800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

La reincarnazione nella tradizione ebraica - Estratto dal libro "Ritorna Ancora"

di Rabbi Avraham Arieh Trugman 5 mesi fa


La reincarnazione nella tradizione ebraica - Estratto dal libro "Ritorna Ancora"

Leggi in anteprima l'inizio del primo capitolo del libro del Rabbi Avraham Arieh Trugman e scopri gli insegnamenti della kabbalah sulla reincarnazione

La Torah scritta è il luogo da cui iniziare qualunque indagine per giungere alla fonte di un'idea o un concetto esplicito o di cui si faccia allusione nel Giudaismo - ovvero nei cinque libri di Mose e negli altri diciannove libri dei Profeti e delle Scritture (che insieme costituiscono i ventiquattro libri della Bibbia, "Tanach" in ebraico), e nei principali libri della tradizione orale, Mishnah, Talmud e Midrash. Ulteriori ricerche condurrebbero allo studio dei libri cardine della Kabbalah, opere etiche e filosofiche della cultura ebraica, e il più moderno bacino degli insegnamenti Chassidi.

Scandagliando i testi classici ebraici, notiamo che non vi sono espliciti riferimenti alla reincarnazione né nella tradizione orale né in quella scritta. Al contrario, vi sono molti insegnamenti chiari su questa materia nelle opere di Kabbalah e Chassidut. Eppure questo argomento, in quei testi, viene presentato come fondato su significati impliciti o appena accennati nei versi della Torah scritta e orale! Questa apparente discrepanza deve essere spiegata per prima.

Non è anomalo che nella Bibbia non appaiano esplicitamente le idee dei dogmi cardine della fede ebraica. Curiosamente infatti molte delle principali idee del Giudaismo non vengono menzionate in modo esplicito nella Torah scritta, perché la sua vera natura differisce sensibilmente da quella di molti altri testi "sacri".

Gli insegnamenti della Torah scritta dipendono interamente dalla tradizione orale, poiché nello stile terso e conciso del testo scritto sono celati significati, sfumature ed allusioni infinite. Ogni parola, frase, storia o comandamento è da comprendersi su innumerevoli livelli, rivelanti verità su molti diversi aspetti dell'essere umano, del mondo e della vita stessa.

Per esempio, la credenza nel Mashiach, il "Messia", e nella resurrezione dei morti, due dei tredici precetti di fede formulati da Maimonide, non vengono mai apertamente menzionati nella Torah scritta. Sebbene la figura del Meshiach e dell'era che inaugurerà siano soggetti di una parte significativa del messaggio profetico, vengono sempre velati in tracce, allusioni e simbolismi.

In un altro esempio, l'esistenza dell'anima, nella sua natura e scopo effettivi, così come la credenza in un al-di-là e nell'immortalità dell'anima, sono questioni non definite in modo chiaro nella Torah scritta, mentre godono di grande attenzione nella tradizione orale.

Anche quando si ha a che fare con i comandamenti della Torah scritta, solo una manciata di questi viene accompagnata da spiegazioni esplicitamente esposte; per la maggior parte, non vengono fornite né ragioni né spiegazioni per i vari decreti divini. È nella Torah orale i significati etici, morali, allegorici e filosofici di questi comandamenti vengono approfonditi basandosi su tradizioni passate da generazioni o mediante l'uso di principi di esegesi da cui si evince il significato tratto dalle parole e dai versi trasmessi.

Persino quei racconti o precetti aventi significati apparentemente chiari sono stati arricchiti ad ogni passaggio generazionale, così che non vi è fine alla loro attualità e valore. Molte altre importanti idee morali ed etiche formanti il corpus del pensiero giudaico si basano nella Torah scritta nonostante siano stati pienamente rivelati solo nella tradizione orale. Perciò, che la reincarnazione non venga menzionata nella Bibbia, non è affatto strano.

I principali testi di Kabbalah, comunque, hanno sempre insegnato questa idea. Infatti, nel corso degli ultimi cinquecento anni, questi insegnamenti sono stati ampiamente divulgati.

Ciò non deve stupire perché i concetti della tradizione mistica ebraica vengono divulgati e rivelati nel corso del tempo su scala sempre maggiore, il che costituisce un'importante nozione nella comprensione dello sviluppo e dell'accessibilità della Kabbalah, specialmente nel nostro tempo.

La Kabbalah, parte integrante della Torah, è passata di generazione in generazione da bocca a orecchio, oralmente, in modo segreto e protetto. Questi insegnamenti derivano dalla Rivelazione divina, e ai custodi di tali conoscenze veniva concesso il permesso, per ogni generazione, di rivelare i segreti a seconda del livello e della necessità del mondo in quel tempo. Questi insegnamenti, secondo la Kabbalah, sono intrinsecamente connessi all'era Messianica, che si approssima attraverso lo svolgersi della storia. Perciò, man mano che l'era Messianica si avvicina, i segreti della Kabbalah risultano essere sempre maggiormente rivelati, più accessibili e in grado di influenzare il mondo.

Secondo il Talmud, il nostro attuale ciclo storico di seimila anni, che culminerà con l'avvento del Mashiach, si divide in tre periodi di duemila.

I primi duemila anni sono chiamati tohu, "chaos" e descrivono lo sviluppo frenetico dell'umanità e della società come reso nel Libro della Genesi.

I seguenti duemila anni, periodo della Torah, iniziarono con Abramo e proseguirono con il formarsi del popolo ebraico, la ricezione della Torah sul Sinai ed il successivo tentativo del popolo ebraico di creare una società basata sulla Torah in Terra di Israele.

Il terzo periodo, in cui il popolo ebraico si disperse nel mondo dopo la distruzione del Tempio, è chiamata l'era del Mashiach, che condurrà il mondo al culmine della storia e al fine ultimo dell'intera umanità.

È significativo notare che i primi testi fondamentali della Kabbalah furono per la maggior parte formulati, compilati e redatti all'inizio del terzo periodo, l'era del Mashiach. È in quel tempo che il Sefer Yetzirah, "Il Libro della Formazione", i cui insegnamenti risalgono ad Abramo, venne editato e divulgato.

Il Bahìr, "Illuminazione", scritto da uno dei più grandi mistici del tempo, Rabbi Nechunia ben Hakaneh, fu rivelato in quel periodo. E contemporaneamente gli insegnamenti mistici di Rabbi Shimon bar Yochai passarono ai suoi studenti, che fedelmente li tramandarono fino alla loro compilazione e pubblicazione nel XIII secolo, "età dell'oro" della Spagna. Quest'opera, nota come lo Zohar, è ad oggi considerata la principale e più influente tra tutte quelle Kabbalistiche.

La rivelazione dello Zohar avvenne all'inizio del sesto millennio - tempo che lo stesso Zohar aveva predetto essere un'esplosione di conoscenza secolare e saggezza Kabbalistica.

Basandosi sul fatto che Noè aveva seicento anni al momento del Diluvio, lo Zohar (l:117a) afferma che nel seicentesimo anno del sesto millennio, le acque inferiori, simboleggianti la conoscenza secolare e lo sviluppo tecnologico e scientifico, avrebbero inondato il mondo. Simultaneamente, i cancelli delle acque superiori, simboleggianti la saggezza della Torah e della Kabbalah, si sarebbero aperti, inondando altrettanto il mondo.

Il sesto secolo del sesto millennio nel calendario ebraico, corrisponde al secolo tra il 1740 ed il 1840 del calendario Gregoriano. Partendo da lì e arrivando ai giorni nostri, il mondo ha davvero assistito ad una esplosione di conoscenza secolare e progresso tecnologico. È altamente significativo che nell'attuale generazione ci sia stata un'enorme espansione di interesse e di studio rivolto alla Kabbalah. Questo vale sia per il mondo ebraico che per il non ebraico.

Sia nel Bahir che nello Zohar, si parla esplicitamente di reincarnazione, ma è solo con Arizal che la dottrina della reincarnazione viene spiegata così apertamente e dettagliatamente.

Non vi è dubbio che nel suo insegnamento, la credenza nella reincarnazione è diventata la chiave di volta nell'accettare e diffondere l'idea che fosse una componente autentica della tradizione ebraica. Arizal stesso spiegò che la rivelazione di questi misteri fu consentita dal fatto che man mano che il sesto millennio progrediva si verificava una corrispondente espansione di luce nei mondi spirituali superiori. Ciò rese poi possibile iniziare a rivelare questi segreti nei mondi inferiori.

A causa della grande influenza di Arizal, il concetto di reincarnazione nel pensiero ebraico si fece lentamente strada fino a diventare tradizionale con Ba'al Shem Tov (1698-1760) e gli insegnamenti del movimento Cassidico, che lo resero una conoscenza piuttosto comune all'interno del Giudaismo.

Secondo Rabbi Yitzchak Ginsburgh, le luci nei mondi spirituali superiori iniziarono ad espandersi e rivelarsi nei mondi inferiori proprio ai tempi di Arizal, che a sua volta accelerò un'ulteriore espansione della luce nei mondi superiori. Anche ai tempi di Ba'al Shem Tov, queste luci iniziarono a rivelarsi nei mondi inferiori, provocando un innalzamento del livello di rivelazione della luce in questo mondo. Non è un caso che i suoi insegnamenti coincidano con quel secolo che secondo lo Zohar avrebbe assistito ad una maggiore rivelazione di sapere sia nelle sfere spirituali che in quelle secolari.

Nonostante la tradizione della reincarnazione appaia chiara nella Kabbalah, nel corso del tempo ci furono individui che discussero questo concetto. Il più noto tra questi fu Rabbi Sa'adya Gaon (882-942), che attaccò direttamente l'idea. In un capitolo successivo discuteremo a lungo il perché egli si oppose alla reincarnazione e come alcune delle sue obiezioni poggiassero su ragioni legittime. Qualcuno ha fatto notare che Rabbi Sa'adya non poteva ancora aver accesso alla sapienza dello Zohar, e se avesse potuto familiarizzare con le idee kabbalistiche avrebbe forse sviluppato un pensiero diverso.

Un altro tra i maggiori oppositori fu Rabbi Joseph Albo (1380- 1435), che espresse la sua contrarietà alla reincarnazione nella sua più importante opera filosofica, il Sefer Haikkarim, uno scritto molto popolare al suo tempo.

Nachmanide (1194-1270), autore di uno dei più rilevanti commenti alla Torah, fu una figura importantissima nella catena ininterrotta della tradizione Kabbalistica. Egli guarda all'incarnazione come la chiave per comprendere il significato profondo di alcuni versi biblici, in diversi passaggi, sebbene si limiti a farlo in modo celato e metaforico.

Un'altra grande figura storica, nell'epoca del Rinascimento, fu Don Yitzchak Abarbanel (1473-1508), che servì come consigliere a Re Ferdinando e Regina Isabella ai tempi dell'Inquisizione spagnola. Non riuscendo ad abrogare il decreto contro gli ebrei, personalmente condusse l'esodo fuori dalla Spagna nel 1492. Abarbanel non era attratto dagli studi sulla Kabbalah, ma fu un grande sostenitore dell'incarnazione.

Viene citato da Tosafot Yom Tov nell'ultima introduzione ad un importante libro kabbalistico, Emek Hamelech, dove egli sostiene che la dottrina della reincarnazione può essere apertamente discussa in quanto non fa parte dei segreti nascosti della Torah. Inoltre puntualizza che anche i greci, promotori del pensiero logico in ogni argomento, credevano nella reincarnazione.

Tra gli studiosi della Torah, ai giorni nostri, non si riscontra un'opposizione alla dottrina della reincarnazione. Gli insegnamenti Chassidici abbondano di riferimenti ad essa e anche il principale e primo oppositore del movimento Chassidico, Vilna Gaon (1720-1797), che firmò in prima persona una serie di importanti commentari kabbalistici, ammise apertamente la sua esistenza.

Uno dei più importanti testi concernenti la reincarnazione è il Gilgulei Neshamot. "Reincarnazione delle anime", scritto da Rabbi Menachem Azarya di Fano, studente di Rabbi Yisrael Sarouk, a sua volta uno dei discepoli più prossimi di Arizal.

Nella sua introduzione al testo, Rabbi Yerucham Meir Lainer, figlio di Rebbe di Ishbitz, che ripubblicò il libro nel XIX secolo, commenta che in questa era, in cui gli insegnamenti dello Zohar, di Arizal, e di Ba'al Shem Tov sono disponibili a chiunque, non vi è più ragione di temere di rivelare tali insegnamenti ad un pubblico più vasto. Al contrario, vi sarebbe un grande bisogno di rivelarli, perché una corretta valutazione su questa materia sarebbe di grande aiuto nella comprensione di diversi argomenti concernenti l'anima individuale, il suo fine ultimo e la sua rettificazione.

Una versione inglese del Gilgulei Neshamot è stata pubblicata nel 2001 a Gerusalemme. Nella prefazione scritta da Rabbi Ezra Batzri si spiega che, data la diffusione e la popolarità della dottrina della reincarnazione nel mondo, è imperativo presentare la visione del Giudaismo su questo argomento, in accordo con le più autentiche fonti Kabbalistiche.

Egli afferma di aver messo da parte la sua abituale riluttanza nel tradurre un testo Kabbalistico perché, in questo caso, il bisogno di chiarire e spiegare la reincarnazione secondo le visioni più appropriate del Giudaismo era di grandissima importanza.

Come esempio di quanto il tema della reincarnazione sia diventato così largamente diffuso, portiamo un certo numero di preghiere della liturgia ebraica che ne fanno menzione. Nella recitazione della sera, Shema, in cui un soggetto esprime il suo desiderio di perdonare e di essere perdonato per i misfatti o gli errori commessi nel corso della giornata, in modo da andare a dormire con la coscienza pulita, si leggono le seguenti parole nel paragrafo di apertura: "Signore di questo mondo - io perdono chiunque si sia arrabbiato o sia entrato in conflitto con me e chi ha peccato contro di me. sia che lo abbia fatto accidentalmente, per incuranza o di proposito, sia in questa incarnazione che in un'altra incarnazione..."

Nelle letture supplementari della cerimonia di Tashlich nel Rosh Hashana, quando gli Ebrei simbolicamente gettano via i loro peccati in un fiume o in un altro bacino di acqua naturale, in alcune versioni si legge: "Ti prego, oh Re compassionevole e misericordioso - l'anima è Tua e il corpo e l'opera Tua - abbi pietà della tua Opera. Lascia che la tua Grazia scenda su di noi e che noi si possa meritare il raggiungimento della perfezione delle nostre anime vitali, dei nostri spiriti e delle anime spirituali in questa incarnazione..."

Il Cantico dei Cantici, scritto da Re Salomone, viene spesso letto subito prima dell'inizio dello Shabbat. In una splendida preghiera recitata per completare l'esposizione di questa profonda allegoria, si trova la seguente intenzione: "Possa la recitazione e lo studio del Cantico dei Cantici innalzarsi dinnanzi a Te, affinché si possano cogliere i meravigliosi e profondi segreti celati in esso, con tutte le loro condizioni. E che noi si possa essere consapevoli del luogo da cui gli spiriti e le anime sono tratti, come se avessimo compiuto tutto ciò che ci è chiesto di compiere - sia in questa incarnazione come in un'altra incarnazione".

Avendo rivisto brevemente i modi in cui gli insegnamenti sulla reincarnazione vengono storicamente dispiegati nel corso delle ere, torneremo ora a presentare in modo più preciso alcuni dei versi, delle vicende e dei comandamenti della Bibbia in cui si alluda alla reincarnazione, oltre ad un cospicuo numero di importanti esempi di alcune delle fonti Kabbalistiche già menzionate in precedenza.

Articolo tratto da:

Ritorna Ancora

Le Dinamiche della Reincarnazione

Rabbi Avraham Arieh Trugman

Si dice che quando un nuovo studente si imbatteva in Ba al Sherm Tov,  il carismatico fondatore del movimento Chassidico, quest'ultimo lo interrogava chiedendogli: "Che cosa ricordi?'".

Questa domanda avrebbe, secondo Rabbi Yitzchak Ginsburgh, smosso dentro lo studente i livelli reconditi del suo inconscio, sfiorando problemi irrisolti e repressi nel corso della sua vita, nonché risvegliando memorie, profondamente radicate, di vite precedenti, fino a raggiungere persino le memorie originarie più antiche, stato celestiale dell'anima dello studente prima della sua discesa nel corpo fisico.

Vai alla scheda

Ti consigliamo...


Rabbi Avraham Arieh Trugman ha 35 anni di esperienza nel campo dell'educazione ebraica. Ha lavorato molti anni come direttore del Centro di Educazione Ebraica e ha pubblicato poesie e articoli sull'argomento.
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su La reincarnazione nella tradizione ebraica - Estratto dal libro "Ritorna Ancora"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste