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Una buona alimentazione - Estratto da "Manuale di Alimentazione Naturale per il tuo Cane"

di Katya Cervio, Dott.Giovanni Lorenzi 3 mesi fa


Una buona alimentazione - Estratto da "Manuale di Alimentazione Naturale per il tuo Cane"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Katya Cervio e Dott.Giovanni Lorenzi e scopri come far star bene il tuo cane attraverso una corretta alimentazione

State pensando di cambiare alimentazione al vostro amato cane, ma non sapete da dove iniziare? Non vi preoccupate, passo passo cercheremo di districarci tra le vie della cultura alimentare per cani.

Indice dei contenuti:

Per una vita sana

Insieme vedremo cosa possono mangiare, cosa devono assumere e quali alimenti è meglio non coinvolgere nella loro dieta.

Vi dovrete armare di pazienza, di voglia di studiare, leggere, scoprire e sperimentare, perché la regola fondamentale è che: OGNI CANE È UN INDIVIDUO UNICO e in quanto tale sarà soggetto di una dieta personale e variabile durante tutta la sua vita.

Con queste premesse riuscire a stabilire una dieta per il proprio compagno a quattro zampe sembra un'impresa ardua, ma vedrete che, insieme anche a noti esperti del settore, che illustreranno la loro visione alimentare, riusciremo a costruire un cammino che ci porterà alla conoscenza dei veri bisogni alimentari dei nostri cani.

Pronti? Partiamo.

Intervista al dottor David Bettio, medico veterinario omeopata

Come possiamo effettuare un passaggio corretto da una dieta industriale alla dieta BARF?

«Non esiste un metodo unico per fare un passaggio dalla dieta industriale alla dieta a crudo. Prima di tutto vorrei fare un distinguo tra cane e gatto per la loro diversità di approccio al cibo. Il cane, essendo un predatore di branco, oppure un predatore opportunista (mangia le prede in proteolisi attivata lasciate da altri predatori), affronta il cambiamento in modo più facile rispetto al gatto.

Il gatto al contrario, essendo un predatore solitario, affronta il cambiamento con molta più cautela. Infatti se il cibo non è consueto, e quindi ha una più alta possibilità di rischio per la sua incolumità, il gatto è molto diffidente: rischiare per un cibo non conosciuto metterebbe a repentaglio la sua vita.

Il cane invece, che etologicamente fa parte di un branco, si può permettere di rischiare di più, poiché la morte del singolo non metterebbe a repentaglio il gruppo. La diversità nell'ecogramma si rispecchia anche nell'atteggiamento venatorio e quindi nell'istinto di sopravvivenza.

I due fattori da tenere in considerazione per il cambio alimentare sono: animale e il proprietario.

Sella mia esperienza ho visto molti cani passare dal cibo preconfezionato alla BARF nell'arco di una giornata senza avere alcun problema. Altre volte sono servite strategie e osservazioni per giungere alla sommini-srazione della dieta a crudo.

. passo essenziale è la collaborazione tra veterinario e proprietario. Il proprietario è colui che meglio conosce il proprio animale nelle minime sfumature. Egli infatti sa se è un cane che può "mangiare anche i sassi", oppure se è capriccioso nei confronti del cibo, oppure se ci sono delle fonti di origine animale o vegetale che possono provocare problemi di intolleranza, allergia o semplice disgusto.

Con questi animali si possono attuare delle strategie di avvicinamento alla dieta a crudo iniziando a introdurre singole fonti proteiche, magari cotte, per arrivare progressivamente al crudo.

Questo vale anche per le altre componenti della dieta BARF, come la trippa, le frattaglie e le ossa polpose crude. Alcuni cani possono non essere competenti nella masticazione; per questo motivo vanno sempre affiancati e osservati durante le prime settimane di passaggio a un nuovo cibo.

A volte è utile introdurre qualche giorno di digiuno prima di passare alla BARF. Spesso cani, che sono stati alimentati a cibo standardizzato, uguale tutti i giorni nella sua forma e nella sua formulazione, hanno elaborato una risposta standardizzata a ciò che mangiano. Sono quei cani che, appena ricevono un cibo "diverso dal solito", vanno in diarrea, se non peggio.

Questo non significa che la carne cruda faccia male, ma che il cane è "ammalato" da cibo standardizzato. Il microbioma e l'immunità intestinale non sono più in grado di gestire la diversità dei cibi.

Questa forma di non adattamento produce sintomi funzionali come la diarrea, che vanno inquadrati nell'incapacità dell'individuo di gestire la variabilità. Chi non impara non si adatta. Chi non si adatta non si evolve. Chi non si evolve, soccombe».

Ogni pasto deve essere bilanciato?

«No. Prima di tutto vorrei chiarire che ci sono modi diversi di ritenere una dieta "bilanciata". Se solo si guarda un documentario naturalistico, si vedono animali che vivono per molti anni seguendo diete naturali non bilanciate.

Esistono testuggini che vivono quasi 150 anni senza avere un nutrizionista attaccato al carapace che indica mattina, mezzogiorno e sera che cosa va mangiato e che cosa no. Molti lupi e molti grandi felini possono stare parecchi giorni senza toccare cibo, ma non per questo andranno in stato carenziale di qualche vitamina o micro-macroelemento.

Hanno una dieta bilanciata perché hanno capacità adattative nei confronti del digiuno o dell'abbondanza e perché sanno riconoscere il cibo adatto alle loro esigenze.

La dieta bilanciata è concettualmente corretta, ma ciò non significa che il mio animale debba necessariamente mangiare tutti i giorni la medesima cosa. La standardizzazione del cibo nella sua ricetta e nella sua modalità di somministrazione è un concetto mutuato dall'industria mangimistica che ci ha fatto credere che, per non avere problemi carenziali, dobbiamo mangiare tutti i giorni lo stesso cibo.

Questo non succede mai in natura. Ma non succede nemmeno sulle nostre tavole.

Ci pensate se tutti i giorni, a colazione, pranzo e cena, ricevessimo sempre la stessa minestra? Dopo pochi giorni inizierebbero le prime lamentele, anche se fosse la minestra più bilanciata sulla faccia della terra.

Però è così che molti di noi nutrono i propri animali: stesso cibo, tutti i giorni. Non importa che fuori faccia caldo o freddo, se corro 10 chilometri o se sto sul divano: tutti i giorni lo stesso cibo. Dallo svezzamento al giorno prima di morire. Una noia industriale!

Il cibo deve essere bilanciato, ma nell'arco di un periodo medio. Gli animali attuano dei processi di tesaurizzazione che permettono loro di accumulare sostanze preziose per i periodi di restrizione.

Quindi il bilanciamento può avvenire nell'arco di diverse settimane, proponendo ciotole con cibo diversificato ogni giorno, mantenendosi saldi alle linee guida della BARF nelle sue indicazioni percentuali.»

Si può ipotizzare un'alimentazione mista BARF e industriale?

«Ni. A me non piace molto mischiare le diete, per il semplice fatto che non ha senso. Spesso la dieta mista viene fatta perché il proprietario ha difficoltà a gestire due pasti BARF nell'arco della stessa giornata. I cani adulti non hanno bisogno di due pasti al giorno, a meno che non ci siano delle motivazioni legate a particolari patologie.

Se ci sono dei problemi organizzativi si può attuare una dieta mista, facendo attenzione il più possibile a non dare cibo industriale assieme al cibo crudo nello stesso pasto.»

Si può effettuare un cambio di alimentazione a qualsiasi età? Anche con un cane anziano o un cucciolo?

«Sì. Il cane anziano che per molti anni ha mangiato un certo tipo di cibo dovrà affrontare il cambio in modo graduale, per le motivazioni che ho esposto prima. Inoltre si dovrà porre molta attenzione allo stile di vita e alla concomitanza con eventuali patologie per adeguare la ciotola alle esigenze dell'individuo.

Un cane anziano non ha bisogno di molta benzina, di cibo energizzante, perché gli basta poco per il poco che deve fare. Un cane anziano non deve fare le medesime performance di quando era un giovincello. Quindi la ciotola deve rispettare questo suo momento.

Il cambiamento andrà ideato assieme al proprietario, che ne conosce tutte le caratteristiche. Un'avvertenza particolare va posta sulle ossa polpose che dovranno essere morbide per facilitare la masticazione.

Ho notato invece che i cuccioli si adattano molto più velocemente al cambio di dieta. La loro ciotola dovrà essere adeguata alla loro razza, età e alla loro attività.»

La dieta BARF originale prevede solo fonti proteiche, frutta e verdura. Lei come la interpreta? Utilizza anche prodotti caseari e carboidrati da cereali?

«I cereali si possono introdurre nella ciotola del cane. Mi riferisco a cani con particolari esigenze, come i cani da lavoro, che devono avere un supporto calorico per la loro attività, oppure ai cani di grossa mole, per ridurre in qualche modo il costo derivato dalle proteine di origine animale.

Altro è il caso di cani con particolari problemi patologici, per i quali si può optare per una dieta che preveda fonti di carboidrati da cereali o fonti proteiche e di grasso da prodotti caseari. La mia raccomandazione è quella di evitare il più possibile farine di cereali, evitare cereali contenenti glutine e utilizzare formaggi magri freschi o ricotta.»

Consiglia integratori alimentari in una dieta BARF?

«A volte è necessario fornire un adeguato supporto nutrizionale in cani e gatti che ancora non seguono un regime vario di cibo fresco e crudo. Succede spesso all'inizio della BARF, quando cani e gatti non sono ancora abituati a mangiare le ossa polpose o le frattaglie, oppure ancora non si adeguano al regime crudista.

Può succedere che ci vogliano parecchie settimane per riuscire a introdurre la ciotola BARF completa, ed è una buona precauzione fornire un integratore alimentare all'animale.»

Quali sono i vantaggi di una dieta BARF?

«I vantaggi della dieta BARF sono vantaggi sanitari, ecologici e culturali. Ormai ho migliaia di pazienti Barfisti, e la stragrande maggioranza gode di ottima salute, cani e gatti sani e vitali fino a ragguardevoli età.

Inoltre la BARF è stata spesso utile per risolvere o affiancare terapie omeopatiche, che hanno portato alla risoluzione di casi gravi di malattie croniche Dase allergica, autoimmune o metabolica.

La BARF è un alleato fondamentale per la salute dei nostri cani e gatti. È una classica cosa che, se la inizi, non torni più indietro, lo sto male se per qualche motivo devo dare le crocchette al mio cane.

Inoltre la BARF ha un impatto ecologico minore della dieta preconfezionata: basti pensare a quanta energia e acqua vengono usate per processare del cibo che potrebbe essere mangiato crudo invece che cotto.

Per non parlare di tutto il packaging che viene utilizzato per il confezionamento del cibo industriale, che poi finisce negli inceneritori e nell'aria che respiriamo noi e i nostri animali.

Usare gli scarti di macellazione come carcasse di polli e tacchini, teste di coniglio, trippa verde, frattaglie varie e porzioni di animali che verrebbero gettate nell'immondizia cedo sia un contributo non trascurabile della dieta BARF nei confronti dell'ecologia.

Ultimo vantaggio, ma non meno fondamentale, è l'aspetto culturale. Credo che la BARF riesca a darci la percezione di riappropriazione del senso del cibo. Per molti anni la mia categoria ha delegato l'industria a e.aborare le diete per i nostri animali, partendo dal concetto che i cani sono come dei polli di allevamento che necessitano di un cibo standardizzato e bilanciato tutti i giorni, al fine di ottenere delle performance particolari su un numero enorme di animali a costi bassissimi.

Questo tipo di approccio nutrizionale ha avuto il vantaggio di facilitare l'introduzione e la detenzione di cani e gatti nelle famiglie italiane, con la triste constatazione che, dopo pochi anni, ci sono canili e gattili che traboccano e associazioni rescue di razza che non sanno più dove sbattere la testa. 

Per loro tutti gli animali sono uguali, tutti i pastori tedeschi sono uguali, tutti i maine coon sono uguali. Ma noi sappiamo che non è così. Che quella non è la verità. Questo tipo di alimentazione non è rispettosa né dell'etogramma del cane e del gatto, né delle esigenze individuali.

Basta osservare di che cosa hanno bisogno i cani, perché non la autoproducono, per capire che cosa devono mangiare: la carnicina, che si trova nelle carni, mentre i gatti hanno bisogno di taurina, anch'essa presente nella carne.

Con la BARF ci riappropriamo della sovranità del cibo, che non deve essere, a mio parere, la sovranità delle aziende mangimistiche.»

Manuale di Alimentazione Naturale per il tuo Cane

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Katya Cervio, Dott.Giovanni Lorenzi

Osservare il comportamento del cane che mangia può dirci molto sulla sua indole. Spesso, per adattarsi al proprietario, i nostri amici a quattro zampe modificano il loro essere in modo sostanziale. Il cibo riporta il cane...

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Katya Cervio

Katya Cervio, insegnante, educatrice cinofila, esperta in zooantropologia assistenziale e didattica, fondatrice e Presidente di un'associazione culturale.
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Dott.Giovanni Lorenzi

Giovanni Lorenzi, medico veterinario, dopo 20 anni di libera professione diventa dirigente ASL responsabile del canile sanitario Sill di Bolzano e si occupa del controllo sul territorio provinciale degli alimenti di origine animale. Cura il suo branco famigliare composto da tre figli e cinque...
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