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Tutti a bere senza più sete

di Serge Schall 1 anno fa


Tutti a bere senza più sete

Leggi un estratto dal libro di Serge Schall "Piante da Bere"

Riflessione: perché l'uomo uccide? Uccide per nutrirsi. Ma non solo per il cibo: spesso anche per una bevanda, sosteneva Woody Allen (Dio, Shakespeare e me). Un approccio ragionevole e sensato alla questione, secondo me.

Alphonse Allais aveva avuto l'ispirazione prima («L'uomo non uccide solo per mangiare, ma beve anche»).

L'umanità non ha bisogno di pensare a bere: rientra nel semplice riflesso di sopravvivenza, niente di più che pensare a respirare o a controllare le proprie gambe per camminare. Di fatto, non deve sforzarsi di pensare che è composto di acqua per circa il 60% (questa percentuale varia con l'età), che in fin dei conti non è altro che acqua dotata di ragione. Dovrebbe pensarci più spesso, magari non bistratterebbe così il prezioso liquido.

Piante da bere: lo si comprende immediatamente dal titolo di questo libro, parla di piante che entrano nella composizione delle nostre bevande. Aver scelto bevande a base di piante è quasi un pleonasmo, tanto le piante rivestono il quasi monopolio nella preparazione dei beveraggi.

Il numero delle bevande animali è molto esiguo: solo il latte è universale e occupa una posizione di rilievo. Più raramente, si trova il sangue essenzialmente presso le popolazioni nomadi, per le quali niente va sprecato. Talvolta, una nutriente mescolanza dei due (presto, il mio infuso al timo e melissa, ho la nausea!).

Quindi, non appena decidiamo di migliorare la semplice acqua per renderla più «gustosa» da bere, ci rivolgiamo sempre alle piante.

Quanto a sostanze minerali, nella tradizione sono assenti; no, il latte di calce (sospensione di particelle di idrossido di calcio in acqua) non si beve, nemmeno nei laboratori di chimica. Le troviamo solo molto di recente, nelle bevande chimiche ed energizzanti della nostra epoca.

Il che ci porta a riflettere su questo bisogno di golosità. Che cosa ha indotto i primi uomini a bere e a mangiare «meglio»? La golosità è antica quanto l'uomo?

Una traccia verosimile ce la fornisce la medicina. Senz'altro, le piante si sono ritrovate nell'acqua e in altri liquidi per venire somministrate sotto forma di farmaco.

Molte di esse con azione fitoterapica hanno un sapore forte, amaro, e hanno un effetto revulsivo. Per somministrarli, era necessario rendere i medicinali più gradevoli. I primi ad aggiungere zucchero alle loro preparazioni sono stati gli Arabi: avevano dimestichezza con lo zucchero di canna, e prima di loro si usava il miele. È così che hanno spianato la strada alla produzione dolciaria. Le spezie e lo zucchero verranno impiegati per secoli dai farmacisti, che ne avranno una sorta di monopolio dato l'elevato costo dei prodotti.

Possiamo dunque supporre che le prime bevande gradevoli siano state medicine. Come siamo scivolati verso il piacere puro e semplice? Non è difficile indovinarlo... l'uomo ha permesso a una sua tendenza naturale di esprimersi.

Le bevande a base vegetale, in ambito nutrizionale, hanno un loro posto fin dalla notte dei tempi. Le bevande più importanti, come il vino e la birra, sono state considerate alimenti a tutto tondo fino a poco tempo fa, prima di diventare bevande del tempo libero. Altre erano tenute in alta considerazione per i loro vantaggi nutrizionali, come le orzate dense a base di orzo, prima di venire diluite per diventare bevande. Le preparazioni di aperitivi e di digestivi sono innumerevoli.

Dal momento che la morale era troppo rigida, è proprio grazie a questa contraddizione che l'alcol e il suo abuso si sono fatti strada, sommariamente camuffati. Una menzogna ammessa da tutti.

Infine, la bevanda è l'uomo. Bere in ogni occasione della giornata e in determinate tappe della vita è, prima di tutto, un segno sociale molto forte. Offrire da bere è, dopo la stretta di mano, il primo segno rivolto all'altro, familiare o estraneo. Quanti caffè e aperitivi ciascuno di noi avrà trangugiato in vita sua, senza avere sete?

E ciò è vero al punto che hanno assunto un'importanza capitale i luoghi in cui li consumiamo. Il bar spesso è il centro di tutta la vita sociale; è lì che la mattina chi lavora passa a bersi un caffè, prima di «andare». E' sempre al bar che si svolgono le interminabili discussioni per rifare il mondo. I circoli repubblicani sono stati dei calderoni dove ribollivano le nuove idee, oggi il desiderio di riflessione viene appagato nei caffè filosofici o letterari.

Le piante da bere sono quindi al centro della nostra vita.

Alcune di esse restano nella dimensione discreta e intima delle coltivazioni e dell'uso familiari: l'arancio amaro dei vini prodotti in casa, usciti dall'oscurità dei grandi buffet quasi neri delle nostre nonne. D'altra parte, alcune hanno scritto loro malgrado pagine terribili della storia dell'umanità: il caffè, il cacao, la canna da zucchero sono diventate rapidamente materie prime strategiche, lasciando dietro di sé guerre, schiavitù, sommosse, catastrofi, e costruendo la propria fortuna sugli imperi industriali e i rivolgimenti economici e sociali che presuppongono. Altre, indirettamente, hanno salvato numerose vite: i birrai, bevendo solo birra, hanno evitato tutte le epidemie di colera dovute all'acqua contaminata.

Le bevande danno un ritmo alla nostra quotidianità, dal caffè, o da quello di cicoria, al tè della colazione fino alla tisana della sera; nel frattempo, avremo condiviso un aperitivo, gustato un bicchiere di vino al bar o al caffè all'angolo, e vivacizzato il pranzo veloce con un goccio di nero.

A proposito, devo fermarmi qui, o rischio di scriverne per venti pagine ed è giusto l'ora del mio anice.

Tratto dal libro:

Piante da Bere

Dagli sciroppi agli infusi, dai digestivi ai liquori: tutto quello che serve sapere per preparare bevande per tutte le occasioni

Serge Schall

Tutte le bevande, tranne l’acqua e il latte, si ottengono dalle piante. Quanto ne siamo consapevoli? E le conosciamo davvero e le utilizziamo al meglio?

In un solo libro troviamo: un manuale ricco di informazioni da consultare, un ricettario elegante, un volume di storia e un’opera narrativa.

Le foto delle piante e del loro frutto a grandezza reale permettono di meglio visualizzare e memorizzare le caratteristiche della singola pianta.

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Serge Schall

Serge Schall è nato a Marsiglia nel 1958 e si è laureato a Montpellier in ingegneria agraria presso l’École nationale supérieure d’Agronomie e presso l’Université des Sciences et Techniques del Languedoc. Da oltre 10 anni si occupa di giardinaggio e di orticultura e collabora con le...
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