso, arancio, ecc. mentre allontanate le mani.

Ripetete quindi il sunning, senza riaprire gli occhi, e godetevi le differenze in ciò che potrete percepire: luce diversa con diversa distribuzione, colori differenti, sensazioni più piacevoli, ecc.

Ricordate sempre di adattare la pratica sopra descritta in modo che per voi sia piacevole. Se troverete più piacevole proseguire nel sunning senza alternarlo ogni tanto al palming, fatelo. Se preferite alternarlo al palming e notare le variazioni ogni volta, assecondate il vostro desiderio finchè proverete il desiderio di modificare l’esecuzione; a quel punto troverete una nuova modalità.

Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 21

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Giorgio Ferrario è insegnante metodo Bates - Direttore della Scuola Bates Italia - Laureato in Scienze Motorie - Counselor, Trainer e Formatore Olistico specializzato Metodo Bates accreditato SICOOL n° 929 - Assistente metodo Fiorella Rustici®, Presidente dell'associazione culturale SOPHIE. Ha...
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