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La nascita della medicina moderna

di Martino Giorgini 1 mese fa


La nascita della medicina moderna

In che modo si è passati dalla medicina fitoterapica e libera da interessi a una medicina più controllata dalle industrie farmaceutiche

Fino ai primi del ’900 i medici erano liberi di curare con la terapia che ritenevano migliore. La medicina non era solo basata sull’esperienza e sulla capacità diagnostica, ma anche sulla possibilità di scegliere tra le varie terapie naturali (fitoterapia, omeopatia, chiropratica, idroterapia…). In questo modo si garantiva una maggiore attenzione per una terapia personalizzata.

Nel 1908 le associazioni private americane Carnegie Foundation for the Advancement of Teaching, l’American Medical Association, la J.P. Morgan e la Rockfeller Foundation, promossero un’inchiesta negli Stati Uniti e in Canada sulla qualità della formazione medica. Incaricarono tale Abraham Flexner, un ambizioso insegnante senza alcuna qualifica medica la cui principale referenza era l’amicizia, tramite il fratello, con i potenti Rockfeller.

Nel 1910 uscì il famoso “rapporto Flexner” che denunciava inadeguata la formazione dei medici. C’era da aspettarselo, dato che l’inchiesta era stata promossa proprio nel momento in cui erano comparse le prime grandi industrie farmaceutiche! «L’élite finanziaria si accanì sulla presunta pericolosità e scarsa efficacia dei trattamenti fitoterapici, omeopatici e di ogni altra terapia che non prevedeva il ricorso ai farmaci di sintesi e ai principi allopatici»

Indice dei contenuti:

Un nuovo ordine medico

Dal 1910, i dirigenti universitari di medicina ebbero accesso a ingenti finanziamenti messi a disposizione dai banchieri. Le università potevano ampliarsi, costruire nuovi edifici, allestire nuovi laboratori costosi, ma a delle condizioni… Dallo stesso anno, 1910, le università esclusero sistematicamente i medici naturalistici dalle cattedre, li privarono di riconoscimenti e perciò vietarono loro perfino la professione.

La cura dei malati era passata nelle mani dell’élite finanziaria che trasformò l’assistenza medica in prodotti chimici brevettati

Fu il primo passo verso la formazione di un nuovo ordine medico, col pretesto di innalzarne la formazione e perciò la qualità dell’assistenza sanitaria. Da quel momento in poi l’unico metodo riconosciuto dal sistema sanitario americano divenne quello basato sui prodotti dell’industria farmaceutica. Le università americane divennero l’esempio scientifico da seguire. Nei loro laboratori, nuovi di zecca, i ricercatori allopatici dimostrarono, ovviamente senza una controparte, che il loro metodo era l’unico efficace, l’unico ad avere riscontri scientifici. Negli anni ’30 la grande riforma sanitaria avviata in America fu estesa a tutto il mondo industrializzato e quindi arrivò anche in Italia. Ed ecco spiegato perché verso la fine degli anni ’30 fu abbandonato il metodo medico naturalistico!

Metodo che conservarono gli erboristi di campagna e qualche medico “all’antica”. La cura dei malati era passata nelle mani dell’élite finanziaria che trasformò l’assistenza medica in prodotti chimici brevettati. Il potere decisionale sulle cure consentite o da bandire passò dai governi nazionali ai consigli direttivi dei grandi istituti di ricerca, cioè a una organizzazione sovranazionale non eletta dai popoli. I dissidenti furono esclusi dal circuito scientifico e mediatico che conta.

Nel 1977 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) estese l’applicazione del “rapporto Flexner” al mondo intero. Ecco spiegata la situazione medica attuale ed ecco perché la medicina farmaceutica è l’unica riconosciuta.


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Martino Giorgini

Martino Giorgini

(Cervia, 31 ottobre 1950) è chimico, biologo (Laurea conseguita nel 1974 presso l’Università de - gli Studi di Bologna), erborista, ricercatore e imprenditore. Nel 1977 fonda la Vis Medicatrix Naturae, ditta che attualmente produce in Marradi (FI), con erbe, minerali, vitamine...
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