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Petalus: fiori di Bach per animali

di David Satanassi 2 anni fa


Petalus: fiori di Bach per animali

I fiori di Bach sono utilissimi ausili terapeutici per animali, da consigliare per il modo con cui entrano in armonia con le emozioni più profonde dell’animo animale, fatto di un’emotività allo stato puro, non modulata dalla ragione.

Sulla storia del dr. Edward Bach, sulla sua ispirazione e sulla scoperta di un mezzo terapeutico così fine e profondo, rimandiamo ad una lettura più specifica dell’argomento, mentre in questa sede è opportuno focalizzare l’attenzione sull'uso corrente dei fiori in relazione a due fattori importantissimi.

Il primo attiene alle miscele studiate in emergenza per l’autoconsumo, per chi è aperto ad un approccio con un metodo non soppressivo nè invasivo nei confronti della sensibilissima anima degli animali, così soffocati dal condizionamento nel manifestare le proprie emozioni, messe a tacere dalle abitudini, dagli spazi e dalla vita domestica; il secondo è riferito alla qualità dei prodotti garantiti dal marchio Remedia.

Per comprendere lo stato d’animo degli animali occorre riportare alla memoria la nostra infanzia, quando le nostre emozioni oscillavano continuamente tra il terrore e la gioia, tra l’ebrezza e la depressione; i nostri animi erano scossi dalle emozioni come fuscelli al vento: ebbene, dobbiamo pensare che gli animali vivano questa dimensione tutta la vita mentre noi, con le nostre angosce e paure esistenziali di vivere, opprimiamo le loro espressioni più autentiche per il quieto vivere domestico, dalle espressioni di gioia a quelle manifestazioni come l’abbandono, la solitudine, la paura delle novità, della performance e di tutti i cambiamenti innaturali a cui sono sottoposti gli animali.

Ogni disagio, ogni percorso, ogni malattia è preceduta o meglio, inizia, con un’alterazione delle energie più alte, più fini e più caratterizzanti l’esperienza e l’individuo, ovvero le emozioni che riguardano il nostro essere, la realtà, la percezione, il malessere.

La malattia parte sempre da un cambiamento dello stato umorale, dalla percezione emotiva, dal calo di energia, di vitalità, di interesse e di reattività al mondo esterno; poi seguono i sintomi fisici, quindi la malattia progredisce.

Nelle situazioni estreme e nelle malattie cosiddette “incurabili” permangono sintomi non curabili e le terapie chimiche si rivelano totalmente inefficaci; addirittura anche gli oppiacei non sortiscono effetti fisici.

I fiori di Bach sono efficaci anche in queste situazioni di disagio emozionale, quando gli animali vivono ineluttabilmente l’angoscia della malattia: i veri amanti degli animali, cioè coloro che si fanno animali per comprenderli, potrebbero usare i fiori, per alleviare lo stato emotivo di quelle sensazioni di perdita, rassegnazione, abbandono.

Mantenere una salute emotiva equivale a mantenere uno stato di salute generale: ogni malattia parte dall’incapacità di vivere l’emozione, dall'incapacità di aver sopportato emotivamente una decisione, dall’incapacità di sanare le emozioni rapportandole col nostro essere. La malattia ha sempre un’origine psicosomatica in quanto l’organismo non dimentica ciò che è successo prima dell’evento, il campo di errori; dalla perdita della salute emotiva scaturisce poi, come effetto a cascata, il decadimento sul piano fisico.

I fiori di Bach agiscono proprio in quel preciso momento; metaforicamente la salute può essere rappresentata come l’esercizio impegnativo del funambolo che si sforza di mantenere una posizione instabile e altamente impegnativa nel procedere su di una fune tesa nel vuoto; per definizione, "lo sforzo compiuto dall’individuo nell’adattarsi", cioè lo stato di benessere inteso dalla comunità scientifica.
Ciò preclude che la salute sia un percorso attivo e dimostra come sia facile ammalarsi come l’effetto di una "INERZIA EGOTICA"; quindi il mantenimento della salute oltre ai fini proponimenti, lo stile di vita e le scelte, può trovare un valido aiuto in quelli che Hippocrate definì "piccoli stimoli per grandi reazioni".

I fiori di Bach sono l'ausilio offerto in questo binomio esistente tra uomo e natura; quest’ultima, pur manifestandosi nell’uomo attraverso la natura a errare, ha messo anche a nostra disposizione i mezzi per riallinearci.

Il dr. Bach ne è stato un fine interprete, ha sublimato la cura fino a raggiungerne le radici, quelle che potevano sortire grandi effetti ristabilendo un legame con una matrice profonda, legata alla gioia di sperimentare la bellezza di esistere.

Perchè scegliere i fiori?

Perchè essi ci riportano ad uno stato legato alla dinamica profonda dell'origine; e nell’origine c'è la perfezione, in questo caso intesa come salute originale, quella della primordialità nella purezza ed a una probabile origine archetipica tra il mondo vegetale e animale ancora fusi tra loro. Anche dopo che la biodiversità ha sciolto questo antico legame, sono sopravvissuti alcuni archetipi che risuonano nel terreno comune animale e vegetale.

D'altronde tutte le forme viventi provengono dalla stessa dimensione, rappresentata da sensazioni profonde provenienti da modelli simili strutturali e probabilmente energetici.

I fiori inoltre, e non da meno, sono organi sessuali delle piante; i loro profumi sono ormoni volatili: l'uomo ha scelto il loro odore per recuperare quella purezza che gli è sfuggita dopo che ha sostituito la certezza per la felicità, e attraverso quell’odore riesce ad evocare uno stato che non gli appartiene più, se non attraverso una memoria emotiva olfattiva.

D’altra parte l’olfatto, questo sconosciuto, è - assieme al senso tattile - il più antico elemento sensitivo dei nostri primordi.

Gli animali invecchiando diventano ciechi, sordi, ma mai anosmici; cioè non perdono mai il senso olfattivo, come se questa virtù perduta non venisse intaccata dalla demolizione e dalla corruzione del degrado emotivo e percettivo della chiusura che precede l’oblio.

I fiori di Bach evocano quell’assoluta e antica idea che ha generato il mondo e che ci da lo scopo di vivere.

Immagine iniziale © anneh632 - Flickr


David Satanassi si è laureato in Medicina Veterinaria nel '91 a Bologna , presentando la prima tesi sperimentale in Etologia Animale, consegue un diploma triennale nel '99 in Omeopatia Unicista presso la Società Medica di Bioterapie a Bologna; poi segue i corsi di Medicina Biologica presso...
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