Macrolibrarsi.it
800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Sulle Ali di Fedor

di Riccardo Geminiani 2 anni fa



Le illuminanti e irriverenti riflessioni di un bambino sui grandi temi dell’esistenza

Nei bambini esiste già tutto.

Tutto ciò che da adulti spesso ci ritroviamo a rincorrere attraverso maestri, metodi, letture, nei bambini è già presente. E in abbondanza.

La sapienza infantile tutto contiene. E sono i bambini stessi a testimoniarcelo.

Osservare un bambino (fino ai due o tre anni di età) è il primo passo per ricordare quello stato originario di grazia da cui proveniamo.

Uno stato fatto di meraviglia, libertà, creatività, magia, presenza, potenza, gioia e bellezza.

Il secondo passo è tornare in quello stato. Che è la vera missione di un adulto.

Ispirarsi al bambino e rifarsi bambino, il ricordare prima e riappropriarsi poi di quella ingenuità originaria, il tornare a quella essenza luminosa e omnicomprensiva.

Un ritorno che non è un indietreggiare, ma un avanzare, in quanto l’adulto che vi ritorna lo fa con e nella consapevolezza, che è ciò che manca al bambino.

Tornare in quello stato incontaminato, ma tornarvi con consapevolezza.

L’ingenuità – dove per ingenuità si intende appunto quello stato di grazia infantile – non è quindi più origine, ma fine. Approdo. Il traguardo finale.

Questo spazio inneggia a ciò. E ha eletto una guida d’eccezione per incamminarsi in questo percorso. Un bambino. Il suo nome è Fedor.

Vi presento Fedor

Fedor è un bambino russo di 12 anni.

La prima frase che mi disse appena arrivato in Italia (allora aveva 6 anni) fu: “Anch’io non sono venuto a portare la pace”.

Una frase – così come quella successiva (“Sono il fratello minore di Gesù. Ma molto minore”) – rivelatrice di ciò che mi attendeva ma soprattutto di chi si nascondeva dietro quello sguardo luminoso.

Luminoso come luminosa e sorprendente era ogni parola che usciva dalla sua bocca e che io, nei 2 anni successivi, annotai fedelmente in piccoli taccuini che portavo sempre con me.

Da quei taccuini poi nasce un libro (Angeli, zanzare e castelli edito da Il Punto di Incontro con prefazione di Igor Sibaldi e Massimo Gramellini).

In quelle frasi Fedor dimostra di conoscere con disarmante chiarezza concetti profondi e le più importanti leggi spirituali: anima, reincarnazione, risveglio, pensiero positivo, legge di attrazione, magia, gratitudine, meditazione, bellezza, verità, stupore, presenza, qui e ora.

Con parole e linguaggio suo Fedor parla di tutto ciò. Sospeso tra candore e poesia. Come lo sono molti dei momenti trascorsi insieme.

Ricordo, una sera estiva, entrambi assorti dalla vista di un cielo stellato, io gli mormorai: “Che luna, che stelle, che maestosità. Viene voglia di gettarcisi in questo cielo”.

E lui, dopo un breve sospiro: “Non c’è bisogno di gettarsi nel cielo, ci si può stupire delle cose anche in terra. Noi siamo già in cielo”.

O quando di fronte a una bambina che si lamentava del proprio aspetto, lui guardandola negli occhi: “Non importa se sei bella o brutta, l’importante è che ci sei”.

Alla dolcezza Fedor mescola ironia, ma anche tanta intransigenza. È un bambino che ti forza alla presenza. Uno specchio implacabile per chi gli gravita attorno.

Un giorno avevo smarrito le chiavi dell’auto e lui con tono consolatorio: “Bisogna aprire gli occhi, perché se cerchi e hai gli occhi chiusi è impossibile trovare”.

O in un’altra occasione dopo averlo appena rimproverato per avermi rotto una penna: “Ma sono cose. Sono solo cose. Capisci?”.

Uno sguardo attento e martellante, ma sempre amorevole.

Alla maestra che gli chiedeva quale fosse il più bel regalo che avesse mai ricevuto, lui: “La mia vita”.

E un giorno mentre stringeva il suo peluche prediletto: “Io credo che quando uno abbraccia forte un peluche e lo abbraccia sentendo amore gli trasferisci quell’amore, sul serio. E poi lui lo ridà indietro, in un modo o nell’altro”.

Questo è Fedor, e questo spazio ospiterà lui e le sue frasi.

Sul potere delle parole e del pensiero positivo

Dopo l’apertura di una scatola di lego Star Wars e alla vista di un mastodontico libretto di istruzioni: “Questa costruzione sarà molto difficile. Mmmm… Ma io non devo dire così, altrimenti sarà veramente molto difficile. Diciamo allora che sarà troppo facile”.

Sulle difficoltà di essere Dio

Dal finestrino dell’aereo: “Dio ci muove dall’alto come burattini. Pensa te quante mani ha questo Dio per muovere tutte queste cose. Il suo dev’essere un lavoro veramente molto complicato”.

Sull’anima e sulla reincarnazione

In ogni persona c’è come un piccolo insetto comandante. Anch’io ho il mio nella testa. È come un fantasma che entra in una persona e vede cosa pensa e cosa guarda quella persona, poi quando quella persona finisce, lui esce e va in un’altra persona. Il fantasma è dentro noi come un insetto che comanda quel corpo ma se esce… quella persona si secca”.

Ai funerali di un topo

Dopo aver ritrovato in giardino un piccolo topo morto: Io: “Qua è terra di gatti, è stato coraggioso a tentare di attraversarla. Gli è andata male, però”. Lui: “Peccato, aveva il muso simpatico, anche se non si capisce dove sono le orecchie”. E mentre lo gettavo nel bidone della raccolta indifferenziata, lui: “No fermo, mettilo nell’organico, così la sua anima avrà qualcosa da mangiare”.

Antispirituale (o Sulla vana spiritualità)

Basta con tutta questa spiritualità bla bla bla. Talvolta preferisco le persone normali a quelle troppo spirituali. La gente normale si sveglia, va a lavorare, poi torna, mangia un po’, gioca con i bambini e va a dormire. Invece questi italiani spirituali sono troppo poetici e giocano poco con i bambini. Meglio i giochi alla poesia”.

Articolo tratto da Vivi Consapevole 40

Ti consigliamo...


Dopo un passato da giornalista (La Stampa, L’Avvenire) ora si dedica a tempo pieno alla scrittura. Ama creare storie per bambini, e più specificatamente per il bambino che è in ognuno di noi. Negli ultimi anni ha focalizzato la sua ricerca su temi che abbracciano spiritualità, esoterismo e...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Sulle Ali di Fedor

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste