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Proprietà e gusto del riso baldo

di Francesca Rifici 6 giorni fa


Proprietà e gusto del riso baldo

Riso giovane che profuma di tradizione

Classe 1977, il riso baldo ha compiuto da poco quarant’anni eppure è già un riso conosciuto e molto apprezzato, che promette di entrare nella tradizione.

In questo articolo parliamo di

Indice dei contenuti:

Riso baldo: la storia

Il suo inventore, il dottor Antonio Tinarelli creò questa nuova varietà dopo anni di ricerca svolti dal 1952 al 1977.

Il riso baldo non fu l’unico a nascere in quegli anni in cui si praticavano le prime ricerche genetiche sugli alimenti. Tutte le varietà analizzate e selezionate venivano allora come oggi coltivate in Italia su larga scala. In quegli anni, le ricerche portarono alla creazione anche di altre varietà quali il Roma, il Ribe e Europa. 

Nello specifico, il riso baldo nasce dall’incrocio con la varietà Arborio e Stirpe 1936 e possiede caratteristiche di entrambe le tipologie.

Se parliamo di riso baldo pensiamo a un chicco bianco, molto consistente e lucido nelle sue cromie. Appartiene alla varietà superfino e viene coltivato ad oggi soprattutto nel nord Italia, nelle province di Pavia, Novara e Vercelli.

Negli ultimi anni questa tipologia di riso è stata molto apprezzata dai grandi chef e lo troviamo protagonista in molte ricette.

Una sola raccomandazione: va servito al dente.

Le proprietà del riso baldo

Il suo chicco tiene bene la cottura e non diventa farinoso al gusto ma al contrario, rimane compatto e deciso.

Si tratta di un chicco raffinato e non integrale, che ha perso parte delle sue proprietà nutrizionali ma rimane tra i più riconosciuti per la sua perfetta tenuta in cucina. Durante la cottura rilascia poco amido e questo permette al riso di non diventare colloso ma al contrario di mantenere ben separati i chicchi, conservando il gusto.

Viene scelto dagli chef stellati perché mantiene molto bene la cottura, non scuoce anche se bolle qualche minuto in più. Assorbe molto bene i condimenti e dà vita a risotti cremosi, ben amalgamati e mantecati.

Risulta anche un’ottima varietà di riso per preparare la classica ricetta siciliana a base di riso: gli arancini. Grazie alla separazione del chicco che viene mantenuta anche dopo la cottura, diventa perfetto per creare un arancino compatto dal cuore saporito. Provare per credere.

Per sperimentare il gusto e la praticità di questo riso, è necessario mettersi ai fornelli e provarlo.

La ricetta: risotto ai lamponi

Risotto ai lamponi

Ingredienti per due persone

Procedimento

Lavare i lamponi e tagliarli a metà. Immergerli nel vino rosso e lasciarli in frigo per almeno 4 ore.

In una padella antiaderente mettiamo la cipolla tritata finemente assieme a un goccio di olio EVO e versiamo il riso per farlo rosolare un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco. Successivamente iniziare a bagnare il riso, poco alla volta, con il brodo vegetale preparato e lasciato caldo sul fuoco.

Quando il riso è quasi pronto, versare la panna di riso e i lamponi e lasciar mantecare.

Una spruzzata di prezzemolo delicata darà il tocco finale.


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