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Le origini del culto - Estratto dal libro "Il Culto Segreto della Santa Muerte"

di El Tolteco 9 mesi fa


Le origini del culto - Estratto dal libro "Il Culto Segreto della Santa Muerte"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di El Tolteco e scopri come si è formato il culto della Santa Muerte in Messico e quali sono le sue caratteristiche

Il culto della Santa Muerte è una forma di sincretismo che si è sviluppato in modo del tutto spontaneo tra gli abitanti delle zone più rurali del Messico circa cinque secoli or sono, mischiando tra loro antiche credenze funerarie azteche con il cattolicesimo spagnolo, imposto dai conquistadores nel XVI secolo, e alcune usanze tipiche della hechicería (stregoneria) e della cultura yoruba, che si diffuse successivamente nelle Americhe attraverso la tratta degli schiavi africani.

Nella mitologia azteca e di altre antiche culture dell'area mesoamericana, come ad esempio i mixtechi e gli zapotechi, la figura della morte era rappresentata da Mictlantecuhtli (figura a sinistra) il Dio dei morti, raffigurato come uno scheletro, e dalla Divinità Mictecacihuatl (figura a destra), chiamata la "Dama della morte", che vegliava le ossa dei defunti.

Queste temute Divinità erano i Signori del Mictlan - l'oltretomba - e il culto della Dea dei morti Mictecacihuatl era al centro dei rituali e delle celebrazioni svolte in onore dei defunti, che in seguito confluiranno nella festa del Dia de los Muertos, importato dai missionari cattolici.

Insieme ai Padroni dei morti, vi era tuttavia un'altra Divinità azteca che può essere annoverata tra le influenze preispaniche che sono più facilmente identificabili nella figura della Santa Muerte: il potente Dio Tezcatlipoca (figura centrale) il Signore della notte e delle tenebre, sotto la cui egida operavano tutti i brujos - gli stregoni o sciamani - che celebravano i loro arcani rituali in modo indipendente, senza essere collegati ad alcuno dei grandi ordini sacerdotali.

Con l'arrivo degli spagnoli oltre alla conquista fisica dei nuovi territori - come già era avvenuto altrove - iniziò anche quella spirituale, attraverso un processo di evangelizzazione forzata dei popoli assoggettati dai nuovi dominatori, che consideravano come diabolica qualunque credenza indigena.

Ciò che non venne distrutto fu quindi semplicemente sostituito, ovunque vi fossero delle affinità tali da poterlo assimilare alle credenze, alle usanze e alle immagini iconografiche importate dai nuovi conquistatori cattolici.

Fu così che - in questi casi - gli antichi luoghi di culto vennero cristianizzati, le vecchie ricorrenze accorpate nelle festività cristiane e gli idoli sostituiti. Le antiche Divinità poterono sopravvivere nelle vesti di Madonne o dei Santi, fino a fondersi completamente con essi nello scorrere inesorabile del tempo che ogni memoria cancella.

Tra gli indios convertiti, tuttavia, accanto ai Santi "ufficiali" riconosciuti molto presto ne comparvero anche di nuovi, non presenti nel calendario cattolico, ma di grande importanza nella venerazione popolare.

Tra queste nuove forme di devozione popolare, non riconosciute dalle autorità ecclesiastiche, sorse anche il culto della Santa Muerte.

Perpetuatosi in modo del tutto segreto nelle campagne del Messico - dove era più forte la presenza di tradizioni indigene - per circa cinquecento anni, nell'ambito di alcune famiglie di devoti custodi, il culto è riuscito a sopravvivere fino ai nostri giorni.

Il culto veniva trasmesso di generazione in generazione all'interno di queste poche famiglie, di solito tramandato di madre in figlia, essendo state quasi sempre le donne le principali custodi dei misteri della Santa Muerte.

Gli altari venivano sempre custoditi nelle abitazioni dei devoti, o in cortili privati, celati alla vista dei non appartenenti al culto, e così ha continuato ad essere fino al 31 ottobre 2001, anno in cui a Tepito la signora Enriqueta Romero, Romero ha deciso di uscire allo scoperto, esponendo pubblicamente il proprio altare della Santissima Muerte, in una vetrina sulla strada.

Da quel momento in poi molti altri devoti seguiranno il suo esempio esempio, dando inizio ad una ascesa inarrestabile del culto che, come un contagio, moltiplicherà di giorno in giorno, e in modo progressivamente esponenziale, il numero dei seguaci della Santa Muerte, che oggi si dice che siano addirittura qualche milione.

Il culto della Santa Muerte

Il culto della Santa Muerte può essere semplicemente definito come una forma di devozione popolare in cui antiche credenze indigene, fede e magia si fondono in un tutt'uno, senza più poter essere distinte tra loro.

Il culto nasce come pratica individuale, priva di intermediari e di specialisti del "sacro", in cui ogni singolo fedele gestisce personalmente il proprio rapporto con la Santa Muerte. Essenzialmente il culto viene praticato per ottenere delle grazie o dei favori dalla Signora delle Tenebre, dando in cambio delle offerte e pronunciando voti.

Le richieste che di solito vengono rivolte alla Santissima Muerte riguardano la risoluzione dei problemi nella propria quotidianità, ottenere benefici materiali, protezione dal male e da ogni genere di insidia.

Santa Muerte del mio cuore non mi abbandonare con la tua protezione

Tuttavia, a differenza dei Santi e dei vari aspetti della Madonna a cui vengono richiesti miracoli e grazie di ogni tipo, ma sempre entro certi limiti, alla Santa Muerte è possibile chiedere anche la distruzione dei propri nemici.

Santa Muerte sconfiggi i miei nemici, aiutami a vendicarmi di chi mi sta facendo del male, per quanto tempo ci voglia, per quanto difficile possa essere, vinci colui che sta vincendo su di me

Nel culto della Santa Muerte puoi pregare davvero per tutto, anche per cose che non chiederesti mai alla Vergine Maria...

Il giorno consacrato alla Santa Muerte è il primo novembre - Ognissanti - che deriva dall'arcaica cerimonia di adorazione delle ossa dei Santi e dei martiri, esposte per quell'occasione alla venerazione popolare, che gli antichi conquistadores spagnoli trasmisero in seguito agli indios, che già praticavano un culto dei morti e delle ossa legato anche a pratiche magiche connesse all'evocazione dei defunti.

Tratto dal libro:

Il Culto Segreto della Santa Muerte

Contiene anche il formulario con gli incantesimi e le orazioni della Santa Muerte

El Tolteco

Il culto della Santa Muerte affonda le sue radici ancestrali in un passato misterioso in cui antiche usanze funerarie azteche si sono fuse con il cristianesimo e altre tradizioni religiose.

Questo manuale consente di conoscere i riti della Santa Muerte e di poterli praticare.

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