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Le cognizioni di base - Estratto da "I Benefici del Digiuno"

di Ruediger Dahlke 3 mesi fa


Le cognizioni di base - Estratto da "I Benefici del Digiuno"

Leggi in anteprima l'inizio del primo capitolo del libro di Ruediger Dahlke e scopri come depurare il corpo per ritrovare equilibrio e salute

Chi ha assaporato la magnifica sensazione che si prova dopo le pulizie di primavera o si è finalmente deciso, dopo lungo tempo, a riordinare lo studio o anche solo la scrivania sa più o meno come ci si sente dopo un periodo di digiuno.

Quando si ristabilisce l'ordine, si acquisiscono forza d'animo ed energie inaspettate. Può accadere che il senso di benessere inizi già durante l'astensione dal cibo, durante la creazione dell'ordine interiore, tant'è vero che gli esperti parlano persino di euforia da digiuno.

Indice dei contenuti:

Gli effetti del digiuno

Il digiuno è molto più di una strada terapeutica verso la soluzione dei problemi di salute: è un metodo prodigioso per migliorare l'umore generale. Spesso permette addirittura di dare alla vita una nuova direzione in situazioni già critiche. Oltre a una serie di vantaggi durante la successiva ripresa alimentare, si presenta così una splendida opportunità per rendere l'esistenza più felice.

Negli ultimi tempi si è diffusa la moda di saltare la cena - il cosiddetto dinner cancelling — per risollevare l'umore. La scienza ha infatti scoperto che durante il digiuno il corpo produce una maggiore quantità di ormoni della crescita, e la crescita a tutti i livelli sembra andare di pari passo con un miglioramento dello stato d'animo.

Se però la semplice rinuncia alla cena produce già un risultato sensibile, quanto può essere efficace il digiuno consapevole, durante il quale vengono meno tutti i pasti? In effetti, durante la prima esperienza di digiuno, molte persone si stupiscono di quanto migliori il loro stato d'animo, soprattutto dopo i primi tre giorni, spesso caratterizzati da fenomeni di transizione.

Qui, tuttavia, si rivela un altro segreto del digiuno. Con il tempo e con ripetute digiunotera-pie, la crescita psicologica e spirituale incoraggiata da questa pratica passa in primo piano, specialmente se stimolata e favorita da appositi esercizi.

Inoltre - e a prescindere dal corpo -, il digiuno è un ottimo motore di sviluppo. Da più di venticinque anni osservo il prodigioso aiuto che i pazienti in psicoterapia ricevono dal digiuno. Quando il corpo espelle le vecchie scorie dall'intestino crasso, che sul piano simbolico corrisponde al suo regno dei morti, riesce a liberarsi molto più facilmente della zavorra superflua anche a livello dell'inconscio. Il digiuno consapevole si trasforma così nell'esercizio di liberazione per eccellenza. Diventa una terapia, anzi una strada.

Chi può digiunare?

Oggi, persino i medici e i digiunoterapeuti sono diventati più prudenti e pongono alcune limitazioni. Ciò dipende soprattutto dal fatto che nella nostra epoca sembra sempre più difficile farsi carico di una responsabilità.

Nemmeno io, tuttavia, consiglierei il digiuno autonomo ai malati mentali e ai cosiddetti pazienti borderline, che vagano sul confine tra la realtà e l'esperienza psicotica. In casi eccezionali, questa idea si potrebbe prendere in considerazione nel contesto di una psicoterapia. E bene evitare di digiunare anche in presenza di quadri clinici cronicamente logoranti, come ipertiroidismo, tubercolosi oppure cancro e AIDS allo stadio terminale.

In concomitanza con una psicoterapia, però, il digiuno potrebbe essere utile anche negli ultimi due casi. Senza sostegno psicoterapeutico è invece poco indicato per gli anoressici.

Durante la gravidanza, questa pratica è inammissibile proprio a causa della sua azione disintossicante. L'organismo del nascituro trae nutrimento dal sangue della madre, e durante il digiuno la depurazione avviene perlopiù attraverso la circolazione sanguigna.

Lo stesso vale per l'allattamento, durante il quale il corpo materno si disintossicherebbe attraverso il latte, danneggiando così il bambino. Il digiuno, invece, è ideale come preparazione alla gravidanza; può inoltre condurre al concepimento nei soggetti in cui tutti gli altri tentativi sono falliti. Non esiste metodo migliore neppure per la rigenerazione dopo la gestazione e l'allattamento.

La tendenza a escludere determinati tipi costituzionali si basa invece su un equivoco moderno e forse anche su una certa pigrizia. In altre parole, la maggior parte delle persone può ricavare notevoli vantaggi dal digiuno, rendendosi così la vita più semplice e, allo stesso tempo, più intensa.

Per quanto tempo è possibile digiunare?

Qui devo innanzitutto mettervi in guardia dall'(arche)tipica ambizione maschile, che, per sua stessa natura, non si adatta al digiuno e alle sue marcate caratteristiche femminili. Chi si sottopone a enteroclismi fino a espellere solo acqua limpida non fa altro che torturare l'intestino, ma senza raggiungere il proprio obiettivo ambizioso. Chi decide di imitare i fondatori delle religioni e iniziare subito con quaranta giorni di digiuno sopravvaluta se stesso e, parallelamente, sottovaluta la forza femminile di questa pratica.

Il digiuno è ideale per riconoscere queste verità eterne e lasciar agire dentro di sé la forza femminile della natura. Dobbiamo tuttavia concedere tempo al polo femminile se vogliamo scoprirne i tesori. Perciò non ha senso digiunare per meno di una settimana, perché solo la transizione iniziale può durare tre giorni. Non ha nemmeno senso, tuttavia, cominciare subito con quattro settimane. La prima volta è consigliabile un periodo da sei a quattordici giorni. In seguito — purché si abbiano le riserve necessarie - si potrà arrivare a quattro o addirittura a sei settimane.

Anche i periodi di digiuno più brevi (per esempio, un giorno la settimana) sono utili solo dopo che l'organismo ha imparato a superare rapidamente la transizione. Altrimenti ci si procurano giorni di fame che forse fanno bene al corpo ma, a lungo andare, sicuramente non all'anima.

Quando si deve digiunare? (primavera, autunno, fasi lunari)

Il digiuno primaverile

Se si adottasse una mentalità pragmatica, si potrebbe optare per la stagione calda, perché durante il digiuno molti soffrono il freddo. D'altra parte, l'estate e le temperature elevate nascondono anche degli inconvenienti, perché possono aumentare lo sforzo cardiovascolare. In ogni caso, è certo che l'inverno non è indicato, come dimostra anche il fatto che non è stato scelto da nessuna tradizione.

Il classico digiuno cristiano cade in primavera e comprende il lungo periodo dal mercoledì delle Ceneri, che segna la fine del carnevale, alla domenica di Pasqua. In questi quaranta giorni di primavera avviene anche il risveglio della natura, e questo periodo è stato riservato per millenni al digiuno. Nell'antichità ciò dipendeva dalle difficoltà di approvvigionamento legate alla fine delle scorte invernali, ma in seguito l'argomento ha suscitato l'interesse delle tradizioni e delle Chiese.

Alcuni fattori inducono a collocare il digiuno personale in questo periodo, perché è sempre più facile attingere a esperienze e ad ambiti preesistenti che iniziare tutto da capo. La primavera si adatta perfettamente al digiuno anche sul piano simbolico, perché l'atmosfera di rinnovamento tipica di questa stagione ha un che di travolgente ed euforizzante.

Il digiuno autunnale

Oggi un'altra stagione propizia per il digiuno è l'autunno. In passato, gli animali e gli esseri umani sfruttavano i mesi autunnali per accumulare riserve di grasso in vista dei rigori invernali. Ormai, però, nel periodo freddo abbiamo a disposizione la stessa quantità di cibo delle altre stagioni, ma di solito ci muoviamo molto meno. Senza contare che durante l'Avvento e le feste natalizie molti si rimpinzano sistematicamente.

Il digiuno, dunque, è utile anche come preparazione all'inverno. Di norma, chi affronta questo periodo sedentario con meno zavorra lo supera meglio e in modo più sano.

Il digiuno e le fasi lunari

Se ripenso ai miei seminari e alle mie digiuno-terapie degli ultimi trent'anni, non riesco a individuare i vantaggi spesso attribuiti alla fase della luna calante. Poiché, nell'ormai collaudato seminario Unser Korper — Tempel der Seele (il nostro corpo, tempio dell'anima), ogni giornata finisce con un rituale lunare, ovviamente legato alla fase lunare in corso, abbiamo sempre tenuto d'occhio il rapporto tra i due elementi.

Senza dubbio il dimagrimento può accelerare quando la luna è calante, ma ci sono anche pareri contrari. Chi digiuna per perdere peso può preferire questa fase lunare, ma così facendo banalizza eccessivamente le finalità di questa pratica. Per quanti vantaggi il digiuno possa offrire, è poco indicato per un dimagrimento duraturo.

 

Tratto dal libro:

I Benefici del Digiuno

Un programma di sette giorni creato dal guru del digiuno per vivere più sani e più a lungo

Ruediger Dahlke

In questo libro ricco di informazioni e di consigli, il guru del digiuno Ruediger Dahlke ha raccolto le conoscenze più importanti sul digiuno per poi organizzarle in un programma di sette giorni.

Vai alla scheda

Rüdiger Dahlke, medico, è nato nel 1951. Laureato in medicina presso l'università di Monaco è specialista in terapie naturali e psicoterapia e autore di numerosi libri riguardanti il rapporto tra malattia, psiche e autocoscienza..Per quasi 40 anni, Dahlke ha...
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