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Tutta colpa del pensiero - Estratto da "Vademecum Antistress"

di Giulio Cesare Giacobbe 2 mesi fa


Tutta colpa del pensiero - Estratto da "Vademecum Antistress"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Giulio Cesare Giacobbe e scopri tutto quello che hai bisogno di sapere sullo stress

Cos'è lo stress?

Contrazione muscolare. Nient'altro che contrazione muscolare.

Lo stress si manifesta nel corpo come contrazione muscolare. Ma non è così semplice.

Indice dei contenuti:

Lo stress

Se lo fosse basterebbe una compressa di sedativo, per cambiarci la vita.

E vedresti per le strade una folla di persone felici.

E invece no.

Le nostre città sono invase da due tipi umani.

Gli zombie (quelli che prendono i sedativi) e gli schizzati (quelli che non li prendono).

I rimanenti, le persone normali, sono pochissimi.

In campagna di più.

Ma questo libro è scritto per le persone di città, non per le persone di campagna.

Probabilmente in campagna questo libro non ci arriva nemmeno.

Ma non importa.

Là non serve.

Serve qui, in città.

Dove ci sono gli zombie e gli schizzati.

Gli zombie non hanno contrazioni muscolari ma non sono felici.

Non è stata ancora inventata, la pillola della felicità.

Non lasciarti ingannare dalla droga. La droga è un sedativo, non è la pillola della felicità.

Il problema dello stress è che chi ce l'ha spesso non sa di averlo.

Perché la contrazione muscolare, quando diventa abituale, non è più avvertibile.

Credi semplicemente di avere dei problemi. Come tutti.

E che è normale, avere dei problemi. Chi non ha dei problemi è un cretino. Quindi non puoi nemmeno farti un'auto-diagnosi.

Ma c'è un altro sintomo, dello stress, che ti permette di sapere se ce l'hai.

Non puoi fare a meno di pensare.

E di parlare.

Magari a mitraglia.

Cinquemila parole al minuto.

Puoi appurarlo con un test.

Siediti in una stanza vuota e osserva la tappezzeria.

Se entro cinque minuti te ne vai incazzato dicendo: «Ma guarda un po' se devo perdere il mio tempo dietro a questo cretino di Giacobbe!», vuol dire che non solo sei davvero sotto stress, ma sei pure un nevrotico.

In sostanza sei sotto stress se non riesci a fare silenzio dentro di te.

Se non riesci a guardare un tramonto senza pensare a niente.

Se non riesci a fare a meno di pensare.

Perché lo stress si manifesta nel corpo, ma nasce nella mente.

Si manifesta nella mente come pensiero compulsivo.

È nella mente, la fabbrica dello stress. Per dirla con i materialisti, nel cervello.

Il cervello invia un segnale alle ghiandole surrenali le quali immettono adrenalina nel sangue ed è fatta.

L'adrenalina provoca la contrazione muscolare.

Ti si chiude la bocca dello stomaco, ti viene un nodo alla gola, non riesci più a respirare, ti si rizzano i capelli in testa, ti vengono i sudori freddi e diventi un nodo confronto al quale la gassa d'amante è uno scherzo da ragazzi.

Ma come si permette il cervello di farti tutto questo?

Lavora forse contro di te?

E forse l'artefice di un progetto segreto che ha come fine il condurti a un suicidio inconscio?

Ebbene, mi rincresce dirlo, ma a volte sembra essere proprio così.

A volte la gente si comporta come se volesse suicidarsi.

Votando un certo partito o un certo uomo politico, ad esempio.

Ostinandosi a vedere una certa trasmissione televisiva.

Continuando a frequentare una certa persona.

Persistendo in certe idee.

E come se fosse ipnotizzata da un gufo appollaiato sul ramo della sua vita e non potesse fare a meno di farsi del male.

Perché è evidente, che lo stress uccide.

Ma come mai il Creatore, così buono e caritatevole, ha inventato lo stress?

Per salvarci la pelle. Proprio così.

E come l'iniezione per il bambino. Lo terrorizza, gli fa male, ma gli salva la pelle. Perché lo stress è quello che ci spinge a reagire alle aggressioni.

Infatti è finalizzato all'azione.

All'inizio lo stress non c'era.

E la gente moriva come mosche.

Gli animali, morivano come mosche.

Pecore che si facevano mangiare dai lupi.

Lupi che si facevano mangiare dagli uomini.

Uomini che si facevano mangiare dai leoni.

Non muovevano nemmeno un dito, per salvarsi la pelle.

Una massa di imbecilli.

Una carneficina.

In due settimane tutta la creazione è andata a farsi benedire.

Il Creatore non ci ha dormito la notte. Poi gli è venuta l'idea. Una genialata.

Ha inventato lo stress.

Una contrazione automatica dei muscoli che ti mette nella condizione di scattare come una molla e salvarti la pelle.

Che ti spinge all'azione.

L'azione, poi, scarica lo stress.

Ma se noi non scarichiamo lo stress con l'azione, lo stress ci rimane incollato addosso.

E noi viviamo in una condizione permanente di stress.

Ma cosa fa nascere lo stress, nella mente? Una cosa comune a tutti gli esseri viventi. La paura.

La paura

La paura è il grande nemico della nostra vita.

E la paura a produrre lo stress.

Senza la paura la vita sarebbe una cosa meravigliosa.

Vivremmo in un film di Walt Disney, dove il massimo pericolo è rappresentato da Gambadilegno e dove il massimo della sfiga è essere Paperino, che intanto ha l'auto, la fidanzata e persino una famiglia, per quanto strana.

E invece no.

La paura ci insegue per tutta la vita.

Paura dei pericoli, degli imprevisti, delle malattie, della povertà, della solitudine, della vecchiaia, della morte.

E la paura produce stress.

Perché?

Perché la paura è la risposta che noi esseri viventi diamo alle aggressioni.

E tutte quelle cose, i pericoli, gli imprevisti, le malattie, la povertà, la solitudine, la vecchiaia, la morte, per noi sono aggressioni al nostro Io.

Quindi il cervello invia un segnale alle ghiandole surrenali, le quali producono adrenalina, che fa contrarre i muscoli.

In questo modo siamo pronti a tagliare la corda.

I muscoli contratti, infatti, permettono di distendersi dando luogo alla fuga.

Ma che corda possiamo tagliare di fronte agli imprevisti, alle malattie, alla povertà, alla solitudine, alla vecchiaia, alla morte?

Non possiamo sfuggirvi.

Quindi i nostri muscoli rimangono contratti.

Noi diventiamo dei nodi stretti allo spasimo dallo sforzo che fa la vela della nostra vita per resistere al vento impetuoso del nostro destino.

Questo, è lo stress.

Contrazione muscolare cronica.

Che è divenuta tale perché non scaricata con l'azione.

Lo stress ci viene dalle paure immaginarie.

Nelle paure reali, quelle che ci fanno scappare quando qualcuno ci aggredisce, lo stress si scarica con la fuga.

Ma nelle paure immaginarie, dove scappiamo?

La contrazione muscolare, lo stress appunto, non si scarica e ci rimane incollato addosso. Quindi ciò che dobbiamo eliminare sono le paure immaginarie.

Ma come distinguiamo le paure immaginarie dalle paure reali?

La nostra mente ha perduto la capacità di fare questa distinzione.

Ti do io una ricetta prèt-à-porter che ti toglie ogni dubbio.

Nella paura immaginaria l'aggressore non è fisicamente presente ma solo pensato.

Se sei a bordo di un aereo che sta precipitando, la tua paura è reale.

Se invece pensi che il tuo aereo può precipitare mentre sei seduto nell'aeroporto, la tua paura è immaginaria.

Ti ho detto che un sintomo tipico dello stress è l'intensificazione e la velocizzazione della comunicazione verbale.

Se uno parla a mitraglia o è scemo o è stressato.

Immagino che tu pensi, riguardo a te stesso: meglio stressato che scemo. No.

Niente è peggio dell'essere stressato. Lo stress ci rovina la vita. Anche la morte.

Scemo è meglio. Tieni conto di una cosa. Un po' di stress è necessario per vivere.

Senza, saremmo come una bambola gonfiabile bucata.

Bella, magari, ma inutilizzabile. Un po' di stress ci vuole. Ma non troppo. Insomma QB.

Quanto basta.

Ma siamo alle solite.

Niente, nella vita, è in giusta misura.

O tutto o niente.

Come la statistica dei polli.

Due polli a testa.

Ma c'è sempre chi ha quattro polli e nemmeno uno.

A proposito di polli. E gli animali?

Come gestiscono lo stress, gli animali?

Vademecum Antistress

Da portare sempre con sé e da consultare in caso di necessità

Giulio Cesare Giacobbe

"Questo libretto puoi leggerlo ovunque. Apposta li ho fatti corti, i capitoli. Perché possano essere letti in un paio di minuti. Il tempo di aspettare l’autobus. Ma devi leggerlo diverse volte. Finché ti entra dentro."...

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Giulio Cesare Giacobbe si è laureato in Filosofia all'Università di Genova e in Psicologia negli Stati Uniti (California). Ha praticato analisi personale e formazione in psicoterapia presso l'Istituto di Psicosintesi di Firenze. E' titolare dell'insegnamento di Fondamenti delle Discipline...
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