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Meningite e vaccini

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 11 mesi fa



E’ davvero necessario vaccinarsi per prevenire la meningite?

Indice dei contenuti:

Come agisce un vaccino?

E’ ormai ben noto che la popolazione italiana si sta ponendo nuove domande sull’utilità dei vaccini: sono sempre necessari? Quali tra quelli proposti dalla sanità italiana possono davvero essere utili per la salute?

La domanda si è fatta quanto mai attuale, ad esempio, per la situazione che negli ultimi mesi si è verificata in Toscana: i casi di meningite attivi.

Ogni vaccino viene creato in laboratorio e considerato necessario per prevenire i danni dovuti dal contagio con un qualche virus o battere. Il vaccino infatti non impedisce il contagio, ma induce il corpo a sviluppare una forma di difesa preventiva, qualora il virus o battere entrasse in contatto con l’organismo umano.

All’interno del vaccino per prevenire la meningite vi è una piccola dose di battere da cui la malattia ha origine: in questo modo, somministrandone una piccola quantità al corpo, il sistema immunitario è in grado di creare una risposta specifica e preparare l’organismo all’attacco.

Il vaccino in caso di meningite

Per prevenire la meningite, è possibile sottoporsi a vaccino: che utilità reale ha il vaccino?

Il vaccino infatti, come detto, non impedisce che la malattia si verifichi ma nel migliore dei casi serve per tenere la situazione più sotto controllo.

I pareri sono discordanti: la classe medica suggerisce e consiglia di effettuarlo in via preventiva perché la meningite è una patologia particolarmente invasiva che crea rapidamente danni.

Chi sostiene invece che i vaccini siano più dannosi che utili, parte dal presupposto che la somministrazione di un battere all’interno dell’organismo, seppur in dose molto piccola, può creare gravi danni, spesso irreparabili.

Somministrare un battere in via preventiva (che come detto, può causare gravi danni) per una malattia che probabilmente non si scatenerà mai, è senza dubbio la risposta più sostenuta da coloro che i vaccini non li approvano.

Tutti i vaccini, non solo quello per la meningite, vengono spesso somministrati a bambini e ragazzi, la fascia di età più giovane della popolazione. E’ anche la fascia di età che presenta un sistema immunitario meno forte di quello degli adulti.

Vaccino e meningite: l’unica soluzione possibile?

La meningite è un’infiammazione delle meningi: le meningi sono un sistema di membrane che rivestono il sistema nervoso centrale. La meningite più invasiva e pericolosa per la vita è quella di tipo batterico. Un vaccino potrebbe attenuare le conseguenze del contagio.

Quello che dovremmo chiederci in realtà è: perché alcune persone contraggono determinate malattie e altre no? Certamente non è solo una questione di contagio poiché ognuno di noi entra in contatto quotidianamente con molte persone.

Quale deficit dell’organismo sta alla base della possibilità di venire contagiati? Certamente il nostro sistema immunitario è strettamente correlato con i casi di meningite: lavorare sul sistema immunitario in via preventiva è sicuramente un’ottima alternativa alla somministrazione del vaccino che come ben sappiamo spesso sono fonte di grande arricchimento per le case farmaceutiche.

C’è da aggiungere anche che con il vaccino non si va ad agire sulla causa della potenziale mancanza: si somministra a tutti, senza distinzione, lo stesso vaccino: non vi è un’indagine a monte sulla reale necessità di somministrarlo.

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