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Vaccini singoli o polivalenti: è possibile scegliere

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 1 anno fa


Vaccini singoli o polivalenti: è possibile scegliere

Le vaccinazioni pediatriche in Italia non sono tutte obbligatorie e molto spesso vengono somministrate in soluzioni polivalenti, come l'esavalente

Il dibattito sulle vaccinazioni pediatriche ha raggiunto soprattutto negli ultimi tempi proporzioni davvero enormi.

Il confronto tra favorevoli e contrari è estremamente acceso e spesso si è trasformato in un vero e proprio scontro.

Tanto è già stato scritto su questo argomento. Oggi però vogliamo concentrarci su un fattore che è davvero il cuore del problema, ovvero la libertà di scelta dei genitori.

Indice dei contenuti:

Scegliere in modo consapevole e informato

Il diritto di scegliere quali cure preventive somministrare ai propri figli dovrebbe essere sacrosanto, così come sancito anche dalla legge, e non continuamente soggetto alla critica e alla gogna mediatica.

Per poter esercitare correttamente questo diritto, però, è necessario che le persone siano informate in modo dettagliato e trasparente. Andrebbero spiegati in modo chiaro quali sono i farmaci che vengono sottoposti ai piccoli (perché di farmaci si tratta), quali sono i componenti e anche i possibili effetti collaterali (nessun farmaco ne è mai del tutto esente).

I bugiardini (o foglietti illustrativi) devono sempre e obbligatoriamente accompagnare tutti i farmaci in modo che il paziente sia del tutto informato su ciò che sta per assumere. Nel caso delle vaccinazioni, però, rarissimamente questi vengono consegnati dal medico e solo su esplicita richiesta da parte del paziente o, nel caso dei bambini, dai parte dei genitori.

Purtroppo i vaccini sono considerati un vero e proprio dogma, da accettare in modo incondizionato e senza alcuna riserva. Chi si pone delle domande è un irresponsabile e viene criticato senza possibilità di appello.

Obbligatori e consigliati: cosa sono i vaccini polivalenti

La legge italiana prevede che i vaccini pediatrici obbligatori siano solo 4: antidifterico, antitetanico, antipoliomielitico e antiepatite-B. Tutti gli altri, inclusi quelli contro la rosolia, il morbillo, la pertosse, la parotite (gli “orecchioni”) e il meningococco C, sono solo fortemente raccomandati.

Qui però si pone un problema: in Italia le quattro vaccinazioni obbligatorie vengono somministrate prevalentemente attraverso un farmaco esavalente, cioè tutte insieme e con l'aggiunta di due vaccini solo consigliati, quelli contro la pertosse e contro il batterio Hib (Haemophilus Influenzae tipo b).

Non esiste infatti un farmaco che contenga solo ed esclusivamente i quattro obbligatori.

I genitori possono decidere di non far somministrare le dosi contro pertosse e Hib, ma spesso non sono informati di questa possibilità.

Lo stesso avviene per la possibilità di richiedere la somministrazione dei vaccini singoli (quelli monovalenti contro il tetano e la polio si possono trovare anche in farmacia), ma anche in questo caso la maggior parte delle persone non è a conoscenza di questo diritto.

In sostanza si viene obbligati ad accettare di vaccinare il proprio figlio con 6 vaccini contemporaneamente, che di fatto contengono i microorganismi del virus o del batterio che devono combattere, anche se attenuati nella loro pericolosità.

Questo metterebbe a dura prova il sistema immunitario di un adulto, figuriamoci quello di un neonato di neanche un anno.

Senza contare poi il fatto che l'intero Sistema Sanitario Nazionale spinge fortemente i genitori a somministrare ai propri bambini anche altri vaccini non obbligatori, come il trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia), l'antivaricella, l'anti-HPV (Human Papilloma Virus, per le bambine di 12 anni) e altri ancora.

Alzare l'età delle vaccinazioni

Molti antivaccinisti considerano anche un altro punto, quello della giovanissima età dei piccoli vaccinati.

La prima inoculazione del vaccino esavalente avviene entro il terzo mese di vita dei bambino, mentre le altre due entro il quinto e l'undicesimo mese. Un periodo in cui il sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo e assestamento.

Molti si chiedono quindi se non sarebbe meglio fare queste iniezioni più avanti nel tempo. Per esempio in Giappone i vaccini sono effettuati dopo i 2 anni, quando il bambino è già più grande e ha avuto la possibilità di costruirsi un sistema immunitario più resistente.

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