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Reincarnazione e karma

di Anna Santoro (Dharma Kaur) 11 mesi fa


Reincarnazione e karma

Il ciclo di nascita, morte e rinascita nella tradizione dello Yoga Kundalini

La vita si muove tra due poli opposti: la nascita e la morte. Ambedue sono un mistero a cui da sempre gli esseri umani tentano di dare una spiegazione; spesso sono stati i filosofi o le religioni a farlo, ma è interessante sapere che anche lo yoga se ne occupa. Lo yoga affronta questi temi in senso spirituale, ma senza i dogmi delle religioni, in un linguaggio privo di intermediari tra te e l’assoluto.

La visione yogica della vita mi ha aiutata a trovare la mia modalità di relazione con Dio e l’anima, dando un senso a cose che non comprendevo e sostenendomi in una crescita importante. Il mio riferimento è costituito dagli insegnamenti del maestro Yogi Bhajan, i cui punti fondamentali sono condivisi dalla tradizione dello yoga in generale.

La reincarnazione

L’esistenza della trasmigrazione delle anime, o reincarnazione, è una credenza centrale nella visione della vita dello yoga. Nella Bhagavadgita, un testo antico e fondamentale, è espressa così: «Proprio come una persona getta via i vestiti vecchi e ne prende di nuovi, così anche l’anima, che risiede nel corpo, abbandona i vecchi corpi e ne assume di nuovi» (Gita: II, 29).

È un concetto che arriva da una saggezza lontana da noi nel tempo e nello spazio, ma lo possiamo comprendere più facilmente se pensiamo a un’affermazione universale, trasversale a tante culture: siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza umana. È un’affermazione molto forte, che sancisce l’esistenza dell’anima. Può essere complessa da accettare, ma i maestri la considerano una verità e insegnano che non solo abbiamo un’anima, ma che essa è un frammento di un’anima universale (che chiamiamo Dio, Allah, Jeovah, Rama ecc.).

L’anima è immortale, infinita, pura luce, espansa, immateriale, amore infinito. È molto difficile per la mente umana descrivere l’anima, proprio perché essa è oltre la nostra mente: la sua esistenza è fondamentalmente un grande mistero. L’anima individuale potrebbe restare in questo luogo di infinita pace e saggezza, ma decide di incarnarsi nel corpo umano per apprendere attraverso l’esperienza della vita terrena ed evolversi a livelli di consapevolezza più raffinati.

Ciò avviene in un ciclo continuo di nascite- morti chiamato saṃsāra, fino a che non giunge l’illuminazione e la liberazione dal ciclo.

La legge del karma e la via del dharma

Il ciclo dei saṃsāra è governato dalla legge universale di causa ed effetto o karma (in sanscrito significa “atto”, “azione”), secondo cui non esiste nulla di casuale, ma ogni cosa è interconnessa da legami di causa ed effetto: ogni azione, pensiero, parola determina una reazione. Nel delizioso libro Karma e Reincarnazione Elizabeth C. Prophet scrive: «Il karma dà una continuazione alla regola d’oro: fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te, perché un giorno verrà fatto a te. […] Il karma è il nostro maggiore benefattore che ci restituisce il bene che abbiamo fatto indirizzato agli altri.

È anche il nostro più grande insegnante, permettendoci di imparare dai nostri sbagli». Potrebbe sembrare che la legge del karma condizioni la vita senza che possiamo farci nulla, ma non è così: è determinata proprio da noi e dalle nostre scelte. Il libero arbitrio ci rende umani e la qualità delle nostre scelte fa la differenza tra generare karma negativo o positivo.

Il karma si ripropone attraverso persone diverse in situazioni simili, fino a che non lo risolviamo: «Qualunque sia la circostanza, abbiamo di nuovo l’opportunità di fare una scelta: daremo un impulso negativo o positivo ai nostri pensieri, alle nostre parole, alle nostre azioni?». Nel percorso del karma non è importante il contesto in cui ci troviamo, ma piuttosto il modo in cui reagiamo a questo contesto.

Perciò esiste la via del dharma, che ci indica azioni allineate alla legge universale per andare oltre l’ego e il cumulo di desideri delle vite passate, così da raggiungere il nostro potenziale più elevato e infinito.

L’anima e i 10 corpi

Nella tradizione del Kundalini Yoga, Yogi Bhajan ci dà preziosi dettagli per comprendere la nostra natura di esseri spirituali incarnati, parlandoci dei 10 corpi: l’anima, la mente negativa, la mente positiva, la mente neutra, il corpo fisico, la linea d’arco, il campo elettromagnetico, il corpo pranico, il corpo sottile e il corpo radiante. Non abbiamo lo spazio per descrivere le caratteristiche di ciascuno, ma è interessante notare che solo il corpo fisico è materiale, tre corpi riguardano la mente, gli altri appartengono tutti al regno dell’energia e dello spirito.

Con la morte sopravvivono solo l’anima e il corpo sottile, immortali e intimamente collegati. Non è l’anima, ma il corpo sottile a farsi carico delle memorie karmiche. Spesso descritto come “la navicella che alla morte racchiude l’anima e la trasporta a casa”, il corpo sottile mantiene e preserva tutte le vite passate dell’anima e, quando essa torna a incarnarsi, la riporta sulla terra completa di tutte le informazioni karmiche, che guideranno l’anima nella scelta della madre, poi del padre, del luogo, del tempo e del sesso della nuova incarnazione.

La gravidanza

L’anima entra nel mondo fisico per mezzo della madre, che nella tradizione yogica è chiamata Adi Shakti “la forza o energia originaria”. Nel kundalini yoga si dice che la connessione tra le cellule e l’anima avvenga al momento del concepimento e che l’anima abiti il corpo fisico dopo il 120° giorno.

Da questo momento fino alla nascita il bimbo assorbe tutto dalla madre e la comunicazione tra i due è totale. Perciò la tradizione ritiene che la gravidanza sia l’unico momento nella vita in cui qualcun altro può sciogliere il tuo karma al posto tuo: questa persona è la madre e il mezzo con cui può fare questo immenso regalo è la meditazione, per questo Yogi Bhajan incoraggiava le donne incinte a meditare con costanza durante la gravidanza.

Nascita e morte

Nella visione dello yoga, alla nascita ci viene assegnata una certa quantità di Prana (energia vitale, respiro) che determina la durata della nostra vita. La terra non è la nostra vera casa, siamo qui per fare esperienza: esaurito il numero di respiri che abbiamo a disposizione abbandoniamo il corpo pranico e sopraggiunge la morte. Subito dopo, in 3 secondi rivediamo come in video la nostra vita e la valutiamo attraverso la mente negativa, positiva e neutra: siamo noi stessi a giudicare il nostro operato, possiamo solo rispondere con verità e in questo momento si determina come ci reincarneremo.

Poi l’anima entra nel corpo sottile e forma con esso un’unità che, a circa 3 o 4 giorni dalla morte, inizia un viaggio a spirale che attraversa il campo elettromagnetico della Terra, richiedendo dai 13 a 17 giorni e che non sempre sarà facile per l’anima, a volte ancora molto legata al mondo.

Tutto ciò può sembrare una bella favola, ma le favole racchiudono archetipi e verità profonde su chi siamo come esseri umani. Perciò può essere importante accogliere questa conoscenza e lasciare che parli alla nostra mente e al nostro cuore.


Anna Santoro (Dharma Kaur)

Anna Santoro (Dharma Kaur) vive tra Bologna e Bertinoro. Pratica lo Yoga Kundalini da 12 anni, con crescente impegno, dedizione e competenza.Nel 2000 incontra il maestro Shiv Charan Singh (che rimarrà un riferimento spirituale per lei importantissimo) e inizia a praticare Kundalini Yoga. Ben...
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